L'albumina e le sue funzioni

Albumina: le sue funzioni fisiologiche

appunti a cura del dott. Claudio Italiano,  

Il dott. Claudio Italiano cell. 338 327 52 51Albumina, fisiologia e significato clinico e terapeutico.

L’albumina è la proteina plasmatica più abbondante dell’organismo umano costituendo da sola il 55% del contenuto proteico totale. Ogni molecola di albumina ha una vita media di 27 giorni ed in quel lasso di tempo effettua 15.000 passaggi nella circolazione durante i quali esplica le sue funzioni di regolazione della pressione oncotica del plasma e dell’equilibrio acido-base.

Funzione dell’albumina.

Altre funzioni sono quelle di trasporto e di scavenger, accumulando progressive alterazioni in parte dovute a ligandi che resistono alla rimozione. La sintesi dell’albumina è appannaggio del fegato, ma alcune sostanze ne regolano la produzione: tra esse alcune citochine come IL6 ed il fattore di necrosi tumorale TNF alfa che inducono una down-regulation mentre il fattore di crescita epidermico induce una up-regulation.

Regolazione della pressione oncotica del plasma.

  • Lo scambio di liquidi tra compartimento intravascolare ed extravascolare è sostanzialmente regolato dal livello di pressione idrostatica e dal grado di permeabilità della membrana dei capillari.

 
  • L’albumina gioca un ruolo di equilibrio fondamentale in questo contesto ed è responsabile dell’80% della pressione oncotica plasmatica, quantizzata in 25-33 mmHg. Tale ruolo è dovuto all’azione osmotica diretta dell’albumina ed alle sue cariche negative con cui trattiene gli ioni a carica positiva nel comparto intravascolare (effetto Gibbs-Donnan).

Regolazione dell’equilibrio acido-base.

  • L’albumina contiene dei residui di istidina che possiede una costante di dissociazione acida pKa di circa 7,4 e quindi simile al pH plasmatico, ciò la rende un ottimo tampone donatore di cariche positive in caso di alcalosi e cariche negative in caso di acidosi. L’albumina condivide con l’emoglobina la capacitò di regolare l’equilibrio acido-base. In condizioni fisiologiche il 60% circa degli anioni plasmatici non misurabili o anion gap è costituito dalle proteine plasmatiche e di questo la metà è imputabile all’albumina. Quindi se l’albumina è ridotta, l’anion gap è ridotto con comparsa di alcalosi metabolica. Se l’albumina si riduce di un grammo/dl l’anion gap diminuisce di 3 mEq/L ed i bicarbonati aumentano di 3,5 mM/dl. E’ molto importante considerare il livello di albumina in un paziente con acidosi metabolica in quanto la manacanza di albumina può mascherare l’aumento dell’anion gap.

Trasporto e protezione di tossine

  • L’albumina è in grado di legare e trasportare una grande quantità di sostanze endogene ed esogene, esplicando anche funzioni protettive con il sequestro di sostanze tossiche. Tra le sostanze più legate ricordiamo gli acidi grassi a catena lunga, la bilirubina e l’ematina. Tra le sostanze tossiche il benzene, l’alfa tosssina G ed il carcinogeno epatico N-sulfoxi-2-acetaminofluorene.

  • Anche gli ormoni sono veicolati dall’albumina, lo stesso le vitamine esempio la vitamina D, l’acido folico, l’ossido nitrico, gli acidi biliari, il rame, lo zinco. L’albumina lega e trasporta i farmaci: warfarin, triptofano, furosemide, fenitoina, clorpropamide, tiroxina, benzodiazepine, ibuprofen, ketoprofene, penicilline.

Regolazione della coagulazione.

  • Si suppone un suo ruolo anche nella coagulazione, per la sua attività antitrombotica ed anticoagulante. La prima attività si esplica col legame all’ossido nitrico inibendolo e prolungando l’effetto antiaggregante sulle piastrine, e l’altra azione per un effetto simil eparinico, stante la struttura similare con cariche elettriche negative.

Azione sul microcircolo

  • E’ un’azione di mantenimento della permeabilità dei capillari, ma i meccanismi con cui si esplica quest’azione non sono stati chiariti.

Azione antiossidante.

  • L’albumina possiede un alto potere antiossidante in quanto essa è la maggiore fonte extracellulare di gruppi sulfidrilici che sono avidi sequestratori di radicali liberi.

L’albumina in medicina.

  • L’albumina è un buon marcatore di cambiamenti rapidi dello status nutrizionale e riflette la condizione di cachessia e gli stati di malassorbimento. Per un alterato apporto proteico si determina una ridotta sintesi di albumina, con richiamo di albumina dal comparto extravascolare e rallentamento della sua degradazione. Del resto l’emivita è di 27 giorni. Nel kwashiorkor il dosaggio dell’albumina è espressione precisa della prognosi quoad vitam del paziente.

Albumina e diabete.

  • La somministrazione di insulina aumenta l’uptake intracellulare di aminoacidi e stimola la trascrizione e la traduzione dell’acido ribonucleico e l’espressione dei geni per l’albumina e per altre proteine. Come per altre proteine anche l’albumina è coinvolta nel processo di glicosilazione non enzimatica che consiste in un accoppiamento spontaneo del glucosio alle proteine plasmatiche, per cui sembra addirittura che la microalbuminuria del paziente diabetico sia correlabile alla glicosilazione nei gruppi glicosaminoglicani della membrana basale dei glomeruli renali. La normale escrezione urinaria dell’albumina è quantizzabile intorno a meno di 20 microgrammi/min. i pazienti con diabete che eliminano albumina con le urine possono sviluppare una nefropatia diabetica nel giro di 15 anni.

Albumina e neoplasie.

  • Nei tumori la presenza di tumor necrosis factor alfa è responsabile di inibizione specifica dell’acido ribonucleico messaggero per l’albumina, un altro fattore è la diminuita emivita dell’albumina che è utilizzata avidamente dalla neoplasia in crescita.

Albumina ed epatopatie.

  • Nella maggior parte dei pazienti cirrotici è presente ipoalbuminemia di diverso grado, correlata con la severità della malattia. Oltre al deficit di sintesi epatica, l’ipoalbuminemia è dovuta al passaggio diretto dell’albumina nello spazio del Disse e nel liquido ascitico a causa delle alterazioni microvascolari della cirrosi. Nella cirrosi alcolica sembra avere un ruolo anche l’effetto inibente dell’alcool sulla sua ridotta sintesi.

Albumina e nefropatie.

  • Come si è detto il glomerulo renale diventa più permeabile all’albumina oltre che nel diabete anche nella sindrome nefrosica (cfr glomerulopatie,nefriti ), dove la perdita di albumina con le urine ogni giorno è di 10 grammi. Alla perdita si aggiunge un aumentato catabolismo, per cui il fegato non riesce più a compensare questa condizione ed i livelli di albumina si abbassano e ne deriva un caratteristico stato anasarcato con edemi generalizzati.

Albumina e prognosi

  • Si è visto con una metanalisi di 90 studi che la carenza di albumina nel paziente acuto è un indice prognostico sfavorevole, poiché ogni diminuizione di albumina di 10 g/L aumenta il rischio di morte del 137%, la morbilità dell’89% e la prolunga la durata del ricovero ospedaliero ed in terapia intensiva del 28% e 71%. Viceversa in soggetti affetti da linfoma di Hodgkin, cirrosi biliare primitiva e melanoma maligno con albumina a livelli normali, la prognosi è migliore.

 

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