Il diabetico va incontro a malattie della pelle

Foruncolosi.

appunti del dott. Claudio Italiano

Il diabetico va incontro alle seguenti malattie della pelle:

Per mia esperienza ospedaliera, molti pazienti affetti da diabete presentano infezioni della cute, per esempio micosi specie nelle regioni sottomammarie, alle pieghe inguinali ed interglutee o delle tinee, oppure delle vaginiti da candida e balano postiti. Inoltre è facile imbattersi in infezioni della cute dette “foruncolosi”, la cui lesione elementare è appunto il foruncolo, cioè, l’infezione batterica dell’apparato pilosebaceo, ossia per immunodeficienza acquisita, dunque calo delle difese dell’organismo, i batteri penetrano all’interno del follicolo pilifero e lo infettano, con il rischio che l’infezione si diffonda al tessuto sottocutaneo.

A volte interessano follicoli vicini e tendono a fondersi fra di loro, apparendo come un grosso foruncolo con tanti piccoli crateri da cui fuoriesce il pus.

http://www.benessere.com/salute/images/73_pelle.gifIn quest’ultimo possono essere presenti anche segni di compromissione generale, come febbricola e spossatezza.  Infatti il diabetico presenta alterazioni del metabolismo dei glucidi ed anche le cellule immunocompetenti, cioè i globuli bianchi, in particolare i granulociti neutrofili deputati alla difesa antibatterica, ne risentono diventando anergici. I foruncoli possono colpire le regioni del collo e della nuca, specialmente perché i diabetici quando si rivolgono al proprio barbiere questi non utilizza dei rasoi shave-one e, quindi, scarificando la cute è come se inoculasse i germi nella regione della nuca o al mento, quanto procede con la rasatura della barba! Quindi è buona norma richiedere di essere rasi con un rasoio usa e getta!  La cute di colore interessata dal processo infiammatorio si arrossa, ma successivamente si forma il pus all’interno del follicolo ostruito, che deriva dal disfacimento dei corpi cellulari e degli stessi granulociti, presentandosi come un materiale cremoso e giallastro, per il suo contenuto in DNA. Il pus, dunque, è formato dai leucociti morti, dal liquido che fuoriesce ed essuda nell’edema infiammatorio. Possono essere interessati dal processo infiammatorio anche i linfonodi loco-regionali, ma talora, addirittura, è possibile l’instaurarsi di una sepsi, cioè l’infezione batterica si diffonde in tutto l’organismo, potendosi avere una batteriemia, cioè i batteri nel sangue, con febbre elevata.

 

Specie batteriche implicate.

Foruncolosi in paziente diabetico e cardiopatico, ulcere trofiche flebostatiche infette,  da un mio caso clinicoStreptococcus pyogenes (streptococco gruppo A) che da solo può provocare una grave cellulite necrotizzante o una fascite, queste infezioni sono, in genere, determinate da batteri aerobi e anaerobi, molto comunemente streptococchi aerobi gruppo non-A, bacilli aerobi gram -, cocchi anaerobi gram + e la specie Bacteroides. Talora il processo si approfondì nel tessuto sottocutaneo, potendosi avere edema e necrosi dei tessuti, compresa la fascia adiacente (cellulite sottocutanea e fascite), con marcata infiltrazione leucoitaria e microascessi ed occlusione delle arteriole e delle venule sottocunee, con ulteriore aggravamento dell’infiammazione e della necrosi dei tessuti. L’infezione da Bacteriodes può favorire il metabolismo dell’E. Coli, con produzione sottocutanea di azoto e gas sottocutaneo. I pazienti con diabete mellito sembrano predisposti a questo tipo di infezioni, poiché il diabetico ha già altri problemi suoi, fra cui la microangiopatia ed una insufficiente funzione antibatterica da parte dei leucociti. Queste infezioni, oltre che dallo S. piogenes,  sono, in genere, determinate da batteri aerobi e anaerobi, molto comunemente streptococchi aerobi gruppo non-A, bacilli aerobi gram -, cocchi anaerobi gram + e la specie Bacteroides

Prevenzione

La prevenzione della foruncolosi si attua con semplici manovre igieniche, tenendo la pelle del soggetto diabetico ben lavata ed evitando che maceri. Per esempio basti pensare alle pieghe cutanee, alle regioni sottomammarie dove si ricorre ad una pulizia intensa con detergenti disinfettanti come quelli che si usano per lavare indumenti dei bambini e/o a saponi che rispettino il pH della pelle. Se il soggetto porta i pannoloni, occorre cambiarli spesso, evitando che si inzuppino di urine e che la pelle venga mantenuta nel tempo a macerare, a contatto con gli escrementi, ricorrendo magari a polveri tipo quelle impiegate per i neonati o a spray a base di argento.

Terapia.

La prima cosa da NON FARE è di spremere il pus del foruncolo, per infettare il sottocutaneo. Infatti schiacciando tra le unghie delle mani i foruncoli, per quanto il pus fuoriesca verso l’esterno, gran parte di esso, batteri compresi, penetra nel sottocutaneo, contribuendo ad aggravare il quadro infettivo. Invece occorre che il foruncolo maturi e si svuoti da sé, al massimo con impacchi tiepidi di soluzione fisiologica  e disinfettante, senza spremere. Altrimenti si può ricorrere al drenaggio di pus e di ascessi sottocutanei mediante incisione con bisturi ed applicando sapone contenente clorexidina o alcool isopropilico. Nei pazienti con foruncoli multipli vanno trattati con antibiotici sistemici, in genere la teicoplanina (in ospedale) o la ciprofloxacina o l’amoxocillina, controllando con attenzione le glicemie del soggetto. Sempre indicato un tampone da ferita, e sulla base di questo va, quindi, attuata la terapia del caso.

 

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