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appunti personali del dott. Claudio Italiano, diabetologo
. Per indice glicemico, cioè, si intende la velocità con cui un alimento causa un incremento della glicemia quando viene assunto con peso pari a 50 g di prodotto. Tale indice glicemico è espresso in termini percentuali, rapportandone la sua assimilazione alla velocità con cui il glucosio puro viene assimilato, dando 100 al valore di tale assimilazione.
L’indice glicemico è assai utile per il paziente diabetico, poiché gli consente di capire anzitempo quale sarà l’effetto di un determinato cibo sull’impennata glicemica, che, in ultima analisi, è quella più pericolosa per i danni che determina nel tempo sul sistema dei vasi (la pericolosa glicemia post-prandiale). Ma è davvero utile per il diabetico conoscerlo? Certamente, conoscere l’indice glicemico è importante per il paziente diabetico, per consentirgli un ottimale compenso glicemico con la terapia (cfr La terapia con insulina La terapia del diabete orale, quando, come e perchè! ) e la dieta praticate.
Altro concetto fondamentale che il diabetico deve conoscere è rappresentato dal contenuto in fibre della sua alimentazione in fibra; infatti la fibra forma delle soluzioni viscose nell’intestino che rallenta i tempi di svuotamento dello stesso e consente di fare “massa” fecale, cioè, per così dire, di appesantire la massa delle feci e consentirne un transito ottimale, evitando il rischio che si formino i diverticoli e determinano una buona sazietà, cosa importante specialmente nella dieta ipocalorica. .
La frutta fresca contiene da 0,7 grammi del melone a 5,9 della mela cotogna ogni 100 grammi di prodotto, mentre la frutta secca nel contiene da 5 a 15 ed i cetrioli 0,75, contro i 7,5 dei carciofi. I legumi, che sono ideali per l’alimentazione del diabetico per il loro indice glicemico basso, contengono anche fibra da 10,6 a 17 grammi per 100. I cereali hanno un contenuto fino a 22; frutta ed ortaggi apportano anche vitamine e Sali minerali e non debbono mancare nell’alimentazione dei diabetici ed in generale.
· Solubile: determina la formazione di una soluzione viscosa, che rallenta il transito intestinale ed aumenta la massa delle feci, conminore rapidità della degradazione enzimatica e, dunque, minore assorbimento dell’alimento stesso, specie dei carboidrati, cosa ottima ed auspicabile nel diabete · Insolubile: attiva la motilità intestinale ed in presenza di liquidi si accresce notevolmente la massa fecale, cosa ottimale nella stitichezza.
La fibra solubile è data da: · inulina (frutta, patate, aglio, verdura), · pectina (frutta, patate, carote, dolci e fagioli) · galattomannani (legumi) · gomme (avena, fagioli, legumi) · mucillaginie alghe La fibra insolubile è data da: · cellulosa (crusca, legumi, frutta, cereali integrali), · emicellulosa (crusca, legumi, frutta e vedura, cereali integrali) · lignina (frumento, verdura, pere, fragole, prugne e pesche)
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