Artrosi e dolore

Artrosi e dolore artrosico

appunti del dott. Claudio Italiano

Il dott. Claudio Italiano L'artrosi, è un'affezione così frequente nella pratica clinica, per la quale l'unica arma è un'efficace prevenzione, attraverso un sano movimento quotidiano, la palestra, lo sport, le passeggiate, facendovi seguire dal vostro bravo medico sportivo di fiducia. L'artrosi è una malattia che colpisce le articolazioni, ossia i punti in cui due ossa si giustappongono e si mettono in relazione per garantire il movimento, cioè si “articolano”; per esempio abbiamo l’articolazione del ginocchio, che è bilaterale, ovviamente, ed insieme a quella dell’anca e del piede, consente la deambulazione. Perciò, nel tempo, accade che  lentamente si distrugge la cartilagine, ossia un tessuto liscio e flessibile, di colore biancastro, che avvolge le ossa delle articolazioni, per permettere loro di scivolare senza attriti l'una sull'altra.

 

È una tra le malattie più diffuse al mondo. Si stima che, in Italia, ne soffrano 500.000 persone. Superati i 60 anni, solo due persone su dieci non sono affette da questo disturbo. Ma non è solo uno degli inevitabili acciacchi della vecchiaia. Ne soffrono infatti anche persone giovani, al di sotto dei 40 anni. Il processo è lento ma irreversibile: pian piano la cartilagine si assottiglia, poi si fessura. Con l'andare del tempo, anche l'osso inizia ad alterarsi. Qualsiasi articolazione può venire colpita dall'artrosi, ma alcune sono "prese di mira" più frequentemente di altre.

A seconda della sua localizzazione, l'artrosi prende nomi diversi:

cervicale, se interessa quelle del collo ,lombare, se colpisce le vertebre della schiena <

artrosi del ginocchio, quando il male si localizza nel ginocchio

coxartrosi, nel caso in cui colpisca le articolazioni dell'anca.

Artrosi dell'anca : la testa del femore che si inserisce nella cavità acetabolare non è perfettamente sferica, ma presenta osteofiti, cioè spuntoni ossei ed è deformataI momenti di crisi si alternano a periodi in cui il dolore è praticamente assente. Ciò non significa che i danni provocati scompaiano: rimangono e non regrediscono. Anzi, nel corso degli anni, tendono a peggiorare.

Tipi di artrosi


Gli studiosi distinguono due forme principali di artrosi:

- artrosi cronica primaria: il motivo scatenante della malattia va ricercato nel tipo di cartilagine di cui la persona è dotata, che è più fragile della norma e che non riesce quindi a sopportare un carico facilmente tollerato da altre persone

- artrosi secondaria: è invece la conseguenza di altre malattie, per esempio il diabete e la gotta, oppure di un'alterazione della struttura scheletrica. Questa provoca uno squilibrio nel carico del peso su un punto specifico, per esempio l'anca o il ginocchio.

La sintomatologia artrosica.


Perché il paziente affetto da artrosi, per esempio cervicale, si rivolge dal medico e presenta alla visita una rigidità del rachide cervicale, con scarsa capacità di flettere la testa sul dorso e rotare il capo; inoltre è come se avesse un “peso” e un dolore gravativi sul collo e sulle spalle, quasi che le braccia pesassero cento chili! Talora, per compressione delle radici nervose del plesso brachiale, si possono avere perdita di forza e di sensibilità alle braccia. Se la deformazione della colonna cervicale è importante, poiché nell’ambito della colonna esistono dei fori nei quali trovano collocazione le arterie vertebrali, si possono avere altri disturbi più gravi, come per esempio, sensazione di vertigine e mal di testa, specie alla nuca, ai movimenti di rotazione della testa, stordimento e riduzione della vista.

Se l’artrosi è lombare, possiamo distinguere:

- una forma acuta che insorge bruscamente, sciatalgia, con episodi di blocco

- una forma cronica può manifestarsi dopo uno o più episodi acuti e il dolore è meno violento ma continuo, intensificato dagli sforzi e, spesso, dallo stare in piedi per lungo tempo, per esempio con atteggiamento di contrattura dei muscoli paravertebrali, per cui il soggetto si muove rimanendo in un lato, “ a mò di Torre di Pisa”. Nella gonartrosi il dolore è riferito di solito alla rotula, cioè a quell’osso che tocchiamo davanti al ginocchio, che se è piccolo in volume, ci predispone già all’alterazione artrosica; talora il dolore è riferito alla parte interna del ginocchio e posteriormente, per esempio se scendiamo le scale, meno alla salita. La coxartrosi, o artrosi dell'anca, si presenta con dolore locale e, più spesso, con dolore inguinale, alla parte interna della coscia e del ginocchio. Il dolore, inizialmente non molto intenso, cessa con il riposo, si manifesta nuovamente all'inizio del movimento per poi calmarsi e riprendere, per esempio, dopo una camminata. La persona che soffre di coxartrosi spesso fatica a mettere le scarpe, a indossare le calze e i pantaloni, a scendere le scale, ad accavallare le gambe.

Prevenzione


Una delle cause dell'artrosi è l'eccessivo logoramento delle articolazioni dovuto a un loro sovraccarico. È necessario quindi:

controllare il peso corporeo: l'artrosi è molto più diffusa tra le persone obese che tra chi ha un peso regolare. È stato calcolato che quando ci si appoggia su un solo piede, 1 kg di peso in eccesso esercita sull'anca una pressione pari a 4,4 kg

svolgere una regolare attività fisica: esercizi di rinforzo o allungamento muscolare, diligentemente applicati, aiutano a ridurre il dolore. Invece, molte persone con artrosi non svolgono un'utile attività fisica perché seguono un istinto di risparmio dell'articolazione colpita

alleviare gli episodi più dolorosi dell'artrosi con farmaci ed altre misure

evitare di sottoporre le articolazioni a traumi ripetuti: alcuni tipi di professioni e di sport sottopongono le articolazioni a frequenti traumi, che predispongono alla malattia

evitare le posture scorrette: alcuni movimenti che si compiono nel sollevare pesi, nel modo di sedersi o di alzarsi, oppure nel camminare, sottopongono le articolazioni a uno sforzo non necessario.

Trattamento


Per alleviare il dolore una cura con farmaci antidolorifici assunti quotidianamente può essere necessaria. Utili anche gli antinfiammatori come per il dolore nel cancro (vedi la cura del dolore in genere anche oncologico nella parte sui fans) e i miorilassanti (es. strialisin, muscoril ecc) da prendere sempre sotto stretto controllo medico.  L’artrosi del ginocchio, o gonartrosi, è la più comune malattia del ginocchio in età senile. E’ una malattia cronico-degenerativa, che porta ad un danno articolare crescente fino a comportare un grado significativo di disabilità. Può essere grossolanamente definita una sorta di “usura” dei capi articolari, nella quale lo strato di cartilagine che riveste i condili femorali e i piatti tibiali si assottiglia progressivamente fino ad esporre l’osso sottostante. Questo reagisce addensandosi e producendo escrescenze periferiche appuntite, gli osteofiti. Anche la rotula può essere coinvolta insieme con la sua superficie di scorrimento sul femore distale (la troclea).  Il liquido reattivo che si accumula all'interno del ginocchio artrosico tende a trovare sfogo posteriormente, dove le pareti della capsula articolare sono più deboli. Si produce quindi una raccolta fluida palpabile nell'incavo del ginocchio (poplite), la cosiddetta "cisti poplitea di Baker". Nelle fasi più avanzate della malattia la capsula articolare si ispessisce e i muscoli si retraggono fino a determinare un ginocchio rigido, in genere semiflesso e varo.

Chi ne è colpito?
Quali sono le cause?
La gonartrosi primitiva è una condizione di cui non è nota la causa determinante. L’ambito delle forme primitive è destinato inevitabilmente a restringersi con il progredire della conoscenza della malattia. Pare che l'obesità (e quindi il maggior carico) insieme a fattori predisponenti costituzionali giochi un ruolo importante nella progressione della malattia. Le cause più comuni di gonartrosi secondaria sono i postumi di fratture articolari del ginocchio, i malallineamenti (ginocchio varo e valgo), il disallineamento dell'apparato estensore, le instabilità (rottura inveterata dei legamenti crociati), i postumi di interventi oggi non più praticati di meniscectomia totale e quelli di osteocondrite dissecante e di osteonecrosi condilica. Raramente si riconoscono anche cause sistemiche, quali alcune malattie dismetaboliche.
Come si manifesta?
Il ginocchio artrosico Rx del ginocchio: notare gli osteofiti, la riduzione della rima articolare, espressione di artrosi del ginocchioè innanzitutto dolente (gonalgia). Il dolore, che è esacerbato dalla flessione massima, è in genere ben localizzato. Non di rado una coesistente cisti di Baker provoca una fastidiosa sensazione di tensione o pressione nell'incavo del ginocchio. Il dolore in principio è occasionale, conseguente in genere a sforzo (es. una lunga camminata, alcune rampe di scale...), e viene prontamente alleviato dal riposo. Con il tempo, esso può divenire permanente, fino a disturbare il sonno. Il dolore indotto dal carico determina una claudicazione di fuga: in altre parole, il paziente tende a caricare poco sull'arto dolente, accorciando la fase di appoggio sul piede corrispondente. Nelle fasi avanzate, l'usura spesso asimmetrica dell'articolazione tende a determinare un malallineamento in varo o valgo o ad aggravarne uno pre-esistente.
Ma io ho la gonartrosi? Hai letto la tua radiografia?
La diagnosi di gonartrosi è squisitamente radiologica. E’ sufficiente una radiografia in carico nelle due proiezioni standard (anteroposteriore e laterale) per evidenziare i quattro segni radiologici fondamentali dell’artrosi:
· riduzione della rima articolare, cioè sono avvicinate le due ossa, cioè il piatto tibiale con la superficie articolare del femore?
· E’ addensato l’osso subcondrale? Ci sono alterazioni, o geodi, cioè come delel bolle o cavitazioni dentro ’osso? Ci sono degli “spuntoni ossei” ? Cioè gli osteofiti?
· Hai eseguito sotto carico la lastra? Solo così da dimostrare con certezza la riduzione della rima articolare.
 

   Terapia  (cfr anche  cura dell'artrosi)

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La soluzione più efficace della gonartrosi ma quella che non bisogna attuare per prima, tranne quando siamo sicuri che non sussistano controindicazioni è rappresentata dalla protesi di ginocchio (totale o monocompartimentale a seconda del quadro clinico). Nelle forme iniziali e caratterizzate da una significativa deviazione assiale (ginocchio varo o valgo), è possibile eseguire interventi correttivi (le cosiddette osteotomie) che, riallineando l'arto, arrestano o rallentano la degenerazione articolare. Le forme iniziali possono trovare un temporaneo (ma a volte abbastanza duraturo) giovamento nella viscosupplementazione locale. Questa terapia, di competenza prettamente specialistica, viene eseguita mediante una serie di 3-4 infiltrazioni endoarticolari di preparati a base di acido jaluronico. La finalità della viscosupplementazione è il miglioramento della lubrificazione del ginocchio e del trofismo delle cartilagini. La terapia farmacologica è essenzialmente palliativa e dovrebbe essere impiegata, in modo possibilmente ciclico e non continuativo, per alleviare i disturbi nel paziente non candidato alla protesizzazione (perché ancora poco sintomatico o inoperabile).
La categoria farmacologia fondamentale è rappresentata dagli antiinfiammatori/antidolorifici, mentre alcuni integratori dedicati (preparati a base di glucosamine e composti analoghi) potrebbero avere un effetto benefico nel rallentare la degenerazione del tessuto cartilagineo, ma non vi sono ancora di studi adeguati che confermino questa ipotesi. L'infiltrazione cortisonica, cioè l’introduzione di farmaci dentro l’articolazione, è uno strumento potente, capace di risolvere rapidamente un quadro infiammatorio locale che a volte si sovrappone alla gonartrosi. Sono controindicati perchè i cortisonici possono deteriorare le strutture nobili intra-articolari (cartilagini, menischi e legamenti
· Poichè il ginocchio è circondato da un "astuccio" osseo solido e spesso, le comuni terapie fisiche (laser, ultrasuoni, elettroforesi…) risultano in genere poco efficaci. Maggiori possibilità di successo (sia pure temporaneo) sono date dalla radarterapia e dall’elettroterapia, soprattutto nei pazienti magri.
· Nei soggetti obesi il calo ponderale ottiene grandi benefici e può prevedibilmente rallentare l’evoluzione del danno articolare, mentre un moderato esercizio fisico in assenza di carico (nuoto, bicicletta) permette di conservare più a lungo la mobilità e il trofismo muscolare, ritardando la comparsa di rigidità. Ovviamente le attività fisiche in carico, come il jogging, e tutti gli sport di contatto sono da evitare, poiché potrebbero accelerare la progressione del danno cartilagineo.
E perché no? Ascolta prima il parere del medico sportivo! Vai dal dott. Gaetano Rosario Cutroni e fai un check-up completo!
Il dott. Gaetano Rosario Cutroni, vive a Barcellona, dove visita in Via Papa Giovanni 23°, n. 8, tel 333 2496409  è un amico, il vostro amico medico sportivo. Che cos’è un medico sportivo? E’ forse un ortopedico? No, ci risponde egli stesso! E’ un medico che cerca di risolvere i problemi ortopedici lavorando sul potenziamento muscolare e sull’esercizio ginnico, per correggere alla base problemi di pertinenza ortopedica. Si è laureato presso l’Università di Messina il 10/04/1997 e specializzato in Medicina dello Sport presso l'Università di Palermo il 10/12/2004. Durante gli anni della specializzazione si è perfezionato in ortopedia e traumatologia presso l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini dell’Università di Milano, del quale è referente per il Sud . Ma Rosario è anche uno sportivo nel cuore e ha fatto parte dello staff medico della Federazione Calcio Igea Virus di Barcellona P.G. dal 1/01/2005 al 31/08/2005. Spinto da questo moto passionale interiore lo vediamo frequentare l’Istituto di Medicina dello Sport F.M.S.I. CONI di Milano a partire dal 2004. Ancora ha frequentato sempre al G.Pini il famoso Dipartimento di struttura complessa per la Microchirurgia della mano nell’aprile 2006 e l’ambulatorio generale della Microchirurgia della mano C.O.O. (chirurgia ortopedica di Oncologia). E’ socio della F.M.S.I. (Federazione Medico Sportiva Italiana).
Le ossa dell'articolazione del ginocchio

Di cosa si occupa?
Di Traumatologia dello Sport, in particolare:
affezioni muscolo-tendinee come distrazioni muscolari, tendinopatie achillee, pubalgia con trattamenti fisici d’avanguardia (laser ad alta potenza, Tecarterapia, onde d’urto, ortesi) e sindromi compartimentali croniche delle logge muscolari degli arti superiori e inferiori con tecnica chirurgica mini invasiva
affezioni articolari quali lesioni cartilaginee con innesti di condrociti, instabilità legamentose di spalla, ginocchio e caviglia con tecniche artroscopiche, sindromi pronatorie con ortesi plantari e tecniche chirurgiche avanzate
affezioni scheletriche quali fratture, distacchi epifisari o epifisiolisi, periostiti con metodiche innovative
noltre collabora col Laboratorio di Biomeccanica del Centro Universitario per la valutazione funzionale dell’apparato locomotore con specifiche analisi del cammino e della corsa (Gait analysis su treadmill con elettromiografia dinamica di superficie), della forza muscolare esplosiva (pedana optoelettrica), posturologiche (stabilometria) e propriocettive (cinestesiometria). Le valutazioni vengono effettuate ai pazienti ricoverati e nei controlli a distanza di tempo dall’intervento. Per gli sportivi è anche possibile effettuare una valutazione funzionale a scopo preventivo dopo visita ambulatoriale.
Per tutti gli sportivi in possesso della tessera di affiliazione ad una Federazione sportiva CONI è possibile accedere in via preferenziale agli ambulatori divisionali dedicati alla traumatologia dello sport dal lunedì al venerdì mattina.”
Traumatologia dello sport. In relazione all'attività istituzionale universitaria legata al Centro Studi e Ricerche in Traumatologia dello Sport, svolge una quotidiana attività ambulatoriale rivolta agli atleti
Patologia del Piede. Tratta le patologie traumatiche e degenerative a carico della caviglia e del piede.
Riprotesizzazione dell'anca. Trattiamo le anche protesizzate che presentino problemi di tipo meccanico-funzionale, che richiedano un intervento di revisione protesica
 

Per approfondire il tema del dolore artrosico:
artrosi del ginocchio

La cura dell'artrosi

L'artrosi

Esercizi per l'artrosi

Le osteoartrosi

l'artrosi cervicale

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