--> LE ASPERGILLOSI

 

LE ASPERGILLOSI

 acura del dott Claudio Italiano, internista

 

 

 

 

Le aspergillosi: le nuove linee guida sul trattamento

Le aspergillosi sono infezioni causate da varie specie di aspergillus (in particolare A. fumigatus, A. flavus, A. niger, A. terreus). Rappresentano una causa importante di mortalità e morbilità in pazienti immunodepressi, ossia con neutropenia cronica. Infezioni da HIV in stadio avanzato, immunodificienza congenita ed in pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche e/o trapianto di polmone.

Classificazione clinica.

Forme invasiva: comprende infezioni del tratto respiratorio basso, dei seni nasali e della cute come via di ingresso del germe. Il SNC, l’apparto cardiovascolare e altri tessuti possono essere infettati per disseminazione ematogena o diretta estensione da siti contigui di infezione.

Forma cronica: otomicosi e apregilloma polmonare

Forma allergica: comprende sinusiti e broncopolmoniti.

Diagnosi.

 

I criteri EORTC/MSG (european Organizzation for reserch and tretment of cancer/Mycoses Study Group) definiscono la diagnosi di aspergillosi invasiva in tre categorie: certa, probabile e possibile. Per la definizione di certa e probabile è richiesta una certezza diagnostica:

certa: se l’infezione è stata documentata mediante esame istopatologico e colturale effettuato su tre campioni prelevati da sedi normalmente sterili.

Probabile: se sono soddisfatti 3 criteri: condizioni dell’ospite, presenza di neutropenia, febbre, sindrome indicativa di graft-versus-host disease, manifestazioni cliniche come sintomi, segni, quadri radiologici e risultati microbioogici (positività dell’esame colturale e di quello microscopico diretto per la valutazione di funghi filamentosi.

La diagnosi invasiva riochiede sempre l’isolamento del microorganismo con eccezione di:

  1. dimostrazione istopatologica di ife tipiche delle varie specie di aspergillus in pazienti con esami colturali negativi;

  2. criteri diagnostici di aspergillosi invasiva probabile soddisfatti in seguito alla positività di marker non basati su metodi colturali (per esempio risultati positivi al test antigene galattomannano O al beta-D-glucano e specifici quadri radiologici alla TAC.

  3. Diagnosi mediante TAC polmonare

  4. Diagnosi previa titolazione dell’antigene galattomannano EIA.

  5. Esame colturale su BAL o biopsia polmonare

 

IL TRATTAMENTO

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