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Foruncolosi.
appunti
del dott.
Claudio Italiano
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Il
diabetico va incontro alle seguenti malattie della pelle:
Per
mia esperienza ospedaliera, molti pazienti affetti da diabete
presentano infezioni della cute, per esempio micosi specie nelle regioni
sottomammarie, alle pieghe inguinali ed interglutee o delle tinee,
oppure delle vaginiti da candida e balano postiti. Inoltre è facile
imbattersi in infezioni della cute dette “foruncolosi”, la cui
lesione elementare è appunto il foruncolo, cioè, l’infezione
batterica dell’apparato pilosebaceo, ossia per immunodeficienza
acquisita, dunque calo delle difese dell’organismo, i batteri
penetrano all’interno del follicolo pilifero e lo infettano, con il
rischio che l’infezione si diffonda al tessuto sottocutaneo. A volte
interessano follicoli vicini e tendono a fondersi fra di loro, apparendo
come un grosso foruncolo con tanti piccoli crateri da cui fuoriesce il
pus. In quest’ultimo possono essere presenti anche segni di
compromissione generale, come febbricola e spossatezza. Infatti
il diabetico presenta alterazioni del metabolismo dei glucidi
ed anche le cellule immunocompetenti, cioè i globuli bianchi, in
particolare i granulociti neutrofili deputati alla difesa antibatterica,
ne risentono diventando anergici. I foruncoli possono colpire le regioni
del collo e della nuca, specialmente perché i diabetici quando si
rivolgono al proprio barbiere questi non utilizza dei rasoi shave-one e,
quindi, scarificando la cute è come se inoculasse i germi nella regione
della nuca o al mento, quanto procede con la rasatura della barba!
Quindi è buona norma richiedere di essere rasi con un rasoio usa e
getta! |
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La
cute di colore interessata dal processo infiammatorio si arrossa, ma
successivamente si forma il pus all’interno del follicolo ostruito,
che deriva dal disfacimento dei corpi cellulari e degli stessi
granulociti, presentandosi come un materiale cremoso e giallastro, per
il suo contenuto in DNA. Il pus, dunque, è formato dai leucociti morti,
dal liquido che fuoriesce ed essuda nell’edema infiammatorio. Possono
essere interessati dal processo infiammatorio anche i linfonodi
loco-regionali, ma talora, addirittura, è possibile l’instaurarsi di
una sepsi, cioè l’infezione batterica si diffonde in tutto
l’organismo, potendosi aver euna batteriemia, cioè i batteri nel
sangue, con febbre
elevata.
Specie
batteriche implicate.
Streptococcus
pyogenes (streptococco gruppo A)
che da solo può provocare una grave cellulite necrotizzante o una
fascite, queste infezioni sono, in genere, determinate da batteri aerobi
e anaerobi, molto comunemente streptococchi aerobi gruppo non-A, bacilli
aerobi gram -, cocchi anaerobi gram + e la specie Bacteroides.
Talora il processo si
approfondì nel tessuto sottocutaneo, potendosi avere edema e necrosi
dei tessuti, compresa la fascia adiacente (cellulite sottocutanea e
fascite), con marcata infiltrazione leucoitaria e microascessi ed
occlusione delle arteriole e delle venule sottocunee, con ulteriore
aggravamento dell’infiammazione e della necrosi dei tessuti.
L’infezione da Bacteriodes può favorire il metabolismo dell’E.
Coli, con produzione sottocutanea di azoto e gas sottocutaneo. I
pazienti con diabete
mellito sembrano predisposti a questo tipo di infezioni, poiché il
diabetico ha già altri problemi suoi, fra cui la microangiopatia ed una
insufficiente funzione antibatterica da parte dei leucociti. Queste
infezioni, oltre che dallo S. piogenes, sono,
in genere, determinate da batteri aerobi e anaerobi, molto comunemente
streptococchi aerobi gruppo non-A, bacilli aerobi gram -, cocchi
anaerobi gram + e la specie Bacteroides
Prevenzione
La prevenzione della foruncolosi si attua con semplici manovre
igieniche, tenendo la pelle del soggetto diabetico ben lavata ed
evitando che maceri. Per esempio basti pensare alle pieghe cutanee, alle
regioni sottomammarie dove si ricorre ad una pulizia intensa con
detergenti disinfettanti come quelli che si usano per lavare indumenti
dei bambini e/o a saponi che rispettino il pH della pelle. Se il
soggetto porta i pannoloni, occorre cambiarli spesso, evitando che si
inzuppino di urine e che la pelle venga mantenuta nel tempo a macerare,
a contatto con gli escrementi, ricorrendo magari a polveri tipo quelle
impiegate per i neonati o a spray a base di argento.
Terapia.
La prima cosa da NON FARE è di spremere il pus del foruncolo, per
infettare il sottocutaneo. Infatti schiacciando tra le unghie delle mani
i foruncoli, per quanto il pus fuoriesca verso l’esterno, gran parte
di esso, batteri compresi, penetra nel sottocutaneo, contribuendo ad
aggravare il quadro infettivo. Invece occorre che il foruncolo maturi e
si svuoti da sé, al massimo con impacchi tiepidi di soluzione
fisiologica e disinfettante,
senza spremere. Altrimenti si può ricorrere al drenaggio di pus e di
ascessi sottocutanei mediante incisione con bisturi ed applicando sapone
contenente clorexidina o alcool isopropilico. Nei pazienti con foruncoli
multipli vanno trattati con antibiotici sistemici, in genere la
teicoplanina (in ospedale) o la ciprofloxacina o l’amoxocillina,
controllando con attenzione le glicemie del soggetto. Sempre indicato un
tampone da ferita, e sulla base di questo va, quindi, attuata la terapia
del caso.
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