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La defibrillazione di un paziente.
Appunti del dott. Claudio Italiano
Che fare in caso di F.V.? Mantenere la funzione vitale del paziente, battito e respiro, dunque iniziare la RIANIMAZIONE. cfr prima : fibrillazione ventricolare (F.V) Iniziare subito manovre rianimazione; Nel frattempo occorre che altre persone richiedano il soccorso del 118, il numero nazionale dell'emergenza sanitaria, col primo telefono, cellulare compreso, cosa che è gratuita ed è possibile da qualsiasi cellulare, anche senza ricarica.
QUINDI RIANIMO, IN GENERE COSI:
A questo punto, il paziente comincia a diventare meno cianotico, e sembra dare qualche segno di reazione….Se tutto è OK, in genere, se lassù non lo vogliono, torna indietro con l’anima ed il corpo riprende alla grande e riapre gli occhi, se no voi continuate lo stesso anche per 30 minuti. Venga tenuto presente che le possibilità di salvare una persona in arresto cardio-respiratorio, con il conseguente danneggiamento dell'organo più importante, ossia il cervello, calano del 10% ogni minuto perso. Va ricordato inoltre che la manovra fondamentale per la vita è quella di mantenere con il massaggio e con la ventilazione bocca-bocca, bocca-naso (nel caso si incontrassero problemi nella bocca come rottura della mandibola gravi ostruzioni ecc) o una respirazione tramite pallone dotato di mascherina, detto di ambu, un afflusso costante e sufficientemente buono di sangue al cervello. Trascorsi, però 4 minuti di assenza di ossigeno al cervello, si va incontro a danni cerebrali in molti casi reversibili, dai 6 minuti di ipossia in poi i danni diventano irreversibili. Infine sopraggiungono i soccorsi per il paziente.
I dispositivi semiautomatici, invece, necessitano invece di un'interazione maggiore con l'operatore, che in questo caso è quasi sempre un medico, che deve attivare il comando di "analisi" per avviare l'esame del ritmo e quindi il comando "shock" se è necessario erogare la scossa. Alcuni defibrillatori consentono di attivare la carica e di scegliere l’intensità e di scaricare schiaccinado i due pulsanti presenti sulle manopole, che nel frattempo vengono poste sul torace del paziente come dalla figura..
Esistono ancora certi dispositivi che sono in grado di evitare gli shock inappropriati, analizzando, come dicevamo la frequenza cardiaca, il tipo di ecg e gli artefatti: se il paziente si muove il tracciato viene alterato, oppure vi può essere un tracciato con fibrillazione atriale, per esempio che si alterna a run di tachicardia ventricolare. Altra cosa. I soccorritori non devono toccare il paziente mentre il dispositivo analizza il ritmo, o peggio carica i condensatori e, ovviamente, mentre si eroga lo shock!. Ne ci deve essere acqua per terra, per esempio se piove. Le compressioni toraciche esterne e la respirazione artificiale non devono essere praticate mentre il dispositivo è impegnato in queste funzioni. Altrimenti lo shock elettrico colpirà l’operatore!
Tutti i defibrillatori possono essere utilizzati seguendo quattro semplici punti:
1. Accendere il dispositivo.
2. Collegarlo al paziente.
3. Avviare l'analisi del ritmo.
4. Erogare la scarica, se necessaria.
- il primo soccorritore che di regola ha la funzione di leader, dispone l'apparecchio accanto al paziente lo accende, scopre il torace e lo prepara, predispone le piastre, le collega al cavo,quindi le applica sul torace - il secondo soccorritore contemporaneamente effettua l'ABC., cioè accerta assenza di respiro e polso carotideo! Accertata l'assenza di coscienza e di respiro, senza effettuare le due ventilazioni previste dalle manovre teste citate. Poi si valuta per 5-15 secondi cosa è accaduto, se cioè la fibrillazione ventricolare è cessata.
La somministrazione dello shock provoca di solito contrazioni della muscolatura del paziente, come del resto succede usando un defibrillatore convenzionale. Dopo che è stata impartita la prima scarica, non si controlla il polso, ma si deve premere immediatamente il pulsante di analisi, iniziando un altro ciclo di valutazione del ritmo cardiaco. Se la FV persiste, il dispositivo lo renderà noto, e verrà così ripetuta, per la seconda e terza defibrillazione, la sequenza caricamento-shock in rapida sequenza. I livelli di energia del secondo e del terzo shock, secondo le linee-guida sono rispettivamente di 200 e 360 J. Se anche la terza defibrillazione non ha avuto successo, i soccorritori, valutata l'assenza del polso carotideo, iniziano a praticare la rianimazione per un minuto. Trascorso tale periodo, procedono al controllo del polso carotideo. Se assente, attivano il Dispositivo e tentano per la terza volta a 360 J, senza fermarsi a valutare il polso fra uno shock e l'altro.
Per approfondire il tema delle aritmie:
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