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Diabete mellito oggi: 2008, quale cura?
da
appunti personali dell'ultimo congresso siciliano di diabetologia di
Ragusa, a cura del
dott. Claudio Italiano,
diabetologo ospedaliero.
La
terapia del diabete oggi è diventata particolarmente difficile da
gestire poichè prevede una serie di variabili; vediamo appresso come
direzionare il trattamento alla luce delle attuali linee guida.
Cosa diceva prima l’ADA-EASD
Consensus Statement 2006?
Proponeva degli "step", cioè dei gradini a salire per il trattamento
che prevedevano:
STEP 1
-
Se il paziente
era diabetico, vedi a tal proposito come si definisce il
paziente diabetico nella nostra pagina sul
diabete, occorreva effettuare un trattamento che
inizialmente prevedeva una modifica dello stile di vita (sport,
dieta e vita sana) e quindi l’impiego della metformina
allo scopo di portare l’HBA1C a valori inferiori a 7%; la HBA1C
è la quota di emoglobina che si glicosila nel circolo sanguigno
di un paziente diabetico, più è alta e peggio è! Di norma
deve essere intorno al 5%.
-
Se l'obiettivo
era stato ottenuto bene, altrimenti si doveva passare allo step
successivo.
STEP 2
-
Il paziente
doveva aggiungere una insulina basale, scelta questa ideale; ma
il paziente accettava sempre di somministrasi insulina? Per
esperienza, diciamo di no!
-
Allora occorreva
aggiungere una sulfonilurea, e questa era la scelta meno
costosa, ma esponeva il paziente al rischio di vedere consumare
le sue riserve funzionali pancreatiche, cioè era troppo
“spremuta” la beta cellula che presto si sarebbe esautita.
-
In via
alternativa, ove possibile stante le condizioni cliniche, si
aggiungeva piuttosto un glitazone, col vantaggio di non
avere crisi ipoglicemiche ed anche questa scelta è attualmente
abbastanza seguita.
-
A questo punto il
paziente avrebbe potuto raggiungere l’obiettivo della sua
emoglobina glicata inferiore al 7% o migliore! Se ciò non
fosse accaduto si sarebbe potuto passare allo step 3, cioè si
doveva intensificare la terapia.
STEP
3
-
Se la scelta
iniziale era stata l’insulinoterapia, cosa questa che il
redattore di questo sitoweb preferisce sempre, allora si
doveva intensificare l’insulinoterapia;
-
Oppure aggiungere
anche un glitazone alla sulfanilurea;
-
Oppure scegliere
una insulina basale da aggiungere alla sulfanilurea
che ha funzionato poco;
-
Oppure si il
paziente faceva già un glitazone, si poteva associare
anche la sulfanilurea.
-
Se anche in
questo caso non si raggiungeva comunque l’obiettivo sperato, non
restava che :
a)
aggiungere o intensificare
la terapia insulinica, col rischio però di “insulinizzare troppo il
paziente”, per esempio il classico paziente obeso con elevato
rischio metabolico ed elevata insulinoresistenza!
b)
Aggiungere una metformina
e + glitazone e potenziare il dosaggio dell’insulina.
Ma
oggi, ottobre 2008, nuovi criteri si sono aggiunti alla già
difficile scelta terapeutica del diabete.
STEP 1:sempre stile di vita + metformina, come è accettato dai
molti;
STEP2: stile di vita + metformina + insulina basale I
I < terapia ben validata
Stile di vita + metformina + sulfonilurea I
Esiste tuttavia un secondo livello di condotta terapeutica, non
ancora validata che prevede allo step 2:
STEP2: stile di vita + metformina +pioglitazone
Stile di vita + metformina + GLP -1 agonist
STEP3 : stile di vita + metformina + intensiva insulinizzazione
Oppure, stile di vita + metformina + pioglitazone+
sulfonilurea
Oppure, stile di vita + metformina + insulina basale
Quali farmaci sono
attualmente disponibili?
a)
sulfoniluree e
meglitinidi, che stimolano il rilascio di insulina dal pancreas
in breve tempo, con breve emivita ma "esauriscono" presto la beta
-cellula.
b)
PPARy agonisti
(tiazolidinedioni o glitazoni) Biguanidi, Insulina,
inibiscono la produzione epatica di glucosio; inoltre PPARy
agonisti (tiazolidinedioni o glitazoni), Biguanidi ed Insulina,
agiscono anche stimolando l’uptake di glucosio;
c)
Inibitori dell’alfa
glucosidasi, agiscono sull’intestino ritardando l’assorbimento
di glucosio.
.
Obiettivi del medico
diabetologo pratico.
·
Intervenire il più
precocemente possibile sui soggetti a rischio per prevenire o
ritardare lo sviluppo della malattia
·
Trattare precocemente ed
in maniera intensiva i pazienti che hanno sviluppato la malattia
·
Mantenere la glicemia
HBA1C, lipidi e pressione quanto più vicino possibile agli obiettivi
definiti dalle linee guida per prevenire lo sviluppo delle
complicanze croniche.
·
LA RIDUZIONE DELL’INSULINO-RESISTENZA E LA PRESERVAZIONE DELLA
BETA-CELLULA RAPPRESENTANO 2 OBIETTIVI PRIMARI PER QUALUNQUE
INTERVENTO SUL DIABETE TIPO 2.
Ma è possibile sempre e
comunque impiegare tutti i farmaci antidiabetici? Quali criteri?
La
metformina, per esempio, è controindicata:
-
Nell’insufficienza renale cronica
-
Insufficienza
epatica grave
-
Insufficienza
respiratoria
-
Insufficienza
cardiaca congestizia
-
Etilismo
-
Acidosi
metabolica e/o chetoacidosi
-
Storia di acidosi
lattica
-
Gravidanza
-
Uso di mezzi
di contrasto
.
Azione dei glitazoni
-
Aumentano la
captazione del glucosio
-
Aumentano
l’utilizzo del glucosio
-
Riducono la
neoglucogenesi
-
Aumentano la
captazione del glucosio
-
Riducono la
lipolisi
-
Riducono la
concentrazione plasmatici di FFA
-
E quindi in
somma riducono l’insulinoresistenza.
Che
vuol dire agonista del recettore PPAR, dove si trovano questi
recettori?
-
PPAR alfa:
espressi principalmente nei tessuti dove si riscontra un attivo
catabolismo degli acidi grassi (fegato, tessuto adiposo, rene,
cuore, muscolo scheletrico) e nella parete vasale
-
PPAR y:
espressi principalmente nei tessuti bersaglio dell’insulina
(tessuto adiposo, muscolo, fegato), beta-cellule, endotelio.
Macrofagi, cuore;
-
PPAR delta:
espressi principalmente nella cute, cervello, e tessuto adiposo.
I
glitazoni hanno un’ampia gamma di effetti:
-
Abbassano la
glicemia
-
Abbassano gli
acidi grassi
-
Abbassano la
pressione
-
Abbassano il PAI
-1
-
Riducono lo
stress ossidativi
-
Riducono la
migrazione e proliferazione della VSMC
-
Riducono la
migrazione dei monoliti
-
Riducono le LDL
piccole e dense
-
Aumentano le HDL
-
Essi rispettano
la beta cellula, che non si stressa.
-
Essi, tuttavia,
hanno dimostrato nei trials il rischio di sviluppare scompenso
cardiaco che è del 3-4% contro il 2-6% dei soggetti non trattati.Pertanto
sono controindicati in caso di :
-
Insufficienza
cardiaca
-
Storia di
predente infarto o coronaropatia
-
Ipertrofia del
ventricolo sinistro
-
Patologia
valvolare
-
Età > 70 anni
-
Edema
preesistente o uso di diuretici dell’ansa
-
Sviluppo di edema
o aumento di peso in corso di terapia con TDZ
-
Uso di insulina
-
Insufficienza
renale cronica.
Un
nuovo passo avanti nella terapia del diabete tipo 2: GLP-1
La
sigla significa Glucagon-like Peptide -1, sintetizzato e secreto da
cellule enteoendocrine, localizzate nell’ileo e nel colon, aumenta
rapidamente dopo l’ingestione di cibo ma si degrada rapidamente, con
emivita di circa 2 minuti. Agisce attraverso il legame con specifici
recettori a livello delle beta-cellule, tessuto adiposo, cuore,
cervello. E’ rapidamente disattivato da un enzima il Dipeptidyl –
peptidase IV o DPP-IV). Effetti non incretinici, stimola la
proliferazione e la sopravvivenza della beta cellula
Si
tratta di una incretina.
Ma che cosa significa incretina?
-
Le incretine sono
peptici naturali di origine intestinale coinvolti in modo
diretto e indiretto nella regolazione del metabolismo del glucosio; l'assunzione di glucosio per via orale, rispetto alla via endovena stimola una maggiore risposta insulinica. Tale aumento del rilascio di insulina viene definito "effetto incretina" e viene mediato da GLP1 e GIP. Il GLP-1 regola anche la secrezione di glucagone dalle cellule alfa attraverso un meccanismo glucosio-dipendente. L'asse delle incretine risulta alterato nel diabete tipo 2.
-
GIP e GLP-1 sono
le incretine più importanti dal punto di visto fisiologico
-
La regolazione
della loro secrezione è mediata dall’ingestione di un pasto.
-
Alla famiglia
delle incretine appartengono:
-
Secretina, VIP,
Glucagone, peptici glucagono-simili,
GIP, GLP-1, GLP-2, glicentina, oxyntomodulina)
vedi anche queste altre pagine sul diabete mellito
-
Speciale Diabete,
Dieta e Metabolismi su
gastroepato
-
Il diabete
-
Il diabete gestazionale
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Il diabete: la cura!
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La terapia con insulina, quando,
come e perchè proprio io?
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Il piede diabetico
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La retinopatia diabetica
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La nefropatia diabetica
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La neuropatia diabetica, cioè i
dolori agli arti e non solo!
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L'obesità
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grassi e metabolismo
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zuccheri e metabolismo
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La pancia ed i fianchi: sindrome
metabolica
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La pancia ed i fianchi= rischio
infarto ed ictus!!
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La Piramide Alimentare
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Obesity Day 10 ottobre: la dieta
giusta!!
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La dieta per la stitichezza!
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La dieta per le sindromi diarroiche!
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Le diete per la sindrome del colon
irritabile!
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La dieta per il diabetico
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L'iperuricemia
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La dieta seria
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La pericoloso glicemia
post-prandiale
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La terapia con antidiabetici orali,
quando, come e perchè!
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La terapia del diabete orale,
quando, come e perchè!
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La terapia con ipolipidemizzanti,
quando, come e perchè!
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La terapia con i nuovi antidiabetici
orali: sitagliptin e vildagliptin,quando, come e perchè!
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Endocrinologia
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La Tiroide: parte introduttiva
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La Tiroide: patologie connesse con
iper ed ipotiroidismo
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L'ipofisi: patologie connesse con
ipo ed iperpituitarismo parte I
-
L'ipofisi: Nani e Giganti, patologie
connesse con ipo ed iperpituitarismo parte II
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La donna con peluria eccessiva!
Ipertricosi ed irsutismo! Che fare?
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L'obesità e gli squilibri ormonali
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L'obesità e la malattia mentale:
l'abbuffata
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Bambini obesi!! Attenzione!
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