'); //-->
-->
|
|
Il melanoma. da appunti
del dott.
Claudio Italiano
Quelle strane macchie della
pelle, sfrangiate e color marrone scuro, che cosa sono? Tutti noi abbiamo sulla pelle dei nei,
cioè quelle macchie che sono il risultato di una crescita abnorme di
melanociti, cioè delle cellule che danno origine alla colorazione della
pelle. Esistono però delle persone a rischio
che possono cioè sviluppare il melanoma, ossia il tumore di quelle
cellule (melanociti): Categorie a rischio Individui con pelle, occhi e capelli
chiari, con lentiggini, con molti nei. Con anamnesi personale o familiare
di melanomi o di altri tumori alla pelle. Con difficoltà ad abbronzarsi e (iper)sensibilità
al sole. Con nei presenti dalla nascita e
macchie displasiche. La definizione di
melanoma è: tumore Consigli in caso di situazione anomala Non allarmarsi eccessivamente, ma
agire razionalmente! Sottoporsi immediatamente ad una
visita medica. Esaminare mensilmente la propria pelle
per mezzo di una buona fonte luminosa, ev. farsi aiutare da un
familiare. Sottoporsi almeno una volta all’anno
ad un esame medico completo. Evitare o diminuire l’esposizione
solare e l'esposizione agli UV artificiali (solarium!). Discutere con il proprio medico prima
di utilizzare qualsiasi farmaco con ormoni . Ricorrere alle tecniche
recentemente messe a punto e di grande efficacia nello scopo di mettere
in evidenzia i precursori del melanoma sulla cute, come ad esempio l'epiluminescenza
digitalizzata numerica standarizzata, una variante più sofisticata
ed efficace del cosidetto mapping dei nei (dermatoscopia
dell'integumento).
Epidemiologia.
Quindi nei confronti del melanoma, come verso tutti i tumori maligni, l'unico vero approccio terapeutico consiste nella prevenzione e nella diagnosi precoce. Infatti, il melanoma si può considerare l'esempio più chiaro di neoplasia maligna nella quale un precoce trattamento costituisce la chiave per la sopravvivenza. E’ opportuno cioè che le cellule maligne siano sportate subito quando sono confinate ala sola epidermide,cioè allo strato superficiale per essere asportato e definitivamente guarito in quasi il 100% dei casi; quando, viceversa, la neoplasia si è estesa ai linfonodi regionali, le possibilità di sopravvivenza a cinque anni si riducono invece al 50%. Cosa deve cercare il paziente sul suo corpo? Sicuramente deve controllare tutti i nei che ha sul corpo, specie se essi mutano la loro forma, se diventano a margini sfrangiati, se diventano cupoliformi, se si ingrandiscono, se improvvisamente diventano duri e non sono spostabili dalla cute, come se avessero "messo le radici"!! Come è noto, tradizionalmente si distingue in 4 varietà cliniche: 1. melanoma a diffusione superficiale 2. lentigo maligna melanoma 3. melanoma lentigginoso acrale 4.melanoma nodulare Dapprima il tumore si diffonde sulla sola superficie cutanea e ciò è vero per le prime tre forme descritte. Dopo un periodo di tempo variabile, questi tumori possono sviluppare componenti nodulari invasive (melanoma piano-cupoliforme). Altre volte la lesione appare già da subito con un aspetto " a cupola" ed in questo caso la prognosi potrebbe essere meno favorevole, perché la prognosi è funzione dello spessore della lesione. Varietà del melanomaIn caso di riscontro di una neoformazione scura, con tonalità diverse di colore, con margini frastagliati e superficie un po' piallata bisogna sempre sospettare la presenza di melanoma e agire di conseguenza. Con progressione più o meno rapida, la lesione può acquistare l' aspetto di uno dei seguenti melanomi:
La metodica oggi più utilizzata ed efficace nella diagnosi precoce del melanoma è la dermatoscopia La dermatoscopia, dermoscopia o epiluminescenza, è una tecnica non invasiva rivolta alla diagnosi precoce del melanoma basata su uno strumento ottico chiamato dermatoscopio che permette di osservare patterns sub-cutanei non visibili ad occhio nudo favorendone il riconoscimento. Il dermatoscopio ottico è un piccolo strumento manuale basato su una lente, in grado di fornire ingrandimenti prevalentemente compresi tra 10x e 20x, appositamente illuminata con luce incidente. È oggi dimostrato come la dermatoscopia incrementi la sensibilità diagnostica per il melanoma rispetto alla semplice visione ad occhio nudo dal 70% al 92% permettendo diagnosi sempre più precoci. e permette l'osservazione di pattern Nel melanoma maligno si possono individuare due pattern vascolari: in primo luogo, un pattern irregolare polimorfo costituito da piccoli vasi che decorrono sia parallelamente alla superficie, sia perpendicolarmente ad essa, dando luogo a linee rosse e piccoli punti rossi contestualmente rilevabili al dermatoscopio; in secondo luogo un pattern specifico per il melanoma, consistente in globuli rosso-lattescenti di aspetto indistinto o sfocato, e corrispondenti ad aggregati di melanociti neoplastici ben vascolarizzati. non visibili ad occhio nudo; nel caso del melanoma oculare, invece, si ricorre all’esame oftalmoscopico indiretto e all’ecografia oculare. La dermatoscopia digitale può offrire al dermatologo un valido ausilio diagnostico basato su valutazioni oggettive arrivando in alcuni casi addirittura alla diagnosi assistita basata sull'analisi delle immagini e sistemi d'intelligenza artificiale. È oggi dimostrato che queste nuove tecnologie basate sulla dermoscopia computerizzata contribuiscono realmente ad un incremento in termini di accuratezza diagnostica purché validati scientificamente attraverso riviste scientifiche. È stato recentemente messo a punto un sofisticato metodo predittivo basato sull'analisi di sequenze di immagini di lesioni pigmentate in modo da fornire quadri diagnostici dettagliati in base alla cosiddetta mappatura dei nevi. Il follow-up delle lesioni riveste così una sempre più grande importanza nella diagnosi precoce del melanoma.
DiagnosiPer una corretta diagnosi clinica il
medico deve visitare tutta la cute del paziente, comprese le pieghe
glutei, la regione perianale e perfine le pieghe interdigitali. Ciò viene
eseguito col dermoscopio. Che consente di valutare il colore, il pattern
vascolare, ecc. Se si sospetta il melanoma
si deve eseguire una biopsia escissionale completa, con cute sana di
almeno 3 mm. E deve essere effettuato l’esame istologico al microscopio
ottico e, a diagnosi istologicamente confermata; segue poi un nuovo
intervento radicale nel più breve tempo possibile, entro il limite
massimo di 30 giorni dall’effettuazione della biopsia.
Infine, per definire l’estensione anatomica della malattia, si dovranno
eseguire una radiografia del torace ed un’ecografia epatica (per
valutare eventuali metastasi). Ulteriori e più complessi esami, come la
TAC addominale e pelvica e cerebrale, andranno eseguiti solo in presenza
di un preciso dubbio clinico. Terapia chirurgicaLa finalità della terapia chirurgica sul melanoma primitivo è quella di asportare in modo radicale il tumore; la recidiva in sede di intervento, se la tecnica è corretta, è assolutamente rara (meno del 5%). Il tumore deve essere asportato con un bordo di cute sana e l’escissione deve comprendere anche il tessuto sottocutaneo, fino alla fascia muscolare. Quindi si devono studiare i linfonodi ed il linfonodo "sentinella" cioè quello che riceve i linfatici specifici. Questa tecnica mira a vedere se ci sono o no delle micrometastasi nel linfonodo stesso e questo si può vedere solo individuandolo, asportandolo, e facendone tante sezioni o "fettine". Se il linfonodo sentinella è positivo, cioè presenta micrometastasi tumorali, molto probabilmente lo saranno anche gli altri linfonodi che lo seguono, e perciò si provvederà a rimuoverli tutti in blocco; se è negativo, per forza di cose, essendo il primo, tutti gli altri dovranno per forza essere negativi. Si serve della chemioterapia, utilizzata unicamente nel melanoma in fase avanzata (stadio IV). La chemioterapia regionale (per fusione ipertermico-antiblastica) all’interno del derma, trova indicazione nei casi di melanoma localizzato agli arti ed in presenza di metastasi locali e regionali alla cute. Si è rivelata in molti casi di notevole efficacia. La radioterapia comporta l’uso di dosi di raggi molto elevate, in quanto solo in questo modo il tumore diventa radiosensibile. |
|