'); //-->
-->
|
Un
nuovo farmaco: il bloccante del sistema renina angiotensina Speciale ipertensione, quando, come e perchè curare Le complicanze nel paziente con ipertensione arteriosa L'ipertensione arteriosa: la cura farmacologica . . Si
ringrazia per la cortese collaborazione la informatrice scientifica
dott.ssa maria_catena.barbera@novartis.com
Generalità. Gastroepato
da sito sensibile ed aggiornato qual’è, non poteva non aggiornare le
sue pagine parlandovi di questo nuovo farmaco antipertensivo, l’aliskiren.Ne parliamo in positivo e riportando anche studi che
dimostrano qualche effetto collaterale importante. Nei pazienti con
insufficienza renale cui viene sconsigliato l'uso del farmaco. La
renina è quell'enzima che, secreto dall'apparato iuxtaglomerulare
renale in seguito a stimolazione simpatica (la noradrenalina attiva i
recettori di tipo beta) provocata da un abbassamento della pressione
arteriosa, converte l’angiotensinogeno, prodotto dal fegato, in
angiotensina in Angiotensina 1, la quale viene poi convertito
dall'enzima ACE ("enzima che converte l'Angiotensina") in
Angiotensina 2, proteina attiva dalle capacità vasocostrittrici e
stimolante la produzione di aldosterone. ·
Aumento della volemia ·
Aumento delle resistenze vascolari periferiche ·
Aumento della PA ·
Accrescimento cellulare ·
Differenziazione cellulare ·
Apoptosi Aliskiren si lega
alla tasca idrofobica S1-S3 presente nella molecola della renina
mediante legami a idrogeno sia del gruppo idrossilico centrale che della
funzione aminica ai residui catalitici Asp32 e Asp215, bloccando la
scissione dell’angiotensino- geno ad angiotensina I . Farmacocinetica proporzionale alla
dose L’emivita prolungata di
aliskiren (>24 ore) lo rende ideale alla monosomministrazione
giornaliera; in seguito a monosomministrazione, lo steady state viene
raggiunto entro 5-7 giorni . tmax di circa 1-3 ore. La biodisponibilità
orale di aliskiren è del 2,6% Aliskiren si distribuisce in modo
uniforme a livello sistemico con un volume medio di distribuzione allo
steady state di circa 135 litri Legame alle proteine plasmatiche
moderato (47-51%) e indipendente dalla concentrazione L’1,4% circa della dose orale
totale viene metabolizzato (via CYP 3A4) Eliminato principalmente nelle
feci come farmaco immodificato Lo 0,6% della dose si ritrova
nelle urine Il rapporto di estrazione epatica
è del 10% circa
Dopo somministrazione di una
singola dose a soggetti con funzionalità renale compromessa, l’AUC e
la Cmax allo steady state sono risultate da 0,8 a 2 volte quelle di
soggetti sani. Le variazioni osservate non sono comunque correlate alla
gravità dell’insufficienza renale Non sono necessari aggiustamenti
della dose iniziale nei pazienti con insufficienza renale da moderata a
grave Nei pazienti con grave
compromissione della funzionalità renale è comunque necessaria cautela La farmacocinetica di aliskiren
non è risultata significativamente modificata nei pazienti con
insufficienza epatica da lieve a grave Non è richiesto alcun
aggiustamento della dose iniziale di aliskiren nei pazienti con
insufficienza epatica da lieve a grave. La renina ha effetti tessutali
paracrini e autocrini, che stanno alla base della comparsa e della
progressione del danno d’organo, si esplicano a seguito della
generazione locale degli effettori del RAS. Tale azione si espleta
attraverso la fissazione alle cellule degli organi effettori della
renina circolante, prodotta a livello renale. Razionale
circa l’impiego di aliskiren La
renina è anche responsabile di effetti avversi. La
renina è responsabile dell’attivazione patologica del sistema che
contribuisce allo sviluppo del danno
Aliskiren: interazioni
farmacologiche
Aliskiren:
interazioni farmacologiche con ciclosporina Un’interazione
clinicamente significativa è stata osservata in caso di
somministrazione associata di aliskiren con ciclosporina L’AUC di aliskiren è risultata
incrementata di 3-4 volte dopo somministrazione orale concomitante di
aliskiren 75 mg e ciclosporina 200 mg Sulla base di queste osservazioni la
somministrazione congiunta di aliskiren e ciclosporina non è
raccomandata Perché è importante la
PRA , cioè la concentrazione plasmatica della renina?
Negli anni ‘70, la PRA è stata identificata come un potenziale
fattore di rischio per eventi cardiaci e stroke
nei pazienti ipertesi. Più recentemente, alcuni studi hanno evidenziato
un’associazione tra la PRA e:
Studi sull’animale hanno mostrato una correlazione tra riduzione della
PRA e riduzione del danno d’organo. Nell’uomo, non è noto se
riduzioni della PRA siano in grado di indurre in maniera indipendente e
diretta riduzioni del danno d’organo.
(cfr i seguenti studi Brunner et
al. New Engl J Med 1972;286:441–9; 2Alderman et
al. New Engl J Med 1991;324:1098–104; 3Alderman et
al. Am J Hypertens 1997;10:1–8; 4Francis et
al. Circulation
1993;87:VI40–8;5Latini et al. Eur Heart J 2004;25:292–9; 6Muscholl et
al. Am Heart J 1998;135:58–66; 7Aronow et
al. Am J Cardiol 1997;79:1543–5; 8Malmqvist et al. J Intern Med 2002;252:430–9;9Baldoncini et al. Kidney Int 1999;56:1499–504; 10Yeyati et al. Am J Nephrol 1996;16:471–7; 11Licata et
al. J Hypertens 1995;13:611–18; 12Volpe et
al. Hypertension 1990;15:318–26) Diversi studi
clinici di ampie dimensioni hanno valutato la correlazione tra la PRA e
gli eventi Cardio V ascolari Oggi 1997: Alderman MH, et
al. –pazienti≥ 55 anni con ipertensione - ↑ PRA
associata ad ↑ MI 1994: Rouleau JL, et
al. – SAVE: pazienti post-MI - ↑ PRA associato a grave CHF,
mortalità CV ed eventi combinati CV 2004: Latini R, et
al. – Val-HeFT: pazienti con CHF - ↑ PRA associata ad
↑ morbidità e mortalità CV 2008: Vergaro G, et
al. –pazienticon CHF - ↑ PRA associata ad ↑ incidenza
di eventi CV 2009: Bair TL, et
al. – Intermountain Heart Registry: pazienti con CAD - ↑ PRA
associata ad ↑ incidenza di eventi CV CAD = Malattia
coronarica CHF = Insufficienza cardiaca congestizia MI = Infarto
del miocardio Uno studio interessante è quello
sui soggetti diabetici
ed ipertesi
con aliskiren e ramipril, dove è stato dimostrato che aliskiren e
ramiprila . E da solo il farmaco è superiore rispetto a ramiprilato.
Percentuali di responder in associazione sono stati 74,1% ed in
monoterapia 73,1% rispetto a monoterapia con solo
ramiprilato. Disegno
dello studio: studio
randomizzato, in doppio cieco, con titolazione del dosaggio Pazienti:
837
pazienti con ipertensione da lieve a moderata e diabete Criteri
di inclusione: PAD
media in posizione seduta ≥ 95 mm Hg e <110 mm Hg alla
randomizzazione; diagnosi documentata di diabete
mellito di tipo 1 o 2 Obiettivo
primario: valutare
l’effetto sulla PAD media in posizione seduta dell’associazione
aliskiren/ramipril 300/10 mg in monosommistrazione giornaliera, rispetto
alle monoterapie, e della monoterapia con aliskiren 300 mg rispetto alla
monoterapia con ramipril 10 mg Obiettivi
secondari: effetto
dei trattamenti sulla PAD e PAS medie in posizione seduta; valutazione
delle percentuali di responder alla settimana 8; ABPM delle 24 ore;
sicurezza e tollerabilità Un
altro studio ha confrontato la
terapia di associazione aliskiren/losartan 300/100 mg ed ha determinato
una riduzione dell’IMVS tendenzialmente maggiore rispetto alle
monoterapie, differenza che tuttavia non ha raggiunto la significatività
statistica verosimilmente per il numero ridotto di pazienti e la brevità
del trattamento Per contro. Ipertensione:
dubbi sull’efficacia e sulla sicurezza di Aliskiren, il primo
inibitore della renina
|
||||||||
|
torna all'index |