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"Ma mio figlio è anoressico
se pensa di dimagrire e diventare muscoloso? Se si guarda per ore allo
specchio e si sente inadeguato? Mia figlia che continua a dimagrire e perde
i capelli, non ha più il ciclo, è anoressica?"
Questa è la domanda che ogni
madre si pone, quando vede la propria figlia che dimagrisce e si pesa in
continuazione, rifiutando di alimentarsi in maniera adeguata, mangiando a
pezzettini, non essendo mai contenta del proprio corpo e passando ore
davanti allo specchio a guardarsi e criticarsi, in una lotta impari con la
bilancia! L’anoressia è più diffusa di quanto si pensi e colpisce lo
0,5% dei soggetti, in genere adolescenti, in genere femmine, per cui il
raporto è 10:1, ma negli ultimi tempi è sceso a 8:2, perché i ragazzi
sono diventati anche più fragili ed insicuri di prima e per questo sono
anche più soggetti all’uso compulsivo di sostanza (cfr il tossicodipendente).
Essi ricercano il peso ideale, vogliono apparire magri e muscolosi.
In questo caso state in guardia
e rivolgetevi a bravi psichiatri e ad un'internista. I criteri standard raccomandati dai manuali
di psichiatria per una corretta diagnosi di anoressia nervosa sono:
-
una magrezza estrema che
si ottiene in maniera volontaria, non per costituzione, con rifiuto del
cibo allo scopo di evitare che il proprio peso possa oscillare per
portarsi a valori adeguati per l’altezza, ma anzi con desiderio
sfrenato di mantenere il proprio peso ai valori dell’85%, cioè con
BMI < a 17,5 (cfr dieta).
-
La preoccupazione
di ingrassare, condotta agli estremi termini, con esasperata attenzione
al proprio aspetto esteriore ed al proprio vissuto corporeo,
-
la perdita
dell’autostima
-
il negare a tutti i costi
l’evidenza dei fatti e la gravità delle proprie condizioni di salute
-
nei pazienti di sesso
femminile, un'amenorrea
(sospensione del ciclo mestruale) da almeno tre
cicli consecutivi dopo il menarca.
-
Disagio psicologico ed
ansia o depressione
o disturbo di personalità
(compreso i disturbi di personalità antisociale, borderline, istrionica
o narcisista), il
disturbo ossessivo-compulsivo, la rabbia e
l’aggressività.
Che
cosa può accadere ad un soggetto anoressico?
Il paziente
con anoressia può giungere fino alla morte, per cachessia,
quando il soggetto distrugge la sua massa magra o
per arresto cardiocircolatorio, per aritmie
varie, bradicardia, tachiaritmie ventricolari, prolungamento dell’onda QT.
Inoltre è possibile che il soggetto, in genere femmina, si procuri il
vomito o si sottoponga a clisteri o impieghi diuretici, oltre a rifiutare il
cibo, oppure che vada incontro ad episodio di alimentazione esagerata,
compulsiva.
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