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DOLORE
CRONICO ALLA SPALLA
appunti del dott.
Claudio Italiano
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Ossia quel maledetto dolore alla spalla
che ci prende la notte, specie quando siamo coricati in un letto nuovo,
scomodo, con un cuscino duro, alto o basso e che ci impedisce di muovere il braccio oppure che ci
siamo meritati dopo aver fatto quella partita a tennis, senza
allenamento. Viene
definito dolore cronico quando è presente da più di 6 mesi. Allora
diciamo subito che le più comuni
condizioni patologiche che danno un dolore alla spalla sono:
tumore
del polmone (Sindrome
di Pancoast)
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1 Acromion; 2 Borsa sotto-acromiale; 3 Omero; 4
Glenoide; 5 Cuffia dei rotatori
Le alterazioni della cuffia
dei rotatori comprendono tendinopatie, lesioni parziali e lesioni complete
a tutto spessore. Una diagnosi di lesioni della cuffia dei rotatori viene
suggerita da osservazioni cliniche come un dolore durante il movimento del
braccio, essendo il braccio posto al di sopra del capo, riduzione di forza
ai test empty can ed al test di rotazione esterna, segni di conflitto
subacromiale. La presentazione clinica di una capsulite adesiva,
condizione che si può associare a diabete ed a patologie della tiroide,
comprende dolore diffuso alla spalla e riduzione di ampiezza dei movimenti
passivi. L’artrosi acromio-clavicolare destra determina dolore alla
spalla localizzato superiormente, dolore alla palpazione dell’articolazione,
dolore ai test di abduzione del braccio verso la spalla controlaterale. L’artrosi
si presenta in paziente con età > di 50 anni. L’instabilità
glenoomerale è presente nei soggetti giovani di età inferiore ai 40 anni
conuna storia di dislocazioni e di sublussazioni.
Generalità
Il dolore alla spalla
rappresenta circa il 16% di tutti i sintomi riguardanti il sistema
muscolo-scheletrico, con un’incidenza annuale, a livello del medico di
famiglia, pari a 15 nuovi episodi ogni 1.000 pazienti.
In particolare il dolore
può essere diviso in 6 categorie:
-
alterazione della
cuffia dei rotatori, comprendenti tendinosi, lesioni complete dei
tendini o parziali, tendiniti calcifiche; pazienti di età > 40
anni; dolore al sovraccarico a braccio elevato sopra la testa; dolore
notturno, test di Hawkins positivo.
-
capsulite adesiva,
cioè infiammazione della capsula : pazienti in età > 40 anni,
diminuzione ai mnovimenti attivi e passivi, storia di diabete e
patologie della tiroide.
-
artrosi gleno-omerale:
età > 50 anni, dolore ingravescente, crepitii all’articolazione,
storia di artrite
-
instabilità
gleno-omerale: soggetti < 40 anni, storia di lussazione e
sublussazione e di dislocazione o lassità ligamentosa.
-
patologie dell’articolazione
acromio-clavicolare: test di adduzione del braccio verso la spalla
controlaterale
-
altre forme di dolore
cronico.
Alla visita, allo scopo di
orientare il medico, è opportuno chiedere quale attività compia il
paziente, se cioè sollevi pesi, lavori col braccio, stressando l’articolazione
e ciò orienta per un’artrosi acromio-clavicolare, mentre se il paziente
compie attività sportiva o sovraccarica il braccio elevato per ragioni di
lavoro occorre pensare a patologie della cuffia dei rotatori. Se il dolore
si irradia al gomito ed alla mano, allora occorre pensare a problemi della
colonna cervicale.
A questo punto il medico
attua l’ispezione, palpa l’articolazione acromio-calvicolare ed il
dolore evocato indica spesso un interessamento artrosico, mentre a livello
subacromiale depone per una patologia della cuffia dei rotatori.
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manovre
-
Test di Hawkins: il
paziente solleva il braccio flesso in avanti a 90°, quindi il gomito
viene spinto verso l’interno, lasciando il braccio sempre flesso, il
test che evoca dolore fa pensare a tendinopatie o lesioni della cuffia
dei rotatori.
-
Test di caduta del
braccio: il paziente abbassa lentamente il braccio fino al fianco del
corpo. Il test positivo indica una lesione della cuffia dei rotatori.
-
Test di empy-can per
valutare il tendine del sovraspinoso; il paziente sta a braccia
abdotte a 90 gradi e flesse di 30°, cioè coi pollici verso il basso
e si oppone alla forza dell’esaminatore che spinge le braccie in
basso: se c’è deficit di forza allora significa lesione del tendine
del sovraspinoso
A questo punto occorrono le
indagini diagnostiche:
Seguono ulteriori indagini
che sono rappresentate da: risonanza magnetica, artrografia, TAC ed ecografia.
Cura del dolore artrosico
Trattamento conservativo e terapia chirurgica
Prevede il riposo da attività, ghiaccio dieci
minuti per diverse volte al giorno e terapia medica con anti-infiammatori
nelle fasi acute o a prevalenza infiammatoria. Se il dolore è molto
intenso, potranno essere utilizzate infiltrazioni sub-acromiali di
cortisone e anestetico.La terapia fisica nelle sue diverse forme (Laser,
Tens etc.) potrà essere utile nel migliorare il dolore e la funzione. Se il dolore e la funzionalità non migliorano, se gli
esami strumentali hanno evidenziato lesioni tendinee, è indicato
intervenire per ricostruire i tendini e risolvere le lesioni, con
riparazione anatomica, ma NON si tratta di intervento di poco conto! utile
quindi una buona riabilitazione, per esempio in piscina. E' possibile
avere una nuova lesione o rottura nel 5-10% dei casi.
Per approfondire il tema del dolore artrosico:
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