Malesseri d’estate.

 

a cura del dott Claudio Italiano

 

Che cosa può succedervi d’estate? No, non è certamente nostra intenzione fare delle jettature! Vogliamo semplicemente darvi qualche consiglio e dirvi cosa può capitare a voi ed ai vostri figli ed agli anziani, specialmente, in estate. Con la grave crisi economica che ci attanaglia non tutti andrete in vacanza, magari sulle spiagge assolate, ma anche per chi resterà in città e, specie, per gli anziani, che essendo soli dovranno recarsi in giro per far la spesa, magari a distanza, non trovando tutti i negozi aperti, potrà accadere che siano affetti da  qualche malanno estivo. Vediamo quali.

Parliamo di colpo di sole e colpo di calore, il primo è quando il sole ci picchia in testa, l'altro quando siamo andati in ambienti surriscaldati.

Colpo di calore e colpo di sole

 

 

Colpo di calore
Significa che la temperatura del corpo si innalza bruscamente, perché il corpo non traspira più, cioè non suda, per esempio nel bambino disidratato o nell’anziano che si sottopone a terapie diuretiche pesanti; è il classico malessere del vecchio in terapia per scompenso cardiaco con furosemide (llasix)
Colpo di sole
E’ un classico malessere estivo: il bambino che gioca al sole, provenendo dall’ombra della sua cameretta di città!! Sta facendo un castello di sabbia, quando si accascia, non risponde, è caldo, con gli occhi stravolti! La sua testa sembra infuocata!
Non è  semplice fare un distinguo: ma poco importa dal punto di vista della cura.
Che cosa presenteranno questi pazienti? I sintomi sono un arrossamento del viso, affanno con difficoltà nel respiro,  arresto della sudorazione e pelle calda al tatto, mal di testa, confusione, nausea, vomito, stordimento,  debolezza, sensazione di vertigine,  aumento della temperatura corporea, talora la perdita di coscienza è più accentuata fino allo stato di  coma (nei casi più gravi).

Terapia del caso.

Chiamare subito il 118, ma nel frattempo prestate le prime cure:

 trasportare l'infortunato in un luogo fresco e aerato, togliendo gli abiti per fargli disperdere calore; farlo sdraiare, se cosciente farlo bere acqua non ghiacciata. Semmai tè tiepido, soluzioni saline di quelle per atleti (es. le bevande per lo sport!  Se il polso non si percepisce, sempre meglio sollevare le gambe per consentire afflusso di sangue al cervello. Se è una donna occhio al marito geloso! E’ capitato al sottoscritto!!! se cosciente: far bere bevande fresche e saline. Fare spugnature sul capo, pezze fredde ecc.  Il medico che lo soccorrerà prenderà subito una vena, sia esso il medico del PTE, somministrerò liquidi endovena, tenendo conto se c’è diabete! Non è detta che è un colpo di sole: potrebbe essere un coma diabetico iperosmolare, una TIA, un infarto .

CONGESTIONE

E’ un classico malore estivo che può risultare particolarmente grave per il cardiopatico ischemico, fino a condurlo a morte improvvisa. Un soggetto accaldato beve velocemente una bibita ghiacciata e crolla per terra scioccato, in preda ad una congestione gastrointestinale. Che cosa è accaduto? La bibita fredda chiama sangue nello stomaco, mentre si possono bloccare la digestione o, peggio, del sangue venire sottratto al cuore! I primi sintomi sono costituiti da sudorazione e dolore toracico.
- Sospendere ogni attività.
- Far sedere o sdraiare l'infortunato in un luogo caldo e asciutto.
- Se in poco tempo la congestione non si risolve è necessario consultare un medico.

LIPOTIMIA

Cioè mi cala la pressione e svengo oppure mi sento sbandare

EFFETTI SULLA PRESSIONE ARTERIOSA
Le persone ipertese e i cardiopatici, soprattutto se anziani, ma anche molte persone sane, possono manifestare episodi di diminuzione della pressione arteriosa, soprattutto nel passare dalla posizione sdraiata alla posizione in piedi (ipotensione ortostatica).
In questi casi, è consigliabile:
- controllare la pressione, specie nelle giornate afose, parlandone col medico o dimezzando di testa qualche farmaco (es. calcioantagonisti, diuretici ecc.)

evitare il brusco passaggio dalla posizione orizzontale a quella verticale, che potrebbe causare anche perdita di coscienza.
- non alzarsi bruscamente dal letto, soprattutto nelle ore notturne, ma fermarsi in posizioni intermedie (esempio: seduti al bordo del letto per alcuni minuti)

evitare di girare per fare spesa nelle ore calde: fatevi aiutare dai nipoti che d’inverno vi hanno arraffato la povera pensione euronica!

Le punture di insetti

Gli insetti responsabili delle reazioni da puntura (imenotteri)Non avete scelto la mia Milazzo per le vacanze? Peggio per voi: ora vi trovate in campagna in camping con le zanzare fameliche che vi succhiano l’ultimo sangue che avete addosso, dopo che l’albergatore e l’agenzia di viaggi vi hanno salassati”! Che fare? Prima di partire è d'obbligo comprare certamente le creme repellenti e le lozioni repellenti, perché al villaggio turistico ve le faranno pagare fior di quattrini!! Procuratevi i zampironi da accendere, le lampade ultraviolette con le resistenze!! Fatto?? No? Le zanzare vi hanno colpito? Allora usate creme antiallergiche ed antibiotico-cortisoniche. E’ buona norma portare con sé anche qualche fiala di bentelan da 1,5 mg se avete bambini con voi: non si sa mai, per evitare reazione allergiche ed anafilattiche serie. In alcuni casi, solo sotto controllo medico, si ricorre alla prevenzione con antimalarici di sintesi (clorochina ed idrossiclorochina), se vi trovare in safari oppure il vecchio bactrim cpr, magari da usare per la diarrea del viaggiatore. Le femmine di vespe e calabroni hanno un pungiglione uncinato all'estremità dell'addome, collegato con una piccola sacca interna contenente il veleno. Il pungiglione delle vespe è scarsamente uncinato e consente loro di infliggere più di una puntura Quello delle api è invece munito di numerosi uncini che, dopo la puntura, lo ancorano alla pelle della vittima provocando, al distacco, lo strappo di tutto l'apparato addominale dell'insetto e la sua morte. Il pungiglione che resta conficcato nella pelle deve essere rimosso con attenzione per non comprimere il sacco e spremere così altro veleno: non bisogna tirarlo, ma raschiare con una lama non affilata o premere di lato intorno alla sede di inoculo. Il veleno di questi insetti contiene sostanze irritanti responsabili degli effetti locali, per lo più arrossamento, gonfiore con dolore anche intenso. Il pericolo più grave è rappresentato dalle reazioni allergiche. Ogni anno alcune persone muoiono in seguito alla puntura di una vespa o di un'ape perché questa scatena in loro una grave reazione chiamata shock anafilattico. I sintomi che si avvertono sono vampate di calore al volto, orticaria, prurito, difficoltà a respirare (broncospasmo), giramenti di testa (per diminuzione della pressione), sudorazione, pallore, gonfiore (edema) che interessa il volto, gli occhi, la lingua e la laringe e può presentare gradi variabili di gravità con diversa combinazione dei sintomi. L'edema e il prurito sono sintomi importanti perché possono presentarsi precocemente (entro 10-20 minuti dalla puntura) e segnalare l'imminente comparsa di una crisi. E' importante conoscerne i sintomi premonitori per poter intervenire tempestivamente e raggiungere il più vicino posto di Pronto Soccorso. Chi vi scrive vi può dire che ha seguito una paziente di anni 58 circa, punta al collo (le donne che si profumano attirano le vespe!!); il risultato è stato uno shock, superato il quale, la paziente ha avuto una reazione nel punto di inoculo con necrosi vistosa dei tessuti e retrazione cicatriziale: in breve è dovuta ricorrere al chirurgo plastico per farsi “stirare” la pelle del collo, per così dire!

Infine occhio alle zecche.

Da un mio caso clinico: una paziente che aveva avuto uno shock anafilattico dopo puntura di vespa al braccioQuando villeggiate occhio ai bambini; le zecche pungono e si attano all’inguine, sotto le ascelle, attorno alle piccole labbra della vagina, tra le pieghe glutei: insonna nei posti più strani,. Una volta punto un soggetto compare la tache noir. Cioè una specie di lesione che sembra un foruncolo infetto, di colore rosso cupo, come quando vi siete spremuti un piccolo ascesso!! Dopo un periodo di incubazione compare una febbre alta, con cefalea e debolezza !! Ebbene prestate attenzione a tutto ciò e fate mente locale se qualche cosa vi ha punto perché la cura è spesso ospedaliera (febbre bottonosa del mediterraneo) a base di cloramfenicolo che è farmaco, appunto, ospedaliero.  Le zecche utilizzano particolari propaggini articolate, i cheliceri, per trafiggere la pelle in modo indolore e raggiungere un capillare sanguigno. La "presa" viene ulteriormente consolidata con l'aiuto di appendici uncinate. Una volta sazie (il loro corpo molto elastico può aumentare di molte volte le sue dimensioni), si staccano senza alcuna conseguenza per l'ospite. Le zecche di alcune specie, però, con la loro saliva possono trasmettere all'uomo gravi malattie come la rickettsiosi, la meningoencefalite virale (TBE) e la borreliosi di Lyme. Quest'ultima è una malattia infiammatoria che colpisce molti organi, causata da una microorganismo (spirocheta), chiamato Borrelia burgdorferi, da cui il nome di borreliosi. E' diffusa soprattutto nel Friuli Venezia Giulia, in particolare nel Carso, ma si trova dovunque, specie negli agriturismo dove ci sono mandrie che passano.  Occhio a bere acqua da fontanelle sparse in giro, che gli indigeni vi diranno essere acque portentose!! A proposito delle premiture vedete il link sulla nostra Fonte di Venere. .Ci può essere sempre un animale di turno che ha defecato nei pressi della fonte Bandusia!! Occhio ai coliformi fecali o, peggio, alle salmonella; chi vi scrive qualche anno fa ha dovuto affrontare vere epidemie di diarrea estiva nei soggetti che nelle isole avevano bevuto acqua dalle navi bettolina!!  La frutta va sempre sbucciata e lavata con amuchina, specie se avete bambini dappresso. L'ustione solare è provocata da una eccessiva esposizione alla luce del sole o alla luce di lampade solari. I raggi ultravioletti (o raggi UV) che si irradiano dal sole, oltre ad abbronzare la pelle, inducendo la produzione di melanina, provocano anche effetti dannosi sulla pelle. L'effetto dipende molto dal fototipo: chi ha la carnagione scura è meno sensibile ai raggi UV rispetto a chi ha i capelli biondi o rossi, la pelle chiara e gli occhi azzurri. Un elemento importante è l'ora del giorno in cui ci si espone al sole: tra le 11 e le 15 il sole è più pericoloso, soprattutto laddove siano presenti superfici riflettenti l come la neve, specchi d'acqua e sabbia.I segni più comuni sono l'arrossamento della pelle (detto eritema), che compare dopo alcune ore dall'esposizione. La pelle diventa dolorosa al minimo contatto e nei casi più gravi si presenta gonfia, con formazione di bolle, mentre possono comparire malessere generale, febbre e cefalea. Il soggetto colpito va incontro a disidratazione ed è importantissimo curare l’idratazione bevendo abbondantemente. La guarigione avviene nell'arco di alcuni giorni a seconda della gravità dell'ustione.

Cura.

Evitare l'ulteriore esposizione ai raggi del sole fino a quando l'eritema non si è risolto.
Applicare impacchi di acqua fresca o tiepida sulla parte ustionata per alleviare il dolore. Applicare successivamente creme emollienti ed idratanti.
Se l'infiammazione della pelle è molto marcata applicare una crema contenente idrocortisone , ma se la superficie ustionata è estesa l'uso di questo farmaco deve essere autorizzato dal medico. Se il dolore è molto intenso può essere controllato con l’assunzione di analgesici per via orale. In caso di ustioni con comparsa di bolle (flittene)il trattamento va eseguito sotto controllo del medico.
Bere molti liquidi.
Prevenire le ustioni solari esponendosi al sole in modo progressivo nei primi giorni e utilizzando filtri solari con adeguato fattore di protezione. Applicare un filtro solare sulla pelle (es. anthelios 30 o similare) però non significa potersi esporre al sole per tutto il tempo che si vuole: se in assenza di protettivo solare ci si può esporre per 5 minuti senza incorrere nel rischio di eritemi, con un filtro solare a fattore 4 ci si potrà esporre per 20 minuti.
Evitare l'impiego di deodoranti, cosmetici contenenti bergamotto e non esporsi al sole se si assumono antibiotici o altri farmaci che possono indurre fotosensibilizzazione, per evitare lo sviluppo di antiestetiche macchie sulla pelle.

 RIVOLGERSI SEMPRE AL MEDICO IN QUESTI CASI:

· Quando compare febbre alta
· Quando il dolore è intenso e dura oltre 2 giorni.
· Quando compaiono vomito, diarrea, brivido, polso rapido e aumento della frequenza respiratoria , cioè i segni di shock.

 index