Contraccezione: i metodi anticontraccettivi

Il medico di famiglia e la   contraccezione

dott. Claudio Italiano

 

Non è semplice scegliere la metodica giusta per la contraccezione e la pianificazione familiare; un medico cattolico come il sottoscritto ed obiettore di coscienza, sente il peso delle scelte e quando deve spiegare ai nubendi i sistemi della contraccezione al corso che tiene da Padre Antonio Costantino in Milazzo, Parrocchia SS.Maria delle Grazie, non è semplice essere chiaro ed efficace. La Chiesa ammette solo  l'impiego dei metodi naturali, ma leggendo appresso capirete come sia complessa la materia. Inoltre se la coppia è sterile, non consente l'impiego di tecniche di fecondazione artificiale, ma consente solo di "aiutare" i coniugi o il seme "debole" ad essere, per così dire, aiutato o  spinto con sistemi naturali nelle vie genitali della donna.

 

Con questo termine (contraccezione) si intende l’insieme delle metodiche e delle tecniche atte ad impedire il concepimento. Essa si avvale di metodi:

Coitus interruptus (!)

Metodo ritmico o astinenza periodica

Contraccettivi meccanici di barriera (condom e diaframma)

Ormonali

Dispositivi intrauterini o IUD

Un buon sistema anticoncezionale deve essere:

-economico
-semplice da usare
-efficace
-innocuo per il nascituro in caso di insuccesso
-impercettibile ai fini della dinamica dell’amplesso
-prontamente reversibile quando si decide di interrompere

Diamo per scontato che il sistema del coitus interruptus è una metodica banale ed altamente rischiosa ai fini della contraccezione, poiché nessun uomo è in grado di controllare il rapporto sessuale con precisione infallibile (!), tanto più che l’eiaculazione è un processo automatico che una volta innescato non è possibile controllare, specie se l’uomo è giovane ed altamente sensibile. Solo con gli anni e l’esperienza e la confidenza col partner è possibile pensare di attuarlo, tenendo conto che il 25% delle coppie che vi si affidano durante un anno di rapporti continuati concepirà lo stesso e ricordando che anche il solo liquido prostatico talora contiene spermatozoi.
Ricordiamo che i metodi ritmici o dell’astinenza periodica si basano sul presupposto che l’ovulazione della donna coincide con un periodo preciso che per:
il dott. Knauss era il 15° giorno precedente le mestruazioni contando a ritroso
il dott. Ogino dal 12° al 16° giorno dal ciclo
il dott. Billings coincideva con l’emissione di muco filante dalla vagina o “chiara d’uovo”,
poiché il muco cervicale è importante ai fini del concepimento in quanto guida gli spermatozoi verso la risalita nel canale cervicale. Poiché, però gli spermatozoi conservano una buona capacità vitale ed il ciclo della donna è variabile,
Pertanto, a seconda del ciclo, e contando a ritroso, la donna dovrebbe astenersi dai rapporti dal 9° giorno dopo la mestruazione e fino al 19° per lo meno.
Esistono allo scopo anche degli apparecchi (es.persona) che consentono di stabilire il periodo fertile della donna, saggiando, per cos’ dire, la natura della donna ed il suo assetto ormonale nelle secrezioni della stessa, ma tolgono naturalezza al rapporto. Questo metodo che è accettato dalla chiesa, poiché non mortifica la donna, né l’uomo nel loro essere coppia e con Dio responsabili del disegno divino del “crescite et multiplicamini”, non è sicuramente una tecnica molto affidabile per chi non può permettersi di concepire per errore (amanti, relazioni sessuali occasionali, ragazzi che fanno l'amore con incoscienza, ecc. !!);

Sistemi di barriera meccanici che sono rappresentati da:

Profilattico o condom dal nome del medico che lo ha scoperto, ma sono conosciuti fino dalla notte dei tempi, se è vero che i primi libertini e gaudenti antichi Romani usavano dei budelli di animale opportunamente modellati allo scopo. Quindi, se il partner, è conosciuto, se non vi è rischio di infezioni (HIV, HCV, HBV, clamidia, treponema, ecc.) è possibile impiegare profilattici sottilissimi, di ultima generazione e creme lubrificanti gelificate a base idrica, mai oleosa, per il rischio che il condom si alteri. E’ chiaro che anche questo sistema non è scevro di rischi: infatti può perforarsi, può lacerarsi, può essere perduto per sbaglio in vagina se al momento dell’interruzione del rapporto il pene è già flaccido, col rischio che il seme giunga negli organi genitali.
Il diaframma è, invece, una sorta di cupola di gomma provvista di una molla che consente un buon adattamento al collo dell’utero, che la donna applica in vagina insieme a creme spermicide e che funge da una specie di barriera come il profilattico, solo che ad indossarla è lei, prima del rapporto. Tuttavia non credo che sia semplice il suo uso se non in mano esperte di donne che hanno imparato a conoscere bene il proprio corpo anche internamente.
E finalmente arriviamo ai farmaci contraccettivi ormonali, che rappresentano la metodica più affidabile ma non scevra di altri rischi per la salute della donna.
Si tratta di composti estoprogestinici a basso dosaggio che si basano sul principio di interrompere il ciclo con azione di feed-back negativa, agendo sull’ipotalamo. Il contenuto di estrogeno varia dai 20 microgrammi a 40 di etinilestradiolo, ma dosaggi di 20 microgrammi sono più che sufficienti nelle donne attempate stante i rischi che si corrono.
Si distinguono:
- preparazioni a bassa concentrazione di etinilestradiolo, cioè 20 microgrammi
- preparazioni a contenuto standard di 30-40 di etinilestradiolo
- i progestinici di ultimi generazione contengono i derivati del norgestrel , desogestrel, norgestimate e gestodene.

Problemi per la donna che fa uso di contraccettivi.

I contraccettivi possono interagire con altri farmaci induttori degli enzimi epatici (carbamazepine, griseofulvina, modafinil, neviparina, fenobarbital, ritonavir, topiramato ecc.);
Controindicazioni nell’uso di contraccettivi
arteriopatia e tromboembolia venosa
cardiopatia ed ipertensione polmonare
attacchi ischemici cerebrali (ictus)
epatopatia con colestasi (ittero)
epatite cronica ed infettiva
lupus eritematoso (m.autoimmuni)
tumore epatico
Porfiria

Effetti indesiderati:
Nausea
Crampi addominali
Insufficienza epatica
Tumori epatici
Trombosi venosa
Ipertensione arteriosa
Alterazioni del metabolismo
Aumento di turgore dei seni
Nervosismo
Corea
Riduzione del flusso mestruale
Fotosensibilità cutanea
Colelitiasi
Carcinoma mammario
Dolore toracico improvviso
Dispnea improvvisa

Le preparazioni fisse o monobasiche contengono 21 compresse da assumersi la prima il primo giorno della mestruazione (giorno primo del ciclo) per tutti i 21 giorni; poi nei 7 giorni successivi, dovrebbe aversi il ciclo. Se la donna sbaglia e non assume la pillola il primo giorno, ma per esempio, da 4° giorno, allora è necessario usare metodi di barriera nei rapporti per 7 giorni.
Novità sono gli anelli vaginali; si tratta di anelli che rilasciano ormoni contraccettivi direttamente in vagina ed hanno un’efficacia simile alla pillola. L’anello va inserito dalla donan entro il 4 ° giorno del ciclo e quindi rimosso dopo 3 settimane; l’anello può essere tolto durante il rapporto ma solo per due ore.
IUD: o intra uterin devices,
sono dispositivi intrauterini posti dal ginecologo all’interno dell’utero della donna, a forma di “T” o di numero “7”. Sono in plastica o in rame spiralato e liberano anche ormoni. Danno rischio di infezione, possono dare anche contrazioni spastiche e dolori del tipo “mestruali” ed infiammazione pelvica. Si tratta di metodi abortivi più che di contraccettivi veri e propri in quanto non consentono l’impianto in utero del prodotto di concepimento.

 

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