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"GLASGOW COMA SCORE"
Appunti e riflessioni del dott. Claudio Italiano
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Per ognuno degli aspetti clinici si possono avere diversi tipi di risposte ad ognuna delle quali è stato attribuito un punteggio:
Questa scala è stata creata per monitorare il paziente ed intervenire, comunque, al più presto. Chi vi scrive, per esempio, ha avuto modo di monitorare un paziente anziano, che era caduto qualche mese prima, riportando trauma encefalico; ebbe questo signore cominciò ad avere dapprima sonnolenza, poi sonno, quindi un emilato destro ed infine su mia insistenza, su portato ad eseguire una TAC encefalo che documentò un ematoma subdurale cronico.
E' ovvio che nella valutazione della miglior risposta motoria, perciò, non bisogna stare tranquilli, e non tener conto delle risposte peggiori, ma che il paziente va continuamente studiato e monitorato anche strumentalmente parlando: è utile, anche, tenere in debito conto anche le altre risposte quali quelle pupillari, i riflessi oculari e dei nervi cranici. In altre parole bisogna evitare di attendere che il paziente decerebri o decortichi con ambedue i lati, per prendere delle decisioni chirurgiche: una decerebrazione da un lato o un'emiplegia sono segni di impegno focale e come tale vanno tenuti in debita considerazione per lo sviluppo della strategia di trattamento medico o chirurgico.
Ad ognuna delle migliori risposte motorie, verbali e degli occhi è stato dato un punteggio variabile da un livello maggiore ad un livello minore in rapporto alla maggiore o minore responsività e la somma ottenibile varia da 15 (il massimo del punteggio) a 3 (il minimo del punteggio). Il punteggio (score) del coma si correla strettamente alla prognosi e nell'intervallo tra 3 e 15 non vi è un punto che discrimina nettamente tra i pazienti in coma e quelli non in coma; in ogni caso i pazienti che totalizzano 9 punti o più sono sicuramente non in coma, i pazienti con 8 punti possono essere o non essere in coma, quelli che totalizzano 7 punti o meno sono sicuramente in coma. |
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