UN MARZIANO DI NOME BALU`

atto unico musicale per bambini di Mauro Becattini

 

 

Personaggi: Sigismondo (detto Mondo) E’ un tipo " Jeans e scarpe da ginnastica"

Balu` il/la marziano/a Pelle verde. faccia quadrata, antenne sulla testa e peli sulle mani

Cirillo il cameramen Non parla, in compenso soffre di un tremendo raffreddore

Battista l'affarista Bometta e valigetta ventiquattr’ore

n.b.

Cirillo e Battista non hanno compresenza in scena e possono essere interpretati dallo stesso attore.

Ambientazione: La scena si svolge in un ambiente chiuso: indispensabili: una uscita dal fondo, una finestra, una poltrona, una chitarra.

 

SIGIS. Sono proprio contento di rivedere Balu` stasera: ti rendi conto? Un Marziano in carne ed ossa! (al pubblico) Ehi, ragazzi, ne avete mai visto uno? Beh, allora saprete gia` che sono.... maledettamente timidi, bizzarri e soprattutto ... verdi! Si`, lo so che a voi non fa paura ma... a me ... la prima volta che lo conobbi... (rumori spaziali) Senti senti... Questa e` la sua astronave che sta cercando un posto dove posarsi...! Dicevo? Ah si, che non c'e` da avere paura di Balu`... ma lui... o dovrei dire lei? Boo! Questo non lo ho mai capito... Comunque, una cosa e` certa: e` un grandissimo fifone: dice che vedere la gente del nostro colore gli mette addosso un'ansia terribile! Poverino! (rumori spaziali) Ecco, ecco: deve essere atterrato. Mi viene un'idea: stavolta lo accolgo con una canzone... La musica gli piace, ne sono sicuro. Gli cantero` questa (prende la chitarra): vediamo un po` se me la ricordo (canta piu` volte il ritornello, per farlo imparare ai bambini) Ah, come vorrei che qualcuno la cantasse insieme a me: un bel coro per accogliere il marziano di nome Balu` (parte la base)

canzone: SON SIMPATICI I MARZIANI

rit. Son simpatici i marziani, Balì, Balò, Balù!

Con quei peli sulle mani, Balì, Balò, Balù!

Con la faccia un po’ quadrata, ti sorridono così:

Bidibì bibbibibbì, bada, badabadaù!

1 str. Una mattina, la mia mammina

mi ha svegliato ... tutta agitata:

"la radio ha detto che son venuti,

coi loro dischi sono arrivati

dei buffi tipi di altri pianeti.

Saranno buoni? Speriam di sì!

Saranno buoni? Speriam di sì!"

rit.

2 str. Scendo a vedere questi marziani,

le loro grandi, pelose mani:

ma appena giunto mi han circondato ...

che mi faranno? Aiuto! Aiuto!

Ma hanno capito che ero impurito:

m’han sussurrato: "Balò, Balù!"

e m’han sorriso a testa in giù.

rit.

 

 

S.IGIS. Dai Balu`, non fare il timido, ho sentito che ci sei...

BALU’. (entrando fa strani versi e mostra di essere spaventato: poi, finalmente, appoggia la valigia per terra e va davanti a Sigismondo)

SISGIS. Oh, finalmente, allora come hai viaggiato? Ti piacciono questi bambini? Come te la passi a casa? In famiglia tutti bene?

BALU’ (risponde con suoni gutturali)

SIGIS Oh, che sbadato: ho dimenticato di attivare lo psicoteletraduttore automatico cinciuncian! Proviamo a premere questo pulsante: c'e` scritto "acuti"!

La scena viene giocata sull'effetto che vari pulsanti di uno strano armamentario appeso alla cintura del marziano hanno sulla sua voce: verranno provate anche varie sintonie di diversi linguaggi... finche`

BALU (la voce e` comunque metallica): Ciao, bambini!

SIGIS. Finalmente: allora puoi caprimi...

BALU’ Certo che io capire te, Sigibrutto!

SIGIS. Ma come... hai dimenticato il mio nome...

BALU’ Ma no, io scherzare sempre (strizza l'occhio al pubblico): io ricordare tu chiamare Sigigrullo!

SIGIS. Sigismondo: mi chiamo Sigismondo (si sta alterando)

BALU’ Io sapere ma io chiamare tu solo Mondo: essere piu` facile!

SIGIS. Come preferisci! Ma ora... mettiamoci al lavoro! Cirillo!

CIRIL. (il cameramen entra sovraccarico della sua attrezzatura: rimane impressionato da Balu` e lo studia, avvicinandosi sempre piu`, finchè non prorompe in una serie di starnuti, che spaventano un po’ Balù)

BALU’ Chi essere costui?

SIGIS. Questo e` Cirillo il cameramen.

BALU’ Camera cosa?

SIGIS. Senti Balu`: ti spiego. Ti ho fatto venire perche` voglio realizzare una intervista sensazionale. ti voglio mandare in televisione

BALU’ Inter... vista?

SIGIS. Sai, quando ti ho visto la prima volta, sono corso a dirlo a tutti ... ma nessuno mi ha creduto...

BALU’ Tu non essere convincente!

S.IGIS. Ma no, ma no: e` che la gente, ai marziani, non ci crede!

BALU’ Questo essere molto buffo: si` perche` anche su Marte loro non credere a terrestri ...

SIGIS. Ecco, appunto: tutto il mondo e` paese! Allora io ho assunto un cameramen per riprendere l'intervista che ti faro`: quando ti vedranno in televisione, mi dovranno credere...!

BALU’ Ma io non capire cosa essere televisione...

SIGIS. Oddio! E` un po` complicato: ce l`avrete anche su Marte... E` una scatola da dove vengono fuori le immagini e i suoni: la gente si siede li davanti e si diverte: sai si possono mangiare le patatine, alla televisione: poi si cambiano i canali con il telecomando e poi c'e` la pubblicita` e...

BALU’ Oh, io capire! Su Marte esserci qualcosa di simile ma tanti, tanti, tanti tanti, tanti) anni fa! (enfatizza con i gesti e Cirillo segue con la testa, ma alla fine arriva lo starnuto e si deve fermare) Noi ora essere molto, molto, molto, molto (come prima) intelligenti e non guardare piu` scatola! Ma spiegare me: cosa essere patatine?

SIGIS. Senti, te lo dico dopo: adesso cominciamo l'intervista. Vuoi darti una pettinatina? (prova a lisciargli un po` i peli, ma...)

BALU’ Ahhhhh! Tu volere ammazzare me! Non toccare mie antenne! Non avvicinare me... pussare via!

SIGIS. Ma stai tranquillo (al pubblico) Ma come e` complicato 'sto Balu`...: pero` chissa` che soddisfazione quando tutti lo vedranno, ... e daranno a me il merito di averlo scoperto...! Cirillo: ciack, si gira!

Cirillo si mette vistosamente in movimento con la sua telecamera; soffre per uno starnuto che non si decide ad arrivare e, finalmente, accende la telecamera: però arriva lo starnuto! Allora ferma tutto, si soffia rumorosamente il naso e poi riparte!

SIGIS. Signori e signore buonasera: Abbiamo qui con noi il Marziano di nome Balu`! (fa cenno a Cirillo di inquadrarlo): Ci dica, signor Balu`, e` molto diverso su Marte?

BALU’ Io non capire perche` tu chiamare me signor? Cosa essere questo?

SIGIS. (sorride imbarazzato alla telecamera) Ehh gia`! Allora, dicevo che lei, cioe` che tu... abiti molto lontano ...vero...

BALU’ Ma veramente io essere molto vicino: mia casa essere a cinque minuti di qui!

SIGIS Cioè, volevo dire ... ho capito che ... insomma ... tu vai veloce, ma la distanza ...

BALU’ Ecco appunto, io volere dire questo: io abitare vicinissimo!

SIGIS (sorridendo vacuamente alla telecamera) Ma il nostro amico, ha sempre voglia di scherzare: Però adesso lo vogliamo dire ai nostri cari telespettatori che tu non stai su questa terra?

BALU’ Ma cosa dire? Io stare su questa terra: non vedere? Io avere appoggiati tutti due piedi su terra?

SIGIS (cercando di fare l’indifferente) Be’, sarà meglio che ti domandi direttamente: tu chi sei?

BALU’ Tu volere prendere in giro me? Tu sapere benissimo io essere Balù tuo amico! Tu conoscere me!

SIGIS Ma dillo ai nostri amici telespettatori: dillo! Te ne prego...

BALU’ Io non vedere tele spezza ... tenespetta .. come dire tu insomma: Io vedere solo strano omino fare strani versi

con bocca e naso (Cirillo ha un attacco di starnuti)

SIGIS. Ti prego, Balù: fallo per me: vai davanti a quella benedetta telecamera e conferma che tu vieni da Marte...

BALU’ Ma... veramente ... io non venire di Marte!!!

SIGIS. (arrabbiato, quasi piangendo) Ma come? Ma allora ...

BALU’ Io venire da Milano perche` essere stato a trovare amico...

SIGIS. Stop! (urlando come un ossesso: Cirillo si ferma impressionato: gli cade la telecamera: la raccoglie ma gli viene uno starnuto). Ma non e` possibile!(agitatissimo, parla da solo e va concitatamente in sù e in giù)

BALU’ Questi terrestri essere troppo agitati: tu calmare:

SIGIS. Ma che calmare e calmare: mi fai saltare i nervi! Mi ci sono voluti anni per rintracciarti: e poi, organizza l’intervista: cerca il cameramen... e tutto per sentirsi dire: Io venire da Milano!

BALU’ Tu dovere rilassare: tu guardare miei occhi: tu ascoltare mia voce: uno due, uno due: piano, piano, essere bravo: cosi`: (lo ipnotizza piano piano): tu cantare me canzone di mio pianeta...cosi`... io rilassare tu rilassare .... lui rilassare... tutti rilassare! Via, cantare, cantare.

canzone: IO SONO DI UN ALTRO PIANETA

rit. Io sono d’un altro pianeta:

non lo vedi, che mani che ho?!

Ma se guardi dentro agli occhi miei...

scoprirai che sono simile a te!

1 str. L’astronave, io so pilotare

e so stare senza respirare.

Mangio naftalina, bevo la benzina...

ma sono simpatico proprio perchè:

rit.

2 str. Son venuto da un mondo lontano:

non lo vedi che sono un marziano?

Ma il mio verde cuore... sa cos’è l’amore

e se lo vorrai sarò un amico per te!

rit.

3 str. Tu puoi stare sempre lì a guardare:

le mie mani cerca di seguire!

Ti puoi rilassare, cerca di dormire!

Una nanna ninna adesso ti canterò!

rit.

 

 

Sigismondo, ipnotizzato, inizia a dondolare:: Cirillo, impaurito, esce soffiandosi il naso! Anche Sigismondo esce muovendosi come un automa sul finire della canzone: alla fine rimarra` Balù solo sulla scena, che sulle strofe finali eseguirà una specie di balletto, con movimenti da far ripetere anche al pubblico.

BATT. Son Battista l'affarista

sono un tipo molto in vista

Se io sento odor di affari

mi trasformo bimbi cari

e divento un po` mostruoso

si: io sono pericoloso!

si avvicina a Balù con circospezione: lo esamina visibilmente disgustato: poi, rivolto al pubblico:

BATT. Allora, mi avevano detto giusto! Ecco qua un esemplare di animale preistorico mai visto! Chissà quanti soldoni pagherà lo zoo se lo consegno in buone condizioni: Battista... calma! Qua ci vuole tatto: Ma dove l’ho messo? Eppure ne porto sempre uno dietro... non si sarà mica sbriciolato... ah, no! Eccolo! (Estrae rufolando, dopo tanto cercare, dalla valigetta uno zuccherino e si avvicina nuovamente a Balù facendoglielo annusare)

BALU’ Ahhh... tu volere avvelenare me! (Lo colpisce con una violenta scarica eletrrica, facendo un gesto con le mani - ovviamente le luci devono essere sincronizzate con un grosso "flash", onde simulare che la scarica parta da Balù). Noi i essere per non-violenza ma questa essere legittima difesa!

BATT. (visibilmente sorpreso) Ma come .... parla?! ... allora sì che vale! (a Balù, con fare accomodante) muci muci muci, vieni qui bell’animaletto (estrae dalla borsa un enorme siringone) ... se riesco a iniettargli questo potente anestetico, è fatta: si addormenterà come un angioletto: chiamerò i responsabili dello zoo e lo porteranno via in un battibaleno...

BALU’ Tu non dare a me zucchero, perchè per noi zucchero essere veleno ... tu dare a me cloroformio! Ium, ium, questa essere delizia (strappa di mano la siringa al malcapitato, toglie l’ago e se la beve voracemente) Che buono! Essere cloroformio d’annata: 1992 ... no forse 1993 ... gennaio? No, no, no! Forse essere febbraio!

BATT. Prima sconvolto, poi sempre più lamentoso: O questa? Ma che razza d’animale sei? Oddio, questo è proprio pericoloso! Ma tutte a me devono capitare... Ehi, amico, dico a te: ci vuoi venire in un bel posticino con me? Ci sono tanti altri begli animaletti, in delle graziose casine di metallo: luce assicurata: un pasto caldo ... anzi una bella fiala di cloroformio tutti i giorni: riscaldamento solare, portiere, e un sacco di amici tutti i giorni che ti vengono a trovare!

BALU’: Non capire cosa dire: ma io leggere in tuo cuore tu essere no buono! Tu guardare me: tu guardare miei peli di mani! parte la base della canzone precedente - solo musica- Balù, pian piano, ipnotizzerà anche Battista.

BATT. Oddio, mi sento strano: come quella volta che cercai di catturare un serpente a sonagli ... e poi lui cominciò a scampanellare ed io ... ed io (cade in trance: occhio vitreo, dondola la testa al ritmo delle mani del marziano)

BALU’ Tu non essere più umano ...

BATT. Io non sono più umano!

BALU’ Tu essere grande anatra ...

BATT. Io sono una grande anitra: qua qua qua (comincia a dondolare col bacino e, con la caratteristica andatura, si avvicina all’uscita)

BALU’ Tu andare zoo e dire: io essere nuovo tipo di anitra: prego, prendere me!

BATT. (Uscendo) Adesso vado allo zoo. Adesso vado allo zoo. Perchè io sono un nuovo tipo di anitra: vi prego accoglietemi. Adesso vado allo zoo ...

BALU’: (Al pubblico): ehi, ragazzi, ma essere tutti così birboni su terra? (Aspetta la risposta.) Ok io credere voi ma voi terrestri non avere buona nomea: ma sentire cosa dire di voi su MARTE: voi aiutare me: io cantare e voi ripetere nomi pianeti: esempio (intonando la canzone:) C’era una bambino un bambino di Marte: e voi "di marte, di marte" (ripete il facile ritornello finchè i ragazzi non lo imparano, poi parte la base)

 

 

 

canzone: SULL’ASTEROIDE X

1 STR. C’era un bambino un bambino di Marte,

di Marte, di Marte.

C’era un bambino un bambino di Marte...

che giocava solamente con le carte!

C’era una bimba, una bimba della Luna,

della Luna, della Luna,

C’era una bimba, una bimba della Luna...

che giocava con la sabbia della duna!

C’era un bambino, un bambino della Terra,

della Terra, della Terra.

C’era un bambino, un bambino della Terra...

che voleva solamente far la guerra!

C’era un bambino, un bambino di Saturno,

di Saturno, di Saturno.

C’era un bambino, un bambino di Saturno...

Che giocava solamente

quando a lui toccava il turno:

rit. Ma un giorno si diedero l’appuntamento

sull’asteroide X!

L’astronave volava più veloce del vento

verso l’asteroide X!

2 str. "Ciao, ragazzi!" disse quello di Marte,

di Marte, di Marte.

"Dai facciamoci una bella partita...

di scopone e settemmezzo con le carte!"

"Io, invece", disse quella della Luna,

della Luna, della Luna.

"Vorrei fare un bel castello con la sabbia:

con la sabbia, con la sabbia della duna!".

"Ma perchè?", disse il bambino della Terra,

della Terra, della Terra.

"Ma perchè non combattiamo con le armi...

e facciamo tutti insieme una guerra!?"

"State buoni!" disse quello di Saturno,

di Saturno, di Saturno.

"Non capisco perchè non si possan fare

tutti i giochi, uno per volta,

rispettando il proprio turno!"

rit. E allora decisero di fare la pace

sull’asteroide X!

E cantarono insieme, manno nella mano,

sull’asteroide X!

sul finale rientra Sigismondo, in tempo per il rit. finale, sul quale improvviseranno un balletto

SIGIS. Ehi, Balù, da quando in qua hai imparato a cantare! L’altra volta eri stonato come una campana!

BALU A parte il fatto che io non potere essere come vostra campana, ma come nostra steropirudantimolepana... ma poi io

avere in mio apparecchio tasto "canterino": essere nuovo ritrovato di nostri scienziati!

SIGIS. Accidenti! Siete proprio forti! Ma perche’ non mi racconti come vanno le cose su da voi!. Ad esempio, com’è una tua giornata normale: (al pubblico) Proverò a distrarlo: così Cirillo potrà riprenderlo...!

BALU’ Oh essere molto semplice: miei trenitori chiamare me presto la sera .... e io salire su piattaforma autoigienizzante/alimentante e poi...

SIGIS. un momento un momento un momento! Frena! Cosa sarebbero i trenitori! (intanto fa cenno a Cirillo, che aveva fatto capolino, di iniziare le riprese senza farsi vedere da Balù: ma questi viene investito da una poderosa crisi di starnuti: comunque Balù non sembra notarlo, infervorato com’è dal suo discorso)

BALU’ Voi non avere trenitoriiii? Non avere mamma?

SIGIS Certo che ce l’abbiamo, la mamma!

BALU’ Non avere babbo? Non avere peppe?

SIGIS. Peppe? E cosa diavolo sarebbe peppe?

BALU’ Allora tu non sapere come nascere ....(allusivo)

SIGIS. I bambini?

BALU’ Ma no: i marzianini!: per nascere marzianini mamma, babbo e peppe dovere volere molto bene poi loro sposare...

SIGIS. Sposare? In tre? (anche Cirillo, strabiliato, lascia cadere la telecamera: ma presto la recupera e ricomincia a riprendere la scena, asciugandosi con un vistoso fazzolettone: ovviamente lo stesso con cui si era soffiato il naso) Ok, ok, lasciamo perdere: è troppo complicato per noi: piuttosto, raccontami: come sono le scuole, su marte: questo ci interessa! E... a proposito: ci vanno volentieri i ragazzi?

BALU’: questo essere molto uguale a vostra terra: sentire io raccontare come marziano andare volentieri a scuola:

parte la base: la canzone sarà mimata: ogni "dolore" menzionato, sarà anche drammatizzato da Sigismondo che, sul Sabato, si rotolerà addirittura per terra, per rialzarsi prontamente alla Domenica, mettendosi a saltare e a ballare allegramente

canzone: A SCUOLA NON ANDRO’

Mi sono alzato ...BOBOMBOMBOM!

Col mal di testa! BOBOMBOMBOM!

E’ Lunedì, è Lunedì,

stamattina a scuola non andrò!

Che male che ho, che male che ho,

stamattina a scuola non andrò!

Mi sono alzato ... BOBOMBOMBOM!

Col mal di orecchie! BOBOMBOMBOM!

E’ Martedì ...

Mi sono alzato ... BOBOMBOMBOM!

Col mal di denti! BOBOMBOMBOM!

E’ Mercoledì ...

Mi sono alzato ... BOBOMBOMBOM!

Col mal di gola! BOBOMBOMBOM!

E’ Giovedì ...

Mi sono alzato ... BOBOMBOMBOM!

Col mal di pancia! BOBOMBOMBOM!

E’ Venerdì ...

Mi sono alzato ... BOBOMBOMBOM!

Col mal di piedi! BOBOMBOMBOM!

E’ Sabato ...

Mi sono alzato ... BOBOMBOMBOM!

E sto benone! BOBOMBOMBOM!

E’ Domenica, è Domenica,

la scuola è chiusa e a casa resterò!

Tutti i miei mali, tornan domani,

perchè stamani... a scuola non andro!

BOBOMBOMBOM!

 

 

 

alla fine, Cirillo è rimasto fermo in mezzo alla scena, visibilissimo: Balù gli si avvicina, gli apre la telecamera, estrae la videocassetta e si mette a mangiarla visibilmente compiaciuto, innaffiandola con un po’ di cloroformio avanzato: le antenne si illuminano a intermittenza e la colonna sonora propone rumori di una accentuata masticazione e deglutizione

BALU’ (a bocca piena) Ium ium, che squisitezza! Essere tanto tempo io non gustare cibo così favoloso!

SIGIS. (a Cirillo) : ma non lo vedi cosa sta facendo: fermalo no?! (Ma Cirillo è troppo occupato a liberare il fazzoletto

che si era incastrato alla telecamera) Allora: muoviti: o devo farlo io?: Ho capito, devo fare tutto io (nel frattempo a Cirillo arriva lo starnuto: afferrerà la prima cosa che gli capiterà in mano per soffiarsi il naso: peccato che era la maglietta di Sigismondo!) Ehi: ma come ti permetti?!

BALU’ Toccando la spalla dell’agitatissimo Sigismondo lo fa girare: Sentire come essere buono questo: essere giulebbe!

SIGIS. (fa annusare il cloroformio a Sigismondo che cade a terra esclamando) Oddio... noooo! (si addormenta)

BALU’ Questi terrestri essere molto deboli: io non capire perchè! (Cirillo se la dà a gambe) Ma ora io avere bisogno di sognare: non potere sognare da solo! (si china su Sigismondo e comincia a scuoterlo, all’inizio con delicatezza, poi sempre più violentemente finchè non giunge a schiaffeggiarlo) Svegliare! Svegliare per piacere! Io dovere sognare... Svegliare... (alla fine lo punta con le mani ed emette una nuova "scarica")

SIGIS. ... Devo aver fatto un brutto sogno:....(vede Balù chino sopra di lui) Oddio! Era tutto vero!

BALU’ Finalmente io potere sognare! Io non potere sognare da solo!

SIGIS. (Alzandosi) Vuoi dire che non puoi dormire da solo?

BALU’ Voi dormire e poi sognare: noi invece solo sognare!

SIGIS. Capisco! (rivolto al pubblico): adesso sta proprio dando i numeri!

BALU’ Tu scegliere sogno: poi noi sognare insieme. Venire qui seduto su macchina per sogno: io avere portata con me!

(smanetta un po’ sulla attrezzatura legata alla cintura - si sentono suoni strani e le luci cominciano a vacillare)

SIGIS. Speriamo bene...!

BALU’ (Sedendo per terra ed allacciando una invisibile cintura di sicurezza) Avere scelto sogno sì o no (quasi urlando)

SIGIS. Ok, ok: calma ora (al pubblico) Proverò ad assecondarlo... Il mio sogno s’intitola: Nella città futura!(si siede accanto a lui e accetta, non senza timore, di farsi "allacciare la cintura durante le prime battute della canzone")

BALU’ Io raccomandare: quando sogno essere finito, tu lasciare stare me: io dovere uscire da solo da sogno ... capito? Ma ora, durante sogno, tu essere come ... come (entra Battista, aspetto sconvolto, camicia strappata, faccia sporca:)

tu essere mio padrone! Tu ordinare ... io eseguire! (Battista rimane visibilmente colpito dalla affermazione: durante la canzone rimarrà in un angolo, cercando di rassettarsi un po’, ma senza mai perdere di vista la scena: estrarrà un impermeabile o uno spolverino dalla valigetta e con questo, debitamente abbottonato, coprirà il suo abbigliamento non proprio perfetto)

canzone: NELLA CITTÀ’ FUTURA

1 str. Dai, vieni anche tu,

su questa macchina del tempo

adesso noi saliamo su, andremo nel futuro!

Dai, siediti qui,

e allaccia le cinture: presto!

quella spia s’è accesa ... siamo in volo!

PARLATO: I signori viaggiatori

sono pregati di slacciare

le cinture dalla pancia

e salire sulla plancia:

siamo arrivati!

rit. Nella città futura:

missili spaziali, scudi temporali!

Nella città futura:

certo troveremo un veloce treno ...

che ci porti in capo al mondo

in un battibaleno!

Ehi, s’è fatto tardi,

adesso noi dobbiamo ritornare a casa:

la gita è terminata!

Ehi, ma come mai?...

la macchina del tempo parte senza noi!?

Come faremo a ritornare a casa?

PARLATO: I signori sognatori

son pregati di svegliarsi!

Era stato solo un sogno...

ma, chissà! Forse ... un bel giorno ...

rit.

durante il ritornello dovranno esserci effetti luci o comunque diapositive con immagini appropriate, mentre durante le strofe, cono di luce sui due seduti

BATT. ponendosi al centro della scena sul finire della canzone e ballonzolando sull’ultimo ritornello:Fantastico! Sensazionale! Iperbolico! Altro che iguana mellito...! Altro che coleottero dalle ali dorate...! Altro che Cammello a quattro gobbe! Lo devo catturare a tutti i costi: deve essere mio. Proverò a mettermi d’accordo col suo padrone. Ehi... psss pssss.

SIGIS. (lo vede e prova ad alzarsi, ma qualcosa lo trattiene: perplesso, slaccia la cintura invisibile e si avvicina a Battista ) Chiamava me?

BATT. Assumendo un tono ed un atteggiamento da venditore consumato Mio caro signore, mio caro signore, che fortuna per lei (gli tende la mano)

SIGIS. Fortuna??? Ma, veramente, oggi...

BATT. Già: oggi è il suo giorno fortunato (continuando a scuotergli la mano che gli aveva porto per la presentazione) Mi chiamo Battista Vendotutto, e sono un agente della ditta "Rarità animali vegetali fossili e preistoriche o affini spa": che piacere incontrarla: e che fortuna per lei conoscere me! (gli lascia finalmente la mano)

SIGIS. Continuando a muovere la mano come se non gli fosse stata lasciata) Ma... veramente io non capisco! (finalmente si guarda la mano e, scoprendola libera, la mette in tasca dopo un attimo di perplessità)

BATT. Capirà! ... capirà, caro il mio giovanotto! Ma veniamo al dunque (comincia a passeggare avanti e indietro, molto sicuro di sè: sullo sfondo, Balù è rimasto immobile dalla fine del sogno e non mostra dare segni di vita) La sua fortuna consiste tutta nel fatto di aver incontrato me ... oggi ... qui! Perchè è qui, oggi e grazie a me che il suo destino cambierà: perchè lei, proprietario di quell superbo esemplare momentaneamente appisolato (ammicca verso Balù), oggi firmerà il contratto della sua vita, cedendo alla "Rarità animali vegetali fossili e preistoriche o affini spa" i diritti su quel fantastico suo amico.

SIGIS. Guardi ... ci deve essere un malinteso...

BATT. Suvvia: non si faccia pregare oltre: guardi la cifra (gli mostra un foglio precedentemente estratto dalla valigetta):

Lo vede quanti zeri? Provi un po’ a contarli (Sigismondo inizia a contare gli zeri, ma dopo poco il foglo gli viene sottratto da sotto gli occhi) Allora? E’ più di quanto potrebbe guadagnare in tutta la vita uno ... uno come lei: Ma che dico in tutta la vita? Quante vite le ci vorrebbero per guadagnare una cifra simile: eh?

SIGIS. Oddio... effettivamente...

BATT. E tutto questo può essere suo: una firmetta qua (estrae la penna) e tutto si sistema: lei, a fare il nababbo per tutto il resto dei suoi giorni: il suo amico, in un bellissimo z... cioè in un luogo accogliente appositamente preparato per lui, dove potrà usufruire di ogni confort, riscaldamento centrale, tv color e ogni altro genere di ....

SIGIS. Basta: mi ha convinto: (gli strappa il foglio di mano: si gira un attimo verso Balù, sempre immobile: fa un respiro profondo e firma, restituendo il foglio a Battista)

BATT. (battendo con forza il piede sul pavimento rumorosamente) Sì...! Sì..! Sì...!

SIGIS. (ballonzolando per tutta la scena) Evviva...! Sono ricco! (canterellando:) Son simpatici i marziani, Balì, Balò, Balù!

ma all’improvviso Balù, turbato dal gran frastuono fatto dai due, si riscuote: si odono rumori non identificabil: le antenne si accendono impazzite coì come le luci sulla scena: Sigismondo e Battista si bloccano impauriti, si avvicinano l’un l’altro allontanandosi da Balù che, con voce cavernosa (molto riverbero), dirà:

BALU’ Io avere avvertito te! Io non dovere finire sogno con confusione! Io dovere finire molto pianissimo: dovere fare silenzio!

SIGIS. (avvicinandosi con molto sospetto) Stai tranquillo: adesso faremo silenzio!

BALU’ Troppo tardi: ora io avere bisogno di nanna ninna per potere tornare bene!

SIGIS Vuoi dire la ninna nanna?

BALU’ Come tu chiamare a me non fregare! (arrabbiato) Io volere musica molto dolce, che parlare di piccolo marzianino! Solo così io tornare buono!

SIGIS. Ok, ok! Senti: io ne conosco solo una di un piccolo della luna... ti può andar bene lo stesso?

BALU’ (durante questo dialogo si è sempre più accasciato: ed ora si vede che sta proprio male) Provare! Provare: (si distende poi, rivolto al pubblico: anche loro aiutare te)

SIGIS. Ma loro non la sanno...!

BALU’ Allora insegnare: Presto!

 

Sigismondo insegna il ritornello (dan dan dan) ai ragazzi: poi parte la base

 

canzone PICCOLO DELLA LUNA

1 str. Disse il piccolo della Luna:

"Mamma, cosa splende lassù?".

"E’ la terra, bambino mio...

con dei piccoli uguali a te!"

"Mamma, un giorno ci voglio andare!

Mamma un giorno, ci volerò!"

"Certo, un giorno... ma adesso dormi:

forse sogni di esserci già!"

rit. dadan dadan ...

2 str. Crebbe il piccolo della Luna,

grande e forte lui diventò:

ma il suo sogno sempre inseguiva,

di volare fino lassù!

Finalmente sull’astronave

un bel giorno lui cavalcò!

Verso il sogno suo di bambino,

verso stelle nel cielo blu!

rit.

 

 

Durante la canzone: prima strofa: Sigismondo cerca di addormentare Balù: prova a prenderlo in collo e ninnarlo, poi desiste e lo fa sedere su una sedia che cerca di dondolare: ma alla fine si addormenta proprio lui:

la seconda strofa la canterà Balù, che alla fine restera’ in mezzo alla scena con le luci abbassate e qualcosa di molto fosforescente (o bianco con lampada wood) Sulle ultime note, Battista si appropinqua e torna alla carica con una pistolona che punta al fondo schiena di Balù, facendo esplodere un colpo:

BATT. Voglio vedere se resiste a questo potente sonnifero: Ah ah ah!

BALU’ (per niente scosso) Allora tu volere vedere me arrabbiato!

BATT. Ma com’è possibile? Era una dose da cavallo!

BALU’ Tu volere essere cavallo? (parte la base della musichina ipnotizzante)

BATT Oddio ...no! Ci risiamo

BALU’ Ora tu non essere più piccolo Battista...

BATT (imbambolandosi) Io non sono più Battista: Battista Vendotutto agente della ditta "Rarità animali vegetali fossili e preistoriche o affini spa!

BALU’ Ora tu essere cavallo: grande cavallo: (battista comincia a scalciare, nitrire e frinire) : tu andare a corsa di cavalli: presto: andare!

BATT. Iiiiiiiiiiiiii! (canticchiando tra un nitrito e l’altro) Furia cavallo del west! Iiiiiiiiiiiiiiiiiii (se ne va al galoppo)

SIGIS. (risvegliatosi nel frattempo): ma come fai a conoscere tutti questi animali: tu! Un marziano!

BALU: Io avere conosciuto subito tanti animali: prima volta io venire su terra, mia atronavetta atterrare su grande fattoria:

primo animale io avere visto essere ... non ricordare nome...! Essere ... miaoooo!

SIGIS Ah! Il gatto!

BALU’ Tu volere scherazre: quello essere cane! Cane fare ... miaooo!

SIGIS: Questa poi!

BALU’ Gatto invece fare: chicchirichì!

SIGIS: caro Balù, non ne azzecchi una! Ma in che fattoria eri andato a finire!

BALU’ Essere fattoria molto bella: quando io arrivare ... loro mangiare: io prendere un poco loro cibo per conservare: piacere anche a me! (inizia a frugare nella sua valigia)

SIGIS. Ma come?! Lo zucchero ti avvelena .... vai matto del cloroformio... e anche del mangime per gli animali!

BALU’ (Mostrandogli una bottiglia): Tenere! Assaggiare!

SIGIS. (Annusandolo) Ma questo sembrerebbe ... no anzi ... questo è: (assaggiandone una sorsata) questo è vino, Balù: ecco perchè gli animali sbagliavano il verso: eri capitato in una fattoria ... ubriaca!

parte la base:

canzone: LA STRANA FATTORIA

rit. Che pasticcio, che pasticcino!

Nel mangime c’è andato il vino:

ce n’è andato proprio tanto,

gli animali sbagliano il canto!

1 str. "Chicchirichì!" , fa la gallina:

s’è ubriacata, poverina;

e si becca una bella stecca!

Con le zampe fa cilecca,

con le zampe fa cilecca!

2 str. "Coccodè", fa l’asinello,

e poi bruca sul cancello

e la coda gli si stira:

mentre tutto intorno gira,

mentre tutto intorno gira!

3 str. "Qua qua qua!", fa il maialino,

mentre beve ancora vino.

Ne ha bevuti sette fiaschi:

Beh, speriamo che non caschi!

Beh, speriamo che non caschi!

4 str. "Maramao!", canta il cavallo

ed ha il muso tutto giallo!

Trotta, trotta all’incontrario ...

poi finisce nell’acquario!

Poi finisce nell’acquario!

 

mentre Balù canta la canzone, mima insieme a Sigismondo le strofe: questi, però, ogni tanto darà una sorsata al fiasco del vino, fino a trovarsi completamente "ciucco" a fine musica. Sul finire, poi, rientra Cirillo che, con la cinepresa, riprenderà l’ubriacatura di Sigismondo.

BALU’ Ehi, Mondo: (scuotendolo e sorreggendolo perchè altrimenti cadrebbe) Ma cosa ti succedere?

SIGIS. (canticchiando con la voce impastata e ondeggiando pesantemente) ... son simpatici i marziani ...

BALU’ (a Cirillo: ma questo sta per avere una crisi di starnuti: fa cenno di aspettare la sua risposta ... che non arriverà mai!) Tu sapere cosa lui avere fatto? Tu dire!

In quella si sentono i rumori dell’astronave (come all’inizio) e Balù prende sottobraccio Sigismondo, che canterella imperterrito , raccoglie la sua valigia e dice a Cirillo:

BALU’ Io fare regalo a te... (gli punta addosso le mani e... flash! il raffreddore scompare: Cirillo inizia a ballare dalla contentezza: poi, uscendo:)

BALU’ Io dovere andare... sennò perdere coincidenza! Io portare questo povero terrestre su grande ospedale marziano: loro curare lui! Io ripassare di qua tra 76 anni 8 mesi e 9 giorni: tu aspettare me? Voi aspettare me? (al pubblico) (poi esce)

 

Cirillo continua a mimare la sua felicità: estrae dalle tasche medicine per il raffreddore (inalatori, pasticche, spruzzi, e quanto altri) e li getta via platealmente: getta anche decine di fazzoletti di carta e stoffa: quando il rumore della astronave si fa più forte, si avvicina alla finestra per riprenderla: ma ... ahimè, viene preso da un attacco di tosse! Sull’assordante rumore dell’astronave che se ne va, e sulla tosse di Cirillo, si chiude il sipario.