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appunti e riflessioni a cura del
dott. Claudio Italiano
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Definizione. Definita anche eczema atopico, stiamo parlando di una dermatite, cioè “ite” è un suffisso che in medicina significa infiammazione e derma, dal greco, significa la pelle, quindi l’infiammazione della pelle, che si manifesta con pelle secca, arrossamenti, croste, micro-desquamazioni e soprattutto prurito, a volte così intenso da impedire il sonno interrotto più volte dal continuo grattarsi fino a procurarsi delle vere e proprie ferite.
Epidemiologia.
Evoluzione e manifestazione delle lesioni.
Se nei primi mesi di vita è interessato
tutto il corpo, soprattutto guance e cuoio, poi la malattia colpisce
in particolare mani, viso e pieghe di gomiti e ginocchia. Una
cosa interessante che va precisata subito è che i soggetti affetti
da dermatite nella metà dei casi svilupperanno anche
asma e rinite.
Anzi, più grave è l’eczema e tanto più probabile è lo sviluppo di
asma: 70% dei pazienti con dermatite severa ha sviluppato asma
contro il 30% di quelli con dermatite lieve. Nell’adulto la malatia si limita invece ad aree circoscritte: la regione periorale, le palpebre, il dorso delle mani.
Eziopatogenesi.
Una affermazione che dobbiamo fare è che questa malattia si manifesta oggi più di prima, poiché i bambini vivono in ambienti superpuliti, mentre un tempo i ragazzi vivevano all’aperto, bombardati da varie noxae, polveri, acari, pollini ecc. Il fatto strano è che le forme allergiche come asma e rinite sono patologie pediatriche più diffuse per “colpa” di questo certo modo asettico di vivere moderno che fa vivere i bambini in ambienti chiusi, ben puliti (forse troppo), e quel che è peggio con saponi e detersivi chimici che possono determinare atopia. Va precisato anche che l’igiene eccessiva danneggia la barriera cutanea con la conseguenza di “squilibrare” le normali difese immunitarie dell’organismo. Nel primo anno di vita e nelle forme più gravi la dermatite atopica è associata e spesso causata da allergia alimentare a latte, uovo e grano. Sono varie ad esempio le sostanze che possono migliorare o peggiorare il decorso irritando e allergizzando la cute degli atopici come il contatto diretto con tessuti in lana o sintetici, detergenti aggressivi come i saponi comuni e soprattutto le polveri domestiche, ricche di acari.
Diagnosi.
Ci guida la clinica, diceva un mio vecchio professore, ed aveva ragione! Observatio et ratio!
Per questo è importante in tutti i bambini con DA eseguire test diagnostici per l’allergia alimentare e respiratoria. La diagnosi dermatologica si basa su un semplice ma accurato esame clinico, il raschiato cutaneo che escluda altre patologie ( scabbia, micosi o linfomi cutanei) indagini diagnostiche strumentali ( biopsia cutanea).
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Terapia. E’ affidata alle mani di bravi dermatologici e talora anche di medici internisti, non sempre essendo possibile attuare una cura in grado di sconfiggere definitivamente la malattia, spesso deturpante che influisce pesantemente sulla qualità della vita con ansia, depressione, isolamento, difficoltà nei rapporti sociali. I farmaci sono una categoria nuova, gli immunomodulatori, proteasi e defensine e semplici regole igieniche, ambientali e alimentari consentono di tenerla sotto stretto controllo eliminando i sintomi cutanei. “I nuovi farmaci immunomodulatori, tra questi il tacrolimus ha dimostrato nel suo impiego clinico un’efficace soluzione nel trattamento della dermatite atopica: risolve infatti i sintomi - arrossamento, infiammazione e prurito - in breve tempo, impiegato come unguento cutaneo, che si assorbe scarsamente, in formulazioni più leggere allo 0.03 % ed allo 0,1%.
Altri consigli. Lavarsi con detergenti a pH 5,5 e applicare sempre creme lipidizzanti ed emollienti, indossare indumenti di cotone o di lino liscio, evitando oltre la lana anche le fibre sintetiche e quelle ruvide Evitare il contatto con sostanze chimiche sensibilizzanti ,detersivi ,prodotti per la pulizia solventi soprattutto se la D A è localizzata alle mani, divani e letti con cuscini di piume, tappeti, lavoro fisico eccessivo ,ambienti surriscaldati, esposizione al freddo e brusche variazioni di temperatura, cibi irritanti come pomodoro,parmigiano,agrumi che possono provocare un'irritazione della zona intorno alla bocca. I soggiorni ad alta quota eserciterebbero un influsso positivo sulla sintomatologia, (gli acari infatti non sopravvivono oltre i 1200 metri) .Ma l’ambiente marino sano, Milazzo, nell’80% dei casi può giovare ai pazienti. Utile anche il training autogeno, perché lo stress può riacutizzare la malattia. . Ma come mi lavo?? Quali prodotti?? E se non ho soldi e non posso andare dal dermatologo? Allora leggi sotto.... cosa può servire, intanto!
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