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Epilessia: diagnosi e terapia

Epilessia, la diagnosi e la cura

Da appunti del dott. Claudio Italiano

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Diagnosi

cfr   anche  epilessia, definizione e cause

Il fatto che una persona abbia avuto una crisi epilettica non  significa che sia affetta da epilessia. Le crisi epilettiche, infatti, sono sintomo di un malfunzionamento del cervello, che può dipendere, come abbiamo visto nella pagina precedente, da svariati motivi, compresa anche una iperpiressia (convulsioni febbrili).  Quando invece i sintomi recidivano, allora si impone un trattamento, allo scopo di evitare il ripetersi delle crisi.  La diagnosi è sempre basata sulla clinica.  Chi vi scrive ha assistito negli anni ad episodi epilettici: per es. agli albori della sua lunga carriera di sanitario, ha iniziato come medico accompagnatore. Ebbene, trovandosi aTracciato elettroencefalografico seguire una gita di anziani, ad Arezzo, improvvisamente mentre si stava per visitare una chiesa, un signore con storia di ictus, questi venne colto da un attacco epilettico, sbalzando, è proprio  il caso di dirlo, in alto come se qualcuno gli avesse dato una spinta, per cui, caduto al suolo, si ruppe il collo del femore! Quindi il problema del trattamento è importante, non tanto per la crisi in sè, ma per i rischi che corre il paziente.  

La diagnosi di epilessia e il riconoscimento del tipo di epilessia si basano sull'anamnesi, che può mettere in luce:

  • una familiarità, 

  • episodi di anossia al parto, 

  • traumi cranici o vascolari; 

  • Inoltre si avvale di un 

  • elettroencefalogramma (EEG), di una TAC encefalo, anche con mezzo di contrasto e/o di una RMN encefalica, se del caso..

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In genere l'elettroencefalogramma è quasi sempre negativo, anche se ci troviamo di fronte a soggetto epilettico!!  In certi casi, perfino  nelle epilessie parziali secondarie o sintomatiche,  l'EEG permette di individuare l'area del cervello da cui si diparte la scarica elettrica che dà origine alla crisi. Questo non esclude la diagnosi, infatti non sempre l'EEG resta alterato anche nei periodi di intervallo tra le crisi e se non capita che il paziente abbia una crisi durante l'esecuzione dell'esame, l'EEG risulterà normale. Talora è utile effettuare una vera registrazione prolungata oltre le 24 ore allo scopo di cogliere alterazioni, potendo, se possibile filmare le crisi.

Terapia
La terapia dell'epilessia si fonda sul principio di cercare di ottenere la completa libertà dalle crisi, ma senza compromettere eccessivamente la funzionalità del cervello del paziente, sottoponendolo agli effetti collaterali dei farmaci anticonvulsivanti, che sono sempre sedativi (luminale, gardenale, benzodiazepine, ecc. )

La cura si avvale di :
  • tecnica chirurgica di rimozione del focolaio epilettico

  • terapia farmacologica.

  1. Quest'ultima va iniziata con un solo farmaco del quale vengono aumentate gradualmente le dosi fino a raggiungere la completa libertà dalle crisi o fino a che insorgono effetti collaterali che vengono giudicati eccessivi. 

  2. Se il primo farmaco non è sufficientemente efficace o non è abbastanza ben tollerato si passa a un altro farmaco, sempre usato da solo.

Si parte con i farmaci di prima generazione:

quali la 

  • carbamazepina  

  • valproato 

  • fenitoina  

  • primidone 

Il medico farà eseguire al paziente prelievi periodici di sangue per controllare le concentrazioni del farmaco, affinchè non siano tossiche. 

Dopo un periodo superiore ai dieci anni in cui non si è verificato nulla di nuovo nella terapia dell'epilessia, negli ultimi anni sono stati messi in commercio numerosi nuovi farmaci antiepilettici, di seconda generazione:

  • tiagabina, 

  • vigabatrin,

  • lamotrigina, 

  • felbamato,

  • gabapentin, 

  • topiramato.

La maggior parte di essi è indicata solo per la cura delle crisi parziali e, almeno per ora, come terapia aggiuntiva.

Oltre alla maggiore tollerabilità, i farmaci della seconda generazione hanno il vantaggio di non avere bisogno dell'esecuzione di prelievi periodici per misurarne la concentrazione nel sangue, perché tale concentrazione è già prevedibile con sicurezza in base alla dose somministrata.

Principi attivi più comuni

  • Carbamazepina

  • Valproato

  • Fenitoina

  • Gabapentin

  • Lamotrigina

  • Primidone

  • Clonazepam

  • Fenobarbital

  • Oxcarbazepina

  • Topiramato

  • Etosuccimide

  • Levetiracetam

  • Vigabatrin

  • Tiagabina

Le donne devono inoltre ricordare che alcuni farmaci antiepilettici possono inibire l'efficacia degli anticoncezionali orali (pillola) e dovrebbero quindi consultare il medico in proposito.

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