'); //-->
-->
|
appunti personali del dott. Claudio Italian altri link in indice di pneumologia
Sostanze
chimiche:
smog
foto fotochimico,
isocianati
e resine epossidiche:
lavoratori della plastica e del poliuretano, verniciatori, disegnatori
e tipografi; formaldeide: lavoratori della plastica, personale
sanitario; etilendiamine:
fotografi. grano e farina: fornai,
mugnai, contadini; animali
da laboratorio: personale esposto a topi, cavie, conigli, ecc;
legni
(per esempio quercia, mogano, cedro rosso, noce): falegnami; farmaci:
lavoratori delle case produttrici;
metalli
(per esempio cromo, nichel, mercurio, cobalto): lavoratori
metalmeccanici, saldatori.
Eziopatogenesi. Quando un allergene, sia esso un polline, una muffa, viene inalata e raggiunge l’albero respiratorio, accade che tale sostanza venga inglobata da alcune cellule dette macrofagi, cioè "processata", vale a dire ridotta in piccolissime porzioni infinitesimali che hanno una funzione antigenica e viene quindi presentata in questa maniera ad altre cellule immunocompetenti, dette linfociti; queste ultime si rendono conto che la sostanza è “not self”, cioè sconosciuta a quelle di appartenenza al corpo umano, e dunque che va combattuta tramite l’attivazione delle cellule bianche, linfociti B, ad opera per così dire di “missili” speciali che sono delle proteine dette “immunoglobuline”.
Nel caso del processo allergico tali
immunoglobuline si chiamano IgE o reagine (fenomeno dell’atopia)
e vengono legate a particolari siti del mastocita stesso per essere
veicolate in giro per il corpo umano. Quando un allergene si lega a queste
immunoglobuline vengono liberati i mediatori dell’allergia,
fra cui sostanze vasoattive come l’istamina. Essa agisce determinando
vasodilatazione, edema dei tessuti e, dunque dei bronchioli, bronco
costrizione, produzione di muco e secrezioni varie ed affanno. Inoltre
vengono prodotte altre sostanze, quali le proteine
basiche che possono danneggiare l epitelio bronchiale.
Le alterazioni anatomo-patologiche in corso di asma bronchiale possono essere così riassunte:
DiagnosiSi avvale della visita e dell’approccio al paziente, che può presentare delle riacutizzazioni dell’asma, e deve presentare questi segni:
Ma
l’esame fondamentale è la spirometria, (cfr anche
bronchiti croniche) cioè la misura dell’aria
emessa e la velocità con cui ciò è possibile al primo secondo o FEV 1
. Tale misura è possibile con uno strumento detto “cabina
spirometrica”, dove viene fatto sedere un paziente il quale è collegato
ad un tubo e deve respirare tramite esso, mentre un computer misura i
flussi aerei, e fornisce
informazioni sullo stato di ostruzione delle vie aeree. Un test semplice
quanto importante è il cosiddetto "test di reversibilità", che
consiste nell'eseguire due spirometrie di cui una prima e una dopo la
somministrazione di un farmaco broncodilatatore spray. Negli asmatici tale
somministrazione provoca delle modificazioni della spirometria che
consentono la diagnosi. Diagnosi differenzialeLa D.D. per l'asma va posta con altri pazienti che hanno dispnea: Quelli affetti da bronchite cronica ostruttiva, tipica di persone mature mentre l'asma è in genere un problema che affligge i giovani Scompenso cardiaco (detto anche "asma cardiaco") dovuto a una insufficiente forza di contrazione del cuore Bronchite acuta: infiammazione passeggera dei bronchi abitualmente su base infettiva. Attacco di panico TerapiaLa malattia asmatica richiede abitualmente un trattamento continuativo. Si avvale di farmaci in via aerosolica spray o in forma di polvere inalatoria in modo da contenere nei limiti della normalità lo stato di infiammazione delle vie aeree e di conseguenza non incorrere nella accentuazione dell'"iperreattività bronchiale". I farmaci più importanti per il trattamento antiinfiammatorio dell'asma restano gli i preparati a base di cortisone: beclometasone, la budesonide la flunisolide, il fluticasone. Una categoria di farmaci ad azione antiinfiammatoria particolare sono gli antileucotrienici. Tali farmaci al momento vanno assunti solo per via orale. Non appartengono alla categoria "farmaci" i cosiddetti "vaccini antiallergici" o, più correttamente, immunoterapie specifiche. Tali prodotti trovano indicazione solo nell'asma allergico quando l'allergene causale è stato ben identificato. Essi intervengono nella desensibilizzazione nei confronti delle sostanze allergizzanti e, quando correttamente somministrati, possono essere in grado di ridurre gradualmente, nel giro di qualche anno, l'infiammazione bronchiale. In caso di crisi, invece, il soggetto può ricorrere a un'altra categoria di farmaci chiamati broncodilatatori a breve (salbutamolo) durata d'azione che, come suggerisce il nome, dilatano le vie bronchiali qualora un episodio di asma le abbia fatte occludere.
|
||||||||