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da appunti e riflessioni personali del dott. Claudio Italiano
Per approfondire il tema della cirrosi, puoi confrontare:
cfr
il
paziente con ritenzione idrica
approccio al paziente epatologico
'emorragia
da varici esofagee
Cirrosi
epatica Definizione. Dal greco, kyrròs, che significa giallo, ed è una
condizione morbosa patologicamente ben definita,
la cirrosi alcolica è storicamente nota come cirrosi
di Laennec, ed è il tipo più frequente riscontro, caratterizzata da una sottile e
diffusa fibrosi, con perdita uniforme di epatociti, detta cirrosi alcolica; le tre
forme di epatopatia alcolica sono:
la steatosi alcolica, la epatite alcolica e la cirrosi alcolica. Il quadro
clinico della cirrosi, in genere, si associa a
manifestazioni sistemiche disparate, di cui in questo website si è ampliamente
discusso e che sono riportate in sintesi, appresso, in questo elenco: -stato anasarcatico (cioè edemi generalizzati e degli
arti inferiori)
sindrome epato-renale (cioè insufficienza del
fegato associata a quella renale, con grave iponatremia ed
ipercreatininemia) - - -
Si caratterizza per un’alterazione del parenchima
epatico che viene sovvertito da una serie di noxae, come appresso
chiarito, col risultato che esso è sostituito da noduli di rigenerazione
e tessuto fibroso; in altre parole, da un insulto, virale, tossico o
alcolico, deriva un danno di tessuto ed una reazione infiammatoria, con
produzione di tessuto fibroso. Classificazione di tutte le cirrosi. Non sempre la cirrosi dipende dall’alcool o dai virus
epatotropi, poiché altre noxae (cioè letteralmente dal latino cause che
nuocciono al fegato) possono dare un quadro di cirrosi epatica, anche una
stasi epatica della circolazione, poiché, come sappiamo, il sangue
captato dal sistema portale di provenienza intestinale, è detossicato da
tossine batteriche, dall’ammoniaca dell’intestino e filtrato dai
nutrienti dal circolo epatico e, quindi, raggiunge la grande circolazione
venosa attraverso le vene sovraepatiche. Può accadere che il cuore sia
deficitario come pompa nella sua capacità di "aspirazione" del
sangue cavale e, di conseguenza, ciò causa un rallentamento del circuito
ed un "fegato da stasi" o fegato "a noce moscata"
della classificazione classica anatomopatologica.
Cirrosi metabolica (cioè dovuta ad errori del
metabolismo con accumulo di sostanze tossiche nel fegato)
Cirrosi post-virale (frequentissima) Cirrosi epatica delle
Sicuro
che non si sta manifestando un
epatocarcinoma? Hai dosato
l'alfafetoproteina, hai eseguito un'eco addome?
I La diminuzione della funzionalità del fegato comporta
complicazioni quali: formazione di liquido a livello peritoneale (ascite) formazione di circoli venosi collaterali. Questi
possono essere superficiali, ed essere visibili sull'addome, oppure
riguardare le vene alla giunzione tra esofago
e stomaco.
La rottura di queste ultime varici è un evento temuto e pericoloso
per la vita del soggetto. sindrome
epatorenale, caratterizzata da un rapido
deterioramento della funzione renale
EZIOPATOGENESI. Per la cirrosi, attualmente, non ha c’è uno sbocco
terapeutico, l’unico è rappresentato dal trapianto epatico: è il
risultato di tutte le noxae epatiche sul fegato: tossici, virus, tossici
industriali, es. tetracloruro di carbonio. Il meccanismo riparativo del
danno epatico a livello del fegato è del tutto simile a quello di altri
tessuti: i meccanismi sono identici. Le cellule di ITO, o cellule stellate
sono responsabili della fibrosi a livello epatico, sono simili alle
cellule mesangiali del rene o fibroblasti del polmone. Nel 1980 si scoprì
che le cellule di ITO formano il collagene; sono dei periciti, cioè hanno
potenziale contrattile. Circondano l’endotelio dei capillari e sono
estensione delle cellule muscolari lisce, rappresentano il 15% della
popolazione delle cellule epatiche.
E’ lo squilibrio tra produzione di sostanze ossidanti ed i meccanismi scavenger, il sistema difensivo viene a cadere; c’è una classe di malattie .infiammatorie croniche non virali; per esempio il diabete col suo dismetabolismo, dove c’è un’attività scavenger ridotta, con aumento di trigliceridi ed ipercolesterolemia è alla base. Infatti soggetti alcoldipendenti a 60-70 g/ di alcol die possono sviluppare o meno la cirrosi per reattività personale.
Altro concetto è sul TH1 e TH2 dove i T helper sintetizzano IFNgamma ed IL2 i TH2 invece IL5 -IL -IL-13 . Come scopro che il paziente è cirrotico?
Laboratorio. Il laboratorio viene incontro al clinico attraverso l’alterazione dei parametri bioumorali di routine, il cosiddetto "profilo epatico", ossia una serie di indagini come AST, ALT, YGT, Fosfatasi alcalina, assetto coagulativo, del ferro, cupremia, protidogramma, albuminemia, emocromo che danno idea circa lo stadio della malattia. I Livelli di AST sono sproporzionati rispetto a quelli di ALT percui il rapporto AST/ALT è > 2, contrariamente all’epatite virale. Il tempo di protrombina è l’espressione più precisa della capacità residua protidosintetica del fegato è sempre ridotta, nelle fasi più avanzate, in genere attorno al 50-60%, così come i valori dell’albumina. Al protidogramma, inoltre, è evidenziabile una ipergammaglobulinemia policlonale, da non confondere con quella "monoclonale" del mieloma multiplo. Il dosaggio dell'alfa feto proteina mi consente di monitorare o di orientarmi se esistono delle lesioni sospette per neoformazioni primitive epatiche o epatocarcinomi. Inoltre e importante richiedere controlli frequenti sui valori di azotemia, creatinina e sodemia e potassemia, specie in corso di terapia con diuretici dell'ansa ed antialdosteronici.
Terapia. E’ un arte, in mano all’epatologo o all’internista esperto. Mai nelle mani sbagliate!! Si avvale dei diuretici dell’ansa, con occhio vigile alle iponatriemie ed iperkalemie, quando si esagera con la furosemide o con il canrenoato di potassio e gli antialdosteronici. Si completa con l’impiego di una dieta iposodica, ipercalorica, arricchica di vitamina K antiemorragica (per es. Konakion gocce), almeno 1 grammo di proteine per kg/peso, con aminoacidi a catena ramificata, polivitaminici (per esempio nel paziente alcolizzato con malattia di Wernicke-Korsakoff); occorre abolire l’alcool, attraverso una terapia di supporto psicologico (ma esistono psicologi bravi da voi?), oppure con antidepressivi, benzodiazepinici se è possibile impiegarli stante la scarsa capacità epatica di detossicare l’organismo; inoltre occhio al paracetamolo che ha azione tossica e ai farmaci in genere, che hanno escrezione per via epatica. Nelle fasi iniziali della malattia, la terapia si basa sull'allontanamento dei fattori di rischio e degli agenti eziologici (astensione dall'alcool, terapia anti-virale per i virus B e C) e in una dieta equilibrata che aiuti la rigenerazione del fegato; occorre anche una terapia farmacologica che riduca il rischio di complicanze, nel caso, ad esempio, di varici secondarie ad ipertensione portale. Le complicanze della cirrosi epatica sono trattate con terapie specifiche, farmacologiche e non. Il paziente affetto da cirrosi epatica scompensata, quando è limitato nella autosufficienza, può essere trattato a domicilio con l'assistenza domiciliare epatologica.
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