Classificazione del prolasso delle emorroidi in gradi

Classificazione in gradi del prolasso emorroidario

appunti del dott. Claudio Italiano            

Cause che determinano il prolasso delle emorroidi

Al fattore patogenetico, qualunque esso sia, perché la malattia si manifesti, si deve aggiungere una serie di fattori predisponenti o scatenanti:

 

fattori socio-ambientali, fattori comportamentali individuali, fattori ormonali:

1. Stipsi cronica

2. Diarrea

3. Dieta povera di fibre

4. Abitudine al "ponzamento"

5. Lavori pesanti

6. Lavori che costringono a lunghi periodi in posizione seduta o in stazione eretta

7. Sedentarietà eccessiva

8. Sovrappeso

9. Abuso di alcool, tabacco, spezie

10. Gravidanza

11. Influenze ormonali cicliche nella femmina (agiscono sul tono delle pareti venose)

12. Sport traumatizzanti (motociclismo, ciclismo, equitazione, sollevamento pesi)

  Anatomicamente distinguiamo:

Le emorroidi interne sono a carico dei plesso emorroidario superiore, sono sottomucose, localizzate a cavallo della linea ano-rettale e fino alla linea pettinea, al di sopra delle valvole semilunari (e dei legamento di Parks); le emorroidi esterne sono a carico dei plesso emorroidario inferiore, sono sottocutanee e sono localizzate al di sotto della linea pettinea e delle valvole semilunari (e dei legamento di Parks).vedi anche il sito del noto proctologo http://www.pelaez.it/malattia.html

Vecchia Classificazione clinica del prolasso emorroidario.

La vecchia classificazione considera semplicemente e solamente il plesso emorroidario come causa ed effetto della malattia e non il prolasso dell'anoderma con la rottura dei legamenti di Parks come causa e il conseguente prolasso emorroidario come effetto.

Le emorroidi vengono classificate in quattro gradi a seconda delle loro dimensioni e dei loro prolasso.

1° grado: emorroidi aumentate di dimensioni, per congestione, solo durante la defecazione, esclusivamente interne, evidenziabili solo con esplorazione rettale o anoscopia; prolasso mucoso interno. In questo caso i sintomi possono mancare o, se presenti, sono modesti e rappresentati da sensazione di pesantezza e fastidio in regione anale; talvolta prurito; raramente e sporadicamente si può avere un modico sanguinamento al termine della defecazione.

2° grado: si ha la progressiva distensione dei pacchetti venosi ed il rilasciamento con prolasso della sottomucosa; i gavoccioli protrudono durante la defecazione, ma si riducono spontaneamente al termine della stessa; prolasso mucoso esterno riducibile spontaneamente. La sintomatologia è presente ma di entità variabile. Generalmente i sintomi sono modesti (prurito, senso di peso e fastidio persistenti, tenesmo); più spesso il sintomo dominante è il sanguinamento che accompagna o segue la defecazione e che può essere di varia entità: per lo più è modesto e saltuario; se cronico o intenso può portare ad un quadro di anemizzazione; talvolta può presentarsi come una vera e propria emorragia con conseguente anemizzazione acuta. Possono comparire iniziali sintomi da ODS (sindrome da ostruita defecazione) soprattutto rappresentata da accentuazione della stipsi o dalla sua comparsa, se precedentemente assente.

3° grado: le dimensioni dei pacchetti emorroidari sono sempre maggiori, il legamento di Parks è sempre più disteso e rilasciato, aggravando il prolasso mucoso; i gavoccioli protrudono all'esterno durante la defecazione e possono essere rimessi in sede solo manualmente; prolasso mucoso esterno riducibile manualmente.

La sintomatologia si accentua; peggiorano il tenesmo, il prurito, il senso di pesantezza, può comparire leggero dolore, più spesso puntorio o urente; il sanguinamento è presente con maggiore frequenza; è possibile la comparsa di "soiling"; il sanguinamento è pressoché costante. Possono comparire o peggiorare se già presenti, anche i sintomi da ODS: stipsi, defecazione frammentata, incontinenza alle feci.

4° grado: si ha il completo sfiancamento dei legamento di Parks con prolasso conclamato muco-cutaneo e dei gavoccioli che diventano di dimensioni sempre maggiori; prolasso mucoso esterno permanente.

 

Quali sono i segni?

La sintomatologia si aggrava ulteriormente; il dolore è avvertito come puntorio o urente o si presenta con spasmi, più frequentemente notturni; si hanno prurito intenso, tenesmo, senso di tensione dovuto all'edema ed alla congestione, sensazione di corpo estraneo, il "soiling" costante può comportare irritazione e macerazione della cute perianale; il sanguinamento è pressoché costante. Si aggravano i sintomi da ODS: stipsi, defecazione frammentata, incontinenza alle feci, ponzamenti eccessivi e prolungati, dolenzia o dolore rettale e perineale.

A questa classificazione tradizionale e datata, recentemente se ne è aggiunta una nuova, morfologica, che fa riferimento al prolasso mucoso:

TIPO 1 : prolasso mucoso rettale con anoderma in posizione anatomica

TIPO II: a) anoderma dislocato in posizione distale, molle e mobile;

b) anoderma dislocato in posizione distale, fibrotico e con plicomi (skin-tags)

Anche questa classificazione è risultata vecchia rispetto alle nuove spinte e ai nuovi studi della patologia dei pavimento pelvico. In due importanti consessi e in presenza di importanti proctochirurghi internazionali si è giunti a una nuova e moderna classificazione che ha riunito la patologia dei prolasso dei retto e dei disordini dei pavimento pelvico in una unica e completa classificazione qui sotto riportata:

 

Per approfondire il tema proctologico:

 

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