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appunti e riflessione del dott. Claudio Italiano
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confronta anche:
il
bambino che nasce da una madre diabetica
Le situazioni che deve affrontare sono le seguenti:
Il primo approccio consiste nell' attuare una dieta adeguata:
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.. |
Quindi si procede con una valutazione della condizione
di diabete o di intolleranza ai carboidrati previa somministrazione della
curva da carico. Se la donna non è in gravidanza si possono impiegare
anche 150
g/die di carboidrati per i tre giorni precedenti l’esame allo scopo di
stressare il pancreas (cfr il diabete
gestazionale). In sintesi:
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La paziente deve assumere almeno 150 g di carboidrati nei tre giorni precedenti, cioè 50 g di pasta o riso o Polenta +150 g di pane o grissini +300 grammi di frutta + 2 cucchiaini di zucchero |
Il test da carico deve essere eseguito al mattino dopo 8-14 ore di digiuno e per tutta la sua durata è utile che la paziente resti seduta e non fumi; è possibile che la paziente abbia nausea, ed allora si può utilizzare qualche goccia di limone da aggiungere a 100 grammi di glucosio (oppure 75 g, come spiegato nella pagina sul diabete gestazionale), diluito in 400 ml di acqua da ingerire in 5 minuti.
Gli obiettivi da raggiungere nella paziente diabetica gravidica sono :
Ottima nutrizione della madre e del feto con appropriati apporti calorici
Non esagerare con l’incremento di peso
Raggiungere il controllo glicemico ottimale e cioè:
RANGE DI NORMALITA':
HBA1c nei range
Glicemia a digiuno su sangue capillare < 95 mg/dl
Glicemia dopo 1 ora < 140 mg/dl
Glicemia dopo 2 ore < 120 mg/dl.
La dieta nella donna obesa con GMD o diabete pregravidico deve eseguire una dieta bilanciata, cioè senza eccedere nelle proteine che verrebbero utilizzate come fonte calorica col rischio di sviluppare chetosi, ma bilanciata con un apporto di 20 kcal/kg peso con incremento di 7 kg, non più di un kg al primo trimestre e circa 200 g per settimana nel secondo e terzo trimestre. La dieta va sempre calcolata per un apporto superiore a 1500 kcal/die; i carboidrati a rapido assorbimento vanno limitati e l’apporto proteico deve attestarsi su 1-1.2 g pro kilo/die; i grassi deve essere vegetali, il latte scremato, lo yougurt magro per soddisfare l’apporto di calcio.
L’apporto calorico è correlato al BMI (
dieta). Esso è il seguente:Fabbisogno energetico in gravidanza.
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BMI pregravidico |
Kcal/die da somministrare |
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<18.5 |
40 |
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18,5 –25 |
30 |
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>25 |
24 |
Nel primo trimestre di gravidanza, almeno che la donna non sia in eccesso di riserve energetiche, il fabbisogno calorico non va incrementato. Dal secondo trimestre di gestazione basta aumentare leggermente l’apporto energetico giornaliero di circa 365 calorie nelle donne sottopeso e di 300 nelle donne normopeso e 200 kcal in caso di sovrappeso.
Se la donna è con GMD o diabete pregravidico, il corretto incremento ponderale varia in relazione al peso pregravidico ed è compreso tra 12.5 e 18 kg se il BMI > 18.5 kg/m2, tra 11.5-16 kg nelle donne normoppeso (BMI 18-5 –25 kg/m2) e tra 7-11.5 nelle donne sovrappeso.
I pasti alla paziente con GMD o diabete pregravidico devono essere tre principali + tre spuntini, con suddivisione equilibrata delle calorie.
Per porre diagnosi di IGT o GDM in gravidanza occorre effettuare il test da carico di glucosio, se possibile anche con 100 g o 75 g per os, però con valori già descritti nella pagina sul diabete gestazionale :
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tempo 0 |
> 95 |
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60’ |
> 180 |
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120’ |
> 140 |
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180 |
> 155 |
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Nel caso di 2 valori superiori |
GMD cioè diabete mellito in gravidanza |
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Nel caso di un solo valore superiore |
IGT cioè intolleranza ai carboidrati |
L’allattamento della paziente diabetica va incoraggiato comunque, ma il controllo metabolico deve essere ottimale, evitando picchi ipoglicemici ed iperglicemici. E’ previsto un supplemento in calorie di 500-600 mediante un consumo di 15-20 g di proteine ad alto valore biologico (carne, pesce, uova, latte e derivati) ed un apporto di minerali e vitamine (calcio, fosforo, rame, zinco, vitamine).
Terapia insulinica.
E’ molto variabile, e si basa su frequenti controlli
con glucometro personale, potendo essere ridotto l’apporto in unità
nella prima fase della gestazione, cioè nel primo trimestre, dove sono
possibili crisi ipoglicemiche mentre va incrementata nel terzo trimestre
fino alla 36 settimana, poi il profilo glicemico si stabilizza. E’
sempre consigliata una modica attività fisica.
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