Epatite cronica e sue cause

Epatite cronica

A quanti sarà capitato di sentirsi dire dal medico che è affetto da epatite cronica o che hanno un fegato grasso o ingrossato? E che significa, vi chiederete?

Ebbene, leggendo questa pagina, capirete che un fegato con una qualsivoglia epatite è un fegato da curare subito. Se infatti una noxa patogena ha causato infiammazione nel vostro fegato, se il processo non si risolve in breve, correte il rischio di divenatre cirrotici, cioè che tutto il fegato si trasformi in un ammasso calloso, giallastro, da cui il nome di cirrosi epatica. Il processo inizia dai cosiddetti spazi portali (cfr l’immagine, dal luogo anatomopatologico,  cioè, dove scorrono il canalicolo biliare, la venula epatica e l’arteria epatica.

 

Il parenchima del fegato, come unità funzionale, ha il lobulo classico, cioè l’insieme degli epatociti che ruotano attorno alla vena centrale ed hanno ai margini, appunto, gli spazi portali. Se l’infiammazione si estende al centro del lobulo, partendo dagli spazi portali, voi capite come che il nobile parenchima epatico si trasformi in una struttura sovvertita, piena di tralci fibrosi.

L’infiammazione del lobulo epatico.

 

Un interessamento infiammatorio de fegato che perduri per più di sei mesi viene considerato cronico. La diagnosi di epatite cronica persistente e di epatite cronica attiva è un’evenienza assai frequente ma queste due affezioni hanno in realtà implicazioni differenti. L’epatite cronica persistente o (Chronic Persistent Hepatitis, CHP) è sostanzialmente una condizione benigna a decorso lento e prolungato, mentre l’epatite cronica attiva (Chronic Active Hepatitis, CAH) è una malattia grave perché è un quadro precursore della cirrosi epatica con tutte le sue conseguenze: ipertensione portale, carcinoma epatocellulare.  Occorre comunque una biopsia per effettuare una precisa interpretazione del quadro anatomo-patologico.

I tipi istologici di epatite cronica

 

L'epatite cronica rappresenta l’anticamera della cirrosi.  Cfr anche terapia epatiti croniche  L’epatita cronica persistente è la conseguenza di una epatite acuta; si tratta di una condizione spesso asintomatica, diagnosticata per caso, quando l’epatologo chiede le indagini di controllo del profilo epatico, e riscontra un lieve movimento delle transaminasi AST ed ALT (cfr enzimi)
Epatite cronica persistente: solo gli spazi portali sono interessati dalla infiammazione linfocitaria

Epatite cronica persistente: solo gli spazi portali sono interessati dalla infiammazione linfocitaria

Epatite cronica attiva: notare i tralci fibrosi a ponte e l'iniziale sovvertimento della struttura del lobulo epatico

Epatite cronica attiva: notare i tralci fibrosi a ponte e l'iniziale sovvertimento della struttura del lobulo epatico

superiore a x2 o x 10 volte il livello normale. Questi livelli possono fluttuare e perdurano per anni.  Fatta la biopsia si scopre che l’architettura dei lobi può essere normale e che il reperto principale anatomopatologico è il riscontro di un’infiammazione dello spazio portale, infiltrato soprattutto da linfociti. La zona portale può essere ingrossata e la lamina limitante leggermente erosa.

Epatite cronica attiva

 

. In realtà con il termine di epatite cronica attiva si indica un gruppo di patologie epatite di svariata eziologia, tutte caratterizzate da segni istologici di necrosi e fibrosi progressiva, poiché non è sul quadro laboratoristico spesso variegato che ci si può appigliare. Perfino la clinica non ci viene in aiuto, se è vero che alcuni pazienti presentano dall’inizio dei quadri drammatici di ittero, emorragie, ascite, astenia grave. Scarsi sono, invece, in  altri casi i segni di epatopatia, nonostante qualche esame di laboratorio sia francamente alterato.

Epatite cronica lobulare. Se l’infiltrazione delle cellule infiammatorie interessa i lobuli

 Necrosi a ponteNecrosi lobulare multilobulare

Patogenesi dell’epatite cronica attiva

Noxa che determinano epatite cronica

Epatite daHBV, Epatite HCV,  HDV che rappresentano le principali infezioni epatiche responsabili di epatite cronica.

alcool

Morbo di Wilson

Carenza di alfa-1- antitripsina

Farmaci, esposizione ad agenti chimici

Processo autoimmune o epatite autoimmune o lupoide del sesso femminile

Batts e Ludwig nel 1995 hanno sviluppato dei criteri istologici per classificare i gradi dell’epatite cronica, nel senso che a mano a mano che l’infiammazione si estende, essa va dallo spazio portale verso l’interno del lobulo epatico dove esiste la vena centrale, creando dei “ponti” fibrosi e sovvertendo la struttura del lobulo classico.

Criteri istologici di classificazione

Grado

Reperto istologico

Piecemeal necrosis

Linfocitica

Infiammazione lobulare e necrosi

 
0

Infiammazione portale

Assente

Assente

1

Minima

Minima a macchie

Minima necrosi occasionale a chiazze

2

Lieve

Lieve, involuzione di alcuni o tutti i tratti portali

Lieve, piccolo danno epatocellulare

3

Moderata

Moderata

Moderata con alterazione epatocellulare evidente

4

Grave

Grave

Grave, con evidente danno epatocellulare diffuso

L’epatite cronica attiva colpisce per lo più le donne e spesso è a decorso insidioso, inquadrata come autoimmune o lupoide. C’è una predisposizione genetica nei pazienti portatore degli antigeni di istocompatibilità HLA-B8 e DrW3. Altre volte la causa è il virus dell’epatite B che persiste negli epatociti e dai quali non è eradicata la sua infezione, ma questo tipo è più presente negli uomini. Talora si possono avere manifestazioni extraepatiche quali la tiroidite, un’anemia emolitica e la sindrome di Sjogren.

Stadiazione delle epatiti cronicheSchema dell'infiammazione portale dei lobuli epatici


Stadio - Istologia - criteri
0 : Assenza di fibrosi- Tessuto connettivo normale
1: Fibrosi portale -Diffusa fibrosi portale
2: Fibrosi periportale -Periportale o raramente setti periportali
3: Fibrosi settale - Setti fibrotici con alterazioni della architettura: nessuna evidenza di cirrosi
4: Cirrosi
 

L’allargamento dello spazio portale è la lesione più lieve che si possa avere, mentre è posibile che il danno proceda ed interessi anche i lobuli epatici, come “ necrosi a ponte” che collega gli spazi portali o come “necrosi multilobulare”, cioè caratterizzata dall’interessamento più esteso dell’intero lobulo epatico. In quest’ultima evenienza il passo verso unacirrosi epatica è assai breve e talora la cirrosi stessa coesiste con lesioni del lobulo epatico che sono rappresentate dalla necrosi multilobulare.

Indagini di laboratorio

Vanno cercati i marcatori virali, cioè i markers per virus HBs Ag ed Ab anti  HCV , ANA, AML, AMA, ferritina, trigliceridi, protidogramma, assetto coagulativo ed attività protrombinica, alfa-1- antitripsina, anticropi anti LKM

 

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