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A quanti sarà capitato di sentirsi dire dal medico che sono affetti da epatite cronica o che hanno un fegato grasso o ingrossato? E che significa, vi chiederete? Ebbene, leggendo questa pagina, capirete che un fegato con una qualsivoglia epatite è un fegato da curare subito. Se infatti una qualsivoglia noxa patogena ha causato infiammazione nel vostro fegato, se il processo non si risolve in breve, correte il rischio di divenatre cirrotici, cioè che tutto il fegato si trasformi in un ammasso calloso, giallastro, da cui il nome di cirrosi epatica. Il processo inizia dai cosiddetti spazi portali (cfr l’immagine, dal luogo anatomopatologico, cioè, dove scorrono il canalicolo biliare, la venula epatica e l’arteria epatica. Il parenchima del fegato, come unità funzionale, ha il lobulo classico, cioè l’insieme degli epatociti che ruotano attorno alla vena centrale ed hanno ai margini, appunto, gli spazi portali. Se l’infiammazione si estende al centro del lobulo, partendo dagli spazi portali, voi capite come che il nobile parenchima epatico si trasformi in una struttura sovvertita, piena di tralci fibrosi. . L’infiammazione del lobulo epatico.
I tipi istologici di epatite cronica: l’anticamera della cirrosi.
L’epatita cronica persistente è la conseguenza di una epatite acuta; si tratta di una condizione spesso asintomatica, diagnosticata per caso, quando l’epatologo chiede le indagini di controllo del profilo epatico, e riscontra un lieve movimento delle transaminasi AST ed ALT (cfr enzimi) superiore a x2 o x 10 volte il livello normale. Questi livelli possono fluttuare e perdurano per anni. Fatta la biopsia si scopre che l’architettura dei lobi può essere normale e che il reperto principale anatomopatologico è il riscontro di un’infiammazione dello spazio portale, infiltrato soprattutto da linfociti. La zona portale può essere ingrossata e la lamina limitante leggermente erosa. Epatite cronica attiva. In realtà con il termine di epatite cronica attiva si indica un gruppo di patologie epatite di svariata eziologia, tutte caratterizzate da segni istologici di necrosi e fibrosi progressiva, poiché non è sul quadro laboratoristico spesso variegato che ci si può appigliare. Perfino la clinica non ci viene in aiuto, se è vero che alcuni pazienti presentano dall’inizio dei quadri drammatici di ittero, emorragie, ascite, astenia grave. Scarsi sono, invece, in altri casi i segni di epatopatia, nonostante qualche esame di laboratorio sia francamente alterato. Epatite cronica lobulare. Se l’infiltrazione delle cellule infiammatorie interessa i lobuli
Patogenesi dell’epatite cronica attiva Noxa che determinano epatite cronica · Epatite da HBV, Epatite HCV, HDV che rappresentano le principali infezioni epatiche responsabili di epatite cronica. · alcool · Carenza di alfa-1- antitripsina · Farmaci, esposizione ad agenti chimici · Processo autoimmune o epatite autoimmune o lupoide del sesso femminile
Batts e Ludwig nel 1995 hanno sviluppato dei criteri istologici per classificare i gradi dell’epatite cronica, nel senso che a mano a mano che l’infiammazione si estende, essa va dallo spazio portale verso l’interno del lobulo epatico dove esiste la vena centrale, creando dei “ponti” fibrosi e sovvertendo la struttura del lobulo classico.
Criteri istologici di classificazione
L’epatite cronica attiva colpisce per lo più le donne e spesso è a decorso insidioso, inquadrata come autoimmune o lupoide. C’è una predisposizione genetica nei pazienti portatore degli antigeni di istocompatibilità HLA-B8 e DrW3. Altre volte la causa è il virus dell’epatite B che persiste negli epatociti e dai quali non è eradicata la sua infezione, ma questo tipo è più presente negli uomini. Talora si possono avere manifestazioni extraepatiche quali la tiroidite, un’anemia emolitica e la sindrome di Sjogren.
Stadiazione delle epatiti croniche
L’allargamento dello spazio portale è la lesione più lieve che si possa avere, mentre è posibile che il danno proceda ed interessi anche i lobuli epatici, come “ necrosi a ponte” che collega gli spazi portali o come “necrosi multilobulare”, cioè caratterizzata dall’interessamento più esteso dell’intero lobulo epatico. In quest’ultima evenienza il passo verso una cirrosi epatica è assai breve e talora la cirrosi stessa coesiste con lesioni del lobulo epatico che sono rappresentate dalla necrosi multilobulare.
Indagini di laboratorio Vanno cercati i marcatori virali, cioè i markers per virus HBs Ag ed Ab anti HCV , ANA, AML, AMA, ferritina, trigliceridi, protidogramma, assetto coagulativo ed attività protrombinica, alfa-1- antitripsina, anticropi anti LKM Il fegato La Colangite fegato ed enzimi Come ti studio un fegato malato, le indagini ematiche La cirrosi epatica: come curare La cirrosi biliare primitiva, di tutto e di più: come curarla L'emocromatosi Il fegato grasso, la steatosi epatica, quale cura? Il fegato in gravidanza, le patologie epatiche Danno epatico da farmaci L'epatite acuta L'encefalopatia L'albumina: quando usarla, come e perchè? Albumina e sue funzioni Albumina e suo impiego pratico in clinica Le calcolosi della colecisti La calcolosi della via biliare principale: come trattare? La cura della calcolosi della via biliare principale: la sfinterotomia endoscopica Un trauma chiuso dell'addome, la lacerazione del fegato. Le cure idropiniche:la Fonte di Venere! L'ittero La bilirubina L'ascite L'ascite, come curarla Pancia gonfia: ascite e paracentesi La peritonite batterca spontanea, come curarla Alcool e fegato grasso Le epatiti autoimmuni Epatite A Epatite B Epatite C La terapia delle epatiti croniche Il pancreatite acuta La pancreatite cronica, eziologia, diagnosi e cura Le pseudocisti del pancreas eziologia, diagnosi e cura il morbo di Wilson da accumulo di rame Hai visto tutte le altre belle pagine di medicina su gastroepato? |
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