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a cura di Claudio Italiano, dirigente medico
Che cosa può succedervi d’estate? No, non è certamente nostra intenzione fare delle jettature! Vogliamo semplicemente darvi qualche consiglio e dirvi cosa può capitare a voi ed ai vostri figli ed agli anziani, specialmente, in estate. Con la grave crisi economica che ci attanaglia (chi vi scrive deve fare sitiweb per arrotondare!!) non tutti andrete in vacanza, magari sulle spiagge assolate, ma anche per chi resterà in città e, specie, per gli anziani, che essendo soli dovranno recarsi in giro per far la spesa, magari a distanza, non trovando tutti i negozi aperti, potrà accadere che si buschino qualche malanno. Vediamo quali.
CONGESTIONE !!! I primi sintomi
sono costituiti da sudorazione e
dolore
toracico.
LIPOTIMIA! Cioè mi cala la pressione e svengo oppure sbando!
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evitare il brusco
passaggio dalla posizione orizzontale a quella verticale, che potrebbe
causare anche perdita di coscienza. - evitare di girare per fare spesa nelle ore calde: fatevi aiutare dai nipoti che d’inverno mi hanno arraffato la povera pensione euronica!!
Le punture di insetti!!
Le zanzare vi hanno colpito? Allora usate creme antiallergiche ed antibiotico-cortisoniche. E’ buona norma portare con sé anche qualche fiala di bentelan da 1,5 mg se avete bambini con voi: non si sa mai, per evitare reazione allergiche ed anafilattiche serie. In alcuni casi, solo sotto controllo medico, si ricorre alla prevenzione con antimalarici di sintesi (clorochina ed idrossiclorochina), se vi trovare in safari oppure il vecchio bactrim cpr, magari da usare per la diarrea del viaggiatore!!
Le femmine di vespe e calabroni hanno un pungiglione uncinato all'estremità dell'addome, collegato con una piccola sacca interna contenente il veleno. Il pungiglione delle vespe è scarsamente uncinato e consente loro di infliggere più di una puntura Quello delle api è invece munito di numerosi uncini che, dopo la puntura, lo ancorano alla pelle della vittima provocando, al distacco, lo strappo di tutto l'apparato addominale dell'insetto e la sua morte. Il pungiglione che resta conficcato nella pelle deve essere rimosso con attenzione per non comprimere il sacco e spremere così altro veleno: non bisogna tirarlo, ma raschiare con una lama non affilata o premere di lato intorno alla sede di inoculo. Il veleno di questi insetti contiene sostanze irritanti responsabili degli effetti locali, per lo più arrossamento, gonfiore con dolore anche intenso. Il pericolo più grave è rappresentato dalle reazioni allergiche. Ogni anno alcune persone muoiono in seguito alla puntura di una vespa o di un'ape perché questa scatena in loro una grave reazione chiamata shock anafilattico. I sintomi che si avvertono sono vampate di calore al volto, orticaria, prurito, difficoltà a respirare (broncospasmo), giramenti di testa (per diminuzione della pressione), sudorazione, pallore, gonfiore (edema) che interessa il volto, gli occhi, la lingua e la laringe e può presentare gradi variabili di gravità con diversa combinazione dei sintomi. L'edema e il prurito sono sintomi importanti perché possono presentarsi precocemente (entro 10-20 minuti dalla puntura) e segnalare l'imminente comparsa di una crisi. E' importante conoscerne i sintomi premonitori per poter intervenire tempestivamente e raggiungere il più vicino posto di Pronto Soccorso. Chi vi scrive vi può dire che ha seguito una paziente di anni 58 circa, punta al collo (le donne che si profumano attirano le vespe!!); il risultato è stato uno shock, superato il quale, la paziente ha avuto una reazione nel punto di inoculo con necrosi vistosa dei tessuti e retrazione cicatriziale: in breve è dovuta ricorrere al chirurgo plastico per farsi “stirare” la pelle del collo, per così dire!
Infine occhio alle zecche.
Le zecche utilizzano particolari
propaggini articolate, i cheliceri, per trafiggere la pelle in modo
indolore e raggiungere un capillare sanguigno. La "presa" viene
ulteriormente consolidata con l'aiuto di appendici uncinate. Una volta
sazie (il loro corpo molto elastico può aumentare di molte volte le sue
dimensioni), si staccano senza alcuna conseguenza per l'ospite. Le
zecche di alcune specie, però, con la loro saliva possono trasmettere
all'uomo gravi malattie come la rickettsiosi, la meningoencefalite
virale (TBE) e la borreliosi di Lyme. Quest'ultima è una malattia
infiammatoria che colpisce molti organi, causata da una microorganismo
(spirocheta), chiamato Borrelia burgdorferi, da cui il nome di
borreliosi. E' diffusa soprattutto nel Friuli Venezia Giulia, in
particolare nel Carso, ma si trova dovunque, specie negli agriturismo
dove ci sono mandrie che passano!! Occhio a bere acqua da fontanelle sparse in giro, che gli indigeni vi diranno essere acque portentose!! A proposito delle premiture vedete il link sulla nostra Fonte di Venere. .Ci può essere sempre un animale di turno che ha defecato nei pressi della fonte Bandusia!! Occhio ai coliformi fecali o, peggio, alle salmonella; chi vi scrive qualche anno fa ha dovuto affrontare vere epidemie di diarrea estiva nei soggetti che nelle isole avevano bevuto acqua dalle navi bettolina!! La frutta va sempre sbucciata e lavata con amuchina, specie se avete bambini dappresso. A tal proposto, avete comprato il latte? Avete con voi lo scalda biberon da auto??
USTIONE SOLARE cfr
L'ustione solare è provocata da una
eccessiva esposizione alla luce del sole o alla luce di
lampade solari. I raggi ultravioletti (o raggi UV) che
si irradiano dal sole, oltre ad abbronzare la pelle, inducendo la
produzione di melanina,
provocano anche effetti dannosi sulla pelle. L'effetto dipende molto dal
fototipo: chi ha la carnagione scura è meno sensibile ai raggi UV
rispetto a chi ha i capelli biondi o rossi, la pelle chiara e gli occhi
azzurri. I segni più comuni sono l'arrossamento della pelle (detto eritema), che compare dopo alcune ore dall'esposizione. La pelle diventa dolorosa al minimo contatto e nei casi più gravi si presenta gonfia, con formazione di bolle, mentre possono comparire malessere generale, febbre e cefalea. Il soggetto colpito va incontro a disidratazione ed è importantissimo curare l’idratazione bevendo abbondantemente. La guarigione avviene nell'arco di alcuni giorni a seconda della gravità dell'ustione.
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