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Helicobacter Pylori (H.P.)
appunti
personali del dott.
Claudio Italiano
| Link correlati al tema:
La gastrite acuta e l'Helicobacter
pylori
L'ulcera duodenale, Helicobacter
pylori, Zollinger Ellison e duodenite erosiva
Le ulcere recidivanti nella sindrome
di Zollinger-Ellison
Speciale su Helicobacter Pylori:
gastriti, MALT linfomi e cancro, eradicazione
Le gastriti croniche
Emorragie gastrointestinali
Le angiodisplasie gastriche
oppure cfr
indice di gastroenterologia |
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A
tutti voi è capitato di sentire parlare di questo batterio che ci ha
sconvolto la vita. Mi ricordo che quando ero studente di medicina, nel 1981,
si parlava tanto di "acido e di ulcera", anzi uno scienziato
diceva: "No acid, no ulcer", cioè senza acido, niente ulcera!
Poi venne lui, mister Helicobacter Pylori e la vita dei medici cambiò.
Sembrò così strano che l'ulcera si potesse curare con antibiotici e che,
addirittura, un antibiotico poteva prevenire il cancro
dello stomaco, eradicando questo batterio che veniva considerato
responsabile del cancro stesso. Vediamo oggi che cosa si sa di H.P. e
perchè è opportuno bonificare lo stomaco dalla sua presenza se siamo
continuamente interessati da recidive di ulcera e gastriti. |
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Helicobacter
Pylori, questo sconosciuto.
La presenza dell’Helicobacter Pylori nella popolazione dei paesi
industrializzati, è caratterizzata da un incremento proporzionato alla
fascia d'età, nel senso che le persone anziane ne sono maggiormente affette, fino al 50-60%, probabilmente per precarie
condizioni igieniche vissute nell’infanzia, e quindi hanno avuto maggiore probabilità di
aver contratto l’infezione da bambini. Nei bambini di oggi, invece, il tasso di infezione è
tra il 5-15%, a seconda dell’estrazione sociale, ricchi e poveri! Ancora diciamo che il 40%
degli adulti ne è infetto, ma poi nell’età molto avanzata degli over 65, il tasso scende
perché gli anziani sviluppano in genere una
gastrite atrofica (forse per H.pylori), condizione questa che
sfavorisce la crescita del batterio.
Identikit
del Batterio
L'H
pylori é un batterio Gram-negativo, appartenente insieme ad oltre venti
altre specie al genere Helicobacter. Costituito da 3 spire, curvo e con 2-6
flagelli per i movimento. I suoi filamenti flagellari sono ricoperti da
memebrana.
Un
importante fattore che permette la colonizzazione é la motilità dell'H.
pylori, possibile sia grazie alla presenza di flagelli polari che alla
sua forma a spirale. Il batterio è riconosciuto tramite la reazione
positiva all'’ureasi, la presenza di catalasi ed ossidasi. Alla
sopravvivenza delle colonie infettanti concorrono inoltre enzimi (cioé
molecole che accellerano reazioni chimiche) come la catalasi e la
superossido dismutasi che le proteggono dall'effetto battericida (in grado
cioé di uccidere i batteri) delle cellule dell'infiammazione.
Fattori
di virulenza dell' H.Pylori
Si
definiscono così quei tratti peculiari di un germe patogeno. Esse sono : ureasi,
il 6% delle proteine dell’H.pylori è costituita dalle ureasi, un enzima
che catalizza la scissione di urea in ammoniaca e diossido, così il
batterio si circonda di una nubeola di ammoniaca che neutralizza l’acido.
La motilità è assicurata dai flagelli, e la motilità è fattore
importante per la virulenza. L’adesione è essenziale per consentire la
virulenza ed il contatto con le cellule della mucosa. Le citotossine alcune
dette citotossine vacuolizzanti, responsabili delle lesioni della mucosa e
sembra che una o più tossine siano responsabili della virulentazione.
Proteina da stress o da shock termico, responsabile di una reazione crociata
con le proteine da shock termico. Altri fattori sono gli enzimi
extracellulari che consentono la colonizzazione (proteasi e fosfolipasi)
ed altri prodotti del metabolismo batterico quali i lipopolisaccaridi
, i prodotti di degradazione dell’ureasi e altre sostanze
pro-infiammatorie possono essere coinvolte nel processo di induzione e
mantenimento dell’infiammazione. L’H.Pylori stimola i macrofagi a
produrre TNF alfa, IL1- IL6 IFN-gamma.
Le
tappe dell’infezione sono rappresentate da:
-
Assunzione
orale,
-
Chemiotassi
nello stomaco
-
Adesione
al muco
-
Attraversamento
della barriera mucosa
-
Adesione
alla mucosa (l'adesività del microrganismo é un processo necessario
per la colonizzazione gastrica e ad essa concorrono delle proteine della
parete chiamate adesine.)
-
Danno
cellulare e resistenza all’ambiente acido (l'attività ureasica é
implicata nella colonizzazione,cioé l'innidamento e nella patogenicità,
cioé la capacità di indurre eventi patologici) del batterio, in quanto
sembrerebbe determinare un'azione lesiva, diretta, sui tessuti )
-
Reazione
immunitaria e gastrite attiva con :
-
Attivazione
di linfociti B
-
Attivazione
delle cellule T
-
Attivazione
dei macrofagi e neutrofili ("oxidative burst", liberazione di
citochine
-
Attività
chemiotattica per i macrofagi ed i neutrofili
L'ambiente
in cui il batterio trova le condizioni favorevoli per la crescita richiede
un'atmosfera poco ossigenata, e perciò è definito microaerofilo ed inoltre
ama l’acidità. In condizioni ambientali sfavorevoli, come per esempio in
corso di incremento della pressione parziale di ossigeno, della temperatura
o in caso di trattamento con farmaci inibitori della pompa protonica o
antibiotici, il microrganismo trasforma il proprio aspetto da bacillare
(tipo bastoncello) a coccoide (tipo globoso, simile ad una bacca), evento di
significato controverso.
Che
cosa determina un’infezione da Helicobacter Pylori?
Essa
è responsabile dell’instaurarsi di svariate patologie che sono
rappresentate da:
L'H. pylori è l'agente eziologico della gastrite cronica "aspecifica",
tanto che la sua eradicazione (cfr gastrite
acuta) riduce e fa scomparire i segni dell'infiammazione della
mucosa, cioè si valuta la sua presenza, e l’infiltrazione delle
cellule infiammatorie, sul tipo di queste e su altri aspetti come la
condizione dell'epitelio di superficie e delle foveole gastriche,
l'evidenza di metaplasia intestinale o l'ipertrofia delle cellule
endocrine. Inoltre se si localizza nell’antro gastrico si avrà
ipersecrezione acida e, dunque, possibilità che si sviluppi un’ulcera
gastrica, viceversa la sua localizzazione nel corpo e fondo gastrici,
determina riduzione dell’acidità e possibilità che si sviluppino
alterazioni della mucosa gastrica ed aree di metaplasia. Addirittura nei
casi più eclatanti, si determina una pangastrite e, dunque, una
possibile evoluzione verso il cancro gastrico.
-
Ulcera
peptica (duodenale e gastrica)
L’infezione da Helicobacter Pylori si
associa a malattia ulcerosa peptica, come vuole una letteratura
scientifica assai nutrita, specie l’associazione è prevista per l’ulcera
duodenale, nella quale l'infezione si rileva in percentuali variabili
tra 85 e 100%. L’impiego di terapia eradicante ha ridotto notevolmente
le recidive di ulcera, tanto che oggi si vedono solo pazienti che hanno
sanguinato per impiego di FANS.
Per l’instaurarsi dell’ulcera duodenale sembra che il batterio abbia
una azione lesiva diretta della mucosa, per danneggiamento diretto ad
opera del batterio e riduzione della produzione di fattori di difesa,
compresi i bicarbonati che hanno un ruolo protettivo mucosale. Le
cellule duodenali si trasformano in gastriche (fenomeno della metaplasia)
con colonizzazione delle stesse ed ulcerazione. A questi sintomi, legati
alla malattia peptica, si associano i segni di cattiva digestione: dispepsia
funzionale, cioè dolore
epigastrico che dura da ameno tre mesi.
-
cancro
gastrico
H.
.pylori è stato classificato
come "carcinogeno di gruppo I° per l’insorgenza di cancro
dello stomaco. E’ noto da tempo, infatti, che la rigenerazione della
mucosa gastrica che consegue alla sua distruzione docuta all’azione
dell’H. pylori, determina una sostituzione focale di questa mucosa con
un epitelio metaplastico e che questa metaplasia intestinale è di 3
tipi:
-
metaplasia
intestinale incompleta, con sostituzione di singole cellule foceolari da
parte di cellule caliciformi
-
metaplasia
intestinale completa, con sostituzione dell’epitelio gastrico
superficiale da parte di enterociti e cellule caliciformi e formazione
di villi e cripte proprie dell’intestino
-
metaplasia
enterocolica con sostituzione dell’epitelio foveolare da parte di
cellule caliciformi del tipo che riveste la mucosa dell’intestino
crasso e conseguente secrezione di muco.
-
Tali
lesioni compaiono dopo le erosioni e le ulcerazioni e sono frequenti
nell’antro gastrico. La zona di rigenerazione della mucosa si trova
alla base delle foveole gastriche, dove si localizza H.Pylori, che è
responsabile di uno stato infiammatorio cronico della mucosa definito di
"gastrite attiva da H.Pylori". Quindi la gastrite da H.P. è
considerata una tappa intermedia nella genesi del carcinoma gastrico.
Inoltre si sa che il cancro gastrico è più frequente nei paesi dove l’infezione
da H.P. è più diffusa, e si sa inoltre che l’infiammazione della
mucosa è associata alla liberazione di citochine, di radicali liberi da
parte dei granulociti e con riduzione della formazione di acido
ascorbico, che è un fattore protettivo, e queste sostanze generano e
perpetuano lo stato infiammatorio cronico e la gastrite attiva e
finiscono per determinare le lesioni precancerose di cui si è detto.
L'ipotesi che ne scaturisce é che la riduzione dell'acido ascorbico,
insieme con lo stato di ipoacidità dipendente dall'atrofia gastrica,
sarebbe associata all'aumentata produzione di nitrosamine, composti ad
azione carcinogena (in grado cioé di produrre il cancro).
La
maggioranza dei carcinomi sono di tipo "intestinale" e sono
preceduti da un lungo stadio di precancerosi che comprende delle fasi di
progressione, con un modello che parte dalla gastrite cronica atrofica e
attraversa la metaplasia intestinale e la displasia . Per queste
ragioni, l'esame endoscopico deve essere associato ad una presa bioptica
con conseguente test all'ureasi del frustolo bioptizzato, per escludere
o meno la presenza dell'H.P. ed attuare la terapia adeguata al caso.
-
Il
linfoma gastrico MALT I
follicoli linfatici sono solo ocasionalmente rappresentati nella mucosa
gastrica normale, mentre la presenza di H.Pylori e di infiammazione
determinano unarisposta immunologica sistemica e la produzione di
anticorpi specificicontro H.P. e rendono lo stomaco un sistema MALT
(Mucosa Associated Lymphoid Tissue), di cui lo stomaco é normalmente
privo. Ne deriva che il numero dei follicoli linfatici aumenta con l’aumentare
del grado di gastrite. Addirittura si possono generare dei veri e propri
linfomi gastrici. Il linfoma gastrico primitivo, associato al MALT (MALT-oma),
è il più frequente tra quelli che insorgono al di fuori dei linfonodi
(extranodali), e, da oltre un decennio è stato associato all'infezione
da H. pylori. Si tratta di un linfoma non-Hodgkin a cellule B, a
basso e alto grado di malignità. Caratteristica dei linfomi-MALT
extranodali, a basso grado di malignità, è quella di avere un decorso
clinico non severo, con scarsa tendenza all'evoluzione in malattia
disseminata e una buona risposta alla terapia non-chirurgica. E' stata
documentata, da diversi studi, sia un'elevata associazione tra
l'infezione e la patologia, sia la possibilità di regressione delle
forme linfomatose, a basso grado di malignità, dopo eradicazione dell'H.pylori
.Non vi sono attualmente indicazioni all'attuazione dello stesso
protocollo nei linfomi gastrici MALT ad alto grado di malignità.
Terapia
.
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Il
grande progresso nella cura dell'infezione da H.pylori è
avvenuto con l'introduzione della "triplice terapia", come
si definisce quella che comprende l'associazione di due antibiotici ad
un farmaco della classe dei PPI, con percentuali di eradicazione
comprese tra il 70 e il 95% in relazione alle dosi, ai tempi di
somministrazione e alle caratteristiche (soprattutto di resistenza)
delle popolazioni studiate. Nel 1997, nel corso della Consensus
Conference di Maastricht, scaturì la formulazione dello schema
indicato dal Gruppo di Studio Europeo dell'Helicobacter pylori
(che raggruppa i maggiori esperti d'Europa e non) nel quale si
raccomandò l'associazione per 7 giorni di una dose standard di PPI,
somministrato due volte al giorno (b.i.d.) e una tra le seguenti
combinazioni :
Linee-guida
europee di Maastricht per eradicare l'infezione da Helicobacter
pylori
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SCHEMA |
PPI
+
AMOXICILLINA +
METRONIDAZOLO
|
PPI
+
CLARITROMICINA +
METRO/TINIDAZOLO |
PPI
+
CLARITROMICINA +
AMOXICILLINA |
|
DOSE |
standard
b.i.d. + |
standard
b.i.d. + |
standard
b.i.d. + |
|
|
500
mg t.i.d. + |
250
mg b.i.d. + |
500
mg b.i.d. + |
|
|
400
mg t.i.d. |
400
/500 mg b.i.d. |
1000
mg b.i.d. |
|
DURATA |
1
settimana |
1
settimana |
1
settimana |
|
PPI:
inibitore della pompa protonicab.i.d. = 2 volte/die t.i.d. =3
volte/die
-
amoxicillina
500 mg, tre volte al giorno, più metronidazolo 400 mg, tre volte
al giorno (preferibile quando è probabile la resistenza alla
claritromicina).
-
amoxicillina
1000 mg, b.i.d., più claritromicina, 500 mg, b.i.d. (preferibile
quando è probabile la resistenza al metronidazolo)
-
metronidazolo
400 mg, b.i.d., o tinidazolo 500 mg, b.i.d., più claritromicina
250 mg, b.i.d. Nel 2000, lo stesso Gruppo di Studio ha riformulato
le precedenti Linee-Guida, con nuove raccomandazioni (Maastricht
2-2000 Consensus Report).
E'
attualmente indicata l'associazione, per un periodo di 7 giorni, di
uno degli schemi sotto riportati (Tabella III).
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SCHEMA |
PPI
+
CLARITROMICINA +
AMOXICILLINA (o METRONIDAZOLO) |
PPI
+
BISMUTO SUBCITRATO +
METRONIDAZOLO +
TETRACICLINA |
|
DOSE |
standard
b.i.d. + |
standard
b.i.d. + |
|
|
500
mg b.i.d.+ |
120
mg q.i.d. + |
|
|
1000
mg b.i.d. (o 500 mg b.i.d.) |
500
mg t.i.d.+ |
|
|
|
500
mg q.i.d. |
|
DURATA |
1
settimana |
1
settimana |
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PPI:
inibitore della pompa protonicab.i.d. = 2 volte/die t.i.d. =3
volte/die q.i.d.= 4 volte al giorno
-
Prima
linea
dose standard di PPI, b.i.d., più claritromicina 500 mg, b.i.d.,
più amoxicillina 1000 mg, b.i.d., o metronidazolo 500 mg, b.i.d.
(é preferibile l'associazione tra claritromicina e amoxicillina
al posto di quella tra claritromicina e metronidazolo, perché
quest'ultimo può favorire migliori risultati in seconda linea nel
caso di primo fallimento).
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Seconda
linea
dose standard di PPI, b.i.d., più bismuto subcitrato 120 mg,
quattro volte al giorno più metronidazolo 500 mg, tre volte al
giorno più tetraciclina 500 mg, quattro volte al giorno.
Eventuali ulteriori trattamenti devono essere valutati caso per
caso.
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