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ENDOMETRIOSI
appunti del dott.
Claudio Italiano
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Mi
viene in mente il caso di quella signora diabetica che ho avuto in
trattamento qualche tempo fa, la quale tra l'altro, si lamentava di
dispareunia ed accusava dolore intenso e specialmente prima del ciclo;
La dispareunia le provocava dolore lancinante durante il rapporto. Pensai subito a
delle patologie infiamamtorie vaginali, magari a vaginiti da candida (cfr infezioni e perdite intermestruali
ma vanamente; cercai delle cause
neoplastiche, poichè all'ecografia della pelvi l'utero sembrava
retroverso e con aderenze strane, confermate alla TAC. Furono poi le
indagini laparoscopiche a confermare sinechie aderenziali ed una forma
particolarmente evoluta di endometriosi. Una valida terapia attuata
riuscì a lenire i fastidi lamentati ed i rapporti sessuali ripresero,
stavolta con il placet della mia paziente!
L’e. è una malattia con
caratteristiche singolari che non la fanno descrivere come malattia
infiammatoria e neppure neoplastica. Invece si tratta di isole di tessuto
di tipo endometriale che vengono reperite in sedi anomale. L’endometrio,
però, subisce degli stimoli da parte degli ormoni sessuali secreti dall’ovaio,
come una normale mucosa uterina e va incontro a periodo sfaldamento e
sanguinamentoe’ perciò una malattia dell’età feconda che tende a
regredire in menopausa. L’endometrio si localizza in sedi atipiche:
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Nello spessore dell’endometrio,
endometriosi interna
-
Nei ligamenti, nelle
ovaie, nel setto retto-vaginale, endometriosi esterna
-
Endometrio ectopico si
può repertare perfino all’ombelico, alla vulva, alle cicatrici di
interventi chirurgici, polmoni ecc.
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Endometriosi esterna
Significa che l’endometrio
si trova ne:
La frequenza dell’endometriosi
esterna sembra in aumento tant’è che esistono campagne di informazione
in merito; inoltre pare che il 20-30% delle persone che si operano per
patologie ginecologiche presentino segni di endometriosi. Ciò è più
evidente per le nullipare, che non hanno avuto cioè figli prima dei 30
anni; invece nei paesi in via di sviluppo l’endometriosi è rara e ciò
sembra dipendere dal fatto che le gravidanze, per altro condotte in età
precoce, blocchino l’attività dell’ovaio, mentre in gravidanza
predomina il progesterone.
Istogenesi
Molte sono le ipotesi circa
la genesi dell’endometriosi;
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sembrerebbe che del
sangue mestruale refluisca tramite le tube e dei frustoli di tessuto
endometriale si spargano altrove, stimolati nella crescita da una
giusta costellazione ormonale;
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oppure che un epitelio
di origine celomatica esisterebbe a livello di vari organi;
-
oppure di parla di
disseminazione per via linfatica dell’endometrio
-
oppure disseminazione
per via ematica
Anatomia patologica: la
lesione
Dal
punto di vista macroscopico l’endometriosi può presentarsi come una
lesione isolata o diffusa, come aree di tessuto indurito, costituita da
piccoli noduli, di colorito rosso o bluastro con connettivo ipertrofizzato.
La lesione endometriosica può dare anche ipertrofia del connettivo; tali
isole di tessuto possono addirittura proliferare sotto lo stimolo
estrogenico e sanguinare in corrispondenza della fase mestruale; questa
micro-mestruazione è responsabile della tensione, del dolore e della
presenza di contenuto nerastro dentro le cisti endometriali. Spesso,
addirittura, nelle forme pelviche, l’utero finisce per retrovertire ed
aderire al sigma ed alle anse del tenue, con un’immagine che l’occhio
ignaro del radiologo tacchista interpreta come una neoplasia che penetra
negli strati sierosi e muscolari con sanguinamento del retto, sigma,
vescica e setto intervaginale. Dal punto di vista microscopico l’area
endometriosica somiglia a ghiandole tubulari rette, circondate da stroma
endometriale con infiltrati infiammatori ed ipertrofia del connettivo che
ingloba queste isole.
Sintomatologia
Dal punto di vista clinico
la paziente con endometriosi nel 20-30% dei casi neppure si accorge di
avere tale patologia, ma altre volte presenta un dolore (cfr dolore
addominale ed il dolore
addominale chirurgico, dolore
in fossa iliaca sinistra , dolore
in fossa iliaca destra) che compare in epoca mestruale, qualche giorno
prima del flusso, in regione sovrapubica . dapprima i dolori sono
controllabili con le banali terapia da bancone, ma poi le isole di
endometrio di accrescono e si diffondo, i focolai e le lesioni si
associano ad una vera e propria reazione fibrosa diffusa e già all’età
di 25-35 anni la paziente presenta sinechie ed aderenze ed è obbligata ad
interventi chirurgici. Un altro dei sintomi è la dispareunia (cfr altre
cause di dolore nel rapporto in sterilità
della donna), dovuta la difficoltà del rapporto alla retroversione
dell’utero ed alla sua fissità con partecipazione del setto
retto-vaginale. La sterilità dipende ancora dalla dislocazione e dall’alterata
peristalsi della tuba e dalle frequenti occlusioni del lume. Anche la
defecazione è dolorosa, specie nel periodo premestruale.
La diagnosi.
La diagnosi è difficile e
si basa sull’ipotesi di lavoro che una donna fertile, con dolori
mestruali esagerati, con noduli apprezzabili nello scavo del Douglas, in
sede ovarica, come di tumefazioni cistiche, più voluminose in fase
mestruale, per cui la donna va valutata in periodi differenti dell’epoca
del ciclo. Inoltre seguono la indagine ecografica della pelvi, la
celioscopia, la rettosigmoidoscopia, la cistoscopia, la pielografia
discendente e, soprattutto, la visita nelle mani di un esperto ginecologo!
La terapia è altamente
specifica e si avvale delle prescrizioni ormonali di un bravo ginecologo;
si ricorre a riprodurre, dalpunto di vista ormonale, l’ induzione di una
pseudogravidanza, cioè di attua un trattamento progestinico continuato
per inibire l’ovulazione e la mestruazione, il trattamento si protrae
per 6-9 mesi e la donna resta amenorroica e sterile. Si possono
impiegaregli stessi esto-progestinici in forma associata, somminitrati
senza stoppare, cioè, per 6 mesi.il problema è ovviamente il rischio di
effetti collaterali: rischio
tromboembolico, rischio epatico, effetto diabetogeno (diabete
mellito), effetto ipertensivo (ipertensione
arteriosa).
La terapia chirurgica si
avvale degli interni per:
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correggere le
angolazioni della tuba
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liberare le formazioni
cistiche dell’ovaio
-
correggere la
retroversione uterina
-
correggere l’adenomiosi,
cioè la formazione di grossi noduli
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