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Il
cuore polmonare, la diagnostica e la cura.
appunti del
dott. Claudio Italiano
Il soggetto malato di
cuore polmonare deve essere sicuramente valutato per quanto concerne il
suo quadro cardiologico, poichè l'ipertensione polmonare che sottende al
cuore polmonare, può avere causato danni al cuore o il cuore può essere
primitivamente malato e responsabile dell'insorgenza e dell'aggravarsi
di un quadro di ipertensione polmonare.
Diagnostica
L'elettrocardiogramma
mostra alterazioni che suggeriscono il sovraccarico di pressione e
l'aumento di volume del ventricolo destro: asse QRS verticale, o deviato
a destra, o diretto posteriormente ed in alto; ritardo di attivazione
destra con quadri di blocco di branca più o meno avanzati; prevalenza
del vettore R nelle precordiali destre, appiattimento-inversione
dell'onda T in queste derivazioni; aspetto S1-Q3 S1-S2-S3; la P
polmonare; di ampiezza aumentata in II, III, aVF, espressione in genere
di importante aumento della pressione polmonare.
.
L'ecocardiografia
in 2-D permette di riconoscere le modificazioni indotte dal sovraccarico
pressorio sull'arteria polmonare principale e sul ventricolo destro; ma
in genere anche le altre camere cardiache risultano sempre dilatate. Il
ventricolo sinistro è
invece di dimensioni ridotte o normali, con spostamento del setto
interventricolare che in diastole appare stirato verso sinistra ed
assume movimento paradosso verso destra in sistole.
L'ecocardiografia
Come trattare un paziente del genere?
Non è sicuramente semplice
e chi vi scrive per ora sta trattando un proprio congiunto con
ipertensione polmonare che, a seguito di un versamento pleurico cronico,
viene sottoposto a drenaggio toracico, dopo toracoscopia e toracentesi.
Il principale obiettivo della terapia è:
· Trattare la pneumopatia di base e l'insufficienza respiratoria
·
·
.
Per trattare l'ipossemia
occorre prima trattare la patologia che la sottende e cioè:
·
Curare la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (cfr
Bronchite )
· Correggere
le patologia cronica di tipo suppurativo, specie nelle bronchiectasie
dove vanno impiegati antibiotici, la fisioterapia respiratoria ed
il drenaggio posturale.
· Impiegare
i ventilatori nelle pneumopatie restrittive, es
fibrosi interstiziale.
· Impiegare
farmaci analettici respiratori, correggere le deformità della gabbia
toracica, l'obesità nelle forme con ipoventilazione
· Ipertensione polmonare primitiva: vasodilatatori (ossigeno, idralazina o
derivati, calcio-antagonisti, ACE inibitori, nitroderivati),
anticoagulanti, trapianto cuore-polmoni.
· Embolia polmonare multipla, impiego di farmaci anticoagulanti,
filtri cavali (tao)
· Ossigenoterapia, indicata in tutti i pazienti con ipossia alveolare, in
quanto una ossigenazione sufficiente si è dimostrata in grado di
prevenire la comparsa dello scompenso cardiaco sia a breve che lungo
termine. L'ossigeno va somministrato in misura sufficiente a riportare
la pressione parziale alveolare a valori stabilmente superiori a 55-60 mmHg, e deve essere protratta per almeno 10-15 ore al giorno per
migliorare il quadro clinico e la prognosi a distanza. Particolare
attenzione nel paziente ipercapnico.
.
In caso di insufficienza
cardiaca, occorre anche ripristinare la funzione di pompa cardiaca per
quanto possibile,
con farmaci intropi positivi come la
Digitale, che negli ultimi tempi ha avuto un revival, anche se deve
essere impiegata con cautela per lo stress di parete che può
determinare, mentre trova sicura indicazione nella
fibrillazione atriale, Nello scompenso cardiaco destro il suo
impiego è più limitato perchè gli effetti benefici della
digitale non sono evidenti come in altre cardiopatie. Il farmaco inoltre
deve essere usato con molta cautela perché l'ipossia, l'acidosi, i
trattamenti concomitanti facilitano la comparsa di aritmie indotte dalla
digitale.
Un posto a parte di sicura attenzione meritano i diuretici e
specie quelli dell'ansa (il lasix per intenderci), poichè trovano
indicano nello scompenso e nei soggetti edematosi
sono molto efficaci, e per
mantenere in compenso i soggetti con cuore polmonare cronico
conclamato; possono tuttavia aggravare l'ipertensione polmonare per
aumento della viscosità ematica e delle secrezioni bronchiali.
Anzi, va precisato che i soggetti con "ispissatio sanguinis" si giovano
del salasso,
consigliabile ed efficace solo nei pazienti con ematocrito
superiore a 55-60%.
Gli
anticoagulanti e l'eparina calcica viene somministrata sottocute
per la profilassi della flebotrombosi profonda nei pazienti in scompenso
o degenti a letto. Le frequenti patologie gastroduodenali dei pazienti
con cuore polmonare cronico aumentano il rischio della terapia
anticoagulante piena, che va quindi riservata solo ai casi di malattie
del letto vascolare polmonare e a quelli con precedenti complicanze
tromboemboliche.
Nelle BPCO l'insorgenza
dell'ipertensione polmonare condiziona la prognosi, contribuendo in
maniera significativa alla mortalità: la sopravvivenza globale delle
BPCO infatti si correla ai livelli di pressione arteriosa polmonare più
che ad ogni altra variabile clinica o strumentale, con tassi di
mortalità aumentati di circa 4 volte rispetto a soggetti con pari grado
di pneumopatia ma senza segni di cuore polmonare cronico
Una terapia adeguata consente in genere una sopravvivenza
prolungata, anche dopo ripetuti episodi di scompenso destro che,
specie in fase iniziale, rispondono abbastanza rapidamente ai farmaci.
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