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Calcolosi renale: oggi le coliche!
appunti del dott. Claudio Italiano, internista Il paziente che urina molto Il paziente che urina poco Il sangue nelle urine Problemi di minzione? La prostata ingrossata Glomerulopatie,nefriti Le infezioni delle urine, parte I Le infezioni delle urine, parte II Le infezioni delle urine: la difesa nella natura del mirtillo! Si valuta che ogni anno una persona su 10.000 giunga in ospedale per nefrolitiasi. A seguito dell’introduzione dei criteri dei DRG, cioè del sistema di classificazione dei ricoveri in vigore anche in Italia, dopo gli USA, tale tipologia di affezione non viene considerata "propria", cioè è un’affezione che non necessita di ricovero ed anzi sarebbe improprio ricoverare qualcuno per tale ragione! Per questo motivo, a meno che il medico del pronto soccorso non abbia altre idee in merito al dolore lombare che presentate (aneurisma, infarto renale, neoplasia, pleurite, appendicite, salpingite o altro) vi rimanderà a casa con terapia (fans ed antispastici).
Vediamo in particolare quali sostanze possono formare dei calcoli? Negli USA la maggior parte dei calcoli renali si ottiene dal calcio, tant’è che nel 90% dei casi i calcoli sono visibili all’indagine radiologica diretta dei reni. Mentre i calcoli di acido urico risultato radiotrasparenti. Esistono anche dei calcoli a stampo, costituiti da magnesio e fosfato triplo che sono la conseguenza di infezioni delle vie urinarie, da parte di microorganismi che metabolizzano l’urea. Due terzi di calcoli renali però sono costituiti da ossalato di calcio; il 15-20% da ammonio fosfato di magnesio; il 10% circa da acido urico e cistina ed il resto da alcuni composti rari (xantine, silicati e materiale proteico). . Cause di calcolosi. Per fortuna i calcoli non si formano in tutti i soggetti ma solo in pazienti che presentano:
Nei primi pazienti che rappresentano un buon 50-70% dei soggetti è l’eccessiva escrezione di calcio alla base della nefrolitiasi. Esistono, però, delle condizioni quali:
sarcoidosi, alcune neoplasie maligne sindrome da ipercalciuria idiopatica che si associano frequentemente a calcolosi renale. Tra le patologie dismetaboliche abbiamo la:
Alla formazione di calcoli contribuiscono anche la maggiore escrezione di ossalato e di acido urico e la maggior produzione di ammoniaca in pazienti con infezione delle vie urinarie. La calcolosi, inoltre, può aversi anche nei pazienti dove c’è un ostacolo alla normale escrezione urinaria di cristalloidi nelle urine e da alterazioni del pH e dalla stasi, anche dalla assenza di inibitori della formazione di cristalli urinari (pirofosfato e alcune glicoproteine). Anamnesi. . Il paziente con colica pieloureterale presenta spesso una ostruzione ureterale ed ancora infezione urinaria con febbre, brividi, sudorazione, vomito improvviso, tachicardia e dolore intenso che parte dalla loggia renale e scende lungo il decorso dell’uretere per irradiarsi al testicolo o alla vagina nella donna (vedi immagine). Bisogna appurare se la calcolosi è recidivante; nel 50-60% dei casi questi episodi rientrano in un processo patologico cronico per cui sono necessarie indagini più ampie.
. Le
indagini che seguono all’esame obiettivo comprendono un esame delle
urine chimico-fisico per ricercare i sedimenti, l’urinocoltura per
escludere le infezioni, la radiografia diretta dell’addome, non in donne
che pensano di essere in gravidanza ! Le infezioni delle vie urinarie sono state già trattate ed a questi links vi rimandiamo: Le infezioni delle urine, parte I Le infezioni delle urine, parte II Le infezioni delle urine: la difesa nella natura del mirtillo!
Terapia. Sulla terapia della calcolosi pieloureterale si è detto parecchio ma non si è addivenuti ad una scelta terapeutica unanime. Alcuni autori, per esempio la scuola Universitaria Catanese, è propensa ad impiegare i fans, allo scopo il buon diclofenac per via i.m. che sembrerebbe il più efficace per combattere il dolore della colica, a cui seguono gli antispastici ( N-butilbromuro di joscina e 1,3,5 triidrossibenzene triidrato , cioè buscopan, spasmex ecc.): Non tutti sono d’accordo sulla necessita di idratare il paziente nelle prime fasi della colica, specie se è presente idronefrosi, poiché si corre il rischio di peggiorare il quadro. E’ possibile inoltre l’impiego di farmaci cosiddetti "disinfettanti urinari" e di veri e propri e specifici antibiotici. Chi vi scrive sbatte da tempo con caso di una paziente anziana, diabetica ed allettata, portatrice di catetere vescicale a permanenza per vescica neurogena e vittima di infezioni recidivante delle peggiori specie di pseudomonas aeruginosa pluriresistenti a terapia antibiotica! La stessa paziente è andata incontro a stenosi ureterale ed ha dovuto sottoporsi ad intervento di stenting ureterale che sostituisce ogni 8 mesi circa! Ancora l’impiego di uricosurici è sempre indicato nell’iperuricemia e nella gotta (cfr dieta per la gotta). Infine ricordiamo che le cure con acque oligominerali trovano sempre grande indicazioni nella cura delle calcolosi renali (cfr fonte di Venere). Hai visto le altre belle pagine di medicina interna su gastroepato? |
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