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Le
fibre alimentari ed alimentazione.
appunti del
dott.
Claudio Italiano
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Per
approfondire il tema della dieta e fibre:
Il futuro è nel ritorno al passato
Sembrerebbe una fase senza senso se non fosse per il fatto che oggi
assistiamo alla riscoperta dei valori del buon tempo antico. Nell’era
dei fast-food e dei problemi connessi con un’errata alimentazione degli
adolescenti che sono sedentari ed obesi ed affetti da diabete di tipo
Mody o di un precoce diabete proprio del tipo 2, come per gli adulti, la
riscoperta del cibo semplice e campagnolo è un toccasana per la nostra
alimentazione del futuro.
Le fibre.
Il
termine di residuo fecale risale a studi eseguiti in passato, quando si
dimostrò che assumendo un solo alimento, questo era responsabile di un
determinato quantitativo di feci emesso; per esempio il latte dava più
residuo rispetto alle carni e cosi la patata era il vegetale con meno
scorie rispetto alle altre verdure. Da qui, conducendo altri studi ed
osservazioni varie, si intuì che il corpo necessitava del suo giusto
apporto di “fibra alimentare”, quantizzata in 25 grammi ogni giorno. La
fibra poteva essere definita come l’insieme di sostanze, contenute in
certi alimenti, frutta e verdure, che l’organismo non può assorbire, ma
che cionondimeno è fondamentale per la dieta di una persona, specie se
si tratta di un diabetico, dove diventa fondamentale, a patto che non
sussistano altre controindicazioni al suo uso. E’ definita come
l’insieme di polisaccaridi unitamente alla lignina (sostanza di natura
non glucidica), non digeribile da parte delle secrezioni del nostro tubo
enterico. E’ stato però postulato che la fibra si comporti come una
specie di spugna, quando percorre il tubo digerente, cioè assorbe acqua
ed adsorbe acidi biliari e regola e stimola la peristalsi intestinale,
il peso delle feci che viene così accresciuto, l’escrezione degli acidi
biliari ed il turnover del colesterolo ed infine i processi metabolici.
I
polisaccaridi cellulosici ed emicellulosici hanno principalmente la
capacità di adsorbire acqua e svolgono quindi l’effetto di accelerare il
transito intestinale; da qui sono controindicati nelle condizioni in cui
prevale la
diarrea e le sindromi che si associano alla diarrea come le malattie
infiammatorie intestinali, come il
M. di Crohn e la
RCU. Altre fibre come le mucillagini, le pectine e il guar hanno
altre funzioni metaboliche e si trasformano in un gel dentro
l’intestino. La lignina, infine, nel colon ha una struttura chimica che
neutralizza i radicali liberi e previene i processi di cancerogenesi
(prevenzione del
cancro del colon). La purea di mele e la farina di carrube, per
esempio, hanno sostanze in grado di addensare le feci e trovano impiego
nelle diarree.
Così le
fibre così si dividono in : |
Le
fibre solubili:
-
abbassano la colesterolemia, poichè contribuiscono alla eliminazione del
colesterolo
-
abbassano la glicemia, poichè rallentano l'assorbimento dei carboidrati
(un toccasana per il
diabete: cfr
dieta del diabete)
- formano soluzioni
viscose che rallentano i tempi di svuotamento intestinale. sono
responsabili, inoltre, di una riduzione dell'assorbimento dei
glucidi
e dei
lipidi e dunque del colesterolo ematico. Il bolo che esse formano
nell'intestino con l'acqua che assorbono rallenta l'assorbimento dei
nutrienti per azione sugli enzimi. Danno senso di sazietà dopo il pasto,
cosa assai importante, specie nel
diabete.
Le fonti sono
rappresentate dall'inulina che è contenuta nella frutta, nelle patate,
carote, dolci, fagioli), galattomannani (legumi), gomme (avena, fagioli,
legumi), mucillagini e alghe.
Le
fibre insolubili:
- riducono
il tempo di transito intestinale delle feci;
- riducono
l'utilizzo delle calorie e dei grassi;
-
modificano pH e composizione di feci, urine, flora intestinale e
attività degli enzimi del colon.
- hanno
un'azione disintossicante e anticancerogena (in seguito alla riduzione
del tempo di transito delle feci diminuisce il contatto delle feci con
le mucose);
Le fibre insolubili sono
costituite da cellulosa (crusca, legumi, frutta, cereali integrali),
emicellulosa (crusca, legumi, frutta, verdura, cereali integrali) e
lignina (frumento, verdura, pere, fragole, prugne, pesche.
Patologie correlate alla mancanza di fibre.
Molte
patologie sono associate alla carenza di fibre, per esempio una
stipsi ostinata può infine degenerare nella
malattia diverticolare del colon e nelle diverticolite, patologia
assai frequente nelle popolazioni occidentali, la cui comparsa è
coincisa, appunto, con la diffusione degli alimenti raffinati (zucchero,
farine, cereali), mentre prima si consumavano solamente cibi integrali.
Esistono ancora altre malattie che dipendono o si aggravano con lo
scarso apporto di fibre indigeribili:
Metaboliche:
obesità,
gotta,
diabete, calcoli renali e
calcoli biliari.
Cardiovascolari:
ipertensione,
malattie celebrovascolari, ischemia e
infarto del miocardio, vene varicose, trombosi delle vene profonde,
embolia polmonare.
Del
colon:
stitichezza,
appendicite,
diverticolite, diverticolosi,
emorroidi,
cancro del colon,
sindrome del colon irritabile,
colite ulcerosa,
malattia di Crohn.
Altre:
carie dentaria,
malattie autoimmuni,
anemia pernniciosa, sclerosi multipla,
ipertiroidismo e affezioni cutanee.
E’ pur vero che un’ eccessiva introduzione di fibre con la dieta è
responsabile d una riduzione dell'assorbimento di minerali come ferro e
calcio. Ancora è da segnalare che non è possibile subito rimpiazzare
un’alimentazione scarsa in fibre con una che invece ne è ricca. Infatti
si potrebbe andare incontro a
flatulenza, intesa come sensazione fastidiosa e dolorosa di tensione
addominale con incompleto svuotamento rettale ed incapacità ad espellere
aria.
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Per
passare dalla dieta senza scorie ad una dieta con scorie occorre:
-
sostituire il pane ed i prodotti da forno confezionati con farine
raffinate con prodotti analoghi confezioni con farine integrali,
ricche in crusca.
-
Sostituire i generi di minestra (riso e pasta) con prodotti
integrali
-
Consumare a colazione
cereali e biscotti integrali
-
Consumare molta verdura dando la preferenza se possibile (sentito
il vostro medico che è responsabile delle vostre cure!) con
carciofi, catalogna, scorzonera, cime di rapa, legumi freschi, ceci,
piselli, lenticchie, patate e carote)
-
Consumare molta frutta con la buccia, dopo averla accuratamente
lavata, banane ed agrumi di Sicilia
-
Integrare l’alimentazione con crusca, in acqua e latte.
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Contenuto in fibre per alimento:
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ULTERIORI
CONSIGLI : |
alimenti con maggior contenuto di fibra |
FIBRA TOT. |
|
Integratori di fibre |
crusca |
44% |
|
legumi freschi/secchi |
Fagioli, lenticchie, piselli |
10-25% |
|
frutta secca |
Fichi secchi, uvetta, prugne secche |
10-15% |
|
Pane e pasta integrali |
|
10% |
|
Semi oleosi |
mandorle, noci, noci nocciole
|
6-14% |
|
Frutta fresca |
Ciliegie, mele, pere, pesche, arance |
1,5-2% |
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Verdura fresca/cotta |
Carote, sedano, pomodori, peperoni, finocchi,
spinaci |
1-3% |
|
Farine bianche |
|
1,5-2% |
|
Altro |
Olio, zucchero bianco, carni, bibite |
Quasi 0% |
Cereali
raffinati:
da 1 a 3 grammi di fibra per 100 grammi di parte edibile;
Cereali
integrali:
da 6 a 10 grammi di fibre per 100 grammi p. e.;
Legumi:
da 5 a 8 grammi di fibra per 100 grammi p. e.;
Frutta
secca:
da 5 a 12 grammi di fibra per 100 grammi p. e.;
Frutta
fresca:
da 1 a 4 grammi per 100 grammi di p. e.;
Verdura:
da 1 a 8 grammi di fibra per 100 grammi p. e.;
Da questi
dati si possono trarre alcune importanti conclusioni:
-
assumendo 700 g tra frutta e verdura ogni giorno la quantità di
fibre giornaliera è automaticamente soddisfatta. Questa quantità è in
linea con le raccomandazioni per una corretta alimentazione, tale da
garantire il mantenimento di un corretto peso forma.
- i
cereali integrali non sono necessari, si possono assumere se
piacciono. Non ha senso, se non in casi particolari, assumere a forza
cibi integrali, che spesso non sono amati. Diventano necessari in caso
di aumentato fabbisogno, come nella diverticolosi
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