Fisiopatologia
dell’ipertensione polmonare.
Normalmente
il cuore spinge il sangue nel circuito polmonare, il sangue scorre in
strutture infinitesimali, unità respiratoria o acino polmonare, e si
ossigena, venendo a contatto con l’aria degli alveoli. Ma quelle volte
che il cuore lavora “spingendo il sangue” in un polmone malato,
allora accade che anche il cuore si ammala al pari del polmone, perché
entrambi questi due organi vivono in simbiosi ed la porzione del cuore
di destra, sotto sforzo, si ipertrofizza.
Tale patologia, in cui il cuore si ingrossa nelle sue sezioni di destra,
si definisce “cuore polmonare”. Ovviamente il concetto è che il
cuore deve spingere il sangue dentro un circolo alterato, dove, cioè, le
resistenze sono aumentate perché c’è un’alterazione
dell’anatomia dei vasi del circolo. Invece altre condizioni come le
cardiopatie congenite o ad affezioni che interessano primitivamente i
settori cardiaci di sinistra non possono determinare per definizione un
“cuore polmonare”.
.
Ma quali sono i
vasi implicati nell’aumento di resistenza del circolo polmonare?
Sono
le arteriole muscolari e quelle parzialmente-muscolari
che rappresentano il sistema dei vasi di resistenza e corrono lungo il
bronchiolo respiratorio e i dotti alveolari.
Procedendo
dal tronco polmonare verso i capillari, si possono distinguere 4 diverse
strutture vasali:
a)arterie elastiche: il tronco comune dell'arteria polmonare e le
prime 5 serie di diramazioni sono di tipo elastico, ma in misura
nettamente minore dell'aorta e dei suoi rami principali
b)arterie muscolari: formano la maggioranza dei vasi polmonari, fino
ad un calibro di 150-200 micron; hanno uno strato muscolare continuo, ma
con spessore della tonaca muscolare decisamente minore che nelle arterie
sistemiche;
c)arteriole parzialmente-muscolari: hanno uno strato muscolare
discontinuo, disposto a spirale, alternato con una parete di tipo
capillare;
d)arteriole non-muscolari: sono prive di fibrocellule muscolari, ed
hanno calibro di 75-30
micron;
si continuano nella rete capillare dell'unità alveolare, e sono quelle
principalmente collegate alla funzione degli scambi respiratori.
Il
circolo polmonare rappresenta nell'adulto un sistema vascolare ad
altissima capacitanza, cioè può accogliere il volume ematico senza
dare aumento di resistenza, poiché le resistenze al flusso polmonare
sono basse. Tutti i distretti dell'albero polmonare hanno infatti
sezione maggiore dei corrispondenti distretti sistemici e mancano
arteriole muscolari di alta resistenza nelle ramificazioni periferiche;
inoltre i capillari polmonari sono estremamente numerosi e presentano
numerosi collegamenti fra di loro, si definiscono, cioè, molto
anastomizzati. Tutto ciò fa sì che nel polmone il circolo si svolga ad
un bassissimo gradiente pressorio, spinta da una pompa, quale è il
ventricolo destro, capace di lavorare solo generando basse pressioni. Se
un soggetto compie un lavoro fisico, addirittura il circolo polmonare può
lavorare con portata (quantità di sangue che passa nell’unità di
tempo) anche di 5 volte, senza o con lievissimi aumenti pressori. Il
meccanismo per accogliere questo aumento di portata è duplice:
a)
Distensione
ed aumento di calibro vasale, più marcato nelle regioni basali;
b)
Reclutamento
di distretti vasali ipo-perfusi, soprattutto nelle regioni apicali del
polmone, che rappresentano per così dire dei serbatoi di riserva del
circolo.
Ma non sempre
tutto avviene fisiologicamente….
.
Infatti
il circolo polmonare può essere influenzato negativamente da alcuni
fattori emodinamici, che sono la causa di un aumento di resistenza e,
dunque, di pressione del flusso polmonare. E’ possibile, infatti, che
a valle, cioè nell’atrio di sinistra, le pressioni a riposo siano
elevate per svariati motivi (per esempio le valvulopatie
o la pressione
sistemica aumentata ecc.) o che la portata cardiaca sia alterata, o che
il sangue, come nei malati respiratori ipossiemici, sia ridotto ad una
“marmellata” (iperglobulia) e dunque altamente viscoso e non fluido
e che l'area complessiva vasale sia ridotta, area che comprende il
calibro dei dati perfusi e quello dei vasi reclutabili, la cui quantità
è considerevole. Valori tensivi medi normali di 25 mmHg per la
pressione sistolica, di 15 mmHg per la pressione media, e 10 mmHg per la
pressione nei capillari polmonari: un gradiente pressorio di soli 5-10
mmHg determina quindi la direzione del flusso polmonare, a differenza di
un gradiente di 90 mmHg per il circolo sistemico, in cui le resistenze
al flusso sono di 10-20 volte maggiori. Oppure è possibile che il
circolo polmonare sia stravolto per fattori extravasali. I vasi
polmonari di calibro minore sono sottoposti anche a forze esterne di
compressione o distensione, rappresentate dalle modificazioni della
pressione intraparenchimale che in maniera dinamica durante gli atti
respiratori influenza il calibro dei più piccoli vasi e regola la
distribuzione del flusso polmonare. In condizioni patologiche un aumento
della pressione alveolare può giocare un ruolo dominante nell'aumentare
le resistenze al flusso nei piccoli vasi.
.
Fattori
neurogeni, chimici, ormonali oltre che altri mediatori chimici prodotti
localmente o circolanti possono regolare il tono parietale: neuropeptidi
non-adrenergici non-colinergici (angitensina II, fattore natriuretico
atriale, peptide vasoattivo intestinale), gli autacoidi (istamina,
serotina, bradichina) ma è
l'ipossia alveolare è lo
stimolo più potente per indurre vasocostrizione arteriolare polmonare:
si tratta verosimilmente solo di un normale meccanismo di regolazione
del circolo polmonare, con la funzione di ridurre il flusso ematico da
alveoli o gruppi di alveoli ventilati verso quelli normalmente
ventilati, e ridurre così squilibri del rapporto
ventilazione/perfusione. E’ pur vero che una semplice redistribuzione
del flusso, da sola, non modifichi la pressione polmonare, ma
certamente, si sviluppa ipertensione quando la vasocostrizione è
diffusa, come risposta ad una ipossia alveolare che interessa estese
zone o tutto il parenchima polmonare.
La vasocostrizione inizia nelle
arteriole parzialmente-muscolari di calibro 200 micron, e si estende in
via retrograda. Anche l’acidosi oltre che l’ipossia produce aumento
delle resistenze vascolari, mentre il suo effetto compare ed aumenta
progressivamente col ridursi della pO2 alveolare, vedi bronco
pneumopatie croniche ostruttive, dove compare ipossemia ed acidosi
respiratoria (equilibrio
acido-base) (Speciale
Bronchite cronica1 Speciale
Bronchite cronica2 Speciale
Bronchite cronica3 Speciale
Bronchite cronica4 fibrosi
polmonare Allergia,
allergeni!! La
fame d'aria, il paziente affannato! Il
paziente con la tosse, diagnosi e cura Bronchite
cronica e riacutizzazioni Grazie
non fumo! Bronchite
cronica: la cura).
Compromissione
cardiaca
Il
ventricolo destro nell'adulto non è come quello di sinistra che ha
funzioni più impegnative, poiché deve pompare il sangue in tutto
l’organismo, bensì è una specie di “mantice” che lavora a bassa
pressione e con grandi volumi di sangue da spingere in un circuito
polmonare a bassa pressione. Perciò la parete del ventricolo destro è
sottile (circa 3 mm) ed il suo peso è ridotto rispetto a quello di
sinistra, cioè circa 65 grammi contro i 200 del ventricolo sinistro. Ma
In risposta ad un sovraccarico cronico di pressione e di aumentate
resistenze all'efflusso si sviluppano nel ventricolo destro cambiamenti
di forma, di massa e di funzione ed esso va incontro ad ipertrofia
parietale, per la quale il ventricolo destro finisce per diventare una
“pompa di pressione”, con notevole riduzione della sua compliance,
cioè della sua capacità di volume e, dunque, si riempie male in
diastole, aumenta il valore della sua pressione telediastolica, ed a
monte aumenta anche la pressione atriale destra e venosa centrale, con
stasi del sistema cavale. Ne deriva, piano piano, lo scompenso con
insufficienza ventricolare destra, con aumentata tensione e stress di
parete, con ridotta frazione di eiezione ventricolare destra (FE VD),
ridotta portata sistemica anche a riposo, e nei gradi più avanzati di
dilatazione con insufficienza valvolare tricuspidale e scompenso
congestizio. E quando poi I livelli di pressione sistolica polmonare si
attestano sui 60-80 mmHg sono quasi sempre presenti dilatazione ed
insufficienza ventricolare destra, con ridotta frazione di eiezione, cioè
il cuore pompa poco sangue, in maniera fiacca.
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