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Il
tumore del pancreas:
appunti
personali del
dott. Claudio Italiano
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Per approfondire lo studio cfr:
Chi vi
scrive, per sua esperienza, ha avuto diversi pazienti affetti da
questa grave forma di neoplasia, per la quale la diagnosi precoce o
la conoscenza di una predisposizione genetica e familiare sono alla
base del successo terapeutico. Infatti se si è a conoscenza di una
familiarità nel senso dello sviluppo del tumore, occorre effettuare
prevenzione e sottoporre a screening adeguati i familiari. Chi vi
scrive, purtroppo, dopo molto tempo, ha gestito la diagnostica di un
signore curato per
ulcera e ritenuto affetto da
sindrome del colon
irritabile che era affetto piuttosto da cancro del pancreas. Ricordiamoci che la cura è sempre l'ultimo atto di un
iter diagnostico! A questo signore, avendo eseguito una ecografia e
su questa una TAC addome e, quindi, una risonanza magnetica
nucleare, fu riscontrato un nodulo sospetto. Eseguì dunque una biopsia
mirata, ma già il tumore era risultato esteso ai vasi ed al
peritoneo. Lo stesso fu trattato in palliazione e, la cosa più bella
da dirsi, è che egli si preoccupava della salute dei suoi cari,
poiché fino alla fine non aveva contezza della patologia che lo
attanagliava.
Epidemiologia.
Il rischio di sviluppare tumore del
pancreas aumenta con l’età, tanto che prima dei 60 anni è raro
riscontrarlo: appenna nel 15% dei casi; il 50% si sviluppa, invece,
tra i 60 e gli 80 anni; il 25% dei casi sviluppa oltre gli 80 anni.
Le cause del cancro del pancreas sono:
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Ereditarie nel
10%, cioè se c’è familiarità, se il padre si è ammalato, anche
il figlio potrà ammalare.
-
Nel 30% dei
casi si tratta sempre di fumatori; il fumo è un importante causa
di neoplasia del pancreas e non solo.
-
Lesioni
benigne nel 4% dei casi
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La dieta nel
20% dei casi concorre nella eziopatogenesi.
-
Nel 36% dei
casi non si conosce la ragione.
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E
quando parliamo di dieta intendiamo un elevato consumo di carne,
alimenti ricchi in colesterolo, cibi fritti ed insaccati con
nitrosammine (es. salame), mentre le frutta e la verdura sembrano
ridurre il rischio. Anche l’obesità, il peso in generale e la
mancanza di attività fisica giocano un ruolo fondamentale; si è
visto che l’obesità si associa di frequente al cancro del pancreas (Michaud
et al. Jama, 2001;
Una recente
metanalisi circa il rischio occupazionale a sviluppare cancro (
l’esposizione a cancerogeni ambientali) è stata condotta in 92
studi, raggruppando 23 agenti cancerogeni; è risultato che le
seguenti sostanze sono responsabili dello sviluppo nelle segienti
percentuali:
·
CHC solventi 1.4%
·
Nichel a composti con
nickel 1.9%
·
Cromo e composti del cromo
1.4%
·
Idrocarburi aromatici
policiclici 1.5%
·
Insetticidi
organocloridici 1.5%
·
Polvere di silicio
1.4%
·
Solventi di idrocarboni
alifatici e aliciclici 1.3%
Fibrosi cistica e cancro.
La fibrosi cistica gioca un suo ruolo,
poiché il cancro è un evento assai raro nei soggetti con fibrosi
cistica. Il cancro, in questi soggetti, è cinque volte più frequente
rispetto alla popolazione in generale, ma i soggetti con fibrosi
cistica hanno meno di 40 anni, cioè meno dei soggetti ammalati di
cancro del pancreas, per cui non è significativa questa riduzione di
incidenza. Poiché l’età di tali soggetti tende ad accrescersi col
tempo, verosimilmente il cancro potrebbe diventare più frequente in
queste popolazioni.
Mutazioni genetiche e cancro del
pancreas.
Lal e colleghi studiarono 102 casi di
tumore del pancreas in Ontario. Sulla base della storia della loro
famiglia, 38 di questi pazienti furono classificati ad alto rischio
per una mutazione genetica identificata in 5 di essi (1-p16; i-Brca1
e 3-Brca2). Quattro di questi pazienti hanno associato il cancro a
questa mutazione. Cause conosciute di predisposizioni genetiche sono
importanti fattori solo in una piccola percentuale dei tumori del
pancreas. In tali soggetti il fatto di fumare o meno è causa di
sviluppo precoce del cancro; per cui in uno studi si dimostrò come
16 soggetti che svilupparono il cancro erano fumatori; altri che non
lo erano lo svilupparono in seguito solo 20 anni più in la’ (Lowenfels
et al., JAMA, 2001). Il senso di studiare queste mutazioni e queste
predisposizioni genetiche consiste nel fatto che tali soggetti
debbano essere sottoposti a screening.
Istologia
-
I tumori
maligni sono i tumori
più frequenti di questo organo, rappresentando il 2% di tutte le
neoplasie maligne ed il 10% circa di quelle dell’apparato
gastroenterico.
Il tumore
maligno del pancreas, o carcinoma, è più comune nell’uomo che
nella donna (rapporto di 1,5:1) e in questi ultimi decenni ha
presentato un notevole aumento di frequenza.
I
tumori benigni sono rari, rappresentando dal 6 al 10 % delle
neoplasie del pancreas.
I più
frequenti vengono suddivisi in:
adenomi solido
cistici sieroso
adenomi solido
cistici mucinoso
Questi tumori
devono essere differenziati dalle forme cistiche più semplici che,
spesso compaiono in pazienti con precedenti episodi di pancreatite
(infiammazione del pancreas).
Estremamente importante è diagnosticare precocemente il cistoadenoma
mucinoso in quanto viene considerato un possibile precursore del
tumore maligno.
Più spesso compare
nella 6° decade di vita ed è attualmente la 4°-5° causa di morte per
tumore nei paesi occidentali.
Distinguiamo:
-
Adenocarcinoma duttale (75-90% dei cas, il più frequente)
La
localizzazione più frequente è quella a carico della testa
(65%), mentre più raro è l’interessamento del corpo (30%) e
della coda (5%).
-
Adenocarcinoma
mucinoso
-
Carcinoma a
cellule acinari
-
Carcinoma
adenosquamoso
-
Carcinoma
anaplastico
-
Carcinoma con
cellule a castone
-
Carcinoma
misto a cellule endocrine e duttali
-
Tumore a
cellule giganti simil-osteoclastiche
-
Cistoadenocarcinoma mucinoso
-
Carcinoma
intraduttale papillare
-
Pancreatoblastoma
-
Carcinoma a
cellule solide pseudopapillari
I sintomi che con
maggiore frequenza si manifestano nel cancro del pancreas sono:
-
dolore
-
dispepsia
(digestione lenta, laboriosa, nausea,
vomito)
-
dimagrimento
-
ittero
(colorazione giallastra della cute, come a fianco
rappresentato da un nostro caso clinico)
-
ascite nelle fasi terminali per metastatizzazione
peritoneale (ascite neoplastica)
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Il dolore insorge per l’infiltrazione o compressione
dei plessi nervosi, ed è un dolore del tipo " a cintura", assume,
cioè, una distribuzione con interessamento dei quadranti addominali superiori ed
irradiazione posteriore al dorso, tutt'intorno al giro vita di una
persona.
La dispepsia, più frequente nel cancro della testa, è
in genere caratterizzata da anoressia, nausea, vomito ed
irregolarità dell’alvo (stipsi alternata a diarrea).
La perdita di peso, non sempre presente, è correlata
ai sintomi dispeptici sopra descritti oltre che al
malassorbimento
conseguente alla alterata funzione esocrina del pancreas.
L’ittero è uno dei segni più costanti e precoci del
tumore della testa del pancreas (80-90%) mentre è molto meno
frequente e tardivo nei tumori del corpo e della coda pancreatica.
E’ dovuto ad una compressione e/o invasione del coledoco e si
associa a prurito, feci ipocoliche ed urine ipercromiche.
L’aspetto di presentazione più comune
dei tumori del pancreas è quello di un nodulo duro che infiltra i
tessuti circostanti senza che sia evidente un margine netto. Nel
caso di forme cistiche si rileverà la presenza di formazioni
apparentemente e microscopicamente ben delimitate contenenti al
proprio interno materiale liquido e/o mucoso.
Diagnosi
I
tumori del pancreas sono di difficile diagnosi, specie nella fase
precoce in quanto i sintomi sono spesso estremamente sfumati ed
aspecifici. Inoltre il pancreas è posto profondamente in addome ed è
quindi di difficile indagine da parte delle metodiche strumentali
tradizionali. Tra queste ricordiamo :
esami di
laboratorio – marcatori
tumorali CEA e CA 19.9
esami
radiologici :
-
ecografia
– rappresenta la prima indagine strumentale, di facile utilizzo.
Consente di valutare le vie biliari (verificando la presenza di
calcoli) e le eventuali variazioni di morfologia a carico della
struttura della ghiandola pancreatica.
-
TC addome
- questo esame consente una adeguata valutazione della lesione
neoplastica.
-
colangio RMN
- spesso di
integrazione alla indagine TC. Consente di valutare le strutture
vascolari adiacenti alla neoplasia e la morfologia del dotto
pancreatico di Wirsung.
-
ERCP (colangiopancreatografia
retrograda endoscopica)
- questa indagine attraverso l’iniezione di mezzo di contrasto
direttamente nelle vie escretrici (coledoco-albero biliare e
dotto pancreatico) si presenta estremamente affidabile e
precisa.
-
Biopsia
– progressivamente abbandonata per la sempre maggiore
affidabilità delle indagini strumentali e per il rischio di
disseminazione di cellule neoplastiche lungo il passaggio
dell’ago.
Quando operare?
E' controindicato se vi sono:
·
Metastasi epatiche,
peritoneali a distanza
·
Infiltrazione vascolare
con obliterazione (asse mesenterico-portale, a. mesenterica
superiore, a. epatica)
·
Relativamente
controindicato se vi è un coinvolgimento tangenziale dell’asse
mesenterico-portale ed infiltrazione del duodeno, dell’antro
pilorico e del colon.
In ogni caso l’exeresi deve essere
completa, con margini di resezione esenti da neoplasia (VBP,
istmo-corpo, area pancreaticoduodenale posteriore, margine
retroperitoneale); la linfectomia estesa ai linfonodi di II livello;
rimozione dei plessi nervosi autonomi extrapancreatici (plessi
capitali, plesso dell’a. pancreaticoduodenale)
La chirurgia è attualmente la sola cura
efficace in questa patologia. La sopravvivenza a 5 anni non supera
il 6% per i tumori della testa del pancreas mentre per i tumori
della papilla di Vater è del 40% (generalmente la diagnosi è precoce
per l’immediata comparsa di ittero).
La resezione
radicale dipende dalla localizzazione della neoplasia, ma data la
maggiore frequenza di neoplasie della testa del pancreas
l’intervento più comune è rappresentato dalla duodeno-cefalo-
pancreasectomia, che consiste nella asportazione del duodeno
con la testa del pancreas, della via biliare terminale ed
eventualmente dell’ultima porzione dello stomaco (piloro). Insieme
vengono asportati tutti i linfonodi locoregionale.
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