Fibre e malattia diverticolare

Importanza delle fibre e malattia diverticolare

 

appunti del dott. Claudio Italiano 

dott. Claudio Italiano I diverticoli sono delle piccole sacche estroflesse che si formano nel tratto digestivo, soprattutto nell'ultimo tratto del colon (sigma). Nel 15-20% dei soggetti colpiti da diverticolosi i diverticoli si infiammano, causando la comparsa dei sintomi e la necessità di un trattamento. Si parla allora di diverticolite, ovvero di infiammazione dei diverticoli. Il crescente interesse per la malattia diverticolare, legato in notevole misura all'ipotesi della carenza di fibre grezze ha apportato nuove idee sul trattamento e una chiarificazione sulla probabile patogenesi. Restano tuttavia molti problemi aperti sul meccanismo iniziale dell’indebolimento della parete intestinale e sulle  reali possibilità farmacologiche dei miorilassanti anticolinergici, sulla capacità preventiva effettiva della dieta ricca di scorie, sul valore della terapia antibiotica, ecc..La malattia diverticolare, data la frequenza con cui colpisce la popolazione, ha un interesse maggiore che in passato: si calcola che ne sia colpito il 50% delle persone di ambo i sessi oltre i 45 anni di età.

 

 Con lo sviluppo e la diffusione delle tecniche radiologiche e manometriche per lo studio del colon, si è affermato il concetto che si tratti di una malattia acquisita, determinata principalmente dal leni) transito e dalla maggior pressione segmentaria, che si manifestano cronicamente a livello del colon quando la dieta si basa soprattutto su cibi raffinati e in gran misura privati del loro contenuto di scorie, fibra e residui indigeribili. Per questo la diverticolosi sarebbe una delle conseguenze di un'alimentazione artefatta, connessa con la civiltà occidentale, come l'arteriosclerosi e il carcinoma del grosso intestino.

EPIDEMIOLOGIA

La diverticolosi del colon viene descritta nella letteratura medica dopo la seconda metà del secolo scorso. Cruveilhier, nel 1849, presentò per la prima volta queste dilatazioni saccifórmi, indicandole come sede di infezione e perforazione. Per gli anatomopatologi ed i clinici rimasero tuttavia una semplice curiosità. Nei Paesi anglosassoni l'incidenza di diverticolosi nelle autopsie, dal 1910 al 1970, è aumentata dal 5 al 50%.
Trattasi di un'indagine radiologica che documenta i diverticoli del retto-sigma, evidenziabili come macchie bianche sul contesto del profilo della mucosa del colon

Clisma opaco del colon a doppio contrasto, si apprezzano multiple tasche diverticolari sul profilo del lume

L'introduzione e lo sviluppo dell'esame radiologico del grosso intestino mediante clisma opaco sono stati di importanza fondamentale nell'evidenziare i diverticoli. Un incremento così considerevole ne fa una tipica malattia della popolazione ultraquarantenne occidentale. La sua frequenza è strettamente correlata con l'età e con gli aspetti culturali. La prevalenza in aree geografiche e gruppi etnici diversi è stata confermata sulla base di diagnosi ospedaliere, esperienze radiologiche o studi autoptici. L'elevata incidenza nelle nazioni occidentali sviluppate, in cui il rischio di essere colpiti da questa affezione è stimato del 50% a 50 anni di età, è stato messo in contrasto con la rarità della diverticolosi nelle nazioni tropicali, in quelle meno industrializzate ed in Giappone. La malattia però compare rapidamente nei giapponesi immigra negli stati Uniti d'America e nella popolazione negra dei centri urbani sudafricani, il che fa pensare ad una predominanza di cause ambientali rispetto alle influenze etniche o genetiche. Inoltre, i pazienti con malattia diverticolare presentano un'aumentata incidenza di calcolosi della colecisticardiopatia ischemica, vene varicose, ernia jatale ed emorroidi. importanza delle fibreNon è invece confermata l’associazione con il cancro del colon o con una precedente appendicectomia. Tra le cause ambientali, il ruolo giocato dal rapido mutamento delle abitudini dietetiche nel corso del 20° secolo è universalmente accettato come fondamentale. L'aumento della prevalenza della diverticolosi coincide infatti con l'introduzione, alla fine dell'800, della macina dei cereali, fattore che ha diminuito l’apporto dietetico di cereali grezzi e con l'aumento del consumo di farina bianca, zuccheri raffinati, conserve, carne, grassi, latte, marmellate. L’ipotesi  basata sul contenuto di fibra grezza nella dieta + rafforzata da alcuni studi sui vegetariani: sono molto meno affetti da diverticolosi (12%) rispetto ai controlli (33%) nello stesso ambiente urbano. L'assunzione media di fibre tra i vegetariani è quasi il doppio rispetto al  resto della popolazione. Con lo studio dei tempi di transito si è visto che i cittadini dell'Uganda. che consumano una dieta molto ricca di fibre, emettono ogni giorno circa 400-500 grammi di feci poco consistenti con un tempo di transito di 36 ore. Dall'altro lato, gruppi di soggetti nord-europei eliminano feci in quantità non superiore a 100 g ed il tempo di transito è di circa 70 ore. Secondo la misura degli ugandesi, la popolazione europea deve essere ritenuta affetta da stipsi. Sembra quindi dimostrato che una dieta povera di scorie indigeribili sottopone il colon a sforzi più intensi e prolungati, che col tempo possono favorire l'insorgenza della malattia, diverticolare. Queste osservazioni inducono a pensare che un aumento dell'assunzione ai fibre possa prevenire la formazione dei diverticoli. Quindi la riproducibilità di questi dati è di estrema importanza pratica.

Per approfondire il tema della dieta con fibre

fibra dieta e lassativi

frutta e verdura nell'alimentazione

 

oppure cfr  gastroenterologia