Albumina: indicazioni in clinica

Albumina: indicazioni in clinica

aggiornamento per il medico pratico

 

Il dott. Claudio Italiano a cura del dott. Claudio Italiano

 

cfr albumina e le sue funzioni

Albumina e suo impiego pratico in clinica

albumina e suo impiego in clinica

C’è sempre tanta confusione quando si parla dell’albumina, di questa proteina assai importante per l’omeostasi dell’organismo, proteina di 69.000 daltons, prodotta dal fegato e veicolata in circolo, che deve il suo nome all’albume di uovo, che ne è ricco. Il normale intervallo di valori della concentrazione di albumina nel corpo umano va da 3.5 a 5.0 g/dL, e costituisce circa il 60% di tutte le proteine del plasma, rappresentando il 50% circa di tutto il pool proteico, essenziale per regolare e mantenere la pressione oncotica del plasma, ovvero la pressione osmotica necessaria alla corretta distribuzione dei liquidi corporei nei compartimenti intervascolari. In parole povere, l’albumina è come una sorta di "calamita" dell’acqua intervascolare, ossia richiama nel circolo ematico i liquidi contenuti negli spazi intercellulari e consente al rene una più efficace azione diuretica.

 

Da qui ne deriva che il paziente epatopatico, il paziente affetto da cirrosi, per esempio,  poichè il fegato ha una capacita ridotta di produrre proteine in generale, i ridotti livelli di albumina ( la quota di albumina è ridotta in genere e così pure  l’attività della protrombina è espressione della capacità protidosintetica del fegato e, perciò, le due proteine servono entrambi per monitorare la salute del fegato) tende a ritenere liquidi anche per questo motivo, nonostante la terapia con furosemide e canrenoato di potassio che spesso viene attuata. Infatti nei casi di mancata responsività a tale trattamento, per esempio se la natriemia è ridotta, cioè se il sodio ematico si è abbassato, essendo inutile impiegare la furosemide che lavora sulla eliminazione del sodio, è imperativo ricorrere all'impiego di albumina, per ottenere la diuresi specie nel momento in cui essa è contratta.   Nel caso di ipoalbuminemia, però, occorre pensare non solo alla produzione ridotta della stessa ma anche alle perdite. Infatti la molecola dell'albumina presenta cariche negative come la membrana glomerulare dei reni: ciò è alla base della naturale repulsione elettrostatica dell’albumina che ne impedisce la perdita dal tubulo renale nel processo di ultrafiltrazione nelle urine. Ma questo non si verifica se esistono dei danni del glomerulo, per cui tracce di albumina o quantità maggiori vengono repertate nelle urine (cfr sindrome nefrosica, nefropatie nel diabete). In questi casi, il bravo diabetologo, ricerca da subito la microalbuminuria nelle urine, prima cioè che il danno diventi conclamato e lo stesso dicasi nella eclampsia, cioè nella donna gravida, quando le urine si fanno schiumose, sale la pressione arteriosa e c'è rischio di aborto. Nelle sindromi nefritiche , dicevamo, questa proprietà di trattenere l'albumina, col filtro renale, viene persa e quindi si nota la comparsa di albumina nelle urine del malato e lo stesso accade nel diabetico e nella nefropatia diabetica, dove dosare la microalbuminuria è alla base del controllo della nefropatia diabetica. L'albumina per questo è considerata un importante marcatore di disfunzioni renali che compaiono anche a distanza di anni. Esiste un dibattito fra nefrologi e dietologi su quale marcatore sia più importante. Dato che i piccoli animali hanno una pressione sanguigna inferiore, hanno bisogno una minore pressione oncotica per bilanciarla e quindi richiedono meno albumina dei grandi animali per mantenere una corretta distribuzione dei fluidi.

Tra le funzioni dell'albumina rientrano:

- mantenere la pressione oncotica

- trasportare gli ormoni della tiroide

- trasportare gli altri ormoni, in particolare quelli solubili nei grassi (liposolubili)

- trasportare gli acidi grassi liberi

- trasportare la bilirubinanon coniugata

- trasportare molti farmaci

- legarsi competitivamente agli ioni calcio (Ca2+)

- tamponare il pH

Cause delle carenze di albumina:

- cirrosi del fegato (è la causa più comune)

- diminuita produzione (come nel caso della denutrizione)

- eccesso di secrezione dei reni (come nelle nefriti)

- eccesso di secrezione nell'intestino (enteropatia, malassorbimentosindromi diarroiche)

Stando cosi i fatti, vediamo quali sono le indicazioni terapeutiche concrete al trattamento con albumina. Intanto esse devono essere strettamente necessarie, poiché si tratta di derivato del sangue e come tale c’è sempre il rischio di contrarre infezioni virali dal suo impiego (cfr AIDS Epatite B Epatite C ). Inoltre le indicazioni sono limitate, come meglio appresso specificato. Chi vi scrive, qualche giorno fa, ha dovuto convincere una paziente caparbia che voleva si prescrivesse a tutti i costi albumina ad un suo congiunto, affetto da carcinoma polmonare (cfr  tumore del polmone ),  nonostante i valori del protidogramma e delle proteine totali nell'esame ematochimico fossero nei limiti, cioè intorno a 6 g/dl, poiché ciò riteneva opportuno un famoso omeopata (sic!), stante gli edemi declivi del paziente oncologico !!! Invece, effettuando altre indagini su mia prescrizione emerse chiaramente che il problema era correlato ad uno scompenso cardiaco subentrato al quadro drammatico di base; gli edemi si risolsero, invece, in tale paziente,  con opportuna terapia diuretica dell’ansa, la vecchia e buona  furosemide, a cui il paziente rispose adeguatamente.

Indicazioni al trattamento con albumina:

- shock ipovolemico, in prima scelta i cristalloidi, in 2a scelta albumina se vi sono controindicazioni e non responsività ai plasma expanders;

- ustioni, anche qui come sopra, però se del caso, se c’è stata cioè una grave proteinodispersione, allora è indicata la terapia con albumina, es, se le ustioni si estendono al 50% della superficie del corpo.

- Cardiochirurgia: nel by pass cardiopolmonare, per evitare accumulo di liquidi nel polmone.

- Trapianto di fegato, se l’albuminemia scende nel post-trapianto sotto i 2,5 g/dl;

Sindrome nefrosica, non sempre è indicata la cura con albumina perché il paziente non sempre ha beneficio con la terapia attuata: in primis correggere la proteinodispersione, per es. con cortisone o immunosoppressori.

- Enteropatie proteinodisperdenti o malnutrizione: se il tasso è inferiore a 2 g/dl, se c’è diarrea grave, se il paziente è defedato.

- Cirrosi epatica: nelle asciti dopo paracentesi evacuativa (per es. 4 litri), se il paziente non è responsivo a terapia diuretica, per es, per iponatriemia.

- Peritonite batterica spontanea: somministrare sempre albumina + antibiotici, albumina 1,5 g/kg entro 6 ore e poi 1 g/kg al 3° giorno;

- Iperbilirubinemia del neonato

- Emorragia subaracnoidea: solo se c’è vasospasmo sintomatico

 

oppure cfr  indice di epatologia