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L'influenza
suina o Swine Influenza.
Che cosa sono le pandemie?
cfr
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influenza
aggiornamento
suina
.
E’ possibile nel tempo,
per le mutazioni antigeniche a cui va incontro un virus influenzale, che
si creino delle condizioni per cui emerga un nuovo ceppo influenzale di
tipo A, per il quale la maggioranza della popolazione non ha immunità;
in questa evenienza è possibile che si sviluppi una pandemia, cioè una
infezione virale che interessi l’intera popolazione, con
estrinsecazione di una particolare virulenza, cioè di mortalità e
morbidità. Perché accada tutto ciò, alla luce delle recenti
acquisizioni scientifiche, si pensa che il ceppo influenzale colpisca
delle specie animali e che in seguito sia virulento anche per l’uomo.
In questo caso il ceppo deve avere le seguenti caratteristiche:
-
deve essere capace di
infettare gli uomini;
-
di causare la malattia
-
di diffondersi da uomo
a uomo piuttosto facilmente.
-
la maggior parte della
popolazione deve essere non immune al nuovo virus.
Uno scienziato, il prof.
Masato Tashiro, Direttore del Center for Influenza Virus Research,
National Institute of Infectious Disease (NIID), Giappone, ha tracciato
una mappa delle varie pandemie che si sono succedute negli anni, a
partire dalla Influenza Russa o H2N2 del 1889, alla Influenza di Hong
Kong o H3N8 del 1900, alla Spagnola del 1918 o H1N1 che molto somiglia
alla nostra influenza suina, alla Influenza asiatica o H2N2 del 1957,
alla Influenza di Hong Kong o H3N2 del 1968 ed infine, nel 2009, alla
Pandemia che si attende che è un virus simile a quello della Influenza
Spagnola, detto variante o H1N1v.
In generale perché si
sviluppi una pandemia occorre distinguere quattro fasi in una ondata
pandemica:
-
Inizio
-
Accelerazione
-
Picco
-
Declino.
Dopo il declino ci può
essere una seconda e anche una terza ondata prima che l’influenza
riprenda il suo andamento stagionale. Nessuna pandemia, però, è
prevedibile, nel senso che nessuna si è mai comportata in un modo così
definito. Le pandemie non seguono dei modelli e ognuna è peculiare.
Come
ci si contagia?
-
Il paziente infetto
contagia l’altro attraverso le goccioline di saliva ed i liquidi
biologici che vengono emessi con i colpi di tosse, oppure per
contatto diretto ed indiretto, per cui anche una stretta di mano
può contagiare, oppure toccare superfici e suppellettili, maniglie
ecc. che hanno toccato le persone malate. Lo stesso dicasi per aver
frequentato locali chiusi come cinema e discoteche o bar e
ristoranti, specie se l’aria è viziata e c’è fumo. Da qui l’efficacia
generale delle misure di igiene personali (lavarsi le mani
frequentemente, usare fazzoletti correttamente, rimanere in casa
quando si è ammalati. Una volta infettati è ampia la modalità di
come si presenta clinicamente l’influenza. Nel caso che di recente
ho trattato, si trattava di una signora di mezza età, con storia di
anemia, che presentava una insufficienza respiratoria con rx
torace negativo per lesioni
pleuro-polmonari ed emocromo senza leucocitosi (approccio
al paziente) ma con segni
cllinici eclatanti ed iperpiressia. Nelle zone temperate, la
trasmissione sarà minore in primavera-estate, che in
autunno-inverno.
Chi
è colpito di più?
-
In genere la mortalità
tra le classi di età è sempre differente a seconda delle pandemie;
talora sono più colpiti i giovani, ma altre volte le persone
anziane. Da notare i differenti profili di chi è stato colpito, in
termini di eccesso di mortalità. Nel 1918 furono tutte le classi di
età, ma con un quasi unico picco nella classe di età 25-35 anni.
Mentre nel 1968 furono i bambini molto giovani e gli anziani mentre
la trasmissione della malattia fu in tutte le classi di età.
Curioso è che nei certificati di morte di questo eccesso di
mortalità non sia citata l’influenza – ma la morte per
complicanze dell’influenza – polmonite, infarto, insufficienza
cardiaca è quello che risulta nel certificato di morte. Notare
anche la differenza di scala nell’asse verticale.
.
I
sintomi sono rappresentati da:
-
cefalea, malessere
generalizzato, sensazione di febbre
con sudorazione e brividi ed impennata improvvisa della temperatura
maggiore di 38°C, con astenia, tosse, faringodinia e congestione
nasale.
-
Nei bambini più
piccoli possiamo avere irritabilità, pianto, inappetenza.
-
Nel lattante l’influenza
è spesso accompagnato da vomito e diarrea e solo eccezionalmente
febbre. In età prescolare il bambino presenterà occhi arrossati e
congiuntivite mentre nei bambini tra 1 e 5 anni può comparire
laringotracheite e febbre elevata.
Ricoverare
o non ricoverare?
-
Nell'ottica del
risparmio delle risorse sanitarie, ciò può essere deciso sulla
base del riscontro di eventuali complicanze respiratorie che possano
emergere dall’indagine radiologica del torace, sulla base delle
condizioni cliniche in generale e del rischio di complicanze e della
presenza di comorbilità. Negli altri casi, a giudizio del medico
che visita, il paziente può andare a casa ed essere deciso l’isolamento
domiciliare. Altrimenti si corre il rischio di intasare la struttura
ospedaliera e quindi di causare un sovraffollamento ospedaliero con
possibilità di trasmissione del virus intraospedaliera.
Il
ricovero può essere indicato se:
-
Donna gravida
-
Soggetti di età
maggiore o uguale a 65 anni
-
presenza di malattie
concomitanti:malattie croniche respiratorie, cardiache, renali,
epatiche, tumori, diabete
mellito, abuso cronico di alcool,
malnutrizione,
malattie cerebrovascolari, postsplenectomia, ospedalizzazione nell’ultimo
anno
-
frequenza
respiratoria 30 atti/minuto, pressione diastolica 60 mm Hg o
pressione sistolica < 90 mm Hg, polso 125/min, temperatura
corporea < 35°C oppure > 40 °C, variazioni dello stato
mentale (disorientamento, stupore), evidenza di siti extrapolmonari
di infezione.
-
globuli bianchi <
4.000/ml o > 30.000/ml o numero assoluto di neutrofili <
1.000/ml;
-
PaO2 < 60mmHg
o PaCO2 > 50mmHg;
-
evidenza di
alterata funzionalità renale: creatinina > 1,2mg/dl;
-
evoluzione
radiografica sfavorevole e/o polmonite con focolai multipli,
presenza di cavitazione o versamento pleurico;
-
ematocrito <
30% o emoglobina < 9g/dl;
-
evidenza di sepsi
o di segni di danno d’organo come l’acidosi metabolica o
alterazioni della coagulazione;
-
pH arterioso <
7,35.
Buona
pratica.
Ricovero per i bambini:
-
Non ci sono indicazioni
assolute al ricovero solo in base all’età. Non si richiede
necessariamente il ricovero, ma la gestione a livello domiciliare o
ambulatoriale da parte del pediatra, quando si è in presenza dei
segni o sintomi indicati nell’elenco che segue:
-
disidratazione
correggibile per via orale;
-
basso peso neonatale
o prematurità in soggetto di età > 3 mesi;
-
lieve distress
respiratorio.
-
Il ricovero ospedaliero
del bambino affetto da sindrome influenzale va considerato ma non
necessariamente effettuato nei seguenti casi:
-
incapacità della
famiglia di gestire il problema
-
assenza di condizioni
economiche o sociali che garantiscano l’assistenza a domicilio
-
episodi di convulsioni
febbrili successivi al primo e non complicate (cessate all’arrivo
in ospedale)
-
frequenza respiratoria
> 60/min o saturazione 02 < 92% (NB: la frequenza
respiratoria varia con l’età) o se è affetto da una delle
seguenti patologie croniche, in base alle condizioni cliniche del
singolo paziente (particolarmente in bambini con età < 3 mesi):
-
- Asma (pz che
necessitano di terapia giornaliera con corticosteroidi o
broncodilatatori o cromoni o antileucotrieni)
-
- Malattie polmonari
croniche (es. fibrosi cistica)
-
- Cardiopatie
-
- Immunosoppressione (pz
con storia di patologie neoplastiche, vasculiti e collagenopatie,
immunodeficienze congenite o acquisite o terapia immunosoppressiva
> 2 settimane)
-
- Emoglobinopatie
-
- Disfunzioni renali
croniche
-
- Diabete mellito
-
- Difetti congeniti del
metabolismo
-
- Terapia di lunga
durata con salicilati (es. ARI, S. Kawasaki)
-
- Patologie
neurologiche e neuro-muscolari che ostacolano le funzione
respiratoria
-
Il ricovero ospedaliero
del bambino affetto da sindrome influenzale è fortemente
raccomandato soprattutto se il bambino presenta sintomi quali:
-
Insufficienza
respiratoria e segni di distress respiratorio
-
Presenza di cianosi
(di origine respiratoria o cardiaca)
-
Riscontro di FR
> 70/min o Saturazione di O2 < 90%
-
Disidratazione
grave
-
Convulsioni (primo
episodio) o sintomi neurologici
-
Bronchiolite < 3
mesi
-
Alterazioni dello
stato di coscienza*
-
Segni di setticemia
(almeno due tra pallore, ipotonia, ipotensione)*
-
Cardiopatie
cianogene [incluse nella versione PNLG 2001]
.
Dove ricoverare?
-
U.O. di Malattie
Infettive (ove esistente);
-
·U.O.
di Bronco-Pneumologia (ove esistente).
-
U.O.
di Medicina;
-
U.O. di
Pediatria (i pazienti in età pediatrica vanno isolati presso le
Unità Operative di Pediatria).
-
U.O. di
Terapia Intensiva/Rianimazione (laddove le condizioni cliniche del
"paziente" lo richiedano, l’isolamento ospedaliero deve
essere attuato presso l’U.O. di Rianimazione o di Terapia
intensiva. I casi devono essere isolati in stanza singola).
Le unità di degenza
coinvolte nella fase diffusiva della pandemia dovranno garantire l’isolamento
avvalendosi di:
-
stanze singole dotate di servizi igienici;
-
locale,
dove indossare/rimuovere i DPI, immagazzinare strumentazione
sanitaria e dotazioni monouso, decontaminare oggetti;
-
personale adeguatamente formato e dotato di idonei DPI (cioè
mascherine, guanti ecc)
Laddove non è
possibile garantire il ricovero in stanze singole, i pazienti
potranno essere raggruppati in stanze a più letti utilizzando la
modalità di ricovero per coorte.
Al paziente che va a
casa, cosa dire?
Informativa per il paziente
in isolamento domiciliare
Gentile Signore, Gentile
Signora,
Lei è appena stato
sottoposto a visita da un medico specialista, che ha valutato le sue
condizioni di salute. Al momento le sue condizioni cliniche non
richiedono ricovero ospedaliero o Lei non ha accettato di essere
ricoverato.
Si ritiene opportuno
invitarla ad osservare per i prossimi ______ giorni le seguenti misure
precauzionali:
Soggiornare possibilmente
in stanza singola e dedicata presso il proprio domicilio. Ove possibile
utilizzare bagno dedicato o, in alternativa, il bagno deve essere pulito
con candeggina dopo l’uso. Utilizzare stoviglie ad uso esclusivamente
personale.
Arieggiare periodicamente
il più possibile la stanza o gli ambienti di soggiorno abituale.
Non recarsi al lavoro o a
scuola e non frequentare spazi pubblici.
Non ricevere visite da
altre persone se non di operatori sanitari per la propria assistenza.
Se possibile limitare il
numero delle persone con cui prendere contatto per eventuale necessità
di assistenza.
Evitare in particolare il
contatto con donne in gravidanza o pazienti con patologie croniche e/o
immunodepressi.
Indossare sempre la
mascherina chirurgica in presenza di altre persone e comunque proteggere
naso e bocca in occasione di tosse o starnuti.
Tenere un’accurata igiene
delle mani lavandole spesso con acqua e sapone o con detergenti a base
di alcool, evitando di portare le mani a contatto con occhi, naso e
bocca.
Per asciugare le mani, dopo
il lavaggio, usare asciugamani di carta che devono essere prontamente
eliminati o, in alternativa, utilizzare asciugamani strettamente
personali (per es. distinti da colore diverso).
Lei sarà contattato
periodicamente dal Servizio di Igiene Pubblica della ASP
territorialmente competente per conoscere il suo stato di salute.
E’ pertanto pregato di
lasciare i suoi recapiti telefonici e l’indirizzo presso il quale
potrà essere contattato.
Nome e cognome
________________________________________________________________
Indirizzo
_______________________________________________________________________
Recapiti telefonici
________________________________________________________________
Data ___/___/____
FIRMA
__________________________________
Infine ricordiamoci che…
-
guanti (arrotolandoli
al polso senza toccare la cute )
-
camice monouso
(piegarlo con all’interno la parte esterna,)
-
occhiale o visiera (sanificando
subito il DPI con alcool con salvietta monouso)
-
lavaggio mani (con
acqua o soluzione alcolica)
-
facciale filtrante
(toccare solo le stringhe e non la superficie contaminata)
-
lavaggio delle mani
(con acqua o soluzione alcolica)
La pulizia riduce il
livello di contaminazione dell’aria e delle superfici e minimizza
il rischio di trasmissione per contatto indiretto con superfici
contaminate.
Il personale coinvolto
nelle attività di pulizia e disinfezione deve sempre indossare
adeguati dispositivi di protezione (camice, mascherina, guanti,
copricapo) e deve osservare i seguenti criteri:
le stanze che ospitano
degenti con influenza devono essere pulite quotidianamente,
ponendo particolare attenzione alla detersione/disinfezione delle
superfici degli arredi (testiera del letto, comodino, sedie, etc.)
usando carta monouso da smaltire dopo l’uso;
non è necessaria la disinfezione
terminale: alla dimissione/trasferimento del paziente isolato è
opportuno, prima di iniziare le procedure di pulizia, arieggiare
l’ambiente.
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