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Le
infezioni da funghi, come e perché.
appunti
del dott.
Claudio Italiano
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Parlando
di micòsi
o dermatofizìe indichiamo le micosi
delle strutture cutanee, cioè stiamo parlando delle infezioni dovute ai
funghi dello strato corneo, dei peli e delle unghie. Esse sono provocate
da funghi che appartengono ai generi:
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Tricophyton
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Microsporum
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Epidermophyton
Le
manifestazioni che si hanno dipendono dal tipo di struttura infettata e
dalla reazione infiammatoria dell’organismo infettato nei confronti
del fungo o micète (cfr anche le tigne).
A lato esempio di tinea barbae.
Infezioni
dello strato corneo.
La
graduale differenziazione delle cellule dell’epidermide dà luogo allo
strato corneo e ad altre strutture cheratinizzate. L’epidermide e,
quindi anche le parti cheratinizzate, sono strutture dinamiche, nel
senso che le cellule piano piano, dallo strato basale si muovono verso
la superficie differenziandosi in cellule con cheratina, che costituisce
lo strato più duro della pelle, detto strato
corneo. Per attuarsi questo processo necessita di tempo,
in genere una cellula transita dallo strato basale a quello corneo in 14
giorni. I dermatofiti o miceti che dir si voglia, sono sempre presenti
sulla cute superficiale, ma il continuo sfogliamento dell’epidermide e
l’integrità dello strato duro cutaneo, o strato corneo, impedisce che
i funghi penetrino verso lo strato più profondo della pelle,
attecchendo alla pelle e, dunque, infettando l’organismo. Se così
fosse, non avremmo mai infezioni fungine, se cioè la pelle fosse sempre
integra e funzionale e coperta della sua difesa naturale rappresentata
dal sebo cutaneo, presente sia sulla pelle che sui peli, specialmente
nel cuoio capelluto. Tuttavia esistono delle condizioni che favoriscono
l’infezione fungina.
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Condizioni
favorenti sono rappresentate da:
1)
macerazione della pelle, per esempio nelle aree più
“frizionate”, per esempio sotto le ascelle, all’inguine, tra
le pieghe sottomammarie dove si sviluppano facilmente le micosi
cutanee, specie da lieviti (cfr
micosi
e candidosi)
2)
traumi e lesioni dello strato cutaneo
3)
pelle secca, arida, disidratata
4)
pelle aggredita con saponi che asportano gli acidi
grassi naturali della cute
5)
terapie antibatteriche, per alterazione della
microflora dell’organismo
6)
condizioni di defedamento sistemico, es.
AIDS,
tubercolosi,
cachessia
ecc.
I
dermatofiti penetrano, come dicevamo, nello strato corneo più profondo
infettandolo, solo così avviene
Se
l’infezione del fungo che penetra lo strato cutaneo non genera alcuna
reazione immunitaria, l’infezione passa inosservata, anche se questa
è una evenienza assai rara. Più verosimilmente, invece, l’infezione
da miceti scatena una reazione infiammatoria diretta contro l’agente
causale che è mediata da linfociti. Ne deriva eritema e prurito potendo
talora essere l’infezione così violenta da provocare la formazione di
vescicole.
Tale stato infiammatorio è responsabile a sua volta di un
incremento delle mitosi cellulari che
determina un ispessimento dello strato corneo stesso, alterando
la sua naturale lucentezza, cosa assai evidente nelle micosi ungueali.
Macroscopicamente l’ispessimento dello strato corneo e la sua
disepitelizzazione sono responsabili dell’aspetto caratteristico delle
micosi cutanee: zone biancastre, finementi desquamate.
Generalmente
il processo dura in tutto 3° 4 mesi e si autolimita. L’infezione
all’uomo avviene tramite i serbatoi rappresentati dagli animali
(funghi zoofili), es. il gatto che a sua volta è affetto da infezioni
da microsporum, oppure il suolo stesso (funghi geofili), es. il gypseum,
il m. fulvum, il T. ajelloi. Il
più delle volte, però, le infezioni cronicizzano o perché
l’organismo non riesce a difendersi o perché il medico, allo scopo di
dare immediato sollievo all’infezione, impiega i cortisonici, oppure
dei farmaci locali antimicotici associati al cortisone (!), oppure perché
i soggetti fanno terapie con con farmaci immunosoppressori ed
antineoplastici.
Come
fare diagnosi di micosi?
Sembra
semplice, ma non lo è, se si tiene conto che una micosi può essere
super infettata da batteri piogeni oppure perché lesioni della cute,
scambiate per micosi, sono in realtà dermatiti
atopiche, cioè forme di dermatite allergica o eczemi
cutanei o eruzioni tipo rosacea,
o lesioni psoriasiche
iniziali scambiate erroneamente per micosi. Le micosi della cute si
caratterizzano per la presenza di arrossamento che si definisce
tecnicamente “eritema”, accompagnato da desquamazione e vescicole più
o meno estese. Si tratta di lesioni ben demarcate, circolari od ovalari,
accompagnate da pustole e noduli cutanei. La diagnosi può essere
confermata microscopicamente mediante il riscontro diretto delle ife,
impiegando idrossido di potassio.
 Per
la terapia delle micosi cutanee ci si avvale di derivati
dell’imidazolo (clotrimazolo,
econazolo, ketoconazolo, miconazolo e sulconazolo)
sono tutti efficaci in caso di tigna.
La terbinafina in crema è efficace ma più costosa. Altri
antimicotici topici comprendono l'amorolfina, la griseofulvina
e gli undecilenati. I preparati topici per il piede d'atleta
contenenti tolnaftato sono prodotti da banco. Le polveri
antimicotiche hanno un valore terapeutico scarso per la cura delle
infezioni cutanee e possono causare irritazioni; possono essere usate
per prevenire le reinfezioni. Nell’uso di questi farmaci è importante
evitare il contatto con occhi e mucose e tenere conto del fatto che
possono provocare irritazione locale e reazioni da ipersensibilità
compresi bruciore, eritema e prurito. Se i sintomi sono gravi va sospeso
il trattamento. Il loro uso topico, cioè locale, è un
trattamento che deve essere protratto a lungo prima di avere i risultati
sperati, sempre sentito il parere del medico che vi segue. Le palme
delle mani o i piedi richiedono una terapia protratta anche 3-4
settimane. Un tempo era assai impiegata la griseofulvina, specie nelle
lesioni più estese o ungueali. Oggi si impiega più raramente per via
dei notevoli effetti collaterali sulle funzioni epatiche e per i
disturbi gastrointestinali. La terapia
sistemica si rende spesso necessaria per le infezioni delle unghie e del
cuoio capelluto (vedi tigne)oppure nei
casi in cui l’infezione cutanea sia estesa, disseminata o
intrattabile. L’aggiunta di una terapia topica antifungina può
ridurre il rischio di trasmissione. I farmaci impiegati sono il
fluconazolo ed itraconazolo, farmaci da impiegarsi solo sotto stretto
controllo del medico.
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