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Questo per significare che manca l’azione periferica dell’insulina, anche in presenza di un’adeguata quantità di insulina, cosa che accade nel diabete di tipo 2 , almeno nelle prime fasi della malattia, prima, cioè che la funzione della beta cellula si esaurisca per sempre. Per conoscere, infatti, la riserva pancreatica, cioè la capacità che ha quest’organo nel produrre insulina, sono sufficienti delle indagini, come il test del glucagone o, più semplicemente, il dosaggio del peptide C, cioè di una porzione di clivaggio dell’insulina endogena che si ritrova in circolo nel soggetto con buona sintesi insulinica. Insulina ed azione insulinica
Chi è il diabetico?
Un nemico subdolo.
Quando si manifesta il diabete… Ahimè, quando si manifesta il diabete, almeno il 50% delle cellule beta del pancreas sono andate in apoptosi, cioè sono perdute irreparabilmente; oggi le nuove tendenze terapeutiche, anziché stressare il pancreas con impiego di farmaci segretagoghi nella terapia orale del diabete, mira all’impiego di una nuova classe di farmaci, appunto le incretine, da Intestine Secretion Insulin, cioè farmaci che mimano l’azione di una sostanza ormonale prodotta dall’intestino dopo un carico di glucosio per os, che ha lo scopo di impletare la risposta insulinica in modo fisiologico, cioè col rispetto della funzionalità della beta cellula, anzi ipertrofizzando il tessuto delle isole beta-pancreatico. Fra questi farmaci, che noi stiamo utilizzando con successo, rimanendo spesso a bocca aperta (!), esistono gli agonisti del GLP-1 e gli inibitori del DPP-4, cioè dell’enzima che degrada il GLP-1, con l’intendo per ogni via di incrementarne l’azione farmacologica. Diagnosi subito, ma come? Vi anticipiamo che le associazioni di diabetologi stanno già vagliando l’ipotesi di introdurre un altro marcatore per il diabete, cioè l’emoglobina glicata o HbA1c e questo rientra in una logica che è accettata da tutti e che dipende dal fatto che se l’emoglobina dei globuli rossi gira in un circolo sanguigno ricco di glucosio si glicosila, allora il valore di questa glicosilazione è spia del compenso metabolico, ossia più mi imbratto di glucosio e più sono glicosilata. Per il resto è ampiamente accettato da tutti che per la diagnosi di diabete dobbiamo avere i seguenti valori di laboratorio:
a) un valore di glicemia a digiuno >126 mg/dl dopo 8 ore di digiuno in due occasioni b) una glicemia casuale >200 mg/dl c) glicemia > 200 mg/dl a due ore dopo carico orale di glucosio di 75 g I criteri diagnostici sono stati ratificati dalla OMS nel 1999, in questa occasione per la diagnosi di diabete è stata ridotta la glicemia da 140 mg% a digiuno a 126 mg%. La modifica si è avvalsa di studi osservazionali che dimostrano come il rischio di retinopatia sia evidente già per valori di glicemia inferiori a 140 mg% e vicini a 126mg%. Le condizioni di IFG (cioè Impaired Fasting Glucose) e IGT (Impaired Glucose tolerance) sono espressioni di interesse medico per l'elevato rischio di sviluppare diabete e malattie cardiovascolari. Nei soggetti con IFG ed IGT vanno dunque ricercati fattori di rischio ulteriori. Più recentemente, è stato proposto dall’ADA di ridurre la soglia per la diagnosi di IFG da 110 a 100 mg/dl (5). Il rapporto costo/efficacia di questa modifica è ancora di difficile valutazione (6); tuttavia, la variazione proposta è di fatto entrata nella pratica clinica ed è stata ratificata dall’IDF (International Diabetes Federation), anche se non ancora dall’OMS. Le condizioni di IFG e IGT non rappresentano patologie di per sé, né si accompagnano ad alcuna sintomatologia clinica, ma sono di interesse medico per l’elevato rischio di diabete e malattie cardiovascolari che le caratterizza. È quindi di estrema importanza in tutti i soggetti con IFG e IGT ricercare la presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare, al fine di instaurare tempestivamente gli opportuni provvedimenti terapeutici. IFG e IGT possono coesistere nello stesso individuo, ma sono spesso presenti in forma isolata. Nei soggetti con IFG e obesità addominale o sindrome metabolica può essere utile l’esecuzione della curva da carico orale di glucosio per un migliore inquadramento diagnostico e prognostico; una proporzione non trascurabile di questi soggetti presenta, infatti, una risposta al carico di glucosio compatibile con la diagnosi di diabete. Speciale sulla retinopatia diabetica, prevenzione e cura La neuropatia diabetica, cioè i dolori agli arti e non solo! Dolore alle gambe e diabete, fai il test e scopri se è neuropatia La neuropatia diabetica, le varie manifestazioni sistemiche La terapia con antidiabetici orali, quando, come e perchè! La terapia del diabete orale, quando, come e perchè! La terapia con ipolipidemizzanti, quando, come e perchè! La terapia con i nuovi antidiabetici orali: sitagliptin e vildagliptin,quando, come e perchè! |
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