--> SCREENING E DIAGNOSI DI DIABETE GESTAZIONALE

 

SCREENING E DIAGNOSI DI DIABETE GESTAZIONALE.

appunti personali del dott. Claudio Italiano, diabetologo

Ricordatevi sempre che se una donna sa di avere glicemie elevate deve essere necessariamente seguita dal suo medico ostetrico e dal diabetologo. NON automedicatevi leggendo questa pagina internet, che ha il solo scopo di mettervi in guardia. 

Ma perché ed a quali donne è necessario fare il test per il diabete gestazionale?

La domanda sorge spontanea, come direbbe quel noto presentatore televisivo, il dott. Lubrano! Qui il concetto è che occorre comprendere eventuali fattori di rischio che presenta la donna in gestazione. Allora vediamo questi profili di rischio, cioè quando si stabilisce che una donna in gravidanza è a rischio di diabete? La donna deve presentare queste caratteristiche che appresso riportiamo e che appunto la qualificano come soggetto a rischio per sviluppare un diabete in corso di gravidanza.

Profili di rischio

Basso rischio. Significa che in queste condizioni non è necessario lo screening.

  • Donna giovane, con meno di 25 anni

  • Il peso pre-gravidico era normale

  • Non ci sono parenti diabetici in famiglia, padre e madre e fratelli

  • Non c’è storia di alterazioni della glicemia

  • L’anamnesi ostetrica è priva di esiti sfavorevoli

  • La donna non appartiene a gruppi etnici con prevalenza di diabete

Medio rischio.

  • Donne con caratteristiche intermedie tra il basso rischio e l’alto rischio: il test di tolleranza al glucosio è indicato tra la 24° e 28 ° settimana.

Alto rischio. Lo screening deve essere eseguito il più precocemente possibile e ripetuto tra la 24° e 28° settimana di gestazione se il primo test è risultato normale.

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La donna deve necessariamente fare il test se:

  • Ha una familiarità positiva per diabete poiché ha parenti di primo grado diabetici (padre, madre e fratello o figlio)

  • Pregresso riscontro di alterata tolleranza glicidica (cfr diabete)

  • Macrosomia fetale (cioè il bambino nasce di peso eccessivo, 4-5-6 Kg!)

  • Obesità della donna con BMI > 30 kg/m2

  • Glicosuria marcata in corso di gravidanza, cioè nelle urine della donna c’è glucosio.

Allora il test viene condotto come già spiegato nella pagina sul diabete gestazionale.

Qui in breve diciamo che deve essere preferibilmente condotto un test da minicarico, cioè a digiuno, di mattino, si inizia a somministrare alla gravida, sempre su stretto controllo del proprio medico ostetrico e del diabetologo, 50 g di glucosio sotto forma di bevanda sciroppata. La donna deve restare seduta, non deve fumare e nei giorni che precedono l’esame la dieta deve essere stata ricca di carboidrati, con almeno 150 grammi/die. Se c’è febbre, se c’è influenza il test si intende sospeso. Da dire, ancora, che circa il test con minicarico ci sono ancora in corso molti dibattimenti, e che l’OMS nel 1985 parlava di 85 g di glucosio per il test, mentre il NDDG accettano solo il test diagnostico a 100 grammi.

Criteri di giudizio.

Se il test del minicarico con 50 g ha dato un valore di glicemia:

  • Dopo un’ora la glicemia è stata < 140 mg/dl = TEST NEGATIVO

  • Dopo un’ora la glicemia è stata > 140 mg/dl = TEST POSITIVO

  • Test assolutamente POSITIVO O POSITIVISSIMO = glicemia ad un’ora > 198 mg/dl.

  • Un test di screning positivo va sempre ripetuto con un TEST DIAGNOSTICO DA CARICO con 100 grammi si sciroppo di glucosio.

Ma ora che ho fatto il test, che me ne faccio? O meglio, quali rischi corre la gravida e come la tratto?

E qua i problemi sono molteplici. Intanto il test è fondamentale perché mi consente di evitare problemi seri alla gravida ed al bambino. La madre con diabete in gravidanza potrà avere, se non screenata, problemi di ipertensione arteriosa e di gestosi, con ricorso, nel migliore delle ipotesi al parto cesareo ed il feto avrà un’elevata incidenza di macrosomia, iperalbilirubinemia, ipocalcemia, policitemia, ipoglicemia. La diagnosi di diabete in gravidanza è fondamentale per la madre e costituisce per altro un test importante per avviare la madre, dopo la nascita del bambino, ad altre indagini e cure per prevenire il diabete mellito di tipo 2.

Premettiamo che la donna in gravidanza dal diabetologo non dovrebbe andarci, nel senso che una efficace prevenzione primaria dovrebbe allontanare da lei la spada di Damocle del diabete in gravidanza. I consigli che danno in genere alle gravide è quello di condurre attività fisica regolare, almeno 20-30 minuti al giorno o 150 la settimana, per ridurre il rischio di sviluppare un diabete tipo 2 nei soggetti con IGT. I soggetti con IGT, cioè con impaired Glucose Tolerance, quelli cioè con glicemie dopo carico orale di glucosio tra 140 e meno di 200 mg/dl a due ore, devono ridutte il peso corporeo attraverso una dieta ipocalorica, riducendo del 30% l’apporto energetico e portando i grassi saturi a meno del 10%. Devono ancora aumentare l’apporto di fibre negli alimenti .

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Se la donna è già diabetica, cosa fare?

Se invece la donna è già diabetica e vuole avere un figlio, allora è opportuno:

  • effettuare prima del concepimento tutte le indagini del caso, cioè la visita oculistica per il controllo del fundus, allo scopo di trattare subito le eventuali retinopatie, nefropatia neuropatia e malattia cardiovascolare.

  • Controllare con attenzione la sua emoglobina glicosilata, cioè HbA1c, che è un marcatore sensibile dello scompenso glicemico degli ultimi 3 mesi e deve essere più vicino possibile alla norma con scostamento massimo dell’1%

  • Deve essere instaurata la terapia insulinica se la sola dieta e le norme dietetiche hanno fallito

  • MAI assumere ipoglicemizzanti orali in gravidanza!! Possono avere effetti teratogeni, cioè dare danni al bambino

  • Utilizzare le insuline analogo ad azione rapida: aspart e lispro; non vi sono invece studi sufficienti per l’analogo glulisina. NON sono indicati gli analoghi ad azione ritardata.

  • La pressione arteriosa non si può curare con ACE-inibitori o sartani, né si possono impiegare le statine per curare le ipercolesterolemie. Questi farmaci vanno tutti sospesi dal concepimento in poi.

  • Le glicemie da raggiungere sono:

    • < 95 mg/dl a digiuno,

    • < 140 ad un’ora dal pasto e

    • <120 dopo due ore dal pasto.

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  • In gravidanza si possono impiegare schemi insulinici a 2 o una iniezione, ma è necessario un trattamento intensivo ed un’ottimizzazione delle glicemie.

  • Le donne con diabete tipo 1 devono essere trattate con plurisomministrazioni di insulina o con l’utilizzo di microinfusori. E’ preferibile l’utilizzo di insulina isofano per garantire l’insulinizzazione notturna basale. L’impiego di glargine o di detemir per le quali non c’è letteratura scientifica circ ail rischio di impiego vanno utilizzate sono con adeguata informazione della gravida circa i rischi di teratogenicità del feto.

  • Le donne diabetiche devono esere 4-8 misurazioni/die con misurazioni prima dei pasti e due ore dopo il pasto

  • Evitare assolutamente la chetosi gravidica, quindi va controllata la chetonuria.

  • La dieta in gravidanza deve essere attenta e personalizzata (cfr diabete e gravidanza)

  • Durante il parto il controllo delle glicemie deve essere ancora più attento, cercando di evitare anche le possibili crisi di ipoglicemia

Fabbisogno energetico in gravidanza.

BMI pregravidico

Kcal/die da somministrare

<18.5

40

18,5 –25

30

>25

24

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