Poiché in un website di medicina interna come
Gastroepato non poteva mancare quest’argomento, cioè la cirrosi
biliare primitiva, chi vi scrive vi può confermare che nel corso
della sua lunga carriera di medico gastroenterologo ed epatologo, la ha
incontrata solo qualche volta. Ricordo con precisione il caso di un
gentile paziente il quale, pur essendo itterico e gravemente, minimizzava
la sua sofferenza alla moglie, per non allarmarla. In cuor suo, però,
sapeva della gravità della malattia, poiché l’ittero era divenuto ingravescente e, ad un primo esame ecografico, non apparivano dilatate le
vie biliari. Essendoci rivolti all’amico
prof. Tonino Borruto, della Gastroenterologia del P.O. di Taormina, questi
consigliava una colangio RMN a chiarimento del quadro clinico, prima di
procedere a qualsivoglia indagine invasiva.Il radiologo, notando un
aspetto delle vie biliari che apparivano fini e tortuose, senza evidenza
di ostruzione distale del coledoco, consigliando altre indagini del caso,
poneva il sospetto di una cirrosi biliare primitiva.
La cirrosi biliare è conseguenza di una lesione o di
un’ostruzione prolungata delle vie biliari o extraepatiche e si associa
a ridotta escrezione di bile (cfr
colestasi), con distruzione del parenchima epatico e
fibrosi progressiva. La cirrosi b.p. è dovuta alla presenza di
infiammazione cronica ed obliterazione fibrosa dei duttuli biliari
intraepatici, mentre la cirrosi biliare secondaria è la conseguenza di
una prolungata ostruzione dei dotti di calibro maggiore extraepatici.
Confermiamo sin da ora che le due entità nosografiche hanno molti tratti
comuni.
Per porre diagnosi il gastroenterologo cerca degli
anticorpi circolanti antimitocondriali AMA, di classe IgG in oltre il 90%
dei pazienti con c.b.p. presenti; tali anticorpi si rivolgono, a mò di
missili, (mi scusino i colleghi ma debbo essere compreso ai più) contro
delle proteine delle cerntrali energetiche della cellula, appunto i
mitocondri, da 3 a 5 proteine, che fanno parte del complesso della
piruvato deidrogenasi PDC, del complesso della alfa-chetoacido
deidrogenasi a catena ramificata, BCKDC, e del complesso della alfa
chetoglutarato deidrogenasi. KGDC. L’autoantigene più rilevante è il
complesso E2 di 74 kDA del PDC, la diidrolipoamide acetiltransferasi. Gli
anticorpi, così, interagiscono contro una regione essenziale per il
legame del cofattore dell’acido lipoico ed inibiscono l’attività
enzimatica del PDC. Oltre gli AMA esistono elevati livelli di IgM e
crioproteine costituite da immunocomplessi che attivano il complemento. Ne
deriva un’infiammazione con infiltrato linfocitario negli spazi portali
che circonda i dotti biliari danneggiati. Questi reperti somiglianoa
qualliriscontrati nella malattia da trapianto contro l’ospite,
suggerendo che dei meccanismi immunologici siano alla base di questa
patologia, con alterazioni della linea cellulare dei linfociti suppressor.
Anatomia patologica.
La
c.b.p. viene suddivisa in 4 stadi.
Colangite distruttiva cronica non
suppurativa, cioè infiammazione necrotizzante degli spazi portali,
con distruzione dei dotti biliari di piccolo e medio calibro, dalla
presenza di un denso infiltrato acuto e cronico di cellule
infiammatorie, da fibrosi di lieve entità e da stasi biliare.
Successivamente l’infiltrato
risulta meno evidenti e si riduce il numero dei dotti biliari mentre
proliferano i duttuli più piccoli.
Dopo mesi o anni la progressione
della malattia conduce alla riduzione dei dotti interrlobulari e dalla
perdita di epatociti ed estensione della fibrosi periportale.
Quali segni presenta il malato di cirrosi biliare
primitiva?
Molti pazienti sono asintomatici ed, inizialmente, solo
alcuni segni sono evidenti, quali indagini di laboratorio, come un rialzo
della
fosfatasi alcalina,
espressione di
colestasi. Fra i pazienti con malattia sintomatica il 90%
sono di sesso femminile, di età fra i 35 ed i 60 anni. Di solito si
recano dal medico perché compare un prurito insopportabile, che si
estende alle regioni palmari e plantari, oppure perché si sentono
asteniche; in seguito, trascorso qualche mese o qualche anno, anche i
livelli della
bilirubina
si elevano e compare l’ittero.
A questo punto, tutta una serie di altri segni
interessano il paziente; poiche mancano i sali biliari nel tubo digerente,
di conseguenza l’assorbimento dei grassi sarà ridotto o assente (sindrome
da malassorbimento) con comparsa di feci molli,
che galleggiano nell’acqua del water (steatorrea) e riscontro nelle
indagini delle feci di un’elevata quantità di grassi fecali. Inoltre vi
è deficit della vitamina K per mancato assorbimento della stessa e,
perciò, difetti nella coagulazione ed ecchimosi nel corpo, dolore osseo,
per mancato assorbimento della vitamina D liposolubile e cecità notturna
per carenza di vitamina A, con dermatite da possibile carenza della
vitamine E. Il colesterolo si accresce nei tessuti e si deposita negli
occhi (xantelasmi), sulle articolazioni e sui tendini (xantomi). Pian
piano si manifesta l’insufficienza epatica, l’ascite
e le varici esofagee.
Nel 75% dei pazienti la c.b.p. si associa a sindrome sicca e CREST.
Laboratorio.
Il laboratorio viene incontro al medico ed evidenzia i
segni di colestasi, cioè la bile che si blocca, letteralmente, per cui
aumenta il valore della fosfatasi alcalina x 2 o x 5, ed anche la 5’-
nucleotidasi è elevata, mentre ancora nei limiti, nelle fasi iniziali
sono i valori delle
transaminasi
e della
bilirubina.
In questa fase la positività ad AMA sarà > 1:40. Ma quando la
patologia evolve, allora la bilirubina sierica s’impenna fino a
raggiungere quota 30 mg/dl e le AST ed ALT si portano a valori tra 150 e
300 unità. Compare la iperlipemia, ipercolesterolemia e la lipoproteina
X.
Terapia.
Scarsi risultati con le cure, forse solo la
D-penicillamina può avere un ruolo nel chelare il rame e controllare la
fibrogenesi. I cortisoni possono solo peggiorare il metabolismo del calcio
e quello osseo. Forse la colchicina svolge qualche ruolo terapeutico nel
rallentare la progressione. Invece ottima è la terapia con acido
ursodesossicolico (sali biliari dosati a 13-15mg/kg/die). Per il prurito
la colestiramina (questran) per os sequestra i sali biliari. Per ridurre
la steatorrea si impiegano in dieta i trigliceridi a catena media. Si
impiegano anche supporti di vitamina A e K per via parenterale, poiché
sono liposolubili. L’osteomalacia si contrasta con la vitamina D per os
esattamente la 1-25 diidrossivitamina D3. Il trapianto di fegato resta,
comunque, l’unica salvezza per queste povere pazientie va sempre
tentato.
Vedi anche la cirrosi biliare secondaria a
colangite
sclerosante o a stenosi neoplastiche della via
biliare o tumori maligni del coledoco.