The Renegades

Ian Mallet
Kim Brown
Denis Gibson
Graham Johnson

 
 

La leggenda racconta che, stanchi di vedersi sbattere le porte in faccia, Ian Mallet, Kim Brown, Denis Gibson e Graham Johnson abbandonarono la loro madre patria, la Gran Bretagna, per stabilirsi in Finlandia, dove cominciarono a farsi crescere i capelli giurando di non tagliarli più sino alla fine dell'esilio volontario. E, come se non bastasse, scelsero un nome adeguato alla situazione: Renegades (rinnegati). Leggenda a parte, I Renegades giunsero in Italia per il festival di Sanremo 1966 preceduti da un'ottima fama, dovuta anche al successo del loro pezzo "Cadillac"; in Finlandia erano popolarissimi e le loro esibizioni al Beat Club di Helsinky provocarono scene di isterismo paragonabili a quelle scatenate dai Beatles. Al Festival eseguirono "Un giorno tu mi cercherai" in coppia con l'Equipe 84: malgrado l'eliminazione, fecero colpo sul nostro pubblico, anche per le divise adottate, simili a quelle dell'esercito nordista americano. La versione italiana di "Cadillac", curata da loro stessi ed uscita poco dopo l'esibizione sanremese, ottenne un buon successo così come "Lettere d'amore", una nuova edizione della famosa "Love letters" di Elvis Presley. In pratica i Renegades si stabilirono definitivamente nel nostro paese preferendolo persino alla Finlandia. Dopo lo scioglimento non si ebbero più notizie di Brown, Gibson e Mallet. Solo l'ex batterista Graham Johnson entrò a far parte della casa discografica Ariston in veste di produttore, occupandosi prevalentemente del lancio di Luciano Basso, musicista e polistrumentista di indubbio valore. Alla fine degli anni settanta un gradita sorpresa: il ritorno di Kim Brown alla testa dei suoi Kim & Cadillacs, scatenatissimo gruppo di rock 'n' roll.

 
 

tratto da:
"C'era una volta il beat..."
di Nicola Sisto
Lato Side Editori