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Germi responsabili.
Le IVU acute
(Infezioni Vie Urinarie) sono sostenute da:
Perché ci sia un’infezione
delle vie urinarie è necessario che sia soddisfatto un criterio
diagnostico microbiologico:
Talora è possibile
avere una batteriuria, cosiddetta senza sintomi, che dev’essere
opportunamente interpretata, essendo molto frequente nelle donne in
età fertile, ma tale evenienza, ricordiamolo, non ha un valore
predittivo per infezione.
Clinicamente
possiamo distinguere:
-
infezioni acute
-
infezioni
croniche
-
infezioni
ricorrenti
Chi vi scrive, per
esperienza personale, segue una paziente che per ragioni di
"vescica neurogena" è costretta a portare un catetere
vescicale a permanenza, il quale, secondo il parere dell’urologo,
non è possibile rimuovere; ebbene questa paziente va incontro ad
infezioni urinarie che si ripetono, talora sostenute da germi
difficili, poiché mai è stata condotta una terapia antibiotica
adeguata, fino a quando non è giunta alla nostra osservazione. Sono
stati isolati germi come la pseudomonas aeruginosa o e.coli
patogeni.
MAI
TENTARE DI EFFETTUARE CURE EMPIRICHE NELLE INFEZIONI DELLE VIE
URINARIE: SI
RISCHIA DI GENERARE RESISTENZA BATTERICA.
ETIOPATOGENESI DELLE
INFEZIONI, CIOE’ CHE COSA LE DETERMINA?
Per quanto riguarda
le cause, le infezioni urinarie sono riconducibili a due possibili
situazioni:
-
dopo esecuzione
di indagini diagnostiche (per es. cistoscopia, cateterismo
vescicale, catetere a permanenza ) che favoriscono un
insediamento su base "traumatica" dei microrganismi.
-
cistiti
extraospedaliere (per es, germi patogeni che dall’intestino
migrano nelle vie urinarie), infezioni favorite dalla vicinanza
dell’ano, o perfino attraverso la sottile rete di vasi
linfatici interni.
-
Soggetti
prostatici ( ristagno di urina in vescica)
-
rapporti sessuali
(un esempio classico è la cosiddetta "cistite da luna di
miele").
-
Diabetici: in
questo caso le infezioni urinarie sono spesso asintomatiche e
possono essere sostenute anche da funghi come la Candida.
I sintomi per fascia
d’età
Nel lattante.
Nei
primi mesi di vita le infezioni urinarie devono essere sospettate
sulla base di alcuni disturbi:
-
Il bambino non
cresce, piange, ha diarrea, vomita
-
Febbre o
febbricola serotina
-
Urine
maleodoranti.
-
Malformazioni
dell’uretra, es. valvole
-
Reflusso
vescico-ureterale
Nel bambino. I
sintomi diventano poco a poco più simili a quelli dell’adulto:
Nell’adulto.
I segni sono:
-
Dolore e bruciore
alla minzione sono i sintomi
-
bisogno urgente di
urinare
-
sensazione di non
avere svuotato completamente la vescica.
-
colore torbido
delle urine a lavatura di pasta
-
odore delle urine
pesante
-
presenza in esse di
tracce di sangue (ematuria!).
-
dolenzia continua
alla parte bassa dell'addome,
-
rara la comparsa di
febbre.
-
In caso di
infezione urinaria alta (pielonefrite) la febbre è invece
elevata e spesso accompagnata da brividi, con nausea e brividi,
dolore al fianco.
-
dolore al fianco,
-
alla schiena in
sede lombare ed ai punti ureterali o nella zona inguinale, con
dolore che raggiunge il testicolo o la vagina.
QUADRI CLINICI
-
Batteriuria
asintomatica: cioè
colonizzazione batterica senza invasione della mucosa delle
V.U., cioè i batteri sono nelle urine ma non invadono le pareti
delle vie urinarie, la loro carica si mantiene a livelli
accettabili, sempre sotto 100.000 CFU/ml; ciò è possibile
nelle donne, specie anziane, soprattutto se è stato posizionato
un catetere vescicale.
-
Cistite acuta non
complicata: nella donna
adulta, non febbre, dolore sovrapubico, ematuria modica, con
carica sui 100.000 CFU/ml;
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Pielonefrite
acuta: febbre e
lombalgia, nausea e vomito, urosepsi; subito urinocoltura ed
emocoltura.
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Sindrome uretrale:
cistite
abatterica, causa disuria e pollachiuria ma l’urionocoltura è
negativa. I microorganismi sono gli anaerobi, ureaplasma e
chlamydia.
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Cisite
interstiziale: condizione
dolorosa cronica della parete vescicale, pollachiuria con minzione
di 60/100 volte.
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