|
|
Gli
anticorpi anti-nucleo o ANA ed anti-nucleo-estraibili, ENA
appunti del
dott.
Claudio Italiano
oppure cerca
indice
di malattie autoimmuni

Malattie Autoimmuni
Le Malattie autoimmuni
Lupus eritematoso sistemico
Lupus eritematoso sistemico: patogenesi
e marcatori della malattia
La sindrome di Sjogren:
occhi rossi e bocca secca
|
..
|
| .
|

La Patologia Clinica, in
questi ultimi anni, ha compiuto notevoli progressi nell’ambito degli
esami utilizzabili per la diagnosi delle malattie reumatiche. Esistono
tutta una serie di indagini di laboratorio, infatti, molto utili per approcciare
il paziente con problemi di malattie reumatiche, dal greco reuma,
cioè un dolore che "migra" o affetto da connettivopatie,
come il Lupus, la
sclerodermia. (cfr
indice delle malattie autoimmuni)
Ovviamente, stante le
situazioni economiche del nostro paese, che è all’avanguardia nel mondo
per l’assistenza ai cittadini, stante le risorse precarie oggi
disponibili in sanità e la politica del non-spreco, il medico sapiente
non prescriverà subito indagini costose, trovandosi di fronte al paziente
reumatico, ma inizierà prescrivendo le indagini di primo livello, compresi
i banali indici di flogosi, cercando di mirare la diagnostici agli organi
implicati nella patologia.:
ESAMI GENERICI O DI BASE
-
emocromo
-
VES, CRP
-
protidogramma
ALT, fosfatasi
alcalina, γGT
glicemia, colesterolemia
creatininemia, uricemia, esame
urine
CK, LDH
ricerca sangue
occulto nelle feci
ESAMI SPECIFICI IN
REUMATOLOGIA
-
anticorpi anti-citrullina
(CCP) e fattore reumatoide
-
autoanticorpi anti nucleo
(ANA)
-
autoanticorpi anti DNA
nativo
-
autoanticorpi ANCA
-
autoanticorpi anti ENA
-
anticorpi anti
fosfolipidi (aPL)
-
componenti del
complemento: C3 e C4
-
esame liquido sinoviale
-
crioglobuline
|
.
|
Nelle malattie reumatiche,
infatti, già il solo emocromocitometrico può indirizzare il
medico verso:
-
un’ anemia
infiammatoria,
-
una anemia ipocromico -
microcitica emolitica,
-
una
leucopenia
con
linfocitopenia (LES),
-
una leucocitosi,
-
una piastrinopenia
(soprattutto su base autoimmunitaria)
-
una piastrinosi.
Gli indici di flogosi, VES
e PCR ed il protidogramma, gruppo renale e gruppo epatico:
-
Gli esami
ematochimici generali e l’esame delle urine possono
evidenziare una elevazione di determinati valori (transaminasi,
bilirubina, azotemia, creatinina, ecc.), espressione della patologia
dell’organo interessato, fegato o rene).
Per la
diagnosi di
artrite reumatoide:
ESAMI SPECIFICI IN
REUMATOLOGIA
Anti-CCP, Fattore
Reumatoide e artrite reumatoide
La diagnosi precoce di
artrite reumatoide ha importanti implicazioni ai fini terapeutici;
tuttavia la vecchia ricerca del Fattore reumatoide è stata oggi
affiancata da altre indagini di supporto:
ULTERIORI ACCERTAMENTI
DEL CASO, GLI AUTOANTICORPI ANA , ENA
Premettiamo che la
ricerca di questi anticorpi anti Nucleo è il primo passo, cioè l’indagine
di primo livello, per giugere alla diagnosi di Malattia Reumatica
Autoimmune, ossia determinata da un movimento di anticorpi che come
"missili impazziti" si rivolgono contro strutture proprie o
Self del corpo umano stesso. Ciò viene condotto con tecnica
particolare, ossia con immunofluorescenza indiretta (IFI). In presenza,
tuttavia, di un risultato ANA-IFI positivo, non ci si può fermare qui,
in quanto occorre procedere con ulteriori indagini del caso e ricercare
anticorpi diretti contro altre strutture della cellula, cioè contro
altri antigeni del nucleo.
In generale si cercano,
perciò, gli anticorpi diretti verso i cosiddetti antigeni nucleari
estraibili (ENA).
La loro ricerca è utile
per la diagnosi di :
Ricerca autoanticorpi
-
Anti-Sm :
altamente specifici per LES; la sensibilità clinica varia dal
15 al 30%. Titoli elevati hanno maggior significato
diagnostico.
-
Anti-U1RNP :
non specifici. Presenti nel 30-40% dei pazienti con LES; ad
alto titolo costituiscono criterio diagnostico irrinunciabile
per la diagnosi di MCTD.
-
Anti-SSA/Ro :
non specifici. Nei pazienti con SS sono presenti fino al 60%
se testati con immunodiffusione e fino al 90% se testati con
ELISA; si associano più frequentemente a interessamento
extraghiandolare. Possono inoltre essere presenti in circa il
30% dei pazienti con LES. Alti titoli in ELISA, soprattutto
per anti-Ro 52, sono un fattore di rischio per lupus neonatale.
-
Anti-SSV/La :
non spefici. Sia nei pazienti con SS che in quelli con LES
sono presenti con frequenza inferiore rispetto agli anticorpi
anti SSA/Ro. Si associano ad una maggiore incidenza di forme
cutanee, vasculite, leucopenia e linfopenia, e a lupus
neonatale.
-
Anti-centromero :
associati a SSc limitata. Sensibilità del 32% in tutti i
pazienti con SSc; 57% in SSc limitata; specificità elevata.
-
Anti-topoisomerasi
I (Scl70) :
associato a SSc diffusa. Sensibilità clinica variabile, a
seconda del metodo, dal 25 al 70%; sensibilità analitica
94-99%. Specificità clinica elevata; specificità analitica
variabile dal 70 al 99%, a seconda del metodo.
-
Anti-Jo-1 :
specifici per PM/DM. Sensibilità dal 8 al 40%. Associati ad
interstiziopatia polmonare e artrite
|
Specificità
autoanticorpali anti-ENA
-
Anti-PM-Slc :
si associa a SSc con miopatia.
-
Anti-U3-RNP
(fibrillarina): è presente nel 4-8% dei pazienti con SSc.
-
Anti-RNA
polimerasi I: è più frequente nelle forme progressive di SSc.
-
Anti-polimerasi
III : comune
nella SSc.
-
Anti-ThTo :
si associa a SSc con coinvolgimento cutaneo limitato.
-
Anti-proteina
P ribosomiale :
si associa a LES e, in particolare con maggior frequenza, alle
forme con manifestazioni psicotiche.
-
Anti-PCNA :
si associa a LES in fase attiva
|
L’utilizzo più specifico
di esami di Laboratorio nella definizione di una malattia reumatica si
basa sulla ricerca di autoanticorpi, quale espressione dell’organismo
del fenomeno autoimmunitario, che sta alla base di molte malattie
reumatiche.In particolare gli autoanticorpi sono espressi nei confronti
degli autoantigeni, che sono costituenti normalmente ritrovabili :
Corrispondentemente si
riscontrano autoanticorpi anti-nucleo (ANA), anti-DNA, anti-antigeni
nucleari estraibili (ENA), anti-citoplasma dei granulociti neutrofili
(ANCA) ed anti-fosfolipidi (aPL).
Gli ANA sono rivolti
verso antigeni nucleo-citoplasmatici presenti in tutte le cellule umane, a
differenza degli autoanticorpi delle malattie autoimmunitarie
organo-specifiche, come l’anemia perniciosa, le tiroiditi autoimmuni, la
cirrosi biliare primitiva, l’epatite autoimmune etc., nelle quali sono
riscontrabili autoanticorpi verso antigeni specifici del singolo organo
coinvolto. La positività della ricerca di ANA è considerata una delle
caratteristiche principali delle malattie autoimmuni sistemiche, tanto che
alcuni di essi rientrano nei criteri diagnostici e classificativi delle
stesse malattie.
La ricerca di ANA trova
il suo significato clinico nella fase di:
a) screening diagnostico,
perché ha una funzione di elemento o criterio diagnostico;
b) approfondimento per
la definizione di sottogruppo o subset di malattia autoimmune sistemica
(MAIS), p.es. la presenza di autoanticorpi verso CENP-B o Scl70 indirizza
verso una classificazione clinica di sclerosi sistemica localizzata oppure
diffusa; la psicosi associata al LES ha un marcatore specifico nell’anticorpo
anti p-ribosomiale;
c) monitoraggio, per
definire un follow-up del decorso e/o della malattia, con variazioni
significative del titolo della positività.
La ricerca di ANA deve
essere motivata da un sospetto clinico o da un fattore di rischio
per MAIS (malattie
autoimmuni):
PRINCIPALI AUTOANTIGENI
NELLE MALATTIE AUTOIMMUNI SISTEMICHE
-
Acidi Nucleici dsDNA
-
Proteine associate a
DNA Istoni
-
Ku
-
PCNA
-
Proteine centromeriche
-
Topoisomerasi I (Scl70)
-
Proteine associate a
RNA Proteine spliceosomiali
-
Proteine nucleolari
-
Prot.
nucleo-citoplasmatiche
La ricerca di ANA ha
significato perché, se effettuata con la tecnica analitica adeguata,
quale l’immunofluorescenza indiretta, consente, in base al titolo e al
quadro fluoroscopico individuato, l’indirizzo verso una determinata
patologia reumatica.
Le immagini fluoroscopiche
riguardano cellule epitelieli umane HEp-2, utilizzate per la ricerca di
ANA: in base alla immunofluorescenza di colore verde brillante
identificata si definisce l’aspetto fluoroscopico.
Le positività ANA positive
possono essere rappresentate da:
-
una positività
nucleolare,
-
una positività
speckled, cioè punteggiata,
-
positività omogenea,
-
una positività a granulia
diffusa.
-
La diversa
positività consente l’identificazione dell’autoantigene coinvolto
e l’orientamento del clinico verso una definita forma clinica, come
schematizzato nelle tabelle seguenti.
Positività ANA-IFA
-
Omogenea · nDNA
Anticentromero · CENP-B
-
Speckled · Sm · RNP
· SSA · SSB
-
Nucleolare · PMScl ·
RNA polimerasi · Fibrillarina · Ku - To/Th
-
Diffuse grainy
-
Topoisomerasi I PCNA ·
Ciclina
in
particolare avremo nelle varie patologie:
La predittività, cioè la
capacità di individuare una determinata patologia, degli ANA non è
assoluta, dipendendo dall’influenza di fattori come:
- contesto clinico
(età, sesso, patologie, farmaci), per cui la positività in una
signora di 80 anni ha un
significato diverso rispetto alla positività in una bimba di 2 anni o in
un maschio rispetto ad una
femmina, infine vi è la possibilità di forme iatrogene per cui occorre
tener conto nella scheda clinico anamnestica anche dell’uso di
determinati farmaci;
- metodica analitica
utilizzata: l’immunofluorescenza è una metodica difficile e poco accessibile, ma più
predittiva di altre;
- pattern fluoroscopico:
alcuni sono patognomonici, marcatori della malattia;
- titolo della
positività: ovviamente una positività 1:2480 è ben più
significativa di una
positività 1:80; una
positività ANA (a basso titolo) si può facilmente trovare nelle seguenti
condizioni patologiche e parafisiologiche:
neoplasie
leucemie
insufficienza renale acuta
e cronica
malattie renali
infezioni virali (EBV,
HIV)
soggetti sani (gravidanza,
femmine > 40 anni, anziani)
- persistenza nel tempo:
certe infezioni virali (Cytomegalovirus, Hepstein-Barr virus), farmaci o attivazioni
policlonali miste possono determinare un transitorio aumento di autoanticorpi.
La ricerca degli ENA va
intesa come indagine di II livello per l’identificazione di specificità
autoanticorpali dopo il riscontro di positività degli ANA, così come la
ricerca di anticorpi anti DNA nativo trova significato nei pazienti
nei quali è già stata riscontrata una positività ANA di tipo omogeneo e
speckled ad elevato titolo, compatibili con la presenza di anticorpi verso
DNA. La quantificazione di questi anticorpi è utile nel monitoraggio
clinico e terapeutico di pazienti affetti da LES perché vi è una stretta
relazione fra titolo o meglio unità internazionali ed attività della
malattia stessa.
In conclusione gli esami di
Laboratorio maggiormente utili per la diagnosi, prognosi e monitoraggio
delle malattie reumatiche sono:
¨ diagnosi:
identificazione di markers di malattia (CCP, FR, ANA, DNA, ENA)
¨ prognosi: DNA
quantitativo, markers di subset clinico, esami bioumorali
¨ monitoraggio: DNA
quantitativo, CRP, esami bioumorali per patologia d’organo.
oppure cerca
indice
di malattie autoimmuni
index
|
|