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Il
fabbisogno energetico ed i nutrienti.
pensieri
e riflessioni a cura del dott.
Claudio Italiano
Speciale
diete sul sitoweb di medicna interna gastroepato:
La
dieta per il diabetico Diabete,
sono veramente diabetico? L'indice
glicemico: gli alimenti ok per il diabetico. Le
sostituzioni degli alimenti nella dieta per il diabetico Il
paziente anoressico e cachettico che dimagrisce senza fermarsi! Quali
alimenti mangiare in una dieta giusta? Il
concetto di stile di vita e della nuova piramide alimentare Uova,
latte, yogurt e formaggi: valore nutritivo I
cereali, questi nobili sconosciuti da invitare a tavola! La
frutta e le verdure: quando, come e perchè, da paziente a paziente . La
dieta per le gastriti e le ulcere La
dieta per il reflusso acido esofageo La
dieta per la stitichezza!
IL
FABBISOGNO ENERGETICO ED I NUTRIENTI
Il
fabbisogno energetico è definito come l’apporto di energia di origine
alimentare necessario a compensare
la spesa energetica di un soggetto in buona salute e con normale attività
psicofisica.
La
spesa energetica totale delle 24 ore è costituita da:
-
metabolismo
basale cioè l’insieme delle attività che compie un organismo per
vivere, quindi per respirare, per far battere il cuore e per
accrescersi, a seconda dell’età.
-
attività
fisica volontaria.
-
termogenesi,
cioè per mantenere il calore del corpo. La termogenesi, cioè,
è la quota di spesa energetica richiesta per il mantenimento
della temperatura corporea e per la digestione, assorbimento e
catabolismo degli alimenti assunti con la dieta (termogenesi indotta
dalla dieta)
La
termogenesi indotta dalla dieta comprende:
-
termogenesi
obbligatoria, derivante da digestione, assorbimento,
metabolizzazione e immagazzinamento dei nutrienti;
-
termogenesi
facoltativa, dovuta all’extra costo energetico per
l’immagazzinamento del glucosio
in glicogeno in condizioni di iperinsulinemia ed è dipendente dalla
quantità di alimenti assunti.
Ora
poiché per l’impiego di energia a partire dagli aminoacidi occorre un
lavoro non indifferente, mentre altre sostanze come gli zuccheri ed i
grassi sono più pronte per essere impiegate, così è maggiore lo stimolo
termogenico che deriva dal metabolismo delle proteine e dagli aminoacidi
(10-35% dell’energia assunta), mentre valori inferiori
sono attribuibili a carboidrati (5-10%) e soprattutto a lipidi
2-5%). Occorre poi considerare la spesa energetica per l'attività fisica.
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E’ a tutti noto come fare del moto è importante ai fini della perdita
di peso e della risistemazione dei metabolismi ( cfr dieta
e life style del diabetico), così ci sono soggetti che fanno poco
moto e che bruciano al massimo poco più del 14% del dispendio energetico
totale per l’attività fisica, mentre gli atleti bruciano energia pari a
3-4 volte il metabolismo basale. Nei bambini e nei giovani va
contemplata una spesa energetica per l’accrescimento, dovuta
al contenuto energetico del tessuto neoformato e al dispendio energetico
per la sua sintesi
Il
costo medio per la sintesi di proteine, grassi e carboidrati è
rispettivamente di circa 24, 39 e 18 KJ (5.76, 9.36, 4.32 Kcal) per ogni
grammo sintetizzato. Come stima approssimativa del costo energetico per
l’accrescimento viene indicato un valore medio di 21 KJ (5Kcal) per ogni
grammo di aumento di peso. Questo tipo di spesa energetica è strettamente
legato alla velocità di crescita.
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FABBISOGNO
DI GLUCIDI
Una
proporzione rilevante del fabbisogno energetico deriva dai glucidi. Una
dieta
priva o scarsa in glucidi porta alla formazione di corpi chetonicici ad un
eccessivo catabolismo delle proteine tessutali ed alla perdita di cationi.
Tali effetti possono essere prevenuti assumendo 50-100 g al giorno di
carboidrati.
L’apporto
glucidico raccomandato è pari al 55-65% totale. Solo nei primi mesi di
vita l’apporto glucidico è inferiore (40-45% delle calorie totali
assunte, in rapporto alla maggiore assunzione di lipidi. I principali
alimenti fonte di glucidi sono rappresentati da cereali, legumi, verdura,
frutta, derivati del latte, dolci. Frutta sono indispensabili fonti di
glucidi complessi e a basso
indice glicemico.
La
quota di glucidi semplici (glucosio, fruttosio, lattosio) non deve
superare il 10% dell'apporto energetico totale giornaliera, derivando
preferibilmente dal consumo di frutta e verdura che contengono anche
vitamine, minerali, fibre e microcomponenti attive.
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Indice
glicemico dei principali alimenti
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Arancia
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31-51
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Banana
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70
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Biscotti es. oro saiwa
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65
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Coca cola
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58
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Croissant
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67
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Corn flakes
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91
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Fagioli
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30
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Fruttosio
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19
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Gatorade
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85
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Glucosio
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100
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Latte
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27
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Mela
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28-44
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Pane bianco
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30-110
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Pane integrale
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53
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Patate bollite
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56-101
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Pera
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38
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Pesca
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28-56
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Pesca in scatola
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30-71
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Riso
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48-112
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Zucchero di canna
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68
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Uva
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46-59
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Yougurt
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36
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Yougurt magro dietetico
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14
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FABBISOGNO
DI PROTIDI
La sintesi proteica è molto
attiva nell’età evolutiva e necessita di energia. Ciò condiziona
il fabbisogno energetico e l'efficienza di utilizzazione di energia
stessa. Inoltre, la disponibilità di energia influenza lo stato del
metabolismo di tutto l'organismo. Pertanto, quando si considera il
fabbisogno di proteine, ci si deve accertare che la dieta sia
energeticamente adeguata e normocalorica. In particolare occorrono
proteine di alto valore biologico (derivate da uova e latte) e proteine di
origine vegetale nella dieta, come avviene nella popolazione italiana
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La
corretta ripartizione calorica dei nutrienti prevede:
-
·
10-12% dell’energia totale introdotta deve derivare dalle
proteine
-
·
occorre un rapporto 1:1 tra proteine di origine animale (carne,
salumi, uova, latte e derivati, pesce) e quelle di origine vegetale (legumi
e cereali).
Tuttavia
accade che le mamme forniscano erroneamente ai loro figli una dieta
costituita da proteine di provenienza animale con eccesso di salumi, carni
e formaggio.
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FABBISOGNO
IN LIPIDI.
I
lipidi sono i nutrienti più ricchi di energia (9 kCal (37 kJ) per
grammo), presenti in forma di acidi grassi saturi e insaturi.In
particolare questi ultimi nell’età infantile hanno importanza
nell’incorporazione degli acidi grassi poliinsaturi nelle membrane
cellulari di tutti i tessuti e in particolare delle cellule nervose e
della retina. Un altro problema è che la dieta li deve contenere
necessariamente poiché una maggior parte di essi non può essere
sintetizzata nell’organismo. Infatti l’uomo non è in grado di
produrre l’acido α-linolenico (un acido insaturo omega3 ) e
l’acido linoleico (omega 6) che
vengono definiti quindi “acidi grassi essenziali” e devono essere
introdotti con l’alimentazione. Allo scopo si raccomandano gli oli di
mais e girasole e di soia di noci ecc. Perfino una verdura, la borragine,
contiene un acido grasso polinsaturo importante il y linolenico. Inoltre,
sebbene siamo in grado di allungare la catena di acido α
eicosapentaenoico (EPA), contenuto nel pesce azzurro e in acido
docosaesaenoico (DHA lunga catena), tale sintesi potrebbe non essere
sufficiente a coprirne il fabbisogno raccomanda pertanto di introdurli
assumendo cibi che ne sono ricchi, come il pesce. Per il colesterolo, non
occorre una particolare restrizione nella dieta dei ragazzi e dei bambini
che possono avere un apporto fino a 100 mg/1000 kCal. Tale valore deve
essere ridotto dopo i due anni di vita. Dopo il secondo anno è
raccomandata una progressiva riduzione al 25% rispetto all’adolescenza.
FIBRE
(cfr le fibre)
Le
fibre alimentari non sono veri e propri nutrienti, ma hanno effetti di
tipo funzionale e metabolico, per cui sono ritenute un importante
componente della alimentazione umana. Esse aumentano il senso di sazietà
e migliorano la funzionalità intestinale, riducono il rischio di tumori
del colon e sono molto utili nella cura del diabete mellito e di malattie
cardiovascolari. Si raccomanda un apporto di fibra pari a 0,5 grammi/kg di
peso.
LE
VITAMINE
APPORTO
DI VITAMINE LIPOSOLUBILI
Le
vitamine si dividono in liposolubili ed idrosolubili.
LIPOSOLUBILI:
A D E K
La
vitamina A è importante per la vista e ne occorrono 350-750
mg al giorno; la Vitamina D è assai importante
nell’infanzia. Nei neonati che non ricevono un supplemento di vitamina D
vi è un’alta prevalenza di rachitismo.
Sono
particolarmente a rischio di deficit di vitamina D i bambini:
·
prematuri;· con
iperpigmentazione della pelle; ·
affetti da patologie che richiedono esclusione degli alimenti che
forniscono vitamina D; · non
esposti sufficientemente ai raggi solari;
·
affetti da malassorbimento; ·
in trattamento con antiepilettici e cortisonici.
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Vitamina
E
Il
fabbisogno di vitamina E è strettamente legato all’apporto degli
altri nutrienti, in particolare gli acidi grassi poliinsaturi (PUFA).
Considerando consumi medi di PUFA di circa 20 g, si raccomanda una
assunzione non inferiore a 3-4 mg al giorno nel bambino. Vitamina K. Ha funzione antiemorragica poiché interviene nella
sintesi dei fattori della coagulazione, è sintetizzata nel colon dai
batteri.
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VITAMINE IDROSOLUBILI.
B1 O TIAMINA, necessario un apporto
tra 0.6 e 1,1 mg.
B2 , apporto consigliato tra 0,9-1,3 mg
B5,
acido pantotenico, tra 3 e 12 mg giorno.
B6,
0,4 -1,5 mg
B12
0,5- 2 mg/die
PP o niacina 5 a 18 mg/die
Vitamina
C
o acido L-ascorbico, il cui fabbisogno è sino 60 mg/die
Acido
Folico, 50-200
mg/die
MINERALI
Calcio tra 800 e 1200 mg/die a seconda dell’età e Fosforo
pure tra 800 e 1200 mg/die. Ferro
12-18 mg/die, Fluoro 0.5 – 1
mg/die. Iodio tra 70 e 150 mg/die |
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