Episcopia a LED

     Per la verità, inizialmente io volevo fare solo una semplicissima nota, della serie "No Comment".   Poi, man mano procedevo con la costruzione e visti i risultati, ho deciso di fare un vero e proprio articoletto di microscopia applicata.

Il precursore dell'illuminatore.      Tutto comincia da un semplicissimo illuminatore a LED, assemblato in fretta e furia per fare alcune foto in episcopia. Con quattro diodi ed una basetta di vetronite l'illuminatore era subito pronto e da allora è stato usato tantissime altre volte. Era semplicissimo da utilizzare e permetteva ottime foto.   Ma si poteva fare di meglio !

La basetta in vetronite ramata con già le due incisioni.
     Prendiamo allora la nostra vetronite ramata e facciamo una basetta abbastanza grande da portare un vetrino e fatta in modo tale da addattarsi al nostro microscopio.

     Nel mio caso è fatta apposta per essere utilizzata con un vecchio Leitz Ortholux, comunque ciascuno userà la forma che crederà più opportuna.

Allineamento della prima serie di LED.     Con la fresa la basetta viene divisa in tre parti, creando così tre isole separate: in centro la massa negativa per i catodi, ad un estremo tutti gli anodi, all'altro capo l'alimentazione positiva.

Allineamento della seconda serie di LED.      Posizioniamo un vetrino e con quattro gocce di stagno negli angoli gli facciamo i fermi, in modo che abbia una posizione sicura.

     Passiamo ai primi 3+3 LED, identifichiamo i capi negativi, poi li pieghiamo a squadra e li tagliamo in modo che questa prima serie di diodi sia poco più alta del vetrino.

     Saldiamo assieme anche gli anodi e li colleghiamo ad una delle due isole.

Epiilluminatore a LED finito.      Mettiamo sul vetrino un oggetto nero verticale e regoliamo i sei LED in modo che tutti puntino verso il centro, formando non tre punti separati, ma una larga fascia illuminata, poco più in alto del vetrino.

Particolare dei collegamenti, notare i tubetti isolanti.      Passiamo ora alla altra serie di 4+4 LED, fissandoli ai lati dei precedenti, ma un poco più in alto. Conviene fissare prima tutti i fili dei negativi, poi orientare i LED in modo approssimativo e finalmente saldare anche il capo positivo. Poi con un fondo nero sul vetrino, si orientano per bene tutti i LED a formare una grossa macchia di luce di forma allungata. Tenere ben distanti le due file, fra loro deve poter passare un obiettivo da 40x senza toccare.

In funzione sull'Ortholux.      Siamo alla fine, colleghiamo le due piazzole laterali con una resistenza da 22 Ohm 5W e con una piattina bicolore andremo a collegarci all'alimentatore. La corrente massima sopportata dal sistema è di circa 250 milliAmper.

Foglia di felce a vari ingrandimenti.      L'utilizzo del supporto illuminante è intuitivo: si mette un vetrino a protezione e vi si pone sopra ciò che vogliamo vedere. Solo utilizzando obiettivi piuttosto grossi (25x, 40x) lo spostamento si riduce, tanto da potersi spostare l'oggetto solo in senso longitudinale.

     Dato che la luce proviene dall'esterno, senza attraversare l'obiettivo, non vi sono troppi problemi di riflessioni e si possono utilizzare obiettivi normali, inoltre la lamella copri oggetto non da alcun fastidio.

     Nelle foto dimostrative si vede una foglia di felce a diversi livelli di ingrandimento, poi un gruppo di radiolari ed infine una bella serie di cromosomi umani.

Radiolari. Cromosomi umani (il colore del fondo è dato dal rame).
     Tutti i soggetti sono stati fotografati con la sola ed esclusiva fonte di illuminazione episcopica a LED.



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