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La
famiglia delle incretine
da appunti
del
dott. Claudio Italiano
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Tutto
cominciò con una lucertola, la Gila Monster, dalla cui saliva si
estrasse una molecola simile al GLP-1, e nacque l’exenatide, la
versione sintetica di tale proteina salivare. (exedin-4). Il 53%
della sequenza Aa corrisponde a quella del GLP-1 umano. Tale
farmaco, l’exenatide, come agonista del GLP-1 si lega al recettore
pancreatico umano e resiste alla in attivazione del DDP-4, con una
emivita plasmatici di T1/2 =2-4 ore.
Si tratta di nuovi farmaci per la
cura del
diabete mellito tipo 2; esse sono:
-
analogo umano del GLP-1, ad
azione long-acting, liraglutide, con azione di agonista sul
recettore pancretico;
-
analogo alla exedin-4
salivare della lucertola Gila Monster, o exenatide, con
azione di agonista sul recettore pancreatico;
-
inibitori del DDP-IV, cioè
farmaci che ostacolano la degradazione del GLP-1 naturale, es. il sitagliptin ed il
vildagliptin, saxagliptin,
linagliptin
Quale cura per il
diabete mellito di tipo 2 prima dell’avvento delle incretine?
In questo sito
la cura del diabete tipo 2 è stata ampliamente trattata ma, per
sintetizzare, ribadiamo:
-
Iniziare una terapia
farmacologia orale quando gli interventi sullo stile di vita non
sono più in grado di mantenere il controllo della glicemia ai
valori desiderati, cioè quando la emoglobina glicata,
espressione del controllo glicemico degli ultimi tre mesi, non è
adeguata, cioè HBA1c < 7%;
-
iniziare la metformina, questa
era considerata la prima scelta, tranne che in presenza di
insufficienza renale, iniziando con basse dosi da incrementare
nel tempo al fine di evitare la intolleranza gastrointestinale.
Controllare periodicamente la funzione renale ed il rischio di
insufficienza (filtrato glomerulare < 60 ml/minuto/1,73 metri
quadri di superficie corporea.
-
Aggiungere un farmaco (secretagogo/glitazone)
quando la metformina da sola non riesce a mantenere il buon
controllo della glicemia o non è tollerata o è controindicata
(per es. insufficienza renale); i secretagoghi raggiungono più
velocemente l’obiettivo ma più velocemente essi determinano un
esaurimento della funzione beta-cellulare, cioè “spremono troppo
la produzione di insulina ed esauriscono la funzione della
cellula beta del pancreas”; d’altronde i glitazoni inducono
ritenzione di liquidi e comportano un rischio di
scompenso cardiaco., ma consentono un buon compenso
glicometabolico per un peridoo maggiore rispetto ai secretagoghi;
-
se la sola monoterapia ha
fallito, allora si possono associare metformina e secretagoghi o
metformina e glitazoni per ottenere il compenso della glicata <
7%;
-
l’acarbosio può rappresentare
una ulteriore opzione terapeutica per consentire un lento
assorbimento degli zuccheri.
-
solo a questo livello, se tutto
ha fallito, introdurre la terapia insulinica, dapprima come
insulinizzazione basale e poi come terapia basal-bolus.
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La terapia
antidiabetica oggi con questi nuovi farmaci.
Questo era lo stato dell’arte prima
dell’avvento della terapia con la famiglia delle incretine. Oggi il
diabetologo è combattuto fra l’esigenza di attuare una terapia
adeguata e che sia farmacoeconomicamente possibile, stante le
risorse del paese. E’ vero, però, che le incretine trovano
collocazione terapeutica nello spazio subito dopo la metformina; o
alcuni autori dicono sarebbe il caso in associazione con
secretagoghi e metformina o glitazoni, ma con grave rischio di
potenziare le crisi ipoglicemiche, oppure, addirittura al primo
step, cioè dopo dieta ed esercizio fisico. Ma tali osservazioni, che
emergono nei nostri congressi di diabetologia, sono solo delle
ipotesi terapeutiche, poiché attualmente l’indicazione è subito dopo
la terapia con metformina, allo scopo di consentire una ripresa
funzionale della beta-cellula ed una sua proliferazione,
dilazionando la storia del diabete che è in continua caduta, nel
senso che al momento della diagnosi, già più del 50% delle insuline
beta-cellulare sono in esaurimento.

Uno dei problemi da superare, come
è stato detto brevemente, era quello di avere degli agonisti del
GLP-1 che avessero una buona durata di azione e che non fossero
degradati prontamente dal DDP-IV nel giro di una manciata di minuti.
Per ottenere tale scopo e, dunque, prolungare l’azione del GLP-1,
una soluzione era l’impiego del farmaco endovena in maniera
intermittente a 8 ng/kg/min o in continuo. Già con exenatide, un
agonista del GLP1-R in versione sintetica, ottenuto dallo studio di
una proteina salivare trovata nel Gila Monster (exedin-4) si aveva
una buona azione farmacologia, ma occorreva una somministrazione
doppia nel corso della giornata, con emivita plasmatica T1/2 = 2-4
ore.
Con liraglutide, un nuovo analogo
del GLP-1, progettato per resistere alla degradazione enzimatica, è
stato aggiunto una molecola di acido plamitico e ciò consente un
lento assorbimento della molecola dal sottocute, una resistenza al
DPP-IV notevole ed una lunga emivita con T1/2 di 13 ore.
Azioni farmacologiche ottimali
ottenute con le incretine.
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Sul metabolismo ottimo compenso
glicometabolico e dopo 30 settimane HBA1c si riduce dello 0,8 %;
-
Azione di riduzione del peso
corporeo dopo 30 settimane di almeno 2 kg con exenatide a 10
microgrammi BID;
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Riduzione della glicemia
post-prandiale
-
Effetto benefici sul
trigliceridi, colesterolo, HDL, sulla pressione arteriosa e
sulla pressione diastolica
Effetti indesiderati per exenatide
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Nausea 39%
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Ipoglicemia 15%
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Diarrea 11%
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Vomito 4%
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Cefalea 10%
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Senso di paura 9%
Inoltre si ha una produzione di
anticorpi a 30 settimane nel 38% dei soggetti trattati che impedisce
l’azione terapeutica del farmaco.
Liraglutide, studi su
questo nuovo agonista del recettore GLP-1
Si ipotizza perfino una monoterapia
con liraglutide per ottenere un adeguato controllo glicemico nel
tempo. Infatti mentre le sulfaniluree nel tempo esauriscono la
beta cellula, con questo nuovo farmaco agonista GLP-1 long-acting è
possibile ottenere una proliferazione della beta-cellula.
Allora si ritiene che la nuova
molecola potrà essere impiegata in futuro in terapia, in aggiunta a farmaci antidiabetici
già in uso, secondo gli step di cui allo schema appresso riportato.
MET= metformina, TZD= pioglitazoni, SU= sulfaniluree.
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