|
Artrosi e dolore artrosico
. cfr anche index ortopedia
appunti del dott. Claudio Italiano, internista
A gentile richiesta, stante le vostre numerose richieste e per farvi conoscere un'amico e collega del quale vi scrivo in fondo a questa pagina web, parlerò dell'artrosi, di questa affezione così frequente nella pratica clinica, per la quale l'unica arma è un'efficace prevenzione, attraverso un sano movimento quotidiano, la palestra, lo sport, le passeggiate, facendovi seguire dal vostro bravo medico sportivo di fiducia.
A seconda della sua localizzazione, l'artrosi prende nomi diversi:
cervicale, se interessa quelle del collo I momenti di crisi si alternano a periodi in cui il dolore è praticamente assente. Ciò non significa che i danni provocati scompaiano: rimangono e non regrediscono. Anzi, nel corso degli anni, tendono a peggiorare.
Tipi di artrosi
.
Come capisco se soffro di artrosi? Perché il paziente affetto da artrosi, per esempio cervicale, si rivolge dal medico e presenta alla visita una rigidità del rachide cervicale, con scarsa capacità di flettere la testa sul dorso e rotare il capo; inoltre è come se avesse un “peso” e un dolore gravativi sul collo e sulle spalle, quasi che le braccia pesassero cento chili! Talora, per compressione delle radici nervose del plesso brachiale, si possono avere perdita di forza e di sensibilità alle braccia. Se la deformazione della colonna cervicale è importante, poiché nell’ambito della colonna esistono dei fori nei quali trovano collocazione le arterie vertebrali, si possono avere altri disturbi più gravi, come per esempio, sensazione di vertigine e mal di testa, specie alla nuca, ai movimenti di rotazione della testa, stordimento e riduzione della vista. Se l’artrosi è lombare, possiamo distinguere: · una forma acuta che insorge bruscamente, sciatalgia, con episodi di blocco · una forma cronica può manifestarsi dopo uno o più episodi acuti e il dolore è meno violento ma continuo, intensificato dagli sforzi e, spesso, dallo stare in piedi per lungo tempo, per esempio con atteggiamento di contrattura dei muscoli paravertebrali, per cui il soggetto si muove rimanendo in un lato, “ a mò di Torre di Pisa”!!
Nella gonartrosi il dolore è riferito di solito alla rotula, cioè a quell’osso che tocchiamo davanti al ginocchio, che se è piccolo in volume, ci predispone già all’alterazione artrosica; talora il dolore è riferito alla parte interna del ginocchio e posteriormente, per esempio se scendiamo le scale, meno alla salita.
Prevenzione
Trattamento L’artrosi del ginocchio, o gonartrosi, è la più comune malattia del ginocchio in età senile. E’ una malattia cronico-degenerativa, che porta ad un danno articolare crescente fino a comportare un grado significativo di disabilità. Può essere grossolanamente definita una sorta di “usura” dei capi articolari, nella quale lo strato di cartilagine che riveste i condili femorali e i piatti tibiali si assottiglia progressivamente fino ad esporre l’osso sottostante. Questo reagisce addensandosi e producendo escrescenze periferiche appuntite, gli osteofiti. Anche la rotula può essere coinvolta insieme con la sua superficie di scorrimento sul femore distale (la troclea). Il liquido reattivo che si accumula all'interno del ginocchio artrosico tende a trovare sfogo posteriormente, dove le pareti della capsula articolare sono più deboli. Si produce quindi una raccolta fluida palpabile nell'incavo del ginocchio (poplite), la cosiddetta "cisti poplitea di Baker". Nelle fasi più avanzate della malattia la capsula articolare si ispessisce e i muscoli si retraggono fino a determinare un ginocchio rigido, in genere semiflesso e varo.
. Chi ne è colpito?
Quali sono le cause? La gonartrosi primitiva è una condizione di cui non è nota la causa determinante. L’ambito delle forme primitive è destinato inevitabilmente a restringersi con il progredire della conoscenza della malattia. Pare che l'obesità (e quindi il maggior carico) insieme a fattori predisponenti costituzionali giochi un ruolo importante nella progressione della malattia. Le cause più comuni di gonartrosi secondaria sono i postumi di fratture articolari del ginocchio, i malallineamenti (ginocchio varo e valgo), il disallineamento dell'apparato estensore, le instabilità (rottura inveterata dei legamenti crociati), i postumi di interventi oggi non più praticati di meniscectomia totale e quelli di osteocondrite dissecante e di osteonecrosi condilica. Raramente si riconoscono anche cause sistemiche, quali alcune malattie dismetaboliche.
Come si manifesta? Il ginocchio artrosico è innanzitutto dolente (gonalgia). Il dolore, che è esacerbato dalla flessione massima, è in genere ben localizzato. Non di rado una coesistente cisti di Baker provoca una fastidiosa sensazione di tensione o pressione nell'incavo del ginocchio. Il dolore in principio è occasionale, conseguente in genere a sforzo (es. una lunga camminata, alcune rampe di scale...), e viene prontamente alleviato dal riposo. Con il tempo, esso può divenire permanente, fino a disturbare il sonno. Il dolore indotto dal carico determina una claudicazione di fuga: in altre parole, il paziente tende a caricare poco sull'arto dolente, accorciando la fase di appoggio sul piede corrispondente. Nelle fasi avanzate, l'usura spesso asimmetrica dell'articolazione tende a determinare un malallineamento in varo o valgo o ad aggravarne uno pre-esistente.
Ma io ho la gonartrosi? Hai letto la tua radiografia?
· riduzione della rima articolare, cioè sono avvicinate le due ossa, cioè il piatto tibiale con la superficie articolare del femore? · E’ addensato l’osso subcondrale? Ci sono alterazioni, o geodi, cioè come delel bolle o cavitazioni dentro ’osso? Ci sono degli “spuntoni ossei” ? Cioè gli osteofiti? · Hai eseguito sotto carico la lastra? Solo così da dimostrare con certezza la riduzione della rima articolare.
Terapia
(cfr
anche
· La soluzione più efficace della gonartrosi ma quella che non bisogna attuare per prima, tranne quando siamo sicuri che non sussistano controindicazioni è rappresentata dalla protesi di ginocchio (totale o monocompartimentale a seconda del quadro clinico). · Nelle forme iniziali e caratterizzate da una significativa deviazione assiale (ginocchio varo o valgo), è possibile eseguire interventi correttivi (le cosiddette osteotomie) che, riallineando l'arto, arrestano o rallentano la degenerazione articolare. · Le forme iniziali possono trovare un temporaneo (ma a volte abbastanza duraturo) giovamento nella viscosupplementazione locale. Questa terapia, di competenza prettamente specialistica, viene eseguita mediante una serie di 3-4 infiltrazioni endoarticolari di preparati a base di acido jaluronico. La finalità della viscosupplementazione è il miglioramento della lubrificazione del ginocchio e del trofismo delle cartilagini.
·
La terapia
farmacologica è essenzialmente palliativa e dovrebbe
essere impiegata, in modo possibilmente ciclico e non continuativo,
per alleviare i disturbi nel paziente non candidato alla
protesizzazione (perché ancora poco sintomatico o inoperabile). · L'infiltrazione cortisonica, cioè l’introduzione di farmaci dentro l’articolazione, è uno strumento potente, capace di risolvere rapidamente un quadro infiammatorio locale che a volte si sovrappone alla gonartrosi. Sono controindicati perchè i cortisonici possono deteriorare le strutture nobili intra-articolari (cartilagini, menischi e legamenti · Poichè il ginocchio è circondato da un "astuccio" osseo solido e spesso, le comuni terapie fisiche (laser, ultrasuoni, elettroforesi…) risultano in genere poco efficaci. Maggiori possibilità di successo (sia pure temporaneo) sono date dalla radarterapia e dall’elettroterapia, soprattutto nei pazienti magri. · Nei soggetti obesi il calo ponderale ottiene grandi benefici e può prevedibilmente rallentare l’evoluzione del danno articolare, mentre un moderato esercizio fisico in assenza di carico (nuoto, bicicletta) permette di conservare più a lungo la mobilità e il trofismo muscolare, ritardando la comparsa di rigidità. Ovviamente le attività fisiche in carico, come il jogging, e tutti gli sport di contatto sono da evitare, poiché potrebbero accelerare la progressione del danno cartilagineo. E perché no? Ascolta prima il parere del medico sportivo! Vai dal dott. Gaetano Rosario Cutroni e fai un check-up completo!
Il dott. Gaetano Rosario Cutroni, vive a Barcellona, dove visita in Via Papa Giovanni 23°, n. 8, tel 333 2496409 è un amico, il vostro amico medico sportivo. Che cos’è un medico sportivo? E’ forse un ortopedico? No, ci risponde egli stesso! E’ un medico che cerca di risolvere i problemi ortopedici lavorando sul potenziamento muscolare e sull’esercizio ginnico, per correggere alla base problemi di pertinenza ortopedica. Si è laureato presso l’Università di Messina il 10/04/1997 e specializzato in Medicina dello Sport presso l?università di palermo il 10/12/2004. Durante gli anni della specializzazione si è perfezionato in ortopedia e traumatologia presso l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini dell’Università di Milano, del quale è referente per il Sud . Ma Rosario è anche uno sportivo nel cuore e ha fatto parte dello staff medico della Federazione Calcio Igea Virus di Barcellona P.G. dal 1/01/2005 al 31/08/2005. Spinto da questo moto passionale interiore lo vediamo frequentare l’Istituto di Medicina dello Sport F.M.S.I. CONI di Milano a partire dal 2004. Ancora ha frequentato sempre al G.Pini il famoso Dipartimento di struttura complessa per la Microchirurgia della mano nell’aprile 2006 e l’ambulatorio generale della Microchirurgia della mano C.O.O. (chirurgia ortopedica di Oncologia). E’ socio della F.M.S.I. (Federazione Medico Sportiva Italiana).
Di Traumatologia dello Sport, in particolare:
|
|