Cfr
soprattutto questi links correlati col tema: Il
diabete gestazionale Il
diabete e la gravidanza la
gestione del diabete nella donna gravida
Se
la madre in gravidanza ha queste caratteristiche:
-
Età
superiore ai 35 anni.
-
Familiarità
diabetica positiva in primo grado (genitori o fratelli).
-
Obesità.
-
Precedente
gravidanza con diagnosi di diabete gestazionale.
-
Precedente
parto di bambino con peso alla nascita superiore o
uguale 4 kg (macrosomia fetale).
-
Precedente/i
parto di bambino nato morto.
-
Presenza
di glicosuria ,cioè glucosio nelle urine.
Devi
subito rivolgerti al tuo ostetrico o al diabetologo per eseguire un :
Test di screening per il diabete in gravidanza che
deve essere eseguito tra la 16° e la 24° settimana
Cominciamo
a sfatare l’opinione comune che se un bambino nasce macrosomico, se
cioè il suo peso è notevole alla nascita, vuol dire che gode ottima
salute, anzi! Esempio nei sia il nato da madre diabetica, se ella non è
stata seguita adeguatamente dal suo ostetrico.
Infatti i Il figlio di madre diabetica è l’esempio
più comune di mortalità e morbilità neonatale da malattia
metabolica della madre.
Esiste una correlazione tra il cattivo controllo del diabete all’inizio
della gestazione e
l’incidenza di malformazioni congenite
-
HbA1c
< 9,3
rischio di aborto 12,4%
malformazioni 3%
-
HbA1c
> 14,3 rischio di
aborto 37,5 %
malformazioni 40%
Con
l’avvento della terapia insulinica oggi, con una dieta stretta e
rigorosa che non faccia aumentare molto di peso la gravida diabetica, la
donna non solo raggiunge l’età fertile, ma anche è in grado di
portare a compimento bene le sue gravidanze, con tutti i rischi annessi
e connessi. Negli anni ‘60 la mortalità fetale e neonatale era ancora
pari circa al 65%, oggi invece, nella maggior parte dei casi anche se il
decorso perinatale è normale, rimane il fatto che il nato da madre con
diabete, rimane un neonato
a rischio di complicazioni anche gravi.
La
prognosi dipende, oltre che dalla malattia, da come
il ginecologo ed il pediatra sanno gestire questa condizione.
Non
è raro imbattersi in un bambino nato da madre diabetica, perché questa
evenienza oscilla dal 10% degli USA
al 4% di altre popolazioni.
L’incidenza
aumenta con :
-
l’età,
-
il
sovrappeso all’inizio della gravidanza,
-
la
familiarità per diabete
-
le
precedenti gravidanze con diabete gestazionale
Questi
neonati presentano un rischio:
-
triplo
per mortalità e malformazioni congenite,
-
doppio
per trauma da parto,
-
quadruplo
per ricovero in TIN.
|
Fisiopatologia.
Perché
un bambino nato da una
madre diabetica dovrebbe avere sofferenze? Non avete visto
voi, forse, questi bei bambinoni, con le guancine paffute, che le
mamme ammirano, non sapendo la sofferenza di queste creature
definite “ i giganti con i piedi di argilla”? Non si tratta
qui di scoraggiare una madre diabetica dall’avere una gravidanza
come tutte le altre madri del mondo, ma si tratta si ammonirla ad
essere seguita bene dal suo ostetrico, senza prendere peso e con alimentazione
molto rigorosa. Infatti una iperglicemia materna significa che
anche il prodotto del concepimento andrà in sofferenza per la
stessa iperglicemia, se il compenso del diabete
gestazionale non è stato adeguato, e
l’ Iperglicemia fetale, in ultima analisi, stimolerà la cellula
beta pancreatica fetale determinando una iperinsulinemia fetale.
Si avrà la formazione di feti macrosomici, con organi enormi,
fegato e pancreas di volume aumentato, dove vi sarà il rischio di
generare neonati poliglobulici, per le aumentate esigenze dell’
organismo con ematopoiesi extramidollare.
|
.
|
La
captazione epatica di glucosio ad opera del fegato è accresciuta in
questi feti, così pure la sintesi di glicogeno che addirittura si
accumula perfino nel setto interventricolare del cuore, rendendolo
ipertrofico e la litogenesi con la sintesi proteina risultano
accresciute.
Cosa
accade di preciso al mio bambino in formazione se non seguo i consigli
del mio diabetologo e dell’ostetrico?
Ebbene,
entro le prime venti settimane, epoca in cui i tessuti e gli organi sono
in formazioni, il bambino ne risentirà con anomalie congenite e
riduzione della velocità di crescita. Potranno comparire ipoglicemia
neonatale, deficit di
surfattante ed immaturità
del metabolismo epatico, la cui conseguenza eclatante è l’ittero.
In seguito dalla ventesima settimana in poi si avrà macrosomia ed alla
nascità questi bambini presenteranno asfissia per le mutate esigenze
metaboliche, ipocalcemia e sindrome da distress respiratorio con
ipossemia grave. La policitemia che si manifesta può essere ancora
responsabile di stroke, con gli elementi corpuscolati del sangue che
appaiono impilati. Il bambino con stroke e con crisi ipoglicemiche
subentranti, avrà infine degli esiti, se il danno neurologico che nel
frattempo si è instaurato non è stato capito e curato per come si deve
(cfr PEDERSEN,1997)
Non
sempre, però, il bambino è macrosomico;
talora se la paziente diabetica
ha complicanze micro e macrovascolari, allora il feto si accresce male,
per esempio se i vasi uterini sono calcificati ed al momento della
nascita potrà apparire denutrito. Si instaura, cioè, un quadro di
malnutrizione con riduzione della massa grassa e proteica. I bambini
macrosomici sono circa il 26% dei nati da madri diabetica; sono neonato
paffuti, con peso > 4000 gr o > 90C° ma disarmonico, peso
sproporzionato rispetto alla lunghezza ed alla c. cranica, con
organomegalia (aumento di volume ma anche di numero delle cellule ),
Iperinsulinemia.
Essi
presentano queste criticità:
|
.
|
Gli
esiti neurologici dei bambini nati da madri diabetiche non curate.
Il 50% dei nati da madre diabetica presenta ipoglicemia
già a 30 min. dalla
nascita (75% se la madre è insulinodipendente); è unipoglicemia è più
frequente nei macrosomi e nei malnutriti per il cattivo controllo
metabolico del 2 e 3 trimestre di gravidanza. La probabilità che un
neonato sviluppi ipoglicemia aumenta quanto più sono alti i livelli di
glucosio nel cordone ombelicale o nel sangue materno a digiuno. Le
performance neuro-comportamentali dei nati da madre diabetica
appaiono correlati all’ equilibrio glicemico della madre. La
presenza di “minimal brain dysfunction” in bambini con ipoglicemia
asintomatica sarà valutata all’ età di 8 anni, quando il bambino
diventa un bambino “difficile” a scuola, che apprende male a leggere
e scrivere. |
-
In
genere il rischio di ipoglicemia dovrebbe essere lungi dal bambino
alla nascita perché Il glucosio essendo un substrato
energetico cerebrale molto importante per un encefalo del neonato
che cresce rapidamente utilizzando più dell’80% del glucosio
metabolizzato, ed essendo necessario liberare
prontamente glucosio il glucosio endogeno viene mobilizzato
grandemente, già entro pochi minuti dalla nascita prvio il rilascio
di catecolamine che aumenta di 3-5 volte la concentrazione
del glucagone e sopprime il rilascio di insulina, che
resta a livelli basali e non mostra la solita risposta al
glucosio. Si attivano così la glicogenolisi e la neoglucogenesi
(cfr glucidi),
ma anche la lipolisi con aumento degli acidi grassi e dei corpi
chetonici (l’encefalo del neonato è in grado di ossidare i corpi
chetonici 5 volte più dell’adulto. Ma nel bambino malnutrito, cioè
nel piccolo con ritardo di crescita, che ha vissuto uno stato di
cronica malnutrizione, l’ipoglicemia è particolarmente severa e
si manifesta con pericolose convulsioni neonatali. In genere, ma non
è una regola, la glicemia è sintomatica se:
-
Glicemia
< 40 mg/dl nei nati a termine ( 45 mg /dl dopo le prime 24 ore)
-
Glicemia
< 30mg/dl nei nati pretermine
Talora
però anche ipoglicemie migliori di 60 mg/dl sono risultate sintomatiche
ed il neonato ha presentato
-
Tremori
-
Sudorazione
-
Pianto
-
Apnee
-
Convulsioni
-
Sequele
|
Trattamento
della crisi ipoglicemica del neonato.
In
questi casi la prontezza nel neonatologo è fondamentale per superare la
crisi ipoglicemica sintomatica (<45 mg/dl ) attuando queste misure
terapeutiche:
-
Glucosio
10% 2-4 ml/kg e.v. in
bolo seguito da infusione
di glucosio a 6-8
mg/kg/m.
-
Controllo
della glicemia dopo 30-60 min.
-
Aumentare
la concentrazione di glucosio fino a quando il paziente è
euglicemico e stabile ma continuare i controlli ogni 4-6 ore.
-
Iniziare
appena possibile l’alimentazione
-
Sospendere
i controlli solo quando la glicemia è nel range di normalità da 48
ore
NB:
per aumentare il rate di glucosio oltre i 6mg/Kg/min è necessario
aumentare progressivamente la concentrazione del glucosio dal 10% fino
al 18-20%, pertanto è necessario un vaso centrale! |
.
|
¶
Successivamente il neonato deve essere alimentato al più
presto. O tramite sondino o per vie naturali se è in grado di farlo.
Una madre diabetica può e deve necessariamente allattare il suo
bambino, per evitare che
questi cresca in obesità (cfr alimentazione
corretta ). Altro
problema di questo tipi di neonati sono le crisi di ipocalcemia
ed ipomagnesemia. Ipocalcemia
e ipomagnesiemia si verificano fino nel 50% dei nati da MD e l’
incidenza è correlata con gravità e durata del diabete. Compaiono
in 2°-3° giornata di vita con sintomatologia simile a quella da
ipoglicemia. Fattori di rischio ulteriori sono il distress respiratorio
e l’ asfissia alla nascita. La
ragione risiede nel fatto che vi è un ritardo della
risposta postnatale del paratormone che aumenta fisiologicamente
nelle 24 successive alla nascita ed elevati valori di calcitonina
( che è inversamente correlata all’età gestazionale), con bassi
livelli di Mg (che
sopprimono il rilascio di paratormone). Le
madri con diabete di grado severo hanno una maggiore perdita urinaria di
Mg, alla quale farà seguito l’ipomagnesiemia fetale e quindi la
ridotta secrezione di PTH. Le crisi da ipocalcemia sono simili a quelle
per ipoglicemia: tremori, sudorazione, tachipnea, irritabilità,
convulsioni . La terapia prevede:
-
Trattare
solo i pazienti sintomatici
-
Calcio
gluconato 10% e.v. 2ml-4 ml/ Kg molto lentamente
-
Solfato
di magnesio: 0,1-0,2 ml/kg di MgSO4 al 50% e.v. in 1 ora
-
Monitorare
ECG
Questi
bambini avranno ancora il
rischio di sviluppare la poliglobulia, cioè il sangue sarà molto ricco
di globuli rossi, e la ragione di ciò dipende dal fatto che l
’iperglicemia e l’iperinsulinemia fetali aumentano il consumo di
ossigeno tissutale stimolando la produzione di eritropoietina con
secondaria eritropoiesi. La sintomatologia è conseguente all’
iperviscosità del sangue. Il piccolo sarà iporeattivo, letargico,
pletorico, irritabile, tremolante, pianto stridulo. Potrà andare
incorntro a problematiche neurologiche centrali ed a stato di
ipercoagulabilità: Infarto cerebrale, convulsioni, enterocolite
necrotizzante, trombosi della vena renale, trombosi del seno venoso,
ipertensione polmonare
Infine
vengono le malformazioni fetali del bambino nato da madre diabetica:
Pensaci,
se soffri di diabete o sospetti di esserlo o semplicemente per caso hai
controllato dopo il pasto le tue glicemie e queste erano alte oltre
140-180 mg/dl, rivolgiti subito al tuo medico e parlane.
Cfr
Il
diabete gestazionale
Il
diabete e la gravidanza
la
gestione del diabete nella donna gravida
links correlati al tema su
gastroepato
Il
diabete Introduzione
al diabete mellito Lo
stile di vita del paziente con diabete prevenzione
del diabete Studi
sulla prevenzione del diabete Fate
il Test per il rischio di diabete
Il
diabete mellito di tipo 1 Il
diabete mellito di tipo 2
il
controllo delle glicemie
Gli
apparecchi per la misurazione della glicemia
Diabete,
sono veramente diabetico? Diabete,
la classificazione in tipi
il
paziente diabetico in ospedale, quale cura?
Il
diabete gestazionale Il
diabete e la gravidanza
New:la
gestione del diabete nella donna gravida
Il
diabete: la cura! la
terapia con ipoglicemizzanti orali
La
terapia con insulina, quando, come e perchè proprio io?
Le
crisi ipoglicemiche Le
nuove terapie del diabete, 2008.
Incretine:
le nuove frontiere del diabete tipo2.
Incretine
e diabete: quali usi terapeutici in fase di progettazione?
Il
piede diabetico La
retinopatia diabetica Speciale
sulla retinopatia diabetica, prevenzione e cura
La
nefropatia diabetica La
neuropatia diabetica, cioè i dolori agli arti e non solo!
Dolore
alle gambe e diabete, fai il test e scopri se è neuropatia
La
neuropatia diabetica, le varie manifestazioni sistemiche
La
terapia con antidiabetici orali, quando, come e perchè!
La
terapia del diabete orale, quando, come e perchè!
La
terapia con ipolipidemizzanti, quando, come e perchè!
La
terapia con i nuovi antidiabetici orali: sitagliptin e vildagliptin,quando,
come e perchè!
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