Dolore alla schiena

Mal di schiena

 

Appunti del dott. Claudio Italiano

 

cfr lombalgia

 

Il mal di schiena è definito come sindrome algica vertebrale e rappresenta un problema socio-economico nel senso che costringe a domicilio molti lavoratori, con notevole costo finanziario per tutti.  Nel 1999, secondo l’ISTAT, almeno 7 milioni di persone hanno sofferto di patologie reumatiche, di cui il 70% riferibile all’artrosi. I costi delle cure ammontavano a 2000 miliardi di vecchie lire. Nella società attuale il mal di schiena è in aumento sia per l’aumento dell’età media delle persone e sia perché i fenomeni degenerativi aumentano con l’età.

Problematiche connesse con il mal di schiena.

 

Ancora oggi non siamo a conoscenza di una diagnosi certa in caso di sciatalgia. Solo nel 2% dei casi, secondo un famoso studio del professione Nachemson, è possibile avere una diagnosi di certezza.

 

Le pratiche terapeutiche stesse procedono spesso per tentativi: si parte dai FANS (antiinfiammatori), si continua con decontratturanti e cortisonici, poi fisiochinesiterapia, crioterapia, termoterapie ecc. Il dolore stesso è variabile poiché dipende dalle caratteristiche individuali e psicologiche del soggetto. Se un individuo è depresso, allora il dolore sarà percepito in maniera più intensa. L’apparato tegumentario o quello locomotore sono dotati di organi nervosi, detti nocicettori che si trovano nelle guaine muscolari e nelle relative fasce, nelle inserzioni tendinee e nelle capsule articolari. I dischi intervertebrali, la cartilagine articolare, i menischi ed il tessuto sinoviale sono provvisti di questi nocicettori. Stress meccanici come lussazioni, distorsioni, stiramenti, compressione causata dalla fuoriuscita del nucleo polposo, distensioni della capsula articolare attivano i recettori meccanici. Se, invece, aumenta l’acido lattico, l’istamina, la serotonina, le prostaglandine ed altre che si liberano durante il processo flogistico, allora si attivano i recettori di natura clinica. Il dolore legato all’artrosi, cioè alla degenerazione dei corpi vertebrali e delle strutture articolari della colonna è sicuramente quello che affligge maggiormente i pazienti. Nel processo artrosico la cartilagine degenera, perde la sua elasticità e competenza, si riempie di cisti e fessurazioni ed infine di osteofitosi. La capsula articolare si ispessisce e la membrana sinoviale libera degli enzimi che innescano il processo flogistico. Il dolore infiammatorio coinvolge l’articolazione in toto o parti di essa. Si accompagna ad edema, arrossamento cutaneo ed aumento della temperatura locale, aumento degl indici di flogosi. Il dolore osseo è poco percepito, basti pensare all’osteoporosi. In genere è sensibile il periostio oppure si percepisce una aumento della pressione endomidollare.

Ma il dolore perché?

Esso si divide in:

Cervicoalgia

Cervicobrachialgia

Dorsalgia

Lombalgia lombosciatalgia

Il dolore può essere

:

ocale: se provocato dall'irritazione delle terminazioni nervose delle strutture muscolo-scheletriche rachidee;

da contrattura muscolare difensiva;

radicolare: per stiramento, compressione o irritazione della radice nervosa;

riferito: se proveniente da organi extraverterali.

L'esame clinico deve essere completato con la ricerca dei segni particolari evocati da manovre diagnostiche specifiche. La manovra di Lasègue si compie, sul paziente supino, flettendo la coscia sul bacino a 90° ed estendendo, poi, la gamba fino a portarla il linea con la coscia. Tale manovra evoca dolore in sede lombare in caso di sciatalgia.
Simile è il test di Ely: con il paziente prono si spinge il tallone contro la natica e si ricerca il dolore in sede sacro-iliaca o lombo-sacrale.

Nel caso di dolore vertebrale occorre essere certi che non si tratti di un dolore riferito viscerale. Infatti anche organi interni possono determinarlo in maniera riferita e può dipendere da organi quali rene, utero, prostata, aorta, intestino, stomaco,colecisti.

Le affezioni osteo-articolari sono caratterizzate da 4 elementi:

- Dolore

- Blocco articolare del segmento affetto da dolore

- Contrattura muscolare della muscolatura localizzata nella zona dolente

- Flogosi

Anamnesi

 

Occorre chiedere al paziente da quanto tempo c’è il dolore, come è insorto, se improvvisamente o lentamente;

il dolore è dipeso da uno sforzo? Il dolore aumenta o regredisce col movimento? Le condizioni metereologiche che lo esacerbano?

Con la palpazione è possibile evidenziare contratture della muscolatura paravertebrale oppure asimmetria del rachide e del trofismo dei paravertebrali e dolore è possibile evocare spingendo con le dita sui punti di emergenza dei nervi spinali.

Il rachide, cioè la colonna vertebrale, assolve a tre funzioni:

Sostegno dell’intero solido umano

Dinamica, per consentire gli spostamenti

Protettiva nei confronti del midollo spinale contenuto nel canale rachideo.

L’unità funzionale ha due sezioni: anteriore composta dai corpi vertebrali sovrapposti e separati dal disco intervertebrale, con funzione di sostegno. Le vertebre, come "scatole di tonno" impilate l’una sopra l’altra sono mantenute unite dai legamenti longitudinali anteriore e posteriore che decorrono dall’occipite al sacro ed hanno azione limitativa dell’estensione del rachide stesso.

Alterazioni posturali e morfologiche.

 

RMN LOMBOSACRALE : Spondilodiscite, notare il corpo ed il disco intervertebrale interessati dal processo infettivo

RMN LOMBOSACRALE : Spondilodiscite, notare il corpo ed il disco intervertebrale interessati dal processo infettivo

Ogni segmento del corpo presenta un proprio asse fisiologico su cui si sviluppa la struttura anatomica e si manifestano i movimenti propri del segmento. A fianco, per esempio puoi vedere un caso di spondilodiscite, con deformazione del corpo vertebrale.  Se per qualche ragione il segmento non rispetta più il suo asse fisiologico si ha modificazione della forma naturale ed un’alterazione morfologica del segmento. Un cambiamento posturale causato da un deficit neuro-muscolare è reversibile se viene trattato adeguatamente e subito, per esempio negli adolescenti tra 11 e 17 anni, prima che le ossa definitivamente ossifichino ed i muscoli completino la crescita e lo sviluppo. Esso viene definito atteggiamento paramorfico. E’ importante ai fini della correzione degli stessi atteggiamenti correggere:

posture alterate non facilmente rilevabili con diagnosi classiche

anomali di sviluppo fisico, come il piede piatto, valgismo delle ginocchia

sviluppo staturale non seguito da sviluppo dei muscoli

vita troppo sedentaria

particolari condizioni come zaini, banchi

Gli atteggiamenti paramorfici se non corretti possono esitare nei paramorfismi, con vere e proprie tensioni muscolari e tendinee e retrazione degli stessi. Le forme di alterazioni morfologiche prendono il nome di dismorfismi , ad esempio in caso di cuneizzazione dei corpi vertebrali dorsali determina l’ipercifosi.

Le alterazioni sono:

dorso curvo

cifolordosi

dorso cavo

dorso piatto

scoliosi

 

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