A quanti di voi non è capitato di trovarsi
sul volto quelle macchie rosse, pruriginose e finemente desquamanti,
specie se siete sottoposti a
stress da tempo?
Definizione.
Definita anche eczema atopico, stiamo
parlando di una dermatite, cioè “ite” è un suffisso che in medicina
significa infiammazione e derma, dal greco, significa la pelle,
quindi l’infiammazione della pelle, che si manifesta con pelle
secca, arrossamenti, croste, micro-desquamazioni e soprattutto
prurito, a volte così intenso da impedire il sonno interrotto
più volte dal continuo grattarsi fino a procurarsi delle vere e
proprie ferite.
Epidemiologia.
Si tratta di una patologia molto diffusa
anche da noi, cioè tra gli italiani, dove ne soffrono un milione ed
ottocentomila soggetti, in genere giovani, nel 15% dei casi, anche
bambini. Infatti la dermatite l’esordio avviene nei primi 5 anni di
vita, mentre in più della metà dei casi si verifica nella culla,
già dal primo anno di vita. Non è rara la sua persistenza in età
adolescenziale ma anche inell’adulto.
Evoluzione e manifestazione delle
lesioni.
Se nei primi mesi di vita è interessato
tutto il corpo, soprattutto guance e cuoio, poi la malattia colpisce
in particolare mani, viso e pieghe di gomiti e ginocchia. Una
cosa interessante che va precisata subito è che i soggetti affetti
da dermatite nella metà dei casi svilupperanno anche asma e rinite.
Anzi, più grave è l’eczema e tanto più probabile è lo sviluppo di
asma: 70% dei pazienti con dermatite severa ha sviluppato asma
contro il 30% di quelli con dermatite lieve.
Lo studio tedesco MAS (Multicenter Atopy Study) ha mostrato che
all’età di 5 anni la metà dei bambini con D.A. precoce e familiarità
per atopia avevano una malattia allergica delle vie aeree, contro il
12% dei bambini senza DA o familiarità per atopia.
Altra cosa da dire è che però ci sono alcuni bambini che hanno già
da subito dermatite rinite ed asma e sono i casi più gravi.
Nell’adulto la malatia si limita invece ad
aree circoscritte: la regione periorale, le palpebre,
il dorso delle mani.
.
Eziopatogenesi.
La dermatite atopica è una malattia
geneticamente determinata, cioè occorre che vi sia una
predisposizione dei geni, detti disvitali, cioè porzioni del nastro
della vita, del codice DNA; i geni sono localizzati in vari
cromosomi.
Una affermazione che dobbiamo fare è che
questa malattia si manifesta oggi più di prima, poiché i bambini
vivono in ambienti superpuliti, mentre un tempo i ragazzi vivevano
all’aperto, bombardati da varie noxae, polveri, acari, pollini ecc.
Il fatto strano è che le forme allergiche come asma e rinite sono
patologie pediatriche più diffuse per “colpa” di questo certo modo
asettico di vivere moderno che fa vivere i bambini in ambienti
chiusi, ben puliti (forse troppo), e quel che è peggio con saponi e
detersivi chimici che possono determinare atopia. Va precisato anche
che l’igiene eccessiva danneggia la barriera cutanea con la
conseguenza di “squilibrare” le normali difese immunitarie
dell’organismo.
Nel primo anno di vita e nelle forme più
gravi la dermatite atopica è associata e spesso causata da allergia
ad alimenti. Sono varie ad esempio le
sostanze che possono migliorare o peggiorare il decorso irritando e
allergizzando la cute degli atopici come il contatto diretto con
tessuti in lana o sintetici, detergenti aggressivi come i saponi
comuni e soprattutto le polveri domestiche, ricche di acari.
Diagnosi.
Ci guida la clinica, diceva un mio
vecchio professore, ed aveva ragione! Observatio et ratio!
Per questo è importante in tutti i bambini
con DA eseguire test diagnostici per l’allergia alimentare e
respiratoria. La diagnosi dermatologica si basa su un semplice ma
accurato esame clinico, il raschiato cutaneo che escluda altre
patologie ( scabbia, micosi o linfomi cutanei) indagini diagnostiche
strumentali ( biopsia cutanea).
Terapia.
E’ affidata alle mani di bravi
dermatologici e talora anche di medici
internisti, non sempre essendo possibile attuare una
cura in grado di sconfiggere definitivamente la malattia, spesso
deturpante che influisce pesantemente sulla qualità della vita con
ansia, depressione, isolamento, difficoltà nei rapporti sociali. I
farmaci sono una categoria nuova, gli immunomodulatori, proteasi e
defensine e semplici regole igieniche, ambientali e alimentari
consentono di tenerla sotto stretto controllo eliminando i sintomi
cutanei. “I nuovi farmaci immunomodulatori, tra questi il
tacrolimus ha dimostrato nel suo impiego clinico un’efficace
soluzione nel trattamento della dermatite atopica: risolve infatti i
sintomi - arrossamento, infiammazione e prurito - in breve tempo,
impiegato come unguento cutaneo, che si assorbe scarsamente, in
formulazioni più leggere allo 0.03 % ed allo 0,1%.
Prodotti di supporto come creme lipidizzanti ed emollienti
migliorano i risultati - la cura della pelle è fondamentale, dato
che se diviene secca, è più reattiva e si infiamma facilmente”.
Ancora si impiegano le proteasi, enzimi deputati a mantenere nella
cute sempre il suo giusto spessore, si attivano prima del dovuto col
risultato che la pelle si “sbriciola” precocemente rendendo la
barriera cutanea meno efficiente. Altri studi hanno invece
evidenziato nella D A una carenza di defensine, cioè di
peptidi antimicrobici che difendono la pelle dai germi. Da qui si
spiegano le infezioni continue di batteri come lo stafilococco aureo
che causa infezioni, impetigine, ascessi cutanei e riacutizzazioni
della malattia”. Altro farmaco immunosoppressore è il Metotrexato,
che si impiega per via sistemica, cioè in tutto il corpo, a basso
dosaggio nel trattamento della psoriasi. Ricercatori francesi hanno
ipotizzato che questa sostanza sia efficace anche nella dermatite
atopica di forma moderato-grave, quando hanno fallito altre cure. I
Cortisonici per uso locale rappresentano la terapia di
riferimento per l’eczema atopico per ridurre l‘infiammazione e il
prurito nelle fasi acute e in quelle croniche della malattia.
Tuttavia va prestata attenzione poiché essi possono determinare
danneggiamenti cutanei, come peluria, teleangectasie ed atrofia
cutanea. Gli Antistaminici vengono spesso usati per sedare il
prurito. La Fototerapia, cioè l’esposione ad UV ha un
effetto benefico sulla pelle atopica, che migliora con l’esposizione
solare nella maggior parte dei casi. L’approccio fototerapico alla
patologia negli anni si è arricchito di nuovi strumenti, e si avvale
di raggi UVB e UVA a banda stretta e larga.
Altri consigli.
Lavarsi con detergenti a pH 5,5 e
applicare sempre creme lipidizzanti ed emollienti, indossare
indumenti di cotone o di lino liscio, evitando
oltre la lana anche le fibre sintetiche e quelle ruvide
Evitare il contatto con sostanze chimiche sensibilizzanti ,detersivi
,prodotti per la pulizia solventi soprattutto se la D A è
localizzata alle mani, divani e letti con cuscini di piume, tappeti,
lavoro fisico eccessivo ,ambienti surriscaldati, esposizione al
freddo e brusche variazioni di temperatura, cibi irritanti come
pomodoro,parmigiano,agrumi che possono provocare un'irritazione
della zona intorno alla bocca. I soggiorni ad alta quota
eserciterebbero un influsso positivo sulla sintomatologia, (gli
acari infatti non sopravvivono oltre i 1200 metri) .Ma l’ambiente
marino sano, Milazzo, nell’80%
dei casi può giovare ai pazienti. Utile anche il training autogeno,
perché lo stress può riacutizzare la malattia.
Quali
prodotti per la pulizia della pelle usare ?
Evitate
detergenti schiumogeni e profumati, ma utilizzate"detergenti non
saponi" (Derma Det Humana, detergente liquido Syndet Kosmida), o
il sapone di Marsiglia (esiste anche in confezione liquida:
Triderm soap liquido).
Il bagno e la
doccia vanno fatti con acqua a 34°-36° C, per non più di 10-15
minuti, con soluzioni oleose detergenti a base di oli minerali (Oilatum
bagno, Triderm bagno, Eubos olio da bagno, Soagen olio da bagno,
Eucerin pH 5 bagno crema oleoso). che vanno aggiunte nell'acqua
del bagno solo negli ultimi minuti (fare attenzione che il
bambino non scivoli!), o applicate direttamente sulla cute se
viene utilizzata la doccia.
Asciugate poi
senza strofinare, ma solo tamponando.
Entro pochi
minuti, applicate una crema o un latte emolliente (Ad esempio
Lichtena emulsione fluida, Avene Trixera crema emolliente, Eubos
emulsione ultra A/O).
Ripetete
l'applicazione anche più volte al giorno, affinché la pelle sia
sempre ben umidificata.