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Epatite cronica
I tipi istologici di epatite cronica: l’anticamera della cirrosi.
Cfr anche terapia epatiti croniche L’epatita cronica persistente è la conseguenza di una epatite acuta; si tratta di una condizione spesso asintomatica, diagnosticata per caso, quando l’epatologo chiede le indagini di controllo del profilo epatico, e riscontra un lieve movimento delle transaminasi AST ed ALT (cfr enzimi) superiore a x2 o x 10 volte il livello normale. Questi livelli possono fluttuare e perdurano per anni. Fatta la biopsia si scopre che l’architettura dei lobi può essere normale e che il reperto principale anatomopatologico è il riscontro di un’infiammazione dello spazio portale, infiltrato soprattutto da linfociti. La zona portale può essere ingrossata e la lamina limitante leggermente erosa. Epatite cronica attiva. In realtà con il termine di epatite cronica attiva si indica un gruppo di patologie epatite di svariata eziologia, tutte caratterizzate da segni istologici di necrosi e fibrosi progressiva, poiché non è sul quadro laboratoristico spesso variegato che ci si può appigliare. Perfino la clinica non ci viene in aiuto, se è vero che alcuni pazienti presentano dall’inizio dei quadri drammatici di ittero, emorragie, ascite, astenia grave. Scarsi sono, invece, in altri casi i segni di epatopatia, nonostante qualche esame di laboratorio sia francamente alterato. Epatite cronica lobulare. Se l’infiltrazione delle cellule infiammatorie interessa i lobuli
Patogenesi dell’epatite cronica attiva Noxa che determinano epatite cronica · Epatite da HBV, Epatite HCV, HDV che rappresentano le principali infezioni epatiche responsabili di epatite cronica. · alcool · Carenza di alfa-1- antitripsina · Farmaci, esposizione ad agenti chimici · Processo autoimmune o epatite autoimmune o lupoide del sesso femminile
Batts e Ludwig nel 1995 hanno sviluppato dei criteri istologici per classificare i gradi dell’epatite cronica, nel senso che a mano a mano che l’infiammazione si estende, essa va dallo spazio portale verso l’interno del lobulo epatico dove esiste la vena centrale, creando dei “ponti” fibrosi e sovvertendo la struttura del lobulo classico.
Criteri istologici di classificazione
L’epatite cronica attiva colpisce per lo più le donne e spesso è a decorso insidioso, inquadrata come autoimmune o lupoide. C’è una predisposizione genetica nei pazienti portatore degli antigeni di istocompatibilità HLA-B8 e DrW3. Altre volte la causa è il virus dell’epatite B che persiste negli epatociti e dai quali non è eradicata la sua infezione, ma questo tipo è più presente negli uomini. Talora si possono avere manifestazioni extraepatiche quali la tiroidite, un’anemia emolitica e la sindrome di Sjogren.
Stadiazione delle epatiti croniche
L’allargamento dello spazio portale è la lesione più lieve che si possa avere, mentre è posibile che il danno proceda ed interessi anche i lobuli epatici, come “ necrosi a ponte” che collega gli spazi portali o come “necrosi multilobulare”, cioè caratterizzata dall’interessamento più esteso dell’intero lobulo epatico. In quest’ultima evenienza il passo verso una cirrosi epatica è assai breve e talora la cirrosi stessa coesiste con lesioni del lobulo epatico che sono rappresentate dalla necrosi multilobulare.
Indagini di laboratorio Vanno cercati i marcatori virali, cioè i markers per virus HBs Ag ed Ab anti HCV , ANA, AML, AMA, ferritina, trigliceridi, protidogramma, assetto coagulativo ed attività protrombinica, alfa-1- antitripsina, anticropi anti LKM
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