--> La broncopneumopatia cronica ostruttiva 2
 

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  Bronchite cronica, malattia sistemica

appunti personali del dott. Claudio Italiano       altri argomenti all' index di pneumologia

 

Il paziente con broncopneumopatia cronica ostruttiva si  può considerare un paziente che ha la presenza di una tosse cronica produttiva che è perdurata  per almeno tre mesi negli ultimi due anni, tosse per la quele vanno escluse altre cause. La terminologia è ancora oggi confusa, infatti si parla di :  

cfr anche : speciale bpco parte 1   bpco

  • bronchite  cronica

  • bronchite fischiante

  • bronchite catarrale

  • bronchite asmatica

  • enfisema

Ma che cosa intendiamo per bronchite cronica?

Il termine BPCO costituisce un’entità nosologica che sottende una sofferenza anatomica che interessa i bronchi ed il parenchima polmonare (da qui il termine broncopneumopatia) che periste nel tempo (da qui il termine cronica) e si estrinseca sotto il profilo funzionale con una limitazione del flusso aereo ( da qui il termine ostruttiva) che a differenza dell’asma bronchiale risulta solo parzialmente reversibile dopo broncodilatatori e in genere progressiva potendosi associare, inoltre, ad un’abnorme risposta del tono broncomotore a stimoli differenti (iperreattività bronchiale) quali inalazione reiterata e persistente di fumo di sigaretta, particelle nocive o gas. BPCO significa bronco pneumopatia cronica ostruttiva, cioè una condizione di infiammazione cronica che conduce a cambiamenti nel polmone che causano i tipici segni della malattia. Le cause precise che conducono all’infiammazione non sono note ma è certo che inalare fumo di sigaretta o altri gas irritanti, per esempio nelle industrie, è alla base dell’eziopatogenesi dell’infiammazione e, dunque, della risposta infiammatoria, negli individui che ne sono predisposti geneticamente.  Nella BPCO, si discute se la riduzione al flusso aereo sia principalmente dovuta all’ostruzione del lume delle piccole vie aeree a causa dell’infiammazione cronica dei bronchioli o, se piuttosto, essa dipenda dalla perdita di elasticità e dalla chiusura delle piccole vie aeree, a causa della distruzione enzimatica delle pareti alveolari (enfisema). L’asma (cfr allergie) bronchiale, viceversa, per definizione si ha quando  il processo è reversibile, cioè l’ostruzione al flusso aereo può regredire anche se parzialmente.

Link in tema di bronchite cronica per approfondire lo studio:

Ma la bronchite cronica è una malattia sistemica?

Cioè, è una patologia che interessa l’intero organismo? “..una malattia viene definita sistemica quando interessa un certo numero di organi e di tessuti o interessa il corpo nel suo insieme con un coinvolgimento documentabile nella fase diagnostica o comunque nelle fasi iniziali della storia naturale della malattia stessa”.

Ebbene, la risposta è affermativa, poiché effettivamente il bronchitico cronico è un malato che a prescindere dalla infiammazione cronica dei suoi bronchi, presenta un processo infiammatorio che interessa l’intero organismo.  Esso si caratterizza per:

  • Perdita di peso (cachessia)

  • Disfunzione muscolatura scheletrica

  • Effetti cardiovascolari

  • Osteoporosi

  • Depressione

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Il paziente pertanto andrà in contro a:

·         riduzione della tolleranza all’esercizio (non lavora, non sale le scale)

·         Qualità della vita peggiorata (vive seduto, allettato, fa solo qualche passo)

·         Riacutizzazioni (trascorre la sua vita tra una riacutizzazione bronchiale ed un’altra)

Momenti fisiopatologici che sono alla base della bpco:

·           Contrazione muscolatura liscia bronchiale

·           Tono colinergico (secrezione di muco, bronco stenosi)

·           Iperreattività bronchiale (episodi di bronco stenosi)

·           Ritorno elastico (distruzione della elasticità)

·           Iperinflazione dinamica

Gli organi interessati dal processo infiammatorio cronico a seguito dello stress ossidativo sono:

  • Il cuore che può andare incontro a fatti ischemici fino ad una sindrome coronarica acuta (cfr angina pectoris); è dimostrato che per ogni riduzione di FEV1 del 10%, ne deriva una mortalità cardiovascolare accresciuta del 28% ed eventi cardiovascolari minori nella misura del 20%.

Aterosclerosi, la malattia aterosclerotica è implementata in corso di BPCO poiché anche essa è una malattia cronica infiammatoria e la stessa formazione della placca lipidica è dovuta ad uno stresso ossidativo (cfr La prevenzione del rischio cardiovascolare:la placca teromasica e la stenosi delle coronarie) 

A proposito di perdita di massa muscolare o massa magra, occorre che il medico presti attenzione a questa evenienza e, cioè al fatto che se si riduce la massa magra, si perderanno anche i muscoli respiratori, i pettorali ed i  dorsali. Allo scopo esiste uno studio che relaziona la perdita di peso alla sopravvivenza e richiama alla necessità di intervenire con una dieta adeguata e con esercizi di riabilitazione respiratoria. (Schols et al.  Am. J. Resp. Crit. Care Med. 1998 )

Ma perché i muscoli respiratori vanno incontro a disfunzione in corso di BPCO?

LE CAUSE PROBABILI SONO:

          Sedentarietà

          Alterazioni nutrizionali/cachessia, infatti il paziente si alimenta male ed ha sempre senzo di ripienezza e nausea

          Ipossia tissutale

          Infiammazione sistemica

          Apoptosi dei muscoli scheletrici

          Stress ossidativi ed acidosi

          Alterata regolazione dell’ossido nitrico

          Fumo di tabacco

          Suscettibilità individuale

          Alterazioni ormonali, riduzione degli ormoni anabolizzanti

          Disturbi elettrolitici

          Farmaci, impiego di corticosteroidi  

Inalazione di fumo di sigaretta, particolato ambientale le cosiddette PM10 sono processati dai macrofagi e dalle cellule epiteliali del polmone. Queste cellule producono mediatori pro infiammatori come le citochine che promuovono una risposta locale infiammatoria nel polmone che sipensa siano alla base della esacerbazione della malattia polmonare ostruttiva e dell’asma e delle infezioni recidivanti del polmone. Questi mediatori migrano anche nell’organismo attraverso il flusso circolatorio e causa una infiammazione sistemica, cioè dei vari organi. Questa risposta causa la stimolazione del midollo a rilasciare leucociti e piastrine e la produzione di fattori pro coagulanti e l’attivazione dello stesso endotelio. Questi fattori potrebbero così aggravare la malattia vascolare aterosclerotica e causare eventi cardiovascolari.

Alcuni autori, ancora, associano la malattia osteoporotica all’enfisema bronchiale “una condizione del polmone caratterizzata da un abnorme e permanente allargamento degli spazi aerei distali ai bronchioli terminali, accompagnati da distruzione delle loro pareti senza fibrosi.  Alla base di entrambi le affezioni ricordiamo il fumo, l’assunzione di alcool, i livelli di vitamina D, i fattori genetici, il trattamento con i corticosteroidi, la perdita della massa muscolare  e l’ipogonadismo.  Ancora si parla di associazione tra diabete e bpco, poiché ci sono diverse maniere con cui la bpco può condurre al diabete stesso e ciò dipende dalla infiammazione che interessa entrambi le patologie per cui si hanno livelli elevati di PCR e di IL6 e TNalfa che sono fattori predittivi di sviluppo di insulina resistenza.

   

 >> speciale BPCO 3

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