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Il tamburo del petto. oppure vedi indice di cardiologia
appunti e riflessioni pratiche del dott. Claudio Italiano,
Tra queste camere, cioè tra atri e ventricoli rispettivi, esistono delle valvole come potete vedere in figura, la valvola mitrale a sinistra e la tricuspide a destra. In genere le valvole hanno una buona tenuta e consentono il passaggio del flusso in un’unica direzione. Ma per malattie varie fra cui l’endocardite o anche perché il cuore va in scompenso di pompa e si ingrossa, dilatandosi, le valvole allora non hanno più tenuta e, per così dire “sfiatano”. Questo sfiatamento viene percepito all’orecchio sensibile del cardiologo come rumore di soffio, ma anche come rumore di “click”, segno che la valvola è sfincata o deformata (sempre con le scuse per i cardiologi, che leggendo questa pagina mi linceranno!!). Ora, dovete sapere ancora che esistono altre due valvole importanti, l’aortica (cfr valvulopatia aortica) e la polmonare, che chiudono la porta al flusso una volta che il sangue è stato spinto rispettivamente nel circuito sistemico e polmonare. Stando così le cose, sembrerebbe che tutto sia nei limiti della norma, ma, purtroppo, nella realtà della clinica, non è così, poiché quotidianamente il medico si imbatte in cuori malati o per causa dell’ipertensione arteriosa (cfr L'ipertensione arteriosa Le complicanze nel paziente con ipertensione arteriosa L'ipertensione arteriosa: la cura farmacologica) che li fa divenire ipertrofici nei loro ventricoli di sinistra, o per via di valvulopatie o per via della cardiopatia ischemica, complicanza frequentissima nel paziente con diabete, per esempio! Tutto ciò premesso, vediamo in particolare cosa ascoltare nel petto del paziente.
L’ascoltazione
del cuore è una metodica semeiologica tra le più semplici ma, al tempo
stesso, tra le più complesse. Per iniziare, dobbiamo sapere che il
battito cardiaco, del nostro tamburo del petto (come diceva una bella
canzone dei Pooh!) è ritmico, cioè il cuore è diretto da un grande
maestro d’orchestra che è il suo pacemaker naturale, cioè il nodo
del seno, il quale è dotato di una grande virtù: riesce a generare
automaticamente la contrazione del cuore, prima degli atri e poi
diffonde il segnale ai ventricoli per farli contrarre in maniera
sincrona ed adeguata. Quindi il medico deve capire se il ritmo è
adeguato, cioè regolare, se la contrazione è valida, se vi sono rumori
di “soffio”, quando le valvole sono sfiancate e non tengono il
sangue nelle camere oppure se sono stenotiche, se cioè il flusso del
sangue è turbolento perché passa in una fessura stretta. Ma
innanzitutto deve "farsi l'orecchio", cioè riconoscere i
suoni giusti per saper poi discernere quelli patologici. Ascolta.
Proiezione
della valvola mitrale, all’inserzione sternale della IV costola di
sinistra Proiezione
della valvola tricuspide all’altezza del V spazio intercostale
destro, in sede retro sternale. Focolaio
della aorta, medio sternale all’altezza del III spazio
intercostale; Focolaio
della polmonare, margino sternale, all’altezza della terza
cartilagine costale sinistra.
· punta del cuore al V spazio intercostale sinistro all’interno della linea emiclaveare per la valvola mitrale
·
margino
sternale destra e sinistra all’altezza del IV spazio per la tricuspide
·
II
spazio intercostale destro sulla margino sternale, per l’aorta
·
II
spazio intercostale sinistro sulla margino sternale per la polmonare
Ma
cosa dobbiamo ascoltare? Certamente il tamburo del petto, cioè i battiti ed il cuore che batte in due toni. Il primo corrisponde all’inizio della sistole, cioè al momento in cui il cuore, chiuse le due valvole mitralica e tricuspidalica, si contrae. Tali toni vengono prodotti, dunque, dalle pareti muscolari e, principalmente, dalle valvole al loro chiudersi, o dal flusso sanguigno che passa attraverso esse. Il secondo tono, più alto del primo e più breve, è dato dall’inzio della diastole, cioè del riempimento ventricolare, ed origina dalla chiusura delle valvole semilunari polmonare ed aortica. Per convenzione si dice che corrispondono i due toni alle sillabe “tum” e “ta” e così via. Quando le valvole si chiudono in seguito all'innalzamento della pressione nelle camere a valle, producono una breve vibrazione che assomiglia al rumore di una vela riempita dal vento. Questa vibrazione si trasmette alle pareti del torace, dove può essere percepita con la mano o udita dal medico tramite il fonendoscopio o registrati da un fono cardiografo e dall’ecocardiografo.
Riassumendo:
I
toni udibili dall'orecchio umano nell'individuo sano sono due, detti primo
e secondo. Il primo tono è una vibrazione compresa tra i 5 e i 100Hz, causato dalla chiusura quasi contemporanea delle valvole tricuspide e mitralica, all'inizio della sistole . Nell'elettrocardiogramma corrisponde al complesso di onda P-R. Il primo tono (S1) corrisponde alla chiusura delle valvole mitrale e tricuspide. Il “suono” è prodotto principalmente dal muscolo ventricolare sinistro e dalla mitrale E’ composto da una componente mitralica (M1) e una successiva (20-30 msec) tricuspidale (T1).Segna l’inizio della sistole. Si sente meglio alla punta o area ventricolare sinistra · Il secondo tono è di 50-150Hz, generato dalla chiusura delle valvole polmonare e aortica. Nell'esame ECG corrisponde alla fine dell'onda T. Il secondo tono (S2) corrisponde alla chiusura delle valvole aortica e polmonare. Il “suono” è prodotto dalle vibrazioni delle valvole chiuse e rapida decelerazione del flusso . E’ composto da una componente aortica (A2) ed una successiva polmonare (P2). Segna la fine della sistole e l’inizio della diastole. Si sente meglio alla base o aree aortica e polmonare
In
entrambi i toni si possono auscultare le due componenti separatamente,
soprattutto in determinate condizioni, siano esse fisiologiche che
patologiche. Lo sdoppiamento del secondo tono è per esempio di più
facile osservazione nel giovane e durante il respiro. Altri due toni, di
frequenza bassa, e quindi impercettibili all'orecchio umano, sono il
terzo e il quarto tono (chiamati in condizioni patologiche
rispettivamente galoppo ventricolare e galoppo atriale).
Il
quarto tono precede di circa 100ms il primo, ed è invece
generato dalla sistole atriale.
Soffi
e schiocco di apertura della valvola mitralica.
Flusso
anterogrado da eiezione Flusso
retrogrado, cioè rigurgito attraverso la valvola insufficiente
(evenienza frequente), significa che la valvola “non tiene” ed
il sangue torna indietro, aumentando il lavoro del cuore che deve
spingere il sangue che passa + quello che refluisce indietro (caput
mortuum). Flusso
attraverso cortocircuiti cardiaci o shunt I soffi vanno distinti in 6 gradi, a seconda la classificazione di Levine in soffio debole o1/6, soffio debole 2/6, soffio moderato 3/6, soffio forte 4/6, soffio molto forte 5/6, soffio fortissimo 6/6.
Gli
schiocchi di apertura sono dei suoni che si generano da valvole
patologiche, per esempio nella stenosi mitralica, verosimilmente per
incompleta apertura della valvola, che è irrigidita ed ispessita, come
di rumore secco e rapido.
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