'); //-->
-->
|
|
Il paziente con mal di testa appunti personali del dott. Claudio Italiano
Una classificazione pratica suddivide le cefalee in:
Visita del paziente. Può sembrare banale parlarne, ma alcuni tests semplicissimi possono già dare idee chiare al vostro medico circa lo stato di ipersensibilità al dolore che un soggetto può manifestare. Per esempio: · Il medico scuote la testa del paziente e questa manovra che è innocua per ognuno, per il paziente cefalgico è impossibile perché evoca un dolore intenso. Inoltre il paziente nei periodi intercritici può presentare una sindrome ansiosa ed una depressione da stress. Perfino una breve esposizione al sole può scatenare la crisi, poiché questo individuo è predisposto per uno stato cronico di “disnocicezione”, cioè di alterazione nella percezione del dolore. · Altro test è quello del collo, che si realizza ponendo supino il paziente. Gli si chiede di sollevare la testa per qualche minuto, ma la manovra non sarà possibile al soggetto con cefalea che avvertirà dolore intenso ai muscoli del collo. · Altro test è quello del bracciale dello sfigmomanometro: si gonfia il bracciale fino a 200 mmHg e si blocca così per un minuto il circolo del braccio, sgonfiando fino a 50 mmHg, di modocchè il sangue giunga alla mano ma non refluisca. Questa semplice manovra causerà dolore. Cefalea a grappolo. Si caratterizza per un esordio brusco e severo che interessa un lato della faccia o un dolore intenso attorno all’occhio ed alla regione temporale omolaterale, con arrossamento del lato interessato per una vasodilatazione profusa e secrezione nasale acquosa dallo stesso lato ed edema della mucosa nasale. Talora vi può essere una marcata miosi ed arrossamento congiuntivale. Si solito anche l’alcool può scatenare l’attacco ed il sesso maschile è quello più colpito.
L’esordio è a livello della regione oculare con diffusione mono e bilaterale ed è sempre un dolore di tipo pulsante, periodico. Può essere preceduto da un’aura, con notevoli cambiamenti del tono dell’umore. L’aura si caratterizza per scotomi, cioè il paziente vede linee spezzate colorate che gli impediscono una visione distinta o luci scintillanti e può perfino avere delle alterazioni sensitivo-motorie, per esempio una paresi momentanea di un emisoma, o atassia, disfasia e sincope. La scatenano i cibi contenenti tiramina, nitriti e glutammato monosodico: cioccolata, formaggi, salumi, insaccati. Sono le donne più colpite, 7:1 Cefalea per tumore cerebrale. Il dolore è variabile, intermittente, si può associare a deficit visivi, con edema della papilla, afasia, vomito centrale, cioè non correlato ai pasti, cambiamenti del tono dell’umore e della personalità, dolore scatenato dalla tosse, starnuto, sforzi, flessioni in avanti. Meningite acuta. Dolore
persistente, intenso, pulsante, associato a febbre
e vomito.
Il paziente presenta dei segni classici correlati alla meningite:
rigidità nucale, cioè a pziente supino è impossibile sollevare e
muovere il collo poiché la nuda si presenta rigida, segno di Kernig
positivo, cioè volendo
flettere la coscia di un soggetto supino sul bacino mantenendo la gamba
estesa (articolazione del ginocchio bloccata) si ottiene invece la
flessione della gamba sulla coscia. In ambedue i casi le manovre sono
messe in atto per diminuire la pressione del liquor e alleviare la
situazione delle meningi. All’anamnesi può esserci stata mal
di gola o
infezione respiratoria. Mal di testa psicogena. E’
quello che insorge con accessi di ansia, situazioni conflittuali, tra
moglie e marito! Ci può essere iperidrosi, cioè il soggetto suda
facilmente, ha la fronte lucida di sebo, tachicardia ed iperriflessia.
Nell’attacco di isteria è un classico la cefalea pulsante. Tenere
sempre in considerazione una cura per la depressione
e considerare che questi pazienti sono anche soggetti a disturbi del sonno.
Dolore laterale in sede
auricolare. E’
un dolore a livello della regione temporale, periauricolare che può
essere intenso, accompagnarsi a dolore anche durante la masticazione,
ipoacusia, tinnito, secrezioni dal condotto uditivo esterno
particolarmente maleodoranti e tonsillite. Occorre osservare la
retrazione della membrana timpanica se è presente e richiedere
l’intervento dell’otorino. Dolore cefalgico da
sinusite. Di
solito la cefalea è bilaterale, moderata o sedeva, riferita sopra gli
occhi nella sinusite frontale, accentuata dai movimenti della testa, che
si accentua al risveglio. Si notano edema della mucos nasale e
secrezioni purulente; vi può essere febbre.
Sempre rivolgersi all’otorino. Dolore
da spasmo muscolare. La
classica cefalea “a casco spaziale”, come si descrive scherzando,
cioè una contrattura dei muscoli del capo su base riflessa (vedi foto
in alto), specie del muscolo occipitale che sembra pesare mille chili ed
il soggetto che ne è affetto non trova riposo sul cuscino. Può essere
interessato anche il muscolo trapezio. Può essere particolarmente
sensibile all’impiego dei salicilati. Diagnosi. Richiedere
sempre le indagini previste dall’approccio
al paziente, in
più esami colturali degli eventuali secreti nasali e auricolari. Procedere
con indagini strumentali:
Terapia. E’ un atto di pertinenza esclusivo del medico che vi ha in cura. |
|||||||
|
|
Hai visto le altre belle pagine di medicina all'indice di gastroepato? |
|||||||