Problema nella gestione del diabete in gravidanza

Problema nella gestione deldiabete in gravidanza.

 

appunti del dott. Claudio Italiano

 

Il dott. Claudio ItalianoRicordiamo alle nostre gentili navigatrici che le informazioni contenute in questa pagina servono solo per avere delle notizie scientifiche circa il problema del diabete gestazionale. Se pensate di avere il diabete in gravidanza, dovete rivolgervi subito al vostro medico.
Le situazioni che deve affrontare sono le seguenti:
-Cura di una paziente affetta da diabete tipo 1 in situazione pregravidica
-Cura della paziente diabetica di tipo 2 in situazione pregravidica
-Cura di una paziente con diabete gestazionale o GDM ad insorgenza o primo riscontro in corso di gravidanza.
-Paziente con diabete pregravidico con eccesso incremento ponderale durante la gravidanza.

maternità

 

Il primo approccio consiste nell'attuare una dieta adeguata:
 dietoterapia che va sicuramente intrapresa prima della gravidanza
 necessita di una programmazione pre-concepimento della dieta
 modifica dell’apporto calorico dimodocchè siano soddisfatte le esigenze in gravidanza e nell’allattamento senza aumentare a sproposito il peso della gravida.
Quindi si procede con una valutazione della condizione di diabete o di intolleranza ai carboidrati previa somministrazione della curva da carico. Se la donna non è in gravidanza si possono impiegare anche 150 g/die di carboidrati per i tre giorni precedenti l’esame allo scopo di stressare il pancreas (cfr il diabete gestazionale). In sintesi:

La paziente deve assumere almeno 150 g di carboidrati nei tre giorni precedenti, cioè 50 g di pasta o riso o Polenta +150 g di pane o grissini +300 grammi di frutta + 2 cucchiaini di zuccheroIl test da carico deve essere eseguito al mattino dopo 8-14 ore di digiuno e per tutta la sua durata è utile che la paziente resti seduta e non fumi; è possibile che la paziente abbia nausea, ed allora si può utilizzare qualche goccia di limone da aggiungere a 100 grammi di glucosio (oppure 75 g, come spiegato nella pagina sul diabete gestazionale), diluito in 400 ml di acqua da ingerire in 5 minuti.
Il bambino macrosomico

Il rischio di un bimbo macrosomico, il gigante con i piedi d'argilla


Gli obiettivi da raggiungere nella paziente diabetica gravidica sono :
Ottima nutrizione della madre e del feto con appropriati apporti calorici
Non esagerare con l’incremento di peso
Raggiungere il controllo glicemico ottimale e cioè:

RANGE DI NORMALITA':

HBA1c nei range
Glicemia a digiuno su sangue capillare < 92 mg/dl
Glicemia dopo 1 ora < 140 mg/dl
Glicemia dopo 2 ore < 120 mg/dl.
La dieta nella donna obesa con GMD o diabete pregravidico deve eseguire una dieta bilanciata, cioè senza eccedere nelle proteine che verrebbero utilizzate come fonte calorica col rischio di sviluppare chetosi, ma bilanciata con un apporto di 20 kcal/kg peso con incremento di 7 kg, non più di un kg al primo trimestre e circa 200 g per settimana nel secondo e terzo trimestre. La dieta va sempre calcolata per un apporto superiore a 1500 kcal/die; i carboidrati a rapido assorbimento vanno limitati e l’apporto proteico deve attestarsi su 1-1.2 g pro kilo/die; i grassi deve essere vegetali, il latte scremato, lo yougurt magro per soddisfare l’apporto di calcio.
L’apporto calorico è correlato al BMI (dieta). Esso è il seguente:

Fabbisogno energetico in gravidanza.

CORRELAZIONE TRA STRUTTURA CORPOREA - BMI PREGRAVIDICO- FABBISOGNO ENERGETICO- AUMENTO DI PESO

Direttive generali da seguire nelle pazienti gravide per ottenere un giusto incremento di peso sulla base del peso inizile della donna incinta.

- paziente sottopeso con BMI < 18.5, necessita di un fabbisogno di 40 Cal/kg peso per un incremento programmato di 12.5-18 kg
- paziente normopeso con BMI 19.5 -25, necessita di un fabbisogno di 30 Cal/kg per un incremento di 11.5-16 Kg
- paziente in sovrappeso con > 25, necessita di un fabbisogno di 24 Cal/kg per un incremento ridotto a 7-11.5 kg

Nel primo trimestre di gravidanza, almeno che la donna non sia in eccesso di riserve energetiche, il fabbisogno calorico non va incrementato. Dal secondo trimestre di gestazione basta aumentare leggermente l’apporto energetico giornaliero di circa 365 calorie nelle donne sottopeso e di 300 nelle donne normopeso e 200 kcal in caso di sovrappeso. Se la donna è con GMD o diabete pregravidico, il corretto incremento ponderale varia in relazione al peso pregravidico ed è compreso tra 12.5 e 18 kg se il BMI > 18.5 kg/m2, tra 11.5-16 kg nelle donne normoppeso (BMI 18-5 –25 kg/m2) e tra 7-11.5 nelle donne sovrappeso. I pasti alla paziente con GMD o diabete pregravidico devono essere tre principali + tre spuntini, con suddivisione equilibrata delle calorie. Per porre diagnosi di IGT o GDM in gravidanza occorre effettuare il test da carico di glucosio, se possibile anche con 100 g o 75 g per os, però con valori già descritti
nella pagina sul diabete gestazionale :

tempo 0: glicemia > 95%
60’: > 180mg%
120’: > 140%
180:> 155%
Nel caso di 2 valori superiorisi pone diagnosi di  GMD cioè diabete mellito in gravidanza
Nel caso di un solo valore superiore: IGT cioè intolleranza ai carboidrati
L’allattamento della paziente diabetica va incoraggiato comunque, ma il controllo metabolico deve essere ottimale, evitando picchi ipoglicemici ed iperglicemici. E’ previsto un supplemento in calorie di 500-600 mediante un consumo di 15-20 g di proteine ad alto valore biologico (carne, pesce, uova, latte e derivati) ed un apporto di minerali e vitamine (calcio, fosforo, rame, zinco, vitamine).

Terapia insulinica.

E’ molto variabile, e si basa su frequenti controlli con glucometro personale, potendo essere ridotto l’apporto in unità nella prima fase della gestazione, cioè nel primo trimestre, dove sono possibili crisi ipoglicemiche mentre va incrementata nel terzo trimestre fino alla 36 settimana, poi il profilo glicemico si stabilizza. E’ sempre consigliata una modica attività fisica.

 

diabete e concepimento

il diabete gestazionale  gestione diabete gestazionale

 

Indice di diabetologia