P u b b l i c a z i o n i
 
Libri
1 - Sciacca ("Atlante di Storia Urbanistica Siciliana") n 6, Ed. Flaccovio, Palermo 1983, pp.123
2 - Lucca Sicula: Luogo-Storia-Memoria , Palermo, Comune di Lucca Sicula, 1990, pp.175

3 - Il linguaggio dell'Architetto nell'architettura e nell'urbanistica, Officina Ed. Roma1992, pp. 200
 
 

Rivista monografica
1 - "Pietro Alberto Piazza - Traduzioni e affermazioni del progetto" , Parametro, n.202, Faenza, Maggio-Giugno1994
 
 
Libri con altri autori
1 - "Lucca Sicula" in AAVV, Città nuove di SiciliaXV- XVI secolo, M. Giuffrè e C., Palermo , Vittorietti, 1981, pp.214

2 - "Che cos'è Sciacca" in AAVV, Sciacca: Ricerca di un'idea di città e di territorio , Carlo Doglio - Pietro Alberto Piazza, Palermo, Flaccovio, 1985, pp.149

3 - "Quali conoscenze ed intenzioni per un'idea" in AAVV , Sciacca: Ricerca di un'idea di città e di territorio , C. Doglio-P.A.Piazza, Palermo, Flaccovio, 1985, pp.149

4 - "Le Terme di Sciacca. Problemi di pianificazione urbanistica", in AAVV, La città termale e il suo territorio, Reggio Emilia, Congedo, 1986, pp.298

5 - "Problemi di identità strutturale nella città antisismica", in AAVV, Piano e progetto nelle aree a rischio sismico, Roma, Cangemi, 1995, pp.382

6 - "Sicurezza e qualità urbana", in AAVV, La città sicura , ("Collana di studi di Urbanistica") n 20 Napoli, Di.Pi.S.T., 1996, pp.383
 
 

Saggi in opere collettive
1 - "Giuseppe Samonà a Sciacca", in AAVV, Una traccia una mostra una città, Palermo, Flaccovio, 1981, pp.141

2 - " Rappresentazione di relazioni" , in AAVV, Rappresentazione / Intenzioni di progetto, Palermo, Flaccovio, 1984, pp.262

3 - "Cooperazione e disciplina urbanistica", in AAVV, Cooperazione allo sviluppo e territorio , Napoli, C.N.R., 1984, pp.240

4 - "Linguaggio e Dettaglio" , in AAVV, Il Dettaglio non è un Dettaglio , Palermo, Dipartimento R.U.I.D., 1985, pp.354

5 - "Telecomunicazioni-Urbanistica", in AAVV, Un futuro per il presente.Telecomunicazioni e territorio , Napoli,C.N.R., 1985, pp.399

6 - "Chiarimento disciplinare", in AAVV, Lo spazio pubblico nelle piccole città , Roma, Officina, 1986, pp.157

7 - "Centro Sociale a Lucca S.", in AAVV, Lo spazio pubblico nelle piccole città , Roma, Officina, 1986, pp.157

8 - "Verso un progetto culturale della città cablata", in AAVV,La Città Cablata .Un futuro per il presente , Napoli, C.N.R., 1986, pp.457

9 -"Bello e sublime senza misteri. Esperienze estetiche - Esperienze poetiche", in AAVV, Architettura del Bello e Architettura del Sublime: Le risposte del disegno" , Palermo, Dipartimento R.U.I.D., 1987, pp.305

10 - "Conoscenza e progetto nell'innovazione" , in AAVV, La Città Cablata / Un'enciclopedia , Napoli, C.N.R., 1989, pp.1031

11 - "Per il progetto della città mediterranea" in AAVV, La carta di Megaride 94 , Napoli, C. N. R., 1993, pp.479

12 - "Carta dei principi per la città del XXI secolo, come espressione di intenzioni progettuali", in AAVV, Per il XXI secolo, Napoli, C.N.R., 1993, pp.587

13 - "The urban project for safety against earthquakes and urban quality"in AAVV.The safe city Napoli 1996
 
 
 

Articoli in riviste di settore
1 - "Conoscenza e pianificazione urbanistica", Parametro , n 92, Dicembre 1980, p.18-27

2 - " Ernesto Basile: Tradizione - Classicismo - Rinnovamento" , Parametro, n 102, Dicembre 1981, p. 48-51

3 - "Antonello da Messina: La costruzione unitaria dello spazio oggettivo", Parametro, n 106, Maggio 1982, p. 54-56

4 - "Programmazione, interventi pubblici e iniziativa privata", Parametro , n 119, Agosto-Settembre 1983, p. 56-59

5 - "Mestiere architetto: conversazione con Alberto Samonà", Abaco, Agrigento, Ordine degli Architetti, Marzo 1990, p. 5-6

6 - "Recuperare la leggibilità del mestiere architetto: conversazione con Pasquale Culotta", Abaco, Agrigento, Ordine degli Architetti, Aprile 1992, p. 9-11

7 - "Sciacca: una città da definire", Abaco, Agrigento, Ordine degli Architetti, Aprile 1992, p. 26-27

8 - "Un sogno moderno nella città che cambia", Le terme di Sciacca , Palermo, Ariete 1995, p.10-15

9 - "Vivere la propria realtà" Bollettino Ordine Architetti di Agrigento, Agrigento 1997

10 - "Un progetto per la Valle dei Templi", Bollettino Ordine Architetti di Agrigento , Agrigento 1998
 
 

Articoli di giornale
1 - " Il Teatro regionale di Sciacca", Proposta , n 40/41, Agrigento, Luglio-Agosto1985

2 - " Una città da risignificare", Il Giornale , Sciacca, Maggio 1988

3 - "Palazzo Manno - Critiche superficiali", Il Giornale, Sciacca, Gennaio1989

4 - "Sul grande carro della fatica" , Il Fazello , Sciacca, Aprile 1991

5 - "Vent' anni di disastri urbanistici", Carta bianca , Sciacca, Maggio1994

6 - "Contro la crisi cosa può fare l'urbanistica", Carta bianca ,Sciacca, Giugno 1994

7 - "Obiettivo primario - Fare un buon Piano Regolatore", Carta Bianca, Sciacca, Novembre 1994
 
 

Redazione di Libri e Riviste
1 - " Icone di Sicilia - Elementi di didattica urbanistica ", Parametro, n 92, Faenza Ed. , Dicembre 1980

2 - C.Doglio-P.A.Piazza, Sciacca: Ricerca di un'idea di città e di territorio , Palermo, Flaccovio, 1985

3 - " Pietro Alberto Piazza - Traduzioni e affermazioni del progetto ", Parametro , n.202, Faenza, Maggio-Giugno1994

4 - Un progetto per la Valle dei Templi, Atti Convegno Internazionale, Italian-English text, Officina Edizioni, Roma 2002
 
 

In Corso di Pubblicazione
1 - "I-LAND TOWER nella city di Tokyo", Parametro,Bologna

2 - "Barcellona: la modernità della cultura", Quaderno Dipartimento di Rapresentazione e Progetto, Università di Messina
 
 

In Elaborazione
1 - Saggio : "Le difficoltà del progetto urbano" - 1^ bozza.

PERCORSO CULTURALE E SCIENTIFICO DI "PROGETTAZIONE URBANISTICA " ATTRAVERSO BRANI DI OPERE PUBBLICATE
 

ESPERIENZE FORMATIVE

" Rispetto alle incertezze e alla confusione con cui si sviluppava il dibattito culturale (degli anni 70) l'unica esperienza che mi é sembrata capace di colmare il vuoto e il disorientamento, fu data dalla possibilità di apprendimento disciplinare offerta dalla storia ( in una visione progettuale)
Lo studio storico della città e dell'architettura, attuato con rilievi, indagini dirette sul campo, ricerche storiografiche e d'archivio, ha consentito di individuare rispetto ai nostri interessi disciplinari i meccanismi del "perché" e del "come" determinate società hanno realizzato il loro caratteristico spazio abitato. Uno studio che, partendo dallo stato di fatto morfologico della città e del territorio, ha considerato la storia economica, sociale, religiosa, politica, come possibilità di conoscenza dello spazio abitato in tutte le sue fasi formative, trasformative e di crescita. Emergeva così evidente ciò che nell'esperienza costruttiva della città e del territorio concorreva positivamente alla sua formazione, rispetto a ciò che invece era semplicemente ausiliario, sovrastrutturale, controproducente o inutile. Emergeva evidente ciò che della morfologia determinava qualità e valori dello spazio abitato rispetto a ciò che determinava patologie e sottosviluppo. Emergevano della morfologia le condizioni di validità attraverso cui essa dava espressione culturale alla società che l'aveva promossa, realizzata ed usata, rispetto a ciò che era inespressivo, insignificante ed improprio. Emergeva nello studio morfologico l'uso che si era fatto delle risorse naturali, della materia, della forma e della figurazione, nel modo di dare un particolare senso allo spazio abitato. Emergeva evidente ciò che della morfologia, nello spazio e nel tempo, era ricorrente e permanente rispetto a ciò che di essa era dinamico e mutabile."
Tratto da:"Il linguaggio dell'architetto nell'architettura e nell'urbanistica", Officina Ed. 1992, p.8
 

NECESSITA' E POSSIBILITA' DI PROGETTO

"per raggiungere risultati positivi nella progettazione architettonico-urbanistica sembrava utile avere una continuità dialettica tra conoscenza, idea e progetto; sembrava utile una continuità di esperienza tra passato, presente, e futuro; sembrava utile avere una continuità operativa tra diverse scale d'intervento architettonico-urbanistico; sembrava utile avere un comune denominatore con le altre discipline per recuperare la ricchezza scientifica e tecnica da esse prodotta.
Tutto questo trova unità nelle condizioni che istituisce il "linguaggio" nel definire l'ambito entro cui l'architetto può considerare e valutare qualità e valori dello spazio abitato della città e del territorio. Per queste finalità, il linguaggio assume come materia su cui pensare e materia con cui operare la "morfologia". Ad essa viene riconosciuta validità di senso spazio-temporale e valore affermativo di contenuti nella funzione costruttiva che svolge per soddisfare gli usi richiesti dall'abitare.
Tratto da:"Il linguaggio dell'architetto nell'architettura e nell'urbanistica", Officina Ed. 1992, coper.
 

ESERCIZIO DEL LINGUAGGIO MORFOLOGICO

...sia quando "interpretiamo" fenomeni della realtà esistente, sia quando ci facciamo "interpreti" di ipotesi progettuali. (le) due diverse esperienze possono avere "continuità logica" nei processi operativi della "decodificazione" e della "codificazione"
-Con la decodificazione si dà un'interpretazione linguistica alla realtà urbana o territoriale esistente a cui siamo interessati. La decodificazione é un lavoro di applicazione sugli elementi morfologici e sul codice di una certa realtà urbana o territoriale attraverso cui possiamo pervenire alla sua comprensione e alla sua interpretazione, sia analizzando le "articolazioni" morfologiche che determinano un certo fenomeno di spazio abitativo, sia analizzando i "contenuti" a cui le stesse articolazioni morfologiche danno rappresentazione.
-Mentre nella decodificazione si attua un metodo di "scomposizione", nella codificazione si attua un metodo di "composizione" secondo procedure inverse. Ossia la codificazione mette in atto procedure che consentono di istituzionalizzare un "codice" che regola i rapporti tra gli "elementi" chiamati a dare rappresentazione formale ai contenuti. Queste analisi assumono particolare importanza nelle attività di progettazione ...
Tratto da:""Traduzioni e affermazioni del progetto" , PARAMETRO n 202, pp.19
 

PRATICA DISCORSIVA DEL PROGETTO URBANISTICO

Ogni "linguaggio morfologico" identifica un particolare "sistema culturale" urbano o territoriale formato da un numero limitato di elementi e da un numero finito di regole che lo rendono distinguibile.
Queste generiche caratterizzazioni linguistiche trovano specifica espressione e rappresentazione in diverse "pratiche discorsive" ciascuna delle quali storicizza un particolare momento ed un particolare luogo dello spazio abitato.
Sostanzialmente ogni pratica discorsiva mette in atto una sola delle possibilità che offre il linguaggio, legittimando in modo permanente l'evento di un pensiero soggettivo all'oggettività collettiva che istituisce lo stesso linguaggio...
In questa situazione dinamica il discorso architettonico-urbanistico (del progetto) dà ordine ad una permanente conflittualità tra "natura", "cultura" e "civiltà". Esso tende a creare una condizione di "senso" tra ciò che la natura consente e propone ad ogni esperienza dell'uomo; tra ciò che la cultura presenta come condizione operativa stabile e ciò che i fatti innovativi, portatori di civiltà, tentano di modificare della cultura stessa. Pertanto si può dire che la motivazione di mettere in atto una "pratica discorsiva" risiede nella necessità di dare "senso" alla produzione materiale della nostra civiltà. Ciò significa ricondurre la forza produttiva della nostra civiltà nei sistemi linguistici della cultura per vincere lo stato di disordine della sua automatica crescita...
La pratica discorsiva - attuata secondo queste caratteristiche - utilizza diverse attività disciplinari che noi per chiarezza schematizziamo in due gruppi: a) quelli relativi alla formazione della "proposizione progettuale" in cui viene a rivelarsi e conoscersi oggettivamente la nostra "intenzione" personale, rispetto alle possibilità d'intervento che consente la realtà ; b) quelli relativi alle "articolazioni morfologiche" attraverso cui la stessa proposizione progettuale assume evidenza stabile...
...il progetto, con la pratica delle attività elencate diviene il momento di rivelazione e di conoscenza della nostra intenzione, il momento di trascrizione e memorizzazione della nostra proposta, il momento di simulazione del nostro discorso architettonico-urbanistico. Ma é importante rilevare che il progetto con le attività e per le finalità elencate svolge una funzione molto significativa nella ricostruzione del rapporto forma- contenuto
Le attività di dimensionare, organizzare e caratterizzare concorrono a formare la "proposizione" concettuale del progetto attraverso la "traduzione" delle nostre intenzioni e i concetti in genere rispetto alla possibilità d'intervento che consente la realtà storica della nostra esperienza, mentre le attività di formazione degli elementi, delle strutture e del sistema concorrono a dare "affermazione" morfologica a quanto prefigurato dalla stessa proposizione concettuale.
Tratto da:""Traduzioni e affermazioni del progetto" , PARAMETRO n 202, pp.20/25
 


 
 
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