Malattie da lavoro in aria compressa

MALATTIE DA LAVORO IN ARIA COMPRESSA

appunti del dott. Claudio Italiano

cfr camera iperbarica

Insorgono allorché, ad un aumento della pressione dell'aria ambiente (che provoca un eccessivo assorbimento di azoto atmosferico da parte dell'organismo), segua una decompressione troppo rapida (che causa la formazione di bolle di gas nel sangue e nei tessuti). Esse vengono anche indicate come "iperbaropatie", "malattie baro-traumatiche", "malattie da aeroembolismo disbarico", "malattie da decom-pressione", "malattia dei cassoni", "malattia dei palombari". Le attività più rischiose sono i lavori nei cassoni pneumatici (per costruzione di piloni di ponti, dighe, moli, bacini di carenaggio), quelli sottomarini per ricupero di oggetti affondati o ricerche petrolifere, la pesca professionale di coralli, perle o spugne o sports subacquei.

Sintomatologia.

Forme ac. (pochi minuti o qualche ora dopo la decompressione compare dolore continui e sordi o pulsanti e violenti alle grandi articolazioni (specialmente alle ginocchia e articolazioni coxo-femorali e scapolo-omerali ed ai muscoli.

 

Talora i movimenti attivi o passivi delle articolazioni colpite non provocano dolore; vi può essere cefalea, malessere, profonda astenia, obnubilamento del sensorio; talora forme cerebrali (con perdita improvvisa perdita della coscienza, convulsioni e coma) o bulbari (con gravi alterazioni respiratorie e circolatorie ed esito quasi sempre letale) o midollari ("mielite dei palombari, con paraplegia flaccida degli arti inferiori); otalgie, acufeni, vertigine ipoacusia; sinusite, spesso con epistassi; emorragie palpebrali, sottocongiuntivali e retiniche, embolie dell'art. retinica o della zona visiva corticale; dispnea, embolie ed infarti polmonari, edema polmonare, enfisema, tachicardia, ipotensione, segni elettrocardiografici di sovraccarico delle sezione dx del cuore; dolore epigastrico, vomito, coliche addominali, diarrea enfisema sottocutaneo (raro), ecchimosi, porpora, chiazze cutanee erisipeloidi.
Forme tardive (a notevole distanza di tempo da episodi anche lievi di iperbaropatia ac): sono rappresentate dalla osteo-artrosi cronica a carico soprattutto delle articolazioni coxo-femorali, scapolo-omerali e delle ginocchia. Inizialmente, lievi dolori articolari; all'esame radiologico focolai osteosclerotici e pseudocisti ossee della grandezza di una lenticchia nelle epifisi ossee, ed a volte anche nelle metafisi e diafisi, mentre i contorni dei capi ossei e gli spazi articolari appaiono normalmente. Successivamente dolori più intensi e continui, limitazione dei movimenti, scrosci articolazioni, anormalità dell'atteggiamento; radiologicamente i capi ossei sono deformati, gli spazi articolazioni si restringono e compaiono formazioni osteofitiche marginali.

Effervescenza d'azoto tra i tessuti e piastrine che si impilano coi globuli rossi

Terapia.

Nelle forme ac. la terapia elettiva consiste nella ricompressione: l’azoto liberatosi si scioglie così di nuovo nei tessuti e nel sangue e può essere poi eliminato dall'organismo con la necessaria gradualità. La compressione e la successiva decompress, vanno effettuate in apposite "camere iperbariche" da personale qualificato. Se si interviene prece si può ottenere una completa regressione della sintomatologia. Nella osteartrosi cronica: salicilici, pirazolonici, indometacina, diclofenac sodico, cortisonici intraarticolari, terapie fisiche (massaggi, forni Bier, marconiterapia, roentgenterapia, fanghi termali) ed eventualm. interventi chirurgici (artrodesi, artroplastica, artroprotesi tot., ecc.).

indice argomenti sulla visita medica