Diverticolosi

Diverticolosi.

del dott. Claudio Italiano

 

cfr diverticolosi e probiotici   diverticolosi e fibre  

Si tratta di una delle patologie che più di frequente si riscontra in ambito gastroenterologico. Si caratterizza per la presenza di "tasche" nella parte del colon definite diverticoli. Si parla di malattia diverticolare nei casi in cui oltre al riscontro anatomico di diverticoli si associa una sintomatologia dolorosa o di disturbi dell’alvo.

Chi vi scrive, per esperienza, ha trattato diversi casi, in cui erroneamente si parlava " di sindrome del colon irritabile" mentre tale diagnosi esclude un danno organico; pertanto la cura deve essere intrapresa prima che si abbia una diverticolite, cioè l’infiammazione di questi diverticoli, con infezione e sanguinamento.

Sintomi della diverticolite

 

Compare febbre, leucocitosi, segni di flogosi, ma il sanguinamento può anche non esserci. Il sanguinamento quando è presente è sempre modesto, intermittente e può essere anche " a ciel sereno", cioè senza segni di flogosi, ed è spesso riferito al colon destro.
Trattasi di un'indagine radiologica che documenta i diverticoli del retto-sigma, evidenziabili come macchie bianche sul contesto del profilo della mucosa del colon

Clisma opaco del colon a doppio contrasto, si apprezzano multiple tasche diverticolari sul profilo del lume

 

Nel colon destro, infatti, i diverticoli, per ragioni anatomiche dell’organo, si presentano più ampi, con colletto più grande e le emorragie sono imputabili ad arteriole che decorrono in sede sottomucosa. La malattia decorre secondo stadi:

Il primo stadio prevede delle contrazioni spastiche del colon, simili al colon irritabile, con ispessimento delle fibre muscolari circolari ed accorciamento delle tenie, con aspetto a denti di sega, senza diverticoli, in questa fase;

La comparsa dei diverticoli è prerogativa del secondo stadio, ma la sintomatologia algica addominale (cfr dolore addominale) può mancare in questa fase.

Nella terza fase i diverticoli si fanno palesi, poiché compare la "diverticolite", cioè l’infiammazione di cui si è detto poc’anzi, per ristagno di feci nelle tasche diverticolari, danneggiamento della mucosa e sanguinamento, col rischio, infine, di perforazione.

 

Epidemiologia

 

La prevalenza nella popolazione, pur se differente nei diversi studi in letteratura scientifica, documenta che nei soggetti di 40 anni non esiste la patologia ma aumenta gradualmente fino al 30% intorno alla VII decade di vita, per arrivare al 50% negli ultra-ottantenni, specie negli uomini, ma pare da studi recenti che anche le donne siano colpite allo stesso modo, anche perché la stipsi è spesso più un fatto femminile!

Diagnosi

 

Essa si avvale in genere di un esame meno fastidioso della colonscopia, che, in ogni caso, non è indicata, se c’è stata diverticolite, e neppure l’esame radiologico con doppio contrasto, aria e bario, lo è: viceversa, una volta, che il soggetto ha sfiammato, per così dire, è possibile procedere con il clisma a doppio contrasto che documenterà estroflessioni sacciformi di varia forma e dimensioni, in ogni segmento del colon, ma specialmente nel colon di sinisstra. Anche l’aspetto endoscopico è utile per porre diagnosi; in genere, casualmente, durante una banale colonscopia, magari eseguita per altre ragioni, si evidenziano delle sacche diverticolari, come aree ovali più o meno depresse, nel contesto della mucosa.

visione endoscopica di un diverticolo della parete del colon

Trattamento della diverticolite

 

Va sempre affidato al medico specialista gastroenterologo; in genere si associa un farmaco lassativo che può essere il lattulosio ad un antibiotico come la rifaximina, a cicli mensili di 7 giorni; la dieta sarà come per la stipsi, con l’intento di aumentare il volume fecale, ma evitando di somministrare per esempio le frutta con tutti i semini! Per esempio si potranno utilizzare preferibilmente i passati di verdura. L’ultima moda antistipsi del momento, che ho avuto modo di ammirare in un congresso, è un beverone di succo di kiwi e prugne, senza semini, cioè filtrando il succo gelatinoso! Una goduria! Allo scopo, perfino i nostri fichi d’india siciliani, se opportunamente preparati, cioè filtrandone il succo dai semini (detti in gergo siciliano " l’ossa dei fico d’india!), vanno bene allo scopo. In acuto è indicato una nutrizione parenterale totale, cioè delle flebo di nutrimento, ed il digiuno assoluto per il rischio di perforazione nel corso di diverticolite; quindi si può utilizzare un antibiotico, in genere una cefalosporina di terza generazione.

Complicanze

Si possono avere delle perivisceriti, cioè all’infiammazione con emorragia, accorrono benevolmente, come diceva il mio professore compianto di chirurgia, gli epiploon, nell’intento di bloccare il danno, tappando, per così dire, il processo infiammatorio che rischierebbe di deteriorarsi nella perforazione d’organo; ne conseguono delle stenosi dell’organo che vengono prese per sospette, ma che in realtà si chiamano micosi.

Per approfondire il tema della diverticolosi:

I diverticoli e diverticolite, come curarli.

Evidenze in clinica nel trattamento dei diverticoli, quali farmaci possibili?.

La nuova cura 2009 per la malattia diverticolare.

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